Dottor Dulcamara
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Dottor Dulcamara
@Interviolante
Ex prof. di Italiano e Latino al liceo; amo la letteratura medievale; la storia antica; la pittura fiamminga; Mozart; Chandler; i fratelli Coen e l'Inter.
Siena Katılım Kasım 2023
201 Takip Edilen44 Takipçiler

@bruno_longhi Ricordando che la gran parte della nomenclatura del calcio è opera di Giovanni Brera. Centrocampista trequartista centromediano metodista ecc
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@IlVal_79 E tra gli interisti c'è chi vagheggia Simeone (con quello stipendio da nababbo).
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@CanciAbo @Serv_Pubblico @lucatelese @PiazzapulitaLA7 Sono quattro gatti, ex stalinisti, esasperati perché vivono nella provincia "bianca" di Toscana.
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La feccia del team @Serv_Pubblico Vannacci @lucatelese @PiazzapulitaLA7
Una delle tifoserie di più estrema destra d’Italia, con curva Ovest piena di quella roba lì🤮
PUTIN@PUTIN1TRUMP
I tifosi della Lucchese hanno onorato i ragazzi morti nel dormitorio russo .
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@mcerrato72 Secondo me, quella tra giochisti e risultatisti è diatriba da tv, dove conta schierarsi e contrapporsi; è chiaro che ci vuole il gioco, anche essenziale, per raggiungere il risultato. La polemica nasce solo per difendere allenatori che hanno smesso di studiare nuove soluzioni.
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@bettercallcosta Allenatore sopravvalutato e scadente comunicatore; venendo da Certaldo, patria del maggior narratore italiano, e dalla cultura contadina, vorrebbe affabulare con linguaggio sapienziale, da "vecchio saggio", ma riesce solo ad essere contorto e oscuro.
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@Cobretti_80 Allenatore sopravvalutato, scadente anche sul piano della comunicazione: pur essendo di Certaldo, patria del più grande narratore italiano, si esprime in maniera involuta con linguaggio che vorrebbe sembrare sapienziale, da "vecchio saggio", ma è solo contorto e fumoso.
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@AlfredoPedulla @nadycolor95594 Allegri è bravo ad allenare soprattutto i giornalisti.
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@90ordnasselA Neasun allenatore è più grande dell'Inter, della Juventus e del Milan ma Conte, come Ancelotti e Benitez, è allenatore più grande del Napoli.
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@raffaelecaru Allegri è bravo soprattutto ad allenare i giornalisti.
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Nel 2026 il calcio va verso una direzione
Conte è un vincente nato. Ma non puoi costruire. Vince e scappa. E a Napoli va via infatti dopo aver vinto e fallito (questa stagione è un mezzo fallimento)
Allegri è un allenatore morto. Gode ancora dei soliti amichetti giornalisti che lo difendono non si sa perché. Il Milan non ha mai giocato a calcio. Mai.
Fabregas oggi è un visionario. E il Como va in Champions con merito.
Gasperini quello che tocca lo fa diventare oro. Roma torna in Champions con merito.
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GREAT nomination & well deserved too!
The 'draft dodger' currently in the Oval
Office probably won't be pleased with
Zelensky's @NobelPrize nomination? 🤷♀️
So, please do NOT share, got it? 😉
Wave a 🇺🇦 flag if you stand with Ukraine
and Zelensky! 🙏 🇺🇦 #SlavaUkraine 🇺🇦

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@Inter_Xtra Conte è troppo per il Napoli e il suo presidente. Va bene Italiano o Paladino.
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🤣🎙️ Napoli's post-match press conference between President, Aurelio De Laurentiis, and Manager, Antonio Conte:
De Laurentiis: "Without injuries, we easily would have won the league again."
Conte: "Absolutely NOT."
De Laurentiis: "Come on, I'm telling you!"
Conte: "I absolutely disagree with you. Credit must be given to #Inter, who are a great team. Last year they reached the Champions League final, and this year they've even gotten better. They deserved to win."
De Laurentiis: "#Inter is such a great team, that in Europe they did WORSE than last year.."
Conte: "Well, they did better than us. They went further than we did."
De Laurentiis: "Sure, but that's something different."
Conte: "I'm sorry, but I don't like clinging to these things. We have to acknowledge others' victories and show respect. If we want respect, we have to give it. #Inter deserved to win the league, with injuries or not." @marifcinter


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@RudiGhedini 2026 un anno straordinario: scudetto e coppa Italia all'Inter, Juventus e Milan fuori dalla Champions.
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De Laurentiis: "Senza gli infortuni avresti vinto ancora tranquillamente il campionato"
Conte: "Ma assolutamente no"
De Laurentiis: "Ma come no? Te lo dico io"
Conte: "Non mi trovate assolutamente d'accordo. Bisogna dare meriti all'Inter, che è una grande squadra. L'anno scorso è arrivata in finale di Champions e quest'anno si è anche rinforzata. E ha meritato di vincere"
De Laurentiis: "Beh l'Inter è talmente una grande squadra che in Europa ha fatto meno dell'anno scorso"
Conte: "Ha fatto più di noi. Ha fatto uno step più di noi"
De Laurentiis: "Vabbè ma quello è un altro discorso"
Conte: "Mi dispiace ma aggrapparsi a queste cose non mi piace. Bisogna riconoscere la vittoria degli altri e avere rispetto. Se vogliamo rispetto lo dobbiamo dare. L'Inter ha meritato, con infortuni e senza infortuni. Magari senza infortuni finivamo fuori dalla Champions"

