Paolo Ziliani@ZZiliani
Tanto tuonò che (non) piovve. La sosta che doveva portare al rinnovo del contratto di Spalletti se n'è andata senza annunci: e se Comolli stesse aspettando Deschamps?
Magari la Juventus ha messo la sorpresa del rinnovo del tecnico nell'uovo di Pasqua; ma visto il debole dell'Ad per tutto quel che è made in France, un sospetto antico torna insistente a fare capolino
La sosta per le nazionali, così ci avevano detto, cadeva a puntino per permettere all’Ad della Juventus Comolli e a Spalletti di mettersi attorno a un tavolo, parlare e annunciare il rinnovo di contratto dell’allenatore che il 30 ottobre aveva firmato, manco fosse un pincopalla, un accordo fino al 30 giugno senza alcuna opzione di rinnovo nemmeno in caso, ad esempio, di conquista del 4° posto. L’unica opzione, unilaterale, se l’era riservata la società: libera, anche se Spalletti avesse portato la Juventus al 4° posto o persino a vincere lo scudetto, di confermarlo o no a suo piacimento e non per obbligo. Un matrimonio sconcertante con un trattamento quasi offensivo per un professionista dello spessore e dei trascorsi di Luciano Spalletti, 67 anni compiuti il 7 di marzo: ma questo Comolli gli aveva proposto e questo il tecnico di Certaldo aveva accettato.
Ebbene, le due settimane di sosta stanno terminando, gli impegni della nazionale azzurra sono finiti a schifìo, tutto è pronto per il rush finale in campionato ma l’annuncio del proseguimento del matrimonio tra la Juventus e Spalletti non c’è stato...
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