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Katılım Mart 2022
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FRA TAC
FRA TAC@FRATAC12·
Scrivo da me stesso e non per conto di qualcuno e non rappresento nessuna superpotenza, come potrei. Non mi interessano gli schieramenti. Al massimo sono un portatore sano di concetti, se c’è chi ai concetti è interessato. Risponda su quelli, se lo ritiene. Il mio nome: non conta nulla. Davvero non aggiungerebbe niente ai concetti che esprimo, sarebbe soltanto un nome sconosciuto in mezzo a 1000 altri. Inutile. Il problema vero è che siete preoccupati. Perché il pensiero mio e quello di tanti altri rappresenta in definitiva il pensiero del popolo, e voi che abitate ai piani alti del potere non siete più in grado di controllarlo, nonostante abbiate in mano il megafono dell’informazione. E’ bene che lo sappiate: non vi seguiremo più.
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giorgio bianchi
giorgio bianchi@Giorgioaki·
Pasolini capì prima di ogni altro che il potere "transnazionale", stava prendendo il posto di quello "nazionale" e che questo passaggio stava portando con sé, inevitabilmente, una mutazione antropologica in seno alla società. Egli descriveva un potere totalitario e invisibile che, attraverso il consumismo e i mass media, stava spazzando via le culture locali e le diversità, sostituendole con un modello di uomo standardizzato, massificato e asservito al profitto. Sosteneva che mentre il fascismo mussoliniano non riuscì a uniformare veramente gli italiani (essendo rimasto un regime autoritario ma superficiale), il consumismo ci era riuscito perfettamente, imponendo una dittatura dolce ma totale. "I bisogni indotti dal vecchio capitalismo erano in fondo molto simili ai bisogni primari. I bisogni invece che il nuovo capitalismo può indurre sono totalmente e perfettamente inutili e artificiali. Ecco perché, attraverso essi, il nuovo capitalismo non si limiterebbe a cambiare storicamente un tipo d’uomo: ma l’umanità stessa... creando, nel caso peggiore, al posto del vecchio clerico-fascismo un nuovo tecno-fascismo (che potrebbe comunque realizzarsi solo a patto di chiamarsi anti-fascismo)... creando come contesto alla propria ideologia edonistica, un contesto di falsa tolleranza e di falso laicismo: di falsa realizzazione, cioè, dei diritti civili. Pasolini scriveva questo, in un discorso che non riuscì mai a tenere, mentre descriveva la mutazione del potere in un'opera, Petrolio, che non riuscì mai a completare. Perché fu ammazzato prima. Noi riteniamo che Pasolini sia stato assassinato, proprio per impedirgli di portare a compimento il suo lavoro. Noi sappiamo... e abbiamo le prove. youtu.be/W385x3rvOOo?si…
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giorgio bianchi
giorgio bianchi@Giorgioaki·
La cultura woke è il male Massimo Recalcati, autore di molti testi, psicanalista e docente di Psicoanalisi e scienze umane all'Università di Verona e Psicoanalisi, estetica e comunicazione alla IULM di Milano. La figura del padre va ripensata dai piedi. Il padre non ha sesso: non è lo spermatozoo o quello con la barba. Il padre è un atto e questo atto può compierlo una lesbica, una donna, chiunque. Fiorangela Altamura
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Rumenta 🇮🇹 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿
"repetita iuvant" ITALIANI, I MIGLIORI. Dell’Ing. Marco Pianigiani (ingegnere navale, La Spezia) Sono in Norvegia, in fondo ad un fiordo del cazzo, privo di qualsiasi attrattiva naturalistica, se non fosse perché il termine villaggio è completamente diverso dalla nostra tradizione mediterranea e dalla nostra percezione semantica; un territorio di 1410 km quadrati con una popolazione di 1147 abitanti, come capirò in seguito, uguale ad altri mille, ovvero una impalpabile spolverata di case lontane una dalle altre. Nella lunga notte invernale, queste case sono rintracciabili, ai bordi dell’unica strada che circumnaviga il fiordo, perché hanno delle abat-jour, delle luci, delle candele finte alle finestre prive di scuri, sempre accese notte e giorno. Questo lontananza abitativa delle persone, è rappresentativa della densità dei sudditi del regno, più grande dell’Italia ma con soli cinque milioni di abitanti. La prima caratteristica di questo popolo, che salta all’occhio dello straniero, è la presunzione di superiorità, evidente effetto della