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tuco benedicto pacifico juan quam maria ramirez
@Giocu54
Sono un ermeneuta nel senso vattimiano del termine; possibilista riguardo la possibilità dell’impossibilità di ogni possibilità ed antipodico a tutti i fascismi
Kuala Lumpur City Katılım Ocak 2023
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Coraggio contro l’intimidazione politica.
Corte d’Appello federale di Washington ha restituito a Donald Trump il potere di colpire nuovamente Francesca Albanese con sanzioni politiche, sospendendo la decisione che ne aveva ordinato la revoca.
Solo pochi giorni fa, il Dipartimento di Stato americano era stato costretto a ritirare le sanzioni contro la Relatrice speciale ONU per i territori palestinesi occupati, dopo che un tribunale federale ne aveva riconosciuto l’illegittimità. Ora però l’amministrazione Trump può riprendere la sua offensiva contro una funzionaria colpevole soltanto di denunciare le sofferenze del popolo palestinese.
Francesca Albanese viene trattata come una nemica solo per aver svolto il proprio mandato con coerenza e coraggio. Questa decisione rappresenta un attacco alla libertà di parola, al diritto internazionale e all’indipendenza delle Nazioni Unite.
È un precedente inquietante: gli Stati Uniti non si limitano più a proteggere Israele sul piano diplomatico, ma cercano di colpire chi denuncia occupazione e violazioni dei diritti umani. Colpire una relatrice ONU significa intimidire chiunque denunci le ingiustizie.
Ma la storia insegna che la verità e la resistenza sopravvivono alla repressione. Francesca Albanese rappresenta oggi il coraggio di chi continua a difendere i diritti umani anche sotto attacco.
Io sto con Francesca.

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🔴La guerra è sempre atroce ma cascarci per le menzogne colossali degli ultimi 4 anni è demenziale.
#Russia #Ucraina #Europa #NATO
🟣Nel video, il Prof. Jeffrey Sachs, economista #USA, spiega che l’Ucraina sta facendo di tutto per trascinare in guerra l’Europa, sperando di coinvolgere anche gli USA.
🔻Gli ucraini sono vittima del loro governo corrotto che ha deciso di massacrarli in nome di interessi della NAT0 e dei gruppi finanziari multinazionali occidentali.
🔴Il riarmo della Germania , deciso dal governo Merz, che intende costituire il più grande esercito europeo (da cui saremo costretti a difenderci in futuro, considerato ciò che insegna la Storia) è in TOTALE VIOLAZIONE dei trattati siglati al momento della riunificazione tedesca.
🔻Perché viene consentito?
- Laura Calosso
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Gli attacchi ucraini continuano ad uccidere civili
Gli attacchi di oggi nella città di Gorlovka, nel territorio della DNR hanno provocato quattro morti, tra cui due ragazzi adolescenti. Negli attacchi, secondo quanto riportato dal sindaco della città Ivan Prikhodko, sono rimasti feriti anche tre soccorritori.
Nella regione di Belgord invece, un drone ucraino ha colpito e ucciso un civile nella città di Grajvoron.
Nella regione di Brjansk, missili ucraini hanno colpito un villaggio di frontiera e, secondo quanto dichiarato dal governatore, un civile è stato ucciso e un vigile del fuoco è rimasto ferito. Diversi condomini sono stati danneggiati dalla artiglieria ucraina.
Droni kamikaze sono stati intercettati anche nei pressi di Jaroslavl, città situata a circa 250 chilometri a nord-est di Mosca. Una donna ha riportato lievi ferite da schegge, secondo quanto riportato dal governatore locale. L’attacco ha costretto le autorità a chiudere temporaneamente un’autostrada che collega Jaroslavl alla capitale russa.
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che, durante la notte, le difese aeree hanno intercettato 173 droni ucraini a lungo raggio sopra 14 regioni russe.

