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@Iannis2003

Curioso del mondo, desideroso di infinito

Pavia Katılım Mayıs 2010
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Riccardo Trezzi
Riccardo Trezzi@RiccardoTrezzi·
🇮🇹 Era chiaro già dal 2016 ma d'ora in avanti possiamo ritenere archiviata per sempre l'idea di cambiare la Costituzione a maggioranza semplice? Grazie.
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Tatiana Esse_Tarty 
Tatiana Esse_Tarty @tatianasaggio·
@Iannis2003 @pier_falasca Diventa poco sostenibile cambiarla. Molti mantengono la residenza giù per non perdere le agevolazioni dei costi della prima casa al sud (mutui, bollette ecc). Va cambiato che la prima casa è tale anche se non risiedi.
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Piercamillo Falasca 🇮🇹🇪🇺
Quando analizzate la più bassa affluenza al sud rispetto al resto d’Italia, oltre a tener conto di una maggiore tendenza al non voto, considerate anche un fenomeno sempre più evidente: al sud ci sono ormai centinaia di migliaia, se non milioni, di residenti fantasma. Lavoratori al nord, studenti fuori sede, proprietari di prime case domiciliati altrove e - fenomeno recente - anziani over 75 che hanno seguito i figli al centro nord, restando formalmente residenti al sud (fenomeno su cui Svimez ha messo giustamente la lente). Tutto questo andrà prima o poi risolto, riconoscendo pienamente il voto ai fuori sede, se non vogliamo ridurre ulteriormente lo spazio della cittadinanza. #referendum
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Lorenzo Ruffino
Lorenzo Ruffino@Ruffino_Lorenzo·
Davvero complicato fare previsioni. Un'alta affluenza dovrebbe favorire idealmente il centrodestra. Ma ci sono precedenti (anche nel mondo) di governi che dopo oltre tre anni in una difficile situazione economica e internazionale vincono bene un voto ad alta partecipazione?
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Lorenzo Ruffino
Lorenzo Ruffino@Ruffino_Lorenzo·
Lo spaccato per macro regione mostra invece decisamente dei dati peggiori per il Sì, in prima modo al Nord.
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Lorenzo Ruffino
Lorenzo Ruffino@Ruffino_Lorenzo·
Le correlazioni delle 23 danno delle linee abbastanza piatte, ma ora quella del centro-sinistra fa meglio di quella del centro-destra. Rispetto alle precedenti rilevazioni, ieri sera l'affluenza ha un po' rallentato ma rimane comunque alta.
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Sondaggi Bidimedia
Sondaggi Bidimedia@SBidimedia·
Fermo restando uno scenario favorevole al Sì, data l'enorme affluenza, il dato delle 19.00 mostra come le Città stiano votando di più (quando di solito votano meno della media nazionale). #referendumgiudistiza2026
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Lorenzo Ruffino
Lorenzo Ruffino@Ruffino_Lorenzo·
Non sarà semplicissimo oggi fare confronti sull'affluenza perché non abbiamo un paragone su due giorni con il lunedì (2022 si votò solo la domenica, nel 2024 sabato e domenica). Anche l'affluenza finale dell'Europea è problematica perché c'erano anche le comunali insieme.