mancanza di abitudine alla convivenza che inevitabilmente porta al confronto con gli altri e ad una reale consapevolezza di sé come individui e come popolo. I Norvegesi disprezzano gli Svedesi, figuriamoci gli Italiani, ma come sono finito in questo posto? Lavoro in un grande gruppo cantieristico italiano e sono in una squadra che deve consegnare una nave rompighiaccio per ricerca oceanografica ad un armatore norvegese presso il cantiere che si trova in fondo a questo fiordo del cazzo. E questo posto improvvisamente si è trasformato in un laboratorio antropologico, dove ho capito fino in fondo perché noi Italiani siamo amati individualmente ma odiati come popolo; guardo gli operai norvegesi sono esteticamente impeccabili, tuta mai scolorita, scarponi, casco, occhiali protettivi, cuffie antirumore, ma tecnicamente incapaci per fare un lavoro banale serve un quaderno di istruzioni. Poiché con gli operai norvegesi non riuscivo a completare gli ultimi lavori per la consegna della nave, ho dovuto richiamare la mia squadra italiana che è formata da un gruppo di napoletani; una mattina si sono presentati in cantiere in otto; chi già con addosso gli abiti da lavoro, chi con un sacchetto del Conad con dentro una tuta che ha visto mille lavaggi; il loro capetto si chiama Maurizio, come dice lui “coming from Torre Annunziata”. Lo guardo e gli chiedo: “Dove sono i cassoni degli attrezzi e del materiale?” “Boss mi hai chiamato ieri l’altro sera, secondo te in 24 ore oltre a trovare un volo ed un albergo cosa posso fare di più?” “Secondo te, con che cazzo lo facciamo il lavoro?” “Sono le 8 del mattino, in portineria mi hanno detto di andare tutti insieme al corso della sicurezza di questi mammalucchi e poi mi organizzo” sto per inveire tutti suoi avi quando mi dice: “Prima che tu cominci a gridare nel telefono aspetta mezzogiorno che ti do un ritorno” “Se non mi arriva il ritorno sicuramente ti arriverà una flangia cieca DN300 in piena fronte”. Arrivò mezzogiorno, e passò; mezzogiorno e mezzo, niente; all’una arriva Maurizio, prima che potessi offenderlo come sempre mi anticipò: “Già che c’ero sono andato a mangiare, poi ho trovato il magazzino del materiale, ho visto che c’è quasi tutto quello che mi serve e mi sono messo d’accordo con Alf” “e chi è Alf?” “Il magazziniere, è nu bravo guaglione” “Ma Alf parla inglese?” “No, ma quando mai! e poi io non parlo inglese” “Chissà che cazzo avrà capito!” “Ho trovato anche il magazzino degli attrezzi, è a disposizione di tutti, inoltre i polacchi mi prestano il banco, la saldatrice, il cannello, la piegatubi, e la torcia per il TIG” “e le fasce di sollevamento?” “Sono d’accordo con il gruista dopo le tre si ferma e mi fa gli imbarchi; domani sera ti chiudo il primo impianto”. Maurizio non è mai stato in questo cantiere, non è mai stato in Norvegia, ma è laureato in sopravvivenza alla facoltà di Castellammare di Stabia, guardo lui e guardo i suoi uomini guizzare come delfini intorno ai norvegesi che sembrano un branco di acciughe stordite. Ecco perché questo popolo è odiato, perché è più intelligente.
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KNEECAP
KNEECAP@KNEECAPCEOL·
Fuck the IOF forever. After bombing the hospital their air strike murders the medics and journalists who arrive to assist/document. No words
Dublin City, Ireland 🇮🇪 English
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Andrea M. G. G. Stramezzi MD PhD DDS
I vaccini genici arrivano per tutti gli animali, in EU. L'Europa sta scrivendo le linee guida per autorizzarli anche nei bovini, nei suini e in quelli da compagnia, come già succede negli USA. Se l'Italia vaccina tutti gli allevamenti con questa tecnologia genica, i derivati degli allevamenti (carne, uova e latte) trasformeranno gli italiani in cavie e il nostro paese in un laboratorio. (…) Non ci sono prove di sicurezza minimamente sufficienti e adeguate per salvaguardare i consumatori. Sono prodotti sperimentali genici. Stessa situazione del Covid. (…) Uno sparuto manipolo di “scienziati”/politici difende questa ennesima iniziativa scellerata di Schillaci per motivazioni ignote. Ma il principio di precauzione non se lo ricordano più questi colleghi del “dissenso”? (…) Il sistema sicuro, efficace e economico consolidato per controllare i focolai di aviaria esiste da 100 anni. (…) Non vogliamo più essere usati come cavie da laboratorio direttamente e/o indirettamente con il cibo per nessun motivo! Questa sperimentazione va fermata, subito. Nell’interesse anche degli allevatori. (…) Sta ai cittadini scegliere da che parte stare e a chi far riferimento per la salute loro e dei propri figli. Leonardo Guerra
