Perché la sinistra odia il Diritto Romano
Il Diritto Romano è l'architettura stessa della civiltà occidentale. Ius est ars boni et aequi (Celso): l'arte del bene e dell'equo, non il capriccio del legislatore o il sogno astratto dell'uguaglianza matematica. È concretezza storica
Alcuni tra i più letti e, soprattutto, più venduti quotidiani nazionali e internazionali danno con sgomento la notizia secondo cui Putin avrebbe fatto chiudere il museo del Gulag e ripristinato i busti di Stalin. La scelta del presidente russo appare chiara e coerente, in perfetta continuità con la sua volontà di rivendicare per intero il passato della Russia e dell'Unione Sovietica, rispondendo anche in questo alle tendenze nefaste di un Occidente consacrato al nulla della cancel culture. Come sappiamo, i Gulag vengono utilizzati da decenni come arma ideologica per screditare il socialismo e la Russia, proprio come la figura di Stalin viene trasfigurata ideologicamente e presentata come sineddoche della dittatura totalitaria con il solo scopo di demonizzare tanto il comunismo storico novecentesco, quanto la Russia. Ricordare l'orrore dei Gulag sicuramente è giusto, ma guai a trasformare quella esperienza tragica in arma ideologica per degittimare la grande esperienza del socialismo, che rappresentò nel secolo breve l'ideale dell'alternativa, la reale resistenza all'imperialismo statunitense e la concretizzazione della liberazione dell'Europa dal nazismo. Lo stesso si deve dire per la figura di Stalin, il quale, lungi dall'essere semplicemente un dittatore senza dignità, come ripetono gli araldi del pensiero unico politicamente corretto ed eticamente corrotto, ebbe il merito non solo di liberare l'Europa dal nazismo, ma di mantenere vivo il socialismo in un solo paese, resistendo all'imperialismo e ai molteplici tentativi di far crollare quella gloriosa esperienza. La scelta di Putin si spiega esattamente in questa cornice di senso: rivendicare, contro la macchina orrenda della propaganda liberal-atlantista, l'intera storia russa e quindi anche la grandezza dell'Unione Sovietica, faro di libertà e di resistenza contro il nulla della civiltà capitalistica sotto cupola atlantista, arcobalenica e liberal-progressista. Diciamolo apertamente e senza infrangimenti: la Russia di Putin rappresenta oggi la continuazione, nel mutato contesto, dell'esperienza sovietica di opposizione all'imperialismo e di difesa della possibilità di un mondo multipolare, sottratto all'oppressione planetaria a stelle e strisce. Mentre l'occidente appare goffamente intento a cancellare la sua storia, la Russia difende il proprio percorso in tutte le sue anse e si rivela pronta a opporre ancora resistenza alla barbarie che ovunque avanza.