José Antonio Castro Luque
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José Antonio Castro Luque
@JoseACL32513
Periodista | NBA y La Liga 🏀⚽ | La historia me llama, el cine y los viajes, también. Dosis deportivas y culturales!!! SÍGUEME📊📜🍿🗺️
Coín, Malaga Katılım Eylül 2018
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Uno de los secretos mejor guardados de la producción de El Señor de los Anillos es que el Aragorn definitivo estuvo a punto de ser otro, y que un niño de 11 años cambió el destino de toda la trilogía.
El Aragorn que definió la fantasía moderna iba a ser interpretado por Stuart Townsend. El actor entrenó espada intensamente durante dos meses y viajó a Nueva Zelanda, pero a solo unas horas de empezar a rodar, Peter Jackson entró en pánico porque se veía demasiado joven y lo despidieron inmediatamente.
Llamaron de urgencia a varios actores, como Russell Crowe, que rechazó el papel. El elegido final fue Viggo Mortensen (recomendado por la directora de casting, que ya había trabajado con él). Su primera respuesta fue dudar: no conocía los libros ni a Jackson, y el caos de la producción no le convencía.
Pero el destino de la saga cambió gracias a su hijo Henry, de 11 años. Fanático absoluto de Tolkien, se plantó delante de su padre y prácticamente le exigió que aceptara: “¡Tienes que hacerlo, papá! ¡Él es el rey!”. Viggo se subió al avión al día siguiente sin haber leído el guion.
Si hoy tenemos uno de los arquetipos heroicos más perfectos del cine, no fue solo por la visión de Jackson, sino por un niño de 11 años que salvó al rey desde el salón de su casa.
¿Creéis que sin Viggo Mortensen la trilogía habría sido exactamente la misma, o ese niño cambió la historia del cine para siempre?

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Dall'anno scorso, a Memphis, centinaia di famiglie indigenti, hanno ricevuto aiuti economici, cibo, e scuola gratuita per i figli, grazie ad una fondazione: la "Brandon Clarke Foundation".
La fondazione porta il nome di un giocatore NBA, uno che da sette stagioni gioca con la maglia dei Memphis Grizzlies, uno che nonostante goda di una vita agiata, ha sempre avuto, sin da piccolo, il desiderio di aiutare gli altri.
Brandon partecipa spesso agli incontri con le famiglie, è stato a cena a casa di alcune famiglie, ha portato di persona ad alcuni bambini dei regali il giorno di Natale, ha organizzato incontri per sensibilizzare i giovanissimi e le famiglie soprattutto sulla scuola: "Ogni volta che parlo con i bambini, cerco di far entrare nella loro mente che la scuola è importante, gli insegnanti sono importanti e i voti contano. Non sarei arrivato dove sono arrivato senza concentrarmi sulla lettura, sulla scrittura e sull’educazione".
Brandon Clarke è stato ritrovato ieri senza vita nel suo appartamento. Pare si sia tolto la vita con un mix di sostanze. Si parla di depressione. Aveva 29 anni.
Tutto ciò che abbiamo scritto nelle prime righe di questo post, nelle ultime ore, è stato infangato da un'ondata di giudizi, accuse, cattiverie, che spesso leggiamo quando accadono tragedie come questa. Soprattutto sui media generalisti si possono leggere giudizi sul fatto che un ricco non possa e non debba soffrire di alcun problema. Troviamo un'invasione di emoticons con la siringa associate alla parola "vaccino". Da più parti c'è una rincorsa alla minimizzazione della faccenda perchè tanto "è morto solo un tossico". E tante altre sciocchezze.
Brandon Clarke, prima di essere un giocatore NBA, era una persona. Una persona che dal marzo del 2023, quando ha subito la rottura del tendine d'Achille, e ha faticato moltissimo a tornare in campo e si è accorto di non essere più il giocatore pre-infortunio, si è vista cadere il mondo addosso ed è tornata a sprofondare in quell'abisso che probabilmente era dietro l'angolo da tempo.
Brandon Clarke aveva dei problemi, e soffriva di una brutta, subdola, schifosa e pericolosa malattia.
Kevin Love, famosissimo giocatore NBA, ma anche Juan Fernandez ex giocatore di Venezia, Trieste e Brescia che abbiamo intervistato l'anno scorso, hanno detto che la cosa più difficile in questi casi è trovare il coraggio di chiedere aiuto. E soprattutto che i supereroi non esistono: ci sono solo persone che di fronte ai problemi e alla malattie che colpiscono la mente, non vanno giudicate ma aiutate.
Ci ha lasciato un giocatore di basket.
Ci ha lasciato un ragazzo di soli 29 anni.
Ci ha lasciato una persona buona.
Ciao Brandon.

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"sin la tensión de un partido"
Aday se está jugando SU FUTURO en el combine.
Es increíble como, tan rápidamente, queremos quitarle méritos a lo mejor que ha dado (por proyección) el baloncesto español en los últimos años.
2'21, ojeadores a full... Que quieres que haga??? 🙄
Richi González Dávila@RichiGDavila
Todo el mundo alabando esto, y a mí la verdad es que me sorprende enormemente que cualquier jugador profesional, tirando absolutamente sólo, sin defensa, sin cansancio y sin la tensión de un partido haga menos del 50% de acierto desde cualquier posición.
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@CHornetsLATAM Honestamente, hasta que no se recupere no va a poder dar el 100% dentro de las posibilidades que tenga... A ver si hay suerte y esta vez sale todo bien, si no tiene ese hombro a tope da igual el desarrollo, porque nunca va a ser un desarrollo real.
Prefiero esperar...
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Temía esto, será otra offseason en la que Brandon Miller se la va a pasar rehabilitándose de una lesión/cirugía. No ha tenido tiempo alguno para desarrollarse estos años.
Insostenible.
Charlotte Hornets@hornets
OFFICIAL: Brandon Miller underwent surgery to address left shoulder instability. Miller is expected to make a full recovery. Read the release: on.nba.com/42fS3fN
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