“Porto una fede al dito, non ho una moglie, ho un marito e questo lo devo a uno scout cattolico di Rignano sull'Arno”.
L’approvazione, 10 anni fa, della legge sulle Unioni Civili fatta dal Governo Renzi ha cambiato la vita di tantissimi. Fare politica significa soprattutto questo. La testimonianza di @ivanscalfarotto 👇🏻
@AngelaAngelmi@matteorenzi Non è che Schlein non si ricorda, io credo che si ricordi benissimo. È che l'alleato Gonte le fa comodo perché il PD continua a perdere voti...
@matteorenzi TI devono solo ringraziare. Compresa l'ingrata Schlein . Non si ricorda niente ma giustifica quell'incompetente di gonde. Mi piacerebbe facesse un elenco di leggi fatte dal furfante. E cominciasse a spiegare spese inutili durante il covid
Esattamente dieci anni fa il mio Governo poneva la fiducia su un disegno di legge molto discusso e combattuto. Per anni si era litigato molto sul tema del riconoscimento delle unioni civili ma nessuno aveva portato a casa il risultato. Quel giorno – l’11 maggio 2016 – in Aula dicemmo che il Governo si giocava tutto e che se non fosse passata quella legge saremmo andati a casa. Era un azzardo politico, come tanti altri di quel periodo, ma era anche un dovere morale perché tanti nostri connazionali potessero essere famiglia, con i propri diritti e i propri doveri davanti alla società.
Non tutti gli azzardi politici di quella stagione sono finiti bene. Ma sono orgoglioso di aver rischiato tutto per un principio. E penso che le oltre ventimila persone che si sono unite civilmente in questi anni meritassero quel rischio. Inutile stare a ricordare chi ci attaccò alle spalle in quelle ore e oggi magari ci fa lezione sui diritti, inutile stare a pensare a quanto ci sia elettoralmente costato quella scelta. Era una cosa giusta da fare, l’abbiamo fatta. E dopo dieci anni possiamo dirlo: chi si ama non è mai un problema per la società. Per una società il problema sono quelli che odiano, non quelli che amano. Aver riconosciuto diritti (e doveri) a chi si ama è stato semplicemente giusto e sono contento di averlo fatto. Tutto qui. E quando trovo qualcuno che mi ferma, per la strada, in aeroporto, a giro per il mondo, dicendomi: “mi sono sposato grazie alla tua legge” confesso che mi spunta un sorriso dal profondo del cuore. Buon decennale a tutti!
E ricordiamocelo sempre: chi vuol fare politica e non rischia mai, forse sta al potere più di quanto siamo stati noi. Ma non produce risultati. E il potere senza risultati è solo occupazione di poltrone, non cambia la vita alla gente.
@MMmarco0 E menomale che maggio non è ancora estate...!! E speriamo che anche giugno non faccia troppo caldo, perché luglio e agosto di caldo torrido bastano e avanzano.... 😁😄😁
Maggio può ancora parlare la lingua della neve.
Tra venerdì e sabato l’ingresso di aria più fredda in quota potrebbe riportare nevicate anche abbondanti sulle Alpi, in genere sopra i 1.600-1.700 metri, ma localmente già dai 1.300 metri sui settori occidentali. Non significa "inverno che torna", significa una cosa più interessante ovvero una primavera ancora molto dinamica. Sabato 16 qualche nevicata potrà interessare anche l’Appennino Tosco-Emiliano oltre i 1.500-1.600 metri e, tra sabato pomeriggio e domenica mattina, le vette più alte dell’Appennino centrale oltre i 1.800-1.900 metri.
Solitamente a metà maggio lo zero termico, in condizioni normali, viaggia spesso intorno ai 2.600-3.000 metri sulle Alpi e circa 2.800-3.200 metri sull’Appennino centrale, con oscillazioni anche marcate in base alla massa d’aria. Ecco perché neve a 1.300-1.700 metri non va raccontata come apocalisse, ma nemmeno liquidata come dettaglio banale. Sarebbe il segnale di aria fredda ben presente in quota, precipitazioni intense e atmosfera decisamente instabile.
La tendenza va confermata nei dettagli nei prossimi giorni ma la montagna, nei prossimi giorni, potrebbe ricordarci una cosa semplice, maggio non è ancora estate, almeno per questo 2026.
SAPETE PERCHÉ L'ITALIA HA UN
INTERESSE MONDIALE, DOVE TUTTI VORREBBERO ABITARE?
L'italia occupa lo 0,5% della Terra, e ci vive lo 0,83% dell'umanità.
Le condizioni bio climatiche sono uniche al mondo, permette alla
penisola di essere la prima nazione al mondo per biodiversità.
7000 differenti vegetali-
segue il Brasile con 3000.
58000 specie di animali-
segue la Cina con 20000.
1800 vitigni spontanei da uva- segue la Francia con 200.
997 tipi di mele-
in tutto il mondo ne esistono 1227
140 tipi di grano-
seguono gli USA con 6.
Abbiamo Il parmigiano reggiano-
"Un formaggio inimitabile"
Nessuno al mondo lo produce come il nostro.
L'Italia, possiede il 70% del patrimonio artistico e umano.
il rimanente 30% è sparso in tutto il resto del pianeta.
In pratica siamo in un giardino dell'Eden, ma pochi
italiani lo apprezzano, e rispettano come tale. 🇮🇹
Altro che maggio “in modalità estate”. Verso la fine della prossima settimana l’Italia potrebbe ritrovarsi di nuovo sotto l'azione di una profonda bassa pressione atlantica di stampo autunnale.