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🕯 "Nastya, aiutami, ho paura...", - le ultime parole nella vita di Daria Serdyuk
Nel video, la ragazza chiede aiuto a sua zia. Poi la comunicazione si è interrotta. Daria non è più riuscita a rispondere alla chiamata di Nastya...
Ricordiamo che la studentessa del college di Starabelsk è morta nell'edificio del dormitorio a causa di un attacco ucraino, con droni che al loro interno avevano componenti fabbricati in Italia.
La ragazza era orfana. Oggi sul luogo della tragedia sono arrivati i suoi parenti, ai quali lei aveva inviato gli ultimi messaggi.
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@BastardChiton E dormitori di studenti universitari no?
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Ancora più orgoglioso che Lucio Caracciolo abbia voluto firmare la prefazione di Eurosuicidio.
Leuropa. Appunti su una istituzione fuori tempo e fuori luogo
(Di Lucio Caracciolo, Limes 25 maggio)
In Italia più che altrove nel gergo ufficiale come in quello mediatico – tacciamo dei bar – ogni discorso sull’Europa comincia con l’Europa. Ovvero ne sconta l’esistenza. Si cita il “progetto europeo” – se qualcuno l’ha letto, per favore ne diffonda il testo. Si invita l’Europa a prendere posizione su questa o quella emergenza. Parteciperemmo volentieri a questa campagna se qualcuno ci offrisse l’indirizzo pec dell’Europa, aggiornando l’appello di Kissinger che ne cercava il numero telefonico.
Temiamo avesse ragione il grande storico anglo-neozelandese John Greville Agar Pocock quando osservava che “Europa è una parola usata per bloccare ogni pensiero critico su di essa”. Così rispondendo forse inconsciamente a Musil: per capirci è meglio guardarci dagli antipodi.
Altro virtuosismo nostrano: per noi italiani Europa è sinonimo di Unione Europea. Tradotto: 44=27. Inteso palindromo. Il numero degli Stati membri dell’Ue è agguagliato a quello degli Stati considerati europei dalle Nazioni Unite. Forse dovremmo porre il quesito a Voltaire redivivo, che s’immaginava nel Mare di Azov, poco a est della Crimea, a chiedersi dove finisse l’Europa e cominciasse l’Asia. Oggi non la migliore postazione per riproporsi il dilemma, restandovi da determinare per trattato dove cominci la Russia e finisca l’Ucraina.
Tanto premesso per azzardare uno sguardo libero sulla condizione della casa comunitaria. Di cui trascuriamo che fu parto indotto dall’egemone americano a europei vinti ma non convinti di amarsi. Ex imperi felicemente declassati per tre generazioni a paciosi semiprotettorati a stelle e strisce – noi italiani e tedeschi più di altri. Sotto il virtuale ombrello americano di cui scopriamo con orrore la latenza. O l’assenza. Ragion pratica vorrebbe che gli euroatlantici sedotti e abbandonati dall’impero americano impegnato a curare – accentuandolo – il male domestico, ne prendessero atto operativo. Verificando se le istituzioni comunitarie sono in grado di aiutarci a navigare questo mondo senza centro, oppure no. Incliniamo verso la seconda ipotesi.
Non si può chiedere troppo a un’istituzione tanto sui generis da definirsi “unione sempre più stretta”. Ossimoro: se dobbiamo avvicinarci sempre scontiamo di non unirci mai. Al di là della semantica, pur rivelatrice di un inconscio collettivo, constatiamo che di fronte alle crisi il primo riflesso degli eurosoci è correggere le regole del gioco perché non funzionano, anzi se attese aggravano la tabe che dovrebbero curare. Voluto riferimento ai vincoli fiscali, offesa al senso comune se omettessimo che a Bruxelles il senso comune è bandito.
Non abbiamo ricette precotte da vendere. Salvo l’impressione che l’Unione Europea abbia fatto il suo tempo, tanto da esasperare le divisioni anziché calmarle. Invece di sedare i nazionalismi li accentua. Presuppone unità di valori e interessi di fatto divergenti, che obbligherebbero a compromessi scaleni o alla presa d’atto della loro incomponibilità. Quindi a cercare nuove piste per assicurare pace e progresso a popoli in stress da incertezza permanente su quasi tutto. Vogliamo parlarne? Non è dolce naufragare in questo mare.

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@ilfoglio_it Ma figurati Erri, è tutto un enorme set cinematografico. Guarda come sono bravi i palestinesi, i bambini sembrano addirittura veri. Vergognatevi nei secoli dei secoli.
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