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FRA TAC
FRA TAC@FRATAC12·
Società al bivio
Sabrina F.@itsmeback_

CARO ARCIVESCOVO DI MODENA. UN PO’ PIU’ CRISTIANO, SE LE RIESCE. di Giordano Bruno Trovo curiosa sig. Arcivescovo di #Modena Elio Castellucci, la sua insistenza nel definire Salim Ek Koudri: “E’ Italiano, nessun problema”, preoccupato più dal fatto che la gente possa pensare all’origine marocchina. Magari sulle vittime nulla, ma invece si è lasciato andare in una lunga dissertazione su, indovinate un po’? Repubblica e La Stampa, cioè la famosa “ditta”. Certo che Selim era italiano, Arcivescovo, ma appunto qui sta il problema. Non è un giustificativo artatamente enunciato, ma un peggiorativo. Sta nel constatare al di là di ogni dubbio, che un immigrato a cui abbiamo dato la cittadinanza NON s’è integrato nonostante le scuole che ha frequentato. Il problema è proprio questo, cioè constatare amaramente che seconde e terze generazioni di immigrati si rifiutano di tollerare e integrarsi nella coltura, nelle cittadinanze e nello Stato che ha teso loro una mano. Costoro, fin da ragazzi (maranza) si pongono come cultura islamica che fondamentalmente ci odia, fedeli ad un Corano e una predicazione che naturalmente porta con sé odio e conquista. Odio verso di noi, naturalmente. Infatti El Koudri ha lasciata abbondante traccia del suo odio per i cristiani. E non da pazzo come vorrebbero farlo passare, ma consapevolmente schierato dentro la Jihad. E poi , caro monsignore, noti una cosa: il NOME, Selim. Nessuno di loro anche sulle seconde e terze generazioni usa un nome italiano. Nessuna integrazione lessicale. I nostri emigrati negli Stati Uniti, nella seconda generazione, già mutavano il loro nome, cioè lo americanizzavano: si veda Silvestro Stallone che diventa Sylvester. Per dire Lucas , Mark, Leonard ecc. Disprezzo dell’Italia? Assolutamente no, anzi orgogliosi di essere Italiani, ma comunque un modo di integrarsi verso il popolo che ha aiutato perlomeno i genitori e loro stessi, un modo di essere “dentro” e non marginale o contrario. Con gli islamici non capita mai, gentile arcivescovo. Di seconda o di terza generazione saranno sempre Mohamed, Muhammad, Youssef, Ahmed, Amine, Fatima, Yasmine, Omar. E quindi Selim. Mi creda, Arcivescovo, Lei che mi sembra perfetto per l’Emilia Romagna dei compagni, non c’è nulla da fare. Che poi, pensandoci bene, peggio dei musulmani ci sono i catto-progressisti.

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Stefano Re 🧱
Stefano Re 🧱@Stefano_Re·
Ecco le marche italiane che hanno accettato di produrre e distribuire prodotti con animali vaccinati con farmaci sperimentali autoreplicanti a mRNA. Regolatevi come credete meglio.
Stefano Re 🧱 tweet media
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FRA TAC
FRA TAC@FRATAC12·
I servi del potere sono tra noi. E guardacaso occupano posti di rilievo nel mondo dell’informazione.
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giorgio bianchi
giorgio bianchi@Giorgioaki·
Tutti che si scandalizzano per Ben-Gvir che fa quello che Ben-Gvir ha sempre fatto, tipo esultare per la pena di morte su base etnica, insultare Marwan Barghouti dopo averlo fatto pestare dalle guardie carcerarie...e tante altre cose "simpatiche". Tuttavia, nessuno si è scandalizzato per decine di migliaia di minori assassinati a Gaza (anche dalla fame), per centinaia di giornalisti scientemente uccisi dall'"esercito più morale del mondo", per le ambulanze ed i paramedici presi di mira dai cecchini e dalle bombe israeliane, per l'altrettanto scientifica distruzione delle proprietà palestinesi in Cisgiordania, l'avvelenamento dei pozzi o il giornaliero furto della terra, senza considerare l'attuale tentativo di pulizia etnica nel sud del Libano. Daniele Perra
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FRA TAC
FRA TAC@FRATAC12·
Giusto per sapere come stanno le cose in Italia
Leonardo Facco@LeofaccoTweet

