Luciano Capone

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@lucianocapone

Giornalista @ilfoglio_it. In libreria con “Superbonus - Come fallisce una nazione”, scritto con @CarloStagnaro: https://t.co/LzMZZWnb5A

Katılım Şubat 2012
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Luciano Capone
Luciano Capone@lucianocapone·
Con @carlostagnaro ho scritto un libro sul Superbonus: il più colossale disastro finanziario della storia repubblicana. Sono 220 pagine (incluse le 4 di copertina): una per ogni miliardo speso in bonus edilizi. Esce il 15 novembre, si può ordinare qui.👇amzn.eu/d/4KjGqOX
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Quirinale
Quirinale@Quirinale·
Cordoglio del Presidente Mattarella per la scomparsa di Umberto Bossi
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Luciano Capone
Luciano Capone@lucianocapone·
L’intervista falsa a Falcone e quella vera a Vassalli. Come spacciare goffamente il falso per vero e l’autentico per inesistente. Due casi paradigmatici, e preoccupanti, della propaganda del No. ilfoglio.it/giustizia/2026…
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Il Foglio
Il Foglio@ilfoglio_it·
“Al referendum voto Sì. Mia moglie ha una posizione ideologica”, dice l'avvocato Merluzzi, marito della presidente di Magistratura democratica, schierata per il No. Di @ErmesAntonucci ilfoglio.it/giustizia/2026…
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Luciano Capone
Luciano Capone@lucianocapone·
Ancora una volta, le proposte peggiori sono quelle con il consenso maggiore e più trasversale. @CarloStagnaro spiega perché.
Carlo Stagnaro 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿🇺🇦@CarloStagnaro

🧵Il governo taglia le #tasse su #benzina e #gasolio di 25 cent al litro per 20 giorni: è una buona cosa come sembra? No: è sbagliato, distorsivo e rischioso. Dimostra che non abbiamo imparato nulla dal passato e puzza di manovra elettorale. Vediamo perché 1/n

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Luciano Capone
Luciano Capone@lucianocapone·
“Caduta degli ideali, consociativismo e burocratizzazione. La parabola delle correnti è la stessa dei partiti nella fase degenerata della Prima Repubblica”. Intervista a Guido Melis, storico della magistratura, allievo di Luigi Berlinguer, ex deputato Pd. ilfoglio.it/giustizia/2026…
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annarita digiorgio
annarita digiorgio@ardigiorgio·
Io sto subendo le stesse cose da michele Emiliano. Ma non so se è un magistrato o un politico.
Ermes Antonucci@ErmesAntonucci