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Gianni Balduzzi 🇪🇺🇺🇦
@dariodangelo91 Le guerre di aggressione motivate come difensive e preventive lasciale a Putin. Chi da 4 anni ha scoperto l'inganno russo non crede alla propaganda di Trump e Netanyahu. E non dovresti crederci neanche tu
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Dario D'Angelo
Dario D'Angelo@dariodangelo91·
🚨🚨🚨🪖🇺🇸🇬🇧🇪🇺🇮🇱🇮🇷 Le lancette sull’orologio le vedo pure io. E che le ore siano ancora troppo piccole lo intuisco benissimo. Ma ciò che è accaduto questa notte è un potenziale game-changer: questo punto nave non può attendere.  Mi spiego: i lanci di missili balistici andati in scena questa notte contro la base angloamericana di Diego Garcia hanno il potere di cambiare la natura di questa guerra. O almeno dovrebbero.  Non più o non solo una guerra nell’interesse esclusivo di Israele. Non più o non solo “l’escursione” (cit.) di un Presidente degli Stati Uniti verso cui non nutriamo particolare simpatia. Una guerra giusta, invece. Necessaria. Difensiva. Di natura preventiva.  Forse ora qualcuno riconoscerà - forse, ripeto - che il programma missilistico iraniano è davvero una minaccia per tutti. E che il rifiuto categorico di Teheran di inserire questo argomento nei negoziati nucleari con gli Stati Uniti nascondeva una trappola per il mondo intero, anzitutto per gli europei.  Ora, dobbiamo intenderci: abbiamo ancora troppi pochi elementi per dire cosa sia accaduto con esattezza. Non sappiamo ad esempio dove siano atterrati di preciso i due missili diretti verso la base di Diego Garcia. E nemmeno se - come viene ipotizzato - almeno uno sia stato ingaggiato dagli americani con successo con un intercettore SM-3.  Possiamo fare però qualche ipotesi: il maggiore indiziato, se cerchiamo il vettore che potrebbe aver percorso una distanza vicina ai circa 4000 km che separano il territorio iraniano da quello della base USA-Regno Unito nell’Oceano Indiano, è il Khorramshahr-4. Le stime ufficiali gli attribuivano in realtà una gittata di 2000 km e rotti. L’ipotesi di scuola è che trasportando una testata molto più leggera possa spingersi ben oltre.  Promemoria: l’Iran ha sempre negato di essere in possesso di missili capaci di percorrere una distanza superiore ai 2000 km.  Qualche anno fa, in un intervento pubblico, perfino Ali Khamenei disse che dai Guardiani della Rivoluzione gli era arrivata una richiesta: aumentare la capacità dei missili iraniani fino ai 5000 km. Rifiutò. O almeno così disse ufficialmente. Non sappiamo se fu un bluff o se (ampiamente possibile) i Guardiani della Rivoluzione abbiano perseguito ugualmente i loro disegni.  L’alternativa che mi viene in mente è che l'Iran stia ora attingendo al proprio arsenale di vettori spaziali convertendoli in missili balistici. Chi conosce la natura di questo regime sa da tempo che questi razzi sono stati a lungo presentati come funzionali ad attività per scopi civili ma che in realtà servivano ad acquisire tecnologia militare per la creazione di missili in grado di trasportare una testata nucleare. Vedremo.  Ciò che sappiamo dopo stanotte, in ogni caso, è che forse la precisione sarebbe ancora un problema, che le probabilità di un impatto diretto sarebbero comunque ridotte, ma che il raggio della guerra iraniano deve essere allargato. Il problema riguarda tutto il continente europeo. Alto Nord escluso, probabilmente.  Questo per dire cosa? In una notte senza sonno, l’ennesima, per dire che nessuno in Europa può dire in coscienza “non è la nostra guerra”.  Lo è, potrebbe esserlo, e non per nostra scelta.  Il Blog continuerà ad aggiornarvi con l’onestà e l’impegno di sempre. Chi apprezza questo spazio di informazione indipendente lo sostenga: dangelodario.it/iscriviti Ps: buonanotte o buongiorno, a seconda di quando leggerete.
Dario D'Angelo tweet mediaDario D'Angelo tweet media
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Gianni Balduzzi 🇪🇺🇺🇦
@dariodangelo91 Dalle tue stesse parole nell'articolo si evince che non ci sarà nessun intervento delle flotte europee nella guerra. Quindi è esattamente come i giorni scorsi: non si partecipa a una guerra illegale. Il modo per aprire Hormuz c'è: la fine immediata degli attacchi USA e di Israele
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Dario D'Angelo
Dario D'Angelo@dariodangelo91·
🚨🪖🇺🇸🇮🇱🇮🇷🇬🇧🇫🇷🇮🇹🇩🇪🇳🇱🇯🇵 Ohibò, qualcosa si muove. Oplà, qualcos’altro si muoverà. Sono serviti alcuni giorni, il tempo necessario (troppo) per permettere ai tribuni social di coltivare l’illusione che ignorare la chiamata degli Stati Uniti d’America fosse possibile per l’Europa nella realtà di sicurezza di oggi, abbastanza per fingere che la questione fosse solo un problema degli altri, mica di tutto il mondo. Ma il lato positivo della realtà è che può farti attendere, costringerti a ingoiare diversi bocconi, eppure prima o poi arriva, bussa alla porta, alle volte la sfonda. - E poi arrivò la realtà: primo (debole) risveglio occidentale a Hormuz. Retroscena: il ruolo dietro le quinte dell'Italia e le due opzioni per riaprire lo Stretto con la forza. Facciamo un punto nave. Buona lettura sul Blog: dangelodario.it/2026/03/19/e-p…
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Connor MacLeod
Connor MacLeod@ConnorM85590330·
Genialne‼️😂😂😂
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Dario D'Angelo
Dario D'Angelo@dariodangelo91·
🚨🪖🇺🇸🇪🇺🇮🇱🇮🇷 Lindsey Graham: "Mai sentito Trump così arrabbiato in vita mia". Per questa sera vi consiglierei di riattivare le notifiche della diretta del Blog (anche tramite app). Credo serviranno.