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@paolobrozovic88 Alla rinfusa: Calha, Zielinski, Barella, Sucic, Massolin e Stankovic. Ne prendono solo uno: Konè o Jones (più facile il primo). Piuttosto serve un'altra punta: facciamo tornare il figliol prodigo Icardi?
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@Mikloo10 È più obiettivo ritenere che siano solo la voce di uno che pensa che i magistrati si possano corrompere. Bisogna decidere se lo pensa per esperienza o per mera illazione.
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@marsetac Analisi acuta del problema. La paura delle cancellerie occidentali è sempre stata la scissione dell'enorme impero in tante schegge impazzite dotate di armi nucleari.
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È chiaro a tutti che la Russia di Putin è ormai avviata ad un inesorabile schianto. La cannibalizzazione economica in virtù della quale l’ostinazione militare sta divorando tutto il resto ed il conseguente avvitamento liberticida, che serve a schiacciare un paese che rischia di esplodere per la rottura del patto sociale (meno diritti in cambio di più sicurezza) da parte del regime, condurrà ad un crollo che potrebbe essere assai peggiore di quello dell’URSS.
Lo smantellamento dell’impero sovietico, allora, fu infatti in qualche modo ammortizzato dalla presenza di una burocrazia di partito (il PCUS) che, seppur corrotta, garantì una transizione istituzionale. Oggi la Russia è invece uno Stato personalistico, privo di contrappesi. Se cade il vertice, non c'è una rete di sicurezza, ma solo il vuoto o lo scontro tra signori della guerra.
Dopo il 1991, terrorizzato dall'anarchia nucleare e dall'instabilità geopolitica, l'Occidente applicò la dottrina del "Too big to fail" (troppo grande per fallire). Furono inviati aiuti umanitari, si stabilizzò l'economia, si integrò Mosca nel G7 e nei mercati globali. Ma oggi possiamo dirci, cinicamente lo riconosco, che fu un catastrofico errore di valutazione. Si curarono i sintomi economici, ignorando la malattia culturale.
A differenza della Germania del 1945, costretta a guardare in faccia i propri orrori attraverso la capitolazione e la denazificazione, la Russia del 1991 è stata esentata dall'obbligo di fare i conti con la propria storia ed ha quindi vissuto la fine dell'URSS come un mero incidente burocratico.
I crimini del KGB non sono mai stati processati, gli archivi sono rimasti in gran parte sigillati e l'apparato di potere sovietico si è semplicemente riciclato nella nuova oligarchia. Senza una catarsi storica, la popolazione russa non ha elaborato il lutto della fine dell'impero, ma ha interiorizzato gli aiuti occidentali come un'umiliazione, covando un risentimento che Putin ha cavalcato per vent'anni.
Non avendo vissuto un trauma culturale profondo, il sistema politico russo opera dunque come una patologia recidiva. Putin non è un'anomalia storica o un meteorite caduto per caso sul Cremlino; è il prodotto logico e inevitabile di una cultura politica che non ha mai rinunciato al proprio istinto coloniale verso i paesi vicini.
Se domani il regime collassasse e l'Occidente decidesse nuovamente di intervenire per "stabilizzare" la Russia, finanziando la sua ricostruzione in nome del pragmatismo, il ciclo si ripeterebbe identico: salirebbe al potere un leader apparentemente moderato o tecnico, seguirebbe la riapertura dei mercati, la Russia userebbe la ricchezza ritrovata non per modernizzarsi, ma per riarmarsi, ma alla fine la “fabbrica dei Putin” produrrebbe il nuovo zar, che risveglierebbe il nazionalismo revanscista, aggredendo un altro vicino.
È un meccanismo biologico di autoalimentazione. Curare l'economia di un impero malato senza curarne la società significa solo finanziare la sua prossima metamorfosi autoritaria.
Il prossimo crollo della Russia sarà dunque drammatico, caotico e spaventoso per le cancellerie occidentali. La tentazione di intervenire per mettere in sicurezza l'arsenale atomico e i corridoi energetici sarà forte. Ma cedere a questa tentazione significherebbe condannare le prossime generazioni a una nuova guerra eurasiatica. Una peggiore delle precedenti, visto che ad ogni giro di campo della storia, il “putinificio” russo perfeziona i suoi modelli, imparando qualcosa dagli errori del passato.
La coesistenza pacifica con il resto del mondo richiede un prerequisito non negoziabile: la rinuncia definitiva alle ambizioni imperiali. Poiché la società russa ha dimostrato di non saper avviare questo processo da sola, l'isolamento e lo schianto economico diventano gli unici vettori di cambiamento rimasti.
Il compito dell'Occidente non sarà quello di ricostruire la Russia, ma di erigere un cordone sanitario invalicabile attorno ai confini della NATO e dell'Europa, proteggendo i paesi democratici dalle schegge dell'esplosione. La Russia deve essere lasciata sola davanti alle sue macerie materiali e morali. Solo quando avrà esaurito ogni illusione di grandezza imperiale, potrà forse nascere una generazione di russi libera dal virus del revanscismo. Fino ad allora, il miglior aiuto che possiamo dare alla Russia è lasciarla cadere.

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@alanfriedmanit Bisogna distinguere 4 livelli di filoputinismo: 1) gli ex stalinisti nostalgici dell'URSS; 2) gli antioccidentalisti e antieuropeisti; 3) gli ammiratori rossobruni dell'autoritarismo; 4) quelli che tengono famiglia e devono mettere insieme il pranzo con la cena.
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Crazy stuff. Supposed Italian intellectual claims that “the Baltic nations want to invade Russia”
STAZIONE QUINTA@H4NDelMonaco
3) Lucio Caracciolo: “i paesi baltici vorrebbero invadere la Russia”
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