QUERELE, MINACCE E RICHIESTE DANNI: IL SENSO DI IRRESPONSABILITÀ DEI MAGISTRATI Vi racconto cosa ho subito negli ultimi due anni per aver semplicemente svolto il mio lavoro di giornalista di giudiziaria. Un modo per farvi comprendere il senso di insofferenza dei magistrati al libero esercizio del diritto di cronaca e di critica nei loro confronti, e quindi il senso di assoluta irresponsabilità per le cose dette e fatte nell’esercizio delle loro delicate funzioni. Specifico: ognuno ha il diritto sacrosanto di tutelare la propria onorabilità in sede giudiziaria, ad esempio se si sente diffamato, ma cosa diversa è avanzare querele e richieste danni palesemente infondate e con la finalità intimidatoria nei confronti di un giornalista, in violazione dell’articolo 21 della tanto amata Costituzione. Dunque, tanto per darvi un’idea, negli ultimi due anni ho ricevuto in ordine sparso: -4 (quattro) querele da parte di un pubblico ministero che si è sentito diffamato per alcuni miei articoli in cui si dà notizia dei suoi numerosi processi finiti con l’assoluzione degli imputati, di una censura del proprio operato ricevuta dalla Corte costituzionale e di una sanzione disciplinare ricevuta dal Csm. In una delle tante querele, il pm si spinge addirittura ad affermare di sentirsi “vittima di stalking” da parte mia (lascio a voi ogni commento) -diffida con richiesta di 200.000 euro da parte di una giudice sentitasi diffamata da un articolo in cui veniva riportata la notizia che il Csm aveva avviato un procedimento per decidere se rimuoverla dalla magistratura -richiesta di 100.000 euro da un giudice che si è sentito diffamato da un articolo in cui venivano riportate dichiarazioni rese al Csm da alcuni consiglieri che sottolineavano come il giudice in questione per quasi 20 anni avesse esercitato la funzione presso un tribunale pur essendo sposato con una collega che esercitava le funzioni di pm presso la procura dello stesso tribunale -richiesta di 50.000 euro da un pm che si è sentito diffamato da un articolo in cui si dava notizia che lui, mentre portava avanti un processo, ha messo sotto indagine la legale dell’imputata, decidendo anche di farla intercettare, il tutto all’insaputa della collega co-titolare del processo, generando reazioni di critica da parte dei penalisti e persino dell’Anm locale -richiesta di 40.000 euro da un giudice di un importante tribunale italiano, che si è sentito diffamato da un articolo in cui si segnalava la sua marcata tendenza ad accogliere le richieste di misure cautelari avanzate dai pm -richiesta di 25.000 euro da una giudice di un importante tribunale che si è sentita diffamata da un articolo in cui si dava notizia di un’iniziativa da lei intrapresa all’interno dell’ufficio giudiziario, iniziativa poi da lei stessa ammessa in un comunicato stampa. A tutto ciò si aggiungono: -comunicato stampa di una sezione locale dell’Associazione nazionale magistrati, in cui si afferma che io avrei portato avanti “un attacco” nei confronti di un magistrato “con toni ed espressioni che, di certo, superano il diritto di critica giudiziaria”. Praticamente una sentenza. -l’iniziativa di un capo di un’importantissima procura italiana che ha addirittura chiesto al Csm di aprire una pratica a tutela del proprio ufficio in seguito a un mio articolo, che sarebbe consistito in “un’inaccettabile e pericolosa delegittimazione dell’operato dei magistrati dell’ufficio”. -le recenti minacce del procuratore di Napoli Gratteri di “fare i conti” con noi giornalisti del Foglio dopo il referendum e “tirare su una rete”. Come sapete, da anni racconto le gesta di Gratteri: le tante indagini finite nel nulla, le ingiuste detenzioni, le spese sostenute dallo Stato per questi errori. Molte delle richieste di risarcimento danni si sono fermate non appena i magistrati in questione hanno ricevuto risposta puntuale in cui si sottolinea l’infondatezza delle richieste (a conferma della loro finalità intimidatoria). Altre vicende, soprattutto quelle penali, sono ancora in corso. Inutile dire che queste azioni intimidatorie dei magistrati sono destinate a cadere nel vuoto. Vi invito però a riflettere su questa insofferenza delle toghe a qualsiasi forma di critica (e persino cronaca) del loro operato. Si parla spesso del problema delle querele temerarie dei politici contro i giornalisti, ma nessuno fa mai notare che la magistratura tende a reagire alla libertà di stampa in modo ancora più aggressivo: come una vera casta intoccabile. Lo stesso atteggiamento che da mesi sta mostrando di fronte alla riforma costituzionale approvata dal Parlamento.

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Luciano Capone
Luciano Capone@lucianocapone·
Ecco la cosiddetta "Intervista Fantasma" di Giuliano Vassalli: talmente inesistente che c'è anche l'audio. È la perfetta descrizione di una democrazia che sempre Vassalli, nella stessa intervista, definisce a “sovranità limitata, come quella del paesi dell’Est Europeo: è una sovranità limitata dalla magistratura”. Di seguito la trascrizione: ---- "I magistrati hanno un potere di penetrazione, di capacità di convincimento, una tale coesione, da essere il più formidabile gruppo di pressione palese che abbiamo finora conosciuto in Italia. Non vogliono cambiare niente. La prima volta che delle leggi sono uscite non dalla loro idea, lei vede quello che sta succedendo… Bisogna fare buon viso a cattivo gioco, e attuare quel poco che si può. [...] "Comunque, che cosa pensiamo….? Nella sostanza non c’è accordo, perché non c’è accordo fra i partiti politici. Perché c’è il Partito Comunista che, siccome è all’opposizione, ed è riuscito a legarsi, attraverso una lunga opera sottile, gran parte della magistratura; è molto legato a quello che chiama il concetto della indipendenza della magistratura, nella quale indipendenza della magistratura fa entrare anche la piena indipendenza del pubblico ministero, e in cui non vuole che esista nessuna gerarchia, nessuna responsabilità, che ognuno sia libero di fare quello che vuole. E difende ad oltranza la magistratura sul piano disciplinare, sul piano della responsabilità civile, eccetera. Poi ci sono anche altri partiti, i quali sono molto incerti in tutto questo, i quali non vogliono… Insomma, se uno guardasse in termini puramente elettorali, i magistrati sono solo 7.000 persone; però la loro forza e capacità di penetrazione, la loro capacità dialettica, e poi soprattutto, lo strumento che hanno del Consiglio Superiore della Magistratura, che tende sempre più ad allargarsi, fanno sì che difficilmente ci saranno dei cambiamenti nell’ordinamento giudiziario".
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Luciano Capone
Luciano Capone@lucianocapone·
Il senso dell’apologo di La Malfa dovrebbe essere un elogio del sistema democratico dove c’è libertà (nel paragone quelli di sinistra che votano Sì), invece mi sembra venga usato per sostenere la bontà del modello totalitario sovietico (tutti quelli di sinistra devono votare No).
Andrea Orlando@AndreaOrlandosp