Dario D'Angelo@dariodangelo91

🚨🪖🇺🇸🇪🇺🇮🇱🇮🇷 Avevo scritto che avremmo riaperto la diretta in caso di necessità, per eventi particolarmente importanti. L'eliminazione di Ali Larijani avrebbe già potuto giustificare una decisione simile. Ma quella di oggi resterà come una delle giornate più importanti dall'inizio della guerra forse per un altro motivo: per la frattura consumatasi fra le due sponde dell'Atlantico. Donald Trump ha finito di parlare poco fa dallo Studio Ovale. Le sue dichiarazioni stanno già facendo il giro del mondo. E continueranno. Le troverete tutte. Sono tra i pochi che hanno sempre messo tutte e due le mani sul fuoco, anche dopo il suo arrivo alla Casa Bianca, sul fatto che l'alleanza tra Stati Uniti ed Europa - con il suo "patto del moschettiere", che è il fondamento della NATO - sarebbe rimasta al sicuro. Il tono delle dichiarazioni pronunciate da Trump (e non solo) mettono sotto forte stress quell'assunto. Credo che il rifiuto dei Paesi europei di prendere parte alla "Coalizione di Hormuz" per garantire la libertà di navigazione nello Stretto verrà utilizzata come una clava dalla componente MAGA presente alla Casa Bianca alla prima occasione utile. Di più: temo che a fare le spese di questa mancata disponibilità saranno non tanto i prezzi del petrolio, quanto gli ucraini nell'immediato. Lo so, la sto prendendo larga. Ma la situazione è seria e abbiamo dichiarazioni, retroscena, tanto da dirci. Il Blog apre la sua Situation Room: dangelodario.it/2026/03/17/no-…

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Nena
Nena@Nena775570721·
@Iannis2003 @dariodangelo91 Dillo a Russia, Gaza, Iran e proxy. Digli anche che se lo fanno poi devono essere preparati alle conseguenze. O il contrattacco deve essere proporzionale a seconda delle simpatie? No perché abbiamo visto come ha funzionato male per gli ucraini.
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Dario D'Angelo
Dario D'Angelo@dariodangelo91·
🚨🪖🇺🇸🇮🇱🇮🇷 PUNTO NAVE E PIT-STOP. MESSAGGIO AI LETTORI In questi anni sono stato definito "megafono di Netanyahu" quando sostenevo (quasi da solo) che Israele stesse cambiando volto al Medio Oriente dopo il 7 ottobre. Negli stessi giorni, altrove, si leggeva che Hamas stava vincendo la guerra, che lo Stato ebraico sarebbe stato travolto o sarebbe imploso (questione di poco), e che la Repubblica Islamica sarebbe emersa come la maggiore potenza della regione. Andando avanti ho preso insulti e sberleffi quando scrivevo che in Siria le cose sarebbero andate molto meglio con l’ex terrorista Al Jolani che col dittatore Bashar al-Assad. Chiedete ai siriani come stanno un anno dopo. A un certo punto sono stato accusato di essere filorusso, di fare il gioco di Mosca (proprio io, sì, tenetevi forte) per aver detto che le inchieste anticorruzione a Kyiv, se non adeguatamente gestite, si sarebbero trasformate in un pericolo per Zelensky. La mia colpa? Aver raccontato delle manifestazioni di piazza in corso. Tempo dopo è saltata la testa di Andriy Yermak, storico braccio destro del presidente ucraino. Arriviamo ai nostri giorni. Sotto i post in cui scrivevo che Trump avrebbe attaccato l'Iran, ho contato una quantità abnorme di segnalibri. Erano probabilmente delle stesse persone che nei commenti e nei messaggi diretti mi scrivevano che ero un ingenuo, che il presidente avrebbe fatto TACO e non si sarebbe mosso. E oggi? Oggi sono diventato improvvisamente “trumpiano” - proprio io, che fino a un annetto e mezzo fa ero "troppo poco lucido quando si parla di Biden" (lo so, purtroppo ho una buona memoria: io, mica il vecchio Joe). Il motivo è presto detto: purtroppo sostengo le ragioni di questa guerra. Peggio: non mi unisco al coro di chi la definisce un minuto sì e l'altro pure "un errore, un fallimento, la prova di una cattiva pianificazione". Dunque, tutta questa premessa per dirvi...? Fondamentalmente tre cose. La prima: "Solo chi fa sbaglia". Non ho la verità in tasca, non ho l'arroganza di non sbagliare mai, ho già sbagliato in passato e continuerò a farlo in futuro. Ma ogni tanto - sarà fortuna o non so cosa - qualche previsione l'ho presa. Anche per questo può risultare