Immagina che domani mattina il tuo datore di lavoro smetta di fare il sostituto d’imposta. Nessuno ti ha avvisato. Sul conto corrente arriva una cifra che non hai mai visto: 2.500 euro. Il tuo stipendio lordo. Intero. Tutto tuo. Per un momento ti senti ricco. Poi cominciano ad arrivare le lettere. La prima è dell’INPS. Contributi previdenziali a tuo carico: 230 euro. Ogni mese. Li conoscevi — una riga in busta paga, tra le altre. Ma adesso c’è un bollettino da compilare, un importo da digitare, un tasto “conferma pagamento” da premere guardando il saldo che scende. Il numero ha un peso diverso quando esce dal tuo conto. La seconda lettera è ancora dell’INPS. Ma questa non l’avevi mai vista. Mai. In tutta la tua vita lavorativa. Contributi a carico del datore di lavoro: 750 euro al mese. Settecentocinquanta euro. Ogni mese. Da sempre. Il tuo datore li versava per te — non per generosità, per obbligo di legge. Fanno parte del costo del tuo lavoro. Se non esistessero, sarebbero nel tuo stipendio. Ma nessuno te li ha mai mostrati. Non compaiono nella tua busta paga. Non esistono nel tuo mondo. Fino a oggi. Poi arrivano le altre: — IRPEF, Agenzia delle Entrate: 280 euro — Addizionale regionale: 34 euro — Addizionale comunale: 18 euro — INAIL, assicurazione infortuni: 25 euro — TFR: 173 euro al mese — soldi tuoi, tecnicamente, che rivedrai tra venti o trent’anni. Sette voci. Quattro enti diversi. Ogni mese. Adesso devi pagarle. E scopri che ogni ente ha il suo mondo: — L’INPS ha un portale — L’Agenzia delle Entrate ne ha un altro — La Regione un altro ancora — Il Comune un altro Quattro piattaforme. Quattro registrazioni. Quattro password. Quattro interfacce che non si sono mai parlate. Le scadenze: — INPS: entro il 16 del mese — IRPEF: entro il 16, stesso giorno, modello diverso, codice tributo diverso — Addizionali: calendario proprio — TFR: regole a parte Sbagli un codice tributo? Tuo problema. Sbagli il periodo di riferimento? Tuo problema. Versi 10 euro in meno? Tuo problema. Il sistema non ti manda un promemoria. Ti manda una sanzione. — Ravvedimento operoso — Interessi di mora — Cartella esattoriale — Iscrizione a ruolo Ogni errore costa più dell’errore. E per scoprire che hai sbagliato devi saper leggere un F24 — un modulo che l’ottanta per cento dei dipendenti italiani non ha mai visto in vita sua. A quel punto ti serve un commercialista: altri 500-1.000 euro l’anno. Soldi che oggi non spendi, perché il tuo datore fa tutto gratis. Per lo Stato, non per te. Dodici mesi. Sette bollettini al mese. Ottantaquattro pagamenti l’anno. Quattro enti. Un pomeriggio al mese di portali, codici, ricevute, archivi. Due settimane l’anno della tua vita — non per lavorare, non per vivere — per pagare. Adesso guarda i numeri. L’azienda spendeva 3.400 euro al mese per averti. Tu ne vedevi 1.800. La differenza — 1.600 euro ogni mese, 19.000 euro ogni anno — non è mai passata per le tue mani. Non ha mai avuto il tuo nome sopra. Non ti è mai stata chiesta. Non l’hai mai vista. Diciannove. Mila. Euro. A Hong Kong il sostituto d’imposta non esiste. Il dipendente riceve il lordo e paga le tasse da solo. Aliquota massima: 15%. A Singapore lo stesso: 22%. Non è che quei governi si fidino di più. È che possono permetterselo. Quando il conto è ragionevole, il cittadino paga senza che nessuno debba nasconderglielo. In Italia il cuneo fiscale è al 46%. La media OCSE è al 34%. E l’unico motivo per cui non lo sai è che qualcuno ha deciso, molto tempo fa, che era meglio se non lo sapevi. Quel momento in cui ti sei sentito ricco — 2.500 euro sul conto, tutti tuoi? Dura esattamente fino alla prima lettera. (Giovanni Affinita)

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giorgio bianchi
giorgio bianchi@Giorgioaki·
"Nel 2021, in Umbria, i monitor degli ambulatori dei medici di famiglia erano sotto controllo di società private. I dati finivano su server in California. Chi rilasciava troppe esenzioni veniva segnalato. Il giorno dopo arrivavano i NAS. Non è un'ipotesi. È nelle carte del tribunale".  Daniele Giovanardi, intervistato da Giorgio Bianchi ai microfoni di Un Giorno Speciale, rivela come in Umbria i medici di famiglia siano stati monitorati illegalmente tramite algoritmi e server privati durante la campagna vaccinale. Fatti documentati, depositati in procura, ignorati da media e istituzioni. youtu.be/EtjQqYUW_1c?si…
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Marco Mori 🇮🇹
Marco Mori 🇮🇹@MoriMrc·
Debito comune per sanità, pensioni, sicurezza? No, per dare armi ai nazisti ucraini. L’Europa va cancellata.
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