Il cuore di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne. Ma il cuore del nostro Padre non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi: il cuore di Dio è con i piccoli e gli umili, e con loro porta avanti il suo Regno d’amore e di pace, giorno per giorno. Dove c’è amore e servizio, lì c’è Dio. #ViaggioApostolico#Algeria
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Sinner in 2
Dopo la vittoriosa discesa, Mattarella - insieme al presidente del Coni Buonfiglio - ha abbracciato Brignone: “Ti posso dire che ci contavo?”. “Eh, io non così tanto”, la risposta divertita della campionessa olimpica
Recap
Zverev è una macchina sparapalle: questa volta non nel senso di dichiarazioni ma nel senso di tennis. Vince il primo set con determinazione, con quel bisogno di primavera che hanno gli esquimesi. Sinner sembra con un piede nella fossa e l’altro su una saponetta, poi ricorda il sondaggio della Gazzetta e porta a casa il secondo. Nel terzo è una lotta. L’austromonegasco tocca la coscia e si rincorrono ipotesi: forse crampi, follicolite da silk epil, microchip subchiappali, mononucleosi per procura. Arriva il 5 pari, la zona Cesarini del tennis. Serve sangue freddo come al parcheggio di Leroy Merlin. Per conquistare l’ultimo posto libero sai che dovrai correre più della Renault Clio che non vedi ma di cui percepisci la presenza: questione di riflessi, opportunismo, istinto del gol. Jannik ce l’ha e acchiappa il break del campione. A supporto delle tesi di Vespa, Sinner e Zverev sono di madrelingua tedesca e dei discorsi finali non capiamo nessuna cosa, ma del resto manco del foggiano.
Vienna è nostra. È solo un 500, direte voi, ma chi ha giocato a Risiko sa che bisogna conquistare tanti piccoli territori per arrivare alla leggendaria Kamchatka.
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