stancante (ultimamente ogni giorno) leggere attacchi - pure personali - soltanto perché non la penso come voi o come i vostri esperti di riferimento del momento. Spero di non dover arrivare alla chiusura dei commenti sui social per potermi concentrare unicamente sul lavoro anziché perdere tempo a rispondere ai provocatori (e diffamatori) di professione. La seconda è rivolta a chi si dice "deluso", a chi sostiene di non riconoscersi più in questo posto: mi dispiace, ma non cambierò il modo di analizzare la realtà solo perché non siete d'accordo. Ho un mio metodo di lavoro. Credo funzioni. Contano e conteranno sempre i miei occhi, non ciò che leggete altrove e sperereste di vedere confermato in questo posto. Si chiama "Il Blog di Dario D'Angelo" per un motivo. Crearlo ha richiesto grande fatica e ancora più coraggio. Non ho fatto tutto questo per copincollare su queste pagine le altrui opinioni. Non vi trovate bene? Grazie di cuore per la fiducia e il sostegno finora, è stato un onore, ma se siete qui per scrivermi un giorno sì e l'altro pure "prima ti apprezzavo ma ora...", "peccato..." e "la direzione che ha preso il Blog" - di nuovo, grazie, ma quella è la porta. Non si può piacere a tutti (e onestamente non voglio). Alt, prima di lasciarci, se proprio volete un parere più autorevole del mio (e ce ne sono molti), vi sottopongo l'ultima - davvero l'ultima - valutazione dell'Institute for the Study of War. Non sono propriamente degli scappati di cosa: almeno su questo siamo d'accordo? Vi prego davvero di leggerla con attenzione, sono davvero poche righe (poi arriviamo alla fine del discorso): "Il Comando Centrale degli Stati Uniti aveva chiaramente pianificato di sopprimere gli attacchi marittimi iraniani, indipendentemente dalla sorpresa che l’amministrazione avrebbe manifestato per l’intensità degli attacchi nel Golfo Persico. La campagna per sopprimere gli attacchi marittimi ha diverse fasi che rispecchiano le fasi della campagna complessiva: soppressione delle difese aeree nemiche lungo la costa per consentire ulteriori attacchi e pattugliamenti con elicotteri; soppressione degli attacchi iraniani con missili balistici e droni; distruzione della marina iraniana; e, infine, sconfitta delle capacità iraniane di impiego di missili antinave e droni. L’Iran rimane un avversario statale relativamente forte, con notevoli capacità militari che sta utilizzando per danneggiare infrastrutture e forze statunitensi e alleate e per imporre costi politici. Gli attacchi iraniani non hanno ancora influenzato le operazioni militari statunitensi e sono rimasti molto al di sotto delle aspettative iraniane di attacchi con migliaia di missili e droni. Le prove disponibili supportano la valutazione secondo cui la campagna combinata sta finora raggiungendo i suoi obiettivi militari, ma non è ancora conclusa. Dichiarare la campagna un fallimento in questa fase è quindi prematuro. Il crollo degli attacchi con droni e missili iraniani - diminuiti significativamente dal 28 febbraio - offre un quadro convincente del fatto che la campagna militare sta degradando le capacità balistiche e di droni. Il proseguimento degli attacchi con droni e missili - per non parlare dei circa 150 lanciatori ancora disponibili - indica naturalmente che queste risorse rimangono una minaccia e dovranno essere completamente neutralizzate. Anche la minaccia marittima dovrà essere soppressa allo stesso modo. Tuttavia, la campagna militare contro gli attacchi con missili e droni e contro gli attacchi marittimi deve essere valutata sulla base delle prove che mostrano se si stiano compiendo progressi verso gli obiettivi militari. È ancora troppo presto per prevedere se l’attuale campagna militare raggiungerà gli obiettivi politici complessivi o per quanto tempo dureranno le interruzioni del flusso di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Ma dichiarare questa operazione un fallimento militare è prematuro mentre la campagna è ancora in corso e incompleta, soprattutto perché le prove mostrano chiaramente che si stanno compiendo progressi verso il raggiungimento dei suoi obiettivi fondamentali". Chi ha avuto la pazienza di