
FRA TAC
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This is what childhood looks like in Gaza.


CARO ARCIVESCOVO DI MODENA. UN PO’ PIU’ CRISTIANO, SE LE RIESCE. di Giordano Bruno Trovo curiosa sig. Arcivescovo di #Modena Elio Castellucci, la sua insistenza nel definire Salim Ek Koudri: “E’ Italiano, nessun problema”, preoccupato più dal fatto che la gente possa pensare all’origine marocchina. Magari sulle vittime nulla, ma invece si è lasciato andare in una lunga dissertazione su, indovinate un po’? Repubblica e La Stampa, cioè la famosa “ditta”. Certo che Selim era italiano, Arcivescovo, ma appunto qui sta il problema. Non è un giustificativo artatamente enunciato, ma un peggiorativo. Sta nel constatare al di là di ogni dubbio, che un immigrato a cui abbiamo dato la cittadinanza NON s’è integrato nonostante le scuole che ha frequentato. Il problema è proprio questo, cioè constatare amaramente che seconde e terze generazioni di immigrati si rifiutano di tollerare e integrarsi nella coltura, nelle cittadinanze e nello Stato che ha teso loro una mano. Costoro, fin da ragazzi (maranza) si pongono come cultura islamica che fondamentalmente ci odia, fedeli ad un Corano e una predicazione che naturalmente porta con sé odio e conquista. Odio verso di noi, naturalmente. Infatti El Koudri ha lasciata abbondante traccia del suo odio per i cristiani. E non da pazzo come vorrebbero farlo passare, ma consapevolmente schierato dentro la Jihad. E poi , caro monsignore, noti una cosa: il NOME, Selim. Nessuno di loro anche sulle seconde e terze generazioni usa un nome italiano. Nessuna integrazione lessicale. I nostri emigrati negli Stati Uniti, nella seconda generazione, già mutavano il loro nome, cioè lo americanizzavano: si veda Silvestro Stallone che diventa Sylvester. Per dire Lucas , Mark, Leonard ecc. Disprezzo dell’Italia? Assolutamente no, anzi orgogliosi di essere Italiani, ma comunque un modo di integrarsi verso il popolo che ha aiutato perlomeno i genitori e loro stessi, un modo di essere “dentro” e non marginale o contrario. Con gli islamici non capita mai, gentile arcivescovo. Di seconda o di terza generazione saranno sempre Mohamed, Muhammad, Youssef, Ahmed, Amine, Fatima, Yasmine, Omar. E quindi Selim. Mi creda, Arcivescovo, Lei che mi sembra perfetto per l’Emilia Romagna dei compagni, non c’è nulla da fare. Che poi, pensandoci bene, peggio dei musulmani ci sono i catto-progressisti.