Tra giovedì 14 e sabato 16 maggio il segnale modellistico è abbastanza chiaro. Una saccatura in quota con debole contributo artico tenderà ad affondare verso l’Europa centro-meridionale, favorendo la formazione di una circolazione depressionaria tra Mediterraneo occidentale e Italia. Ci sarà tempo più instabile, aria più fresca in quota con nevicate sulle Alpi, piogge e rovesci a tratti, con temporali localmente intensi soprattutto al Centro-Nord e sulle aree interne.
Non parliamo ancora di dettagli definitivi, perché a questa distanza serviranno conferme su posizione del minimo, traiettoria delle correnti e distribuzione delle precipitazioni, però l’impianto generale è quello. Mediterraneo ancora esposto alle correnti umide e primavera molto dinamica. L'anticiclone subtropicale continua a latitare e faticare e, sinceramente, dal punto di vista atmosferico non è affatto una cattiva notizia.
La rubrica delle buone notizie, perché ogni tanto serve anche questo.
Secondo il Bollettino Siccità del CNR relativo a gennaio-marzo 2026, al momento in Italia non risultano aree a elevato rischio siccità. Non significa che il problema idrico sia sparito, né che si possa abbassare l’attenzione. Però è un dato buono, concreto, da dire senza imbarazzo.
Dopo anni in cui abbiamo parlato spesso di suoli secchi, invasi in sofferenza, fiumi bassi e stagioni troppo avare di pioggia, vedere una situazione complessivamente più tranquilla è una piccola boccata d’aria. La pioggia, quando arriva senza diventare estrema, non è “brutto tempo”. È acqua che rientra nei suoli, nei bacini, nelle falde, è margine per l’agricoltura, è respiro per il territorio. E oggi, semplicemente, questa è una buona notizia.
Maggio sa fare anche l’estate piena. E proprio per questo, un maggio dinamico e vicino alla norma è una buona notizia.
Nel maggio 2008 Roma Collegio Romano raggiunse +33,5 °C, record mensile della serie storica 1782-2017. Nel maggio 2009 Milano Linate arrivò a +35,5 °C, record assoluto mensile della stazione dal 1946 ad oggi. Le mappe lo mostrano bene: in quelle fasi l’Italia fu raggiunta da rimonte subtropicali molto intense, con temperature elevate in quota e un’atmosfera più da estate avanzata che da tarda primavera.
Ecco perché il maggio di quest’anno, pur instabile e a tratti fresco-piovoso, non va letto come qualcosa di “sbagliato”. Piogge, pause soleggiate, sbalzi termici e temperature complessivamente vicine alla media sono esattamente il volto normale della primavera mediterranea.
In un contesto climatico sempre più esposto a oscillazioni marcate, un mese di maggio vicino alla norma rappresenta un segnale di equilibrio atmosferico, non un’anomalia negativa.
Maggio non sembra voler scegliere una strada semplice.
Nei prossimi 10-15 giorni l’Italia resterà dentro un quadro pienamente primaverile: dinamico, variabile, a tratti instabile, senza segnali solidi di una fase stabile e calda già strutturata.
La fase più interessante arriverà tra domani martedì 5 e venerdì 8 maggio, con la riapertura almeno parziale della porta atlantica. Piogge e temporali saranno più probabili al Centro-Nord, soprattutto su Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Nord-Est, Toscana, Alto Lazio, Umbria e Appennino centrale. Coinvolte a tratti anche alcune zone del Sud, mentre Sicilia e Calabria meridionale sembrano restare più ai margini nella prima fase.
La mappa ECMWF delle anomalie di precipitazione fino a metà mese conferma il segnale di fondo: Europa occidentale e Mediterraneo centro-occidentale resteranno più esposti a correnti umide e instabili. Dopo l’8-10 maggio le temperature tenderanno probabilmente a recuperare, con valori miti e sopra media al Centro-Sud, ma senza un anticiclone forte e stabile capace di chiudere davvero la partita.
Maggio, per ora, resta fedele alla sua natura. Una stagione di passaggio, non una promessa d’estate. Non a caso si dice "Maggio vai adagio".
@GiovanniMotta2@MMmarco0@DANIELA25208347 Esatto: quest'anno ha piovuto davvero poco qui al nord ovest. Attendiamo con speranza 🙏🏼 un po' di pioggia prima dell'estate!
@MMmarco0@DANIELA25208347 Bene! Al Nord la pioggia manca da troppi giorni e serve proprio. Queste piogge sono molto importanti in questa fase per l'agricoltura.
La prossima settimana l’ombrello tornerà protagonista. E in alcune zone la pioggia potrà essere anche abbondante.
Queste sono le precipitazioni previste per la settimana in arrivo: il quadro mostra un’Italia più dinamica, con il ritorno di correnti umide e instabili da ovest. Le piogge più intense sono attese soprattutto su Liguria, Toscana, Nord-Est, fascia tra Lombardia orientale e Veneto occidentale, e Alto Lazio.
Non sarà pioggia uguale per tutti e non arriverà ovunque con la stessa intensità. La distribuzione dipenderà molto da traiettoria delle correnti, orografia e temporali localmente più organizzati. Andremo nei dettagli giorno per giorno, a partire dal focus sulla giornata di lunedì 4 maggio, che pubblicherò domani.
Dopo il vento secco da est, la scena cambia. L’Atlantico prova a rimettere piede nel Mediterraneo.