leggere il Blog in questi 17 giorni di guerra credo riconoscerà di essere in linea con il racconto. Terza e ultima cosa, rivolta ai tanti lettori appassionati di questo spazio indipendente. So bene che la "maggioranza silenziosa" (cit.) - scusate, ma ironizzare un po' è sempre più forte di me - segue il Blog con l'attenzione e l'affetto di sempre. Anzi, pure più di sempre. Lo dicono i numeri - in grande crescita - sia per quanto riguarda le iscrizioni che le letture dei singoli pezzi. Grazie. A voi vanno le mie scuse per questo lungo sermone, ma era necessario fare un pit stop visto che credo di essere uno dei pochi in Italia a non parlare in termini tragici di questa operazione. Il vostro eventuale disorientamento, insomma, meritava una risposta. Ora, se avete qualche amico o parente che credete possa resistere in un luogo evidentemente molto diverso dal tipo di media che siamo abituati a masticare in Italia - uno in cui si commentano i fatti, non le persone - se pensate sia disposto a leggere le notizie di un blogger anche senza sapere per chi vota, se fino a oggi vi siete trovati bene con le anticipazioni lette qui sopra, fategli conoscere il Blog: dangelodario.it/iscriviti Grazie davvero. Dario
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Gianni Balduzzi 🇪🇺🇺🇦
@Nena775570721 @dariodangelo91 Il diritto non deve "funzionare", esiste, che non puoi bombardare e uccidere senza motivo è proprio l'Abc, e rimane valido anche se tutti lo fanno. Anche a Tijuana l'omicidio rimane illegale anche se c'è il record di morti ammazzati
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Nena
Nena@Nena775570721·
@Iannis2003 @dariodangelo91 Il diritto fino ad ora per tutte e tre le questioni è risultato inutile. Il diritto funziona solo se entrambe le parti lo rispettano e non hanno intenzione di annientare l'altro.
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Quintus Poppaedius Silo
Quintus Poppaedius Silo@francescoproia·
Fino a qualche anno fa eravamo noi ad andare al cinema, al ristorante, per negozi o in piazza. Adesso, invece, sono loro che vengono a casa nostra. Ma tutto ciò a mio avviso non va bene, perché l'uomo è da sempre un animale sociale, e se togliamo il sociale, non resta che l'animale.
Quintus Poppaedius Silo tweet media
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Gianni Balduzzi 🇪🇺🇺🇦
@dariodangelo91 Segue - sono crimini perché uccidono innocenti e vanno molto al di là delle operazioni contro Hamas. Ora è illegale un attacco all'Iran, che non era un pericolo immediato, che non aveva invaso nessuno. Non si può sostituire il diritto con la (propria) morale
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Gianni Balduzzi 🇪🇺🇺🇦
@dariodangelo91 La questione, Dario, non è politica. È legale, è completamente diverso. L'invasione russa dell'Ucraina non è un crimine perché a noi piace di più Zelensky, perché l'Ucraina è europea, ma perché invadere il vicino nel XXI secolo è un abominio. Idem i massacri di Gaza, segue
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@dariodangelo91 Non c'è bisogno di rispondere di no. Basta ignorarlo, domani Trump salterà fuori con qualche altra stupidaggine. Qualcuno ricorda dell'interruzione dei commerci con la Spagna? La Groenlandia è americana ora? 🤣
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Dario D'Angelo
Dario D'Angelo@dariodangelo91·
🚨🪖🇺🇸🇮🇱🇮🇷🇨🇳🇬🇧 Lo sforzo è in corso. Dove porterà lo dirà il tempo (poco). Donald Trump sta davvero tentando di mettere in piedi una coalizione navale per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo sta facendo alla sua maniera: caotica, incoerente, minacciosa. Ma l’idea merita di essere quanto meno approfondita (per chi ne ha voglia). E allora: con chi parla il presidente USA per riaprire lo Stretto? Qual è lo stato dell'arte? Quali sono le 4 posizioni emerse finora? E perché la visita in Cina rischia di saltare? Bonus: cosa pensa Keir Starmer della possibilità di un regime change in Iran? Abbiamo come sempre tanto da dirci. Facciamo un punto nave. Buona lettura agli iscritti al Blog: dangelodario.it/2026/03/16/la-…
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