@antoniopolito1 @ciropellegrino

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Ermes Antonucci
Ermes Antonucci@ErmesAntonucci·
QUERELE, MINACCE E RICHIESTE DANNI: IL SENSO DI IRRESPONSABILITÀ DEI MAGISTRATI Vi racconto cosa ho subito negli ultimi due anni per aver semplicemente svolto il mio lavoro di giornalista di giudiziaria. Un modo per farvi comprendere il senso di insofferenza dei magistrati al libero esercizio del diritto di cronaca e di critica nei loro confronti, e quindi il senso di assoluta irresponsabilità per le cose dette e fatte nell’esercizio delle loro delicate funzioni. Specifico: ognuno ha il diritto sacrosanto di tutelare la propria onorabilità in sede giudiziaria, ad esempio se si sente diffamato, ma cosa diversa è avanzare querele e richieste danni palesemente infondate e con la finalità intimidatoria nei confronti di un giornalista, in violazione dell’articolo 21 della tanto amata Costituzione. Dunque, tanto per darvi un’idea, negli ultimi due anni ho ricevuto in ordine sparso: -4 (quattro) querele da parte di un pubblico ministero che si è sentito diffamato per alcuni miei articoli in cui si dà notizia dei suoi numerosi processi finiti con l’assoluzione degli imputati, di una censura del proprio operato ricevuta dalla Corte costituzionale e di una sanzione disciplinare ricevuta dal Csm. In una delle tante querele, il pm si spinge addirittura ad affermare di sentirsi “vittima di stalking” da parte mia (lascio a voi ogni commento) -diffida con richiesta di 200.000 euro da parte di una giudice sentitasi diffamata da un articolo in cui veniva riportata la notizia che il Csm aveva avviato un procedimento per decidere se rimuoverla dalla magistratura -richiesta di 100.000 euro da un giudice che si è sentito diffamato da un articolo in cui venivano riportate dichiarazioni rese al Csm da alcuni consiglieri che sottolineavano come il giudice in questione per quasi 20 anni avesse esercitato la funzione presso un tribunale pur essendo sposato con una collega che esercitava le funzioni di pm presso la procura dello stesso tribunale -richiesta di 50.000 euro da un pm che si è sentito diffamato da un articolo in cui si dava notizia che lui, mentre portava avanti un processo, ha messo sotto indagine la legale dell’imputata, decidendo anche di farla intercettare, il tutto all’insaputa della collega co-titolare del processo, generando reazioni di critica da parte dei penalisti e persino dell’Anm locale -richiesta di 40.000 euro da un giudice di un importante tribunale italiano, che si è sentito diffamato da un articolo in cui si segnalava la sua marcata tendenza ad accogliere le richieste di misure cautelari avanzate dai pm -richiesta di 25.000 euro da una giudice di un importante tribunale che si è sentita diffamata da un articolo in cui si dava notizia di un’iniziativa da lei intrapresa all’interno dell’ufficio giudiziario, iniziativa poi da lei stessa ammessa in un comunicato stampa. A tutto ciò si aggiungono: -comunicato stampa di una sezione locale dell’Associazione nazionale magistrati, in cui si afferma che io avrei portato avanti “un attacco” nei confronti di un magistrato “con toni ed espressioni che, di certo, superano il diritto di critica giudiziaria”. Praticamente una sentenza. -l’iniziativa di un capo di un’importantissima procura italiana che ha addirittura chiesto al Csm di aprire una pratica a tutela del proprio ufficio in seguito a un mio articolo, che sarebbe consistito in “un’inaccettabile e pericolosa delegittimazione dell’operato dei magistrati dell’ufficio”. -le recenti minacce del procuratore di Napoli Gratteri di “fare i conti” con noi giornalisti del Foglio dopo il referendum e “tirare su una rete”. Come sapete, da anni racconto le gesta di Gratteri: le tante indagini finite nel nulla, le ingiuste detenzioni, le spese sostenute dallo Stato per questi errori. Molte delle richieste di risarcimento danni si sono fermate non appena i magistrati in questione hanno ricevuto risposta puntuale in cui si sottolinea l’infondatezza delle richieste (a conferma della loro finalità intimidatoria). Altre vicende, soprattutto quelle penali, sono ancora in corso. Inutile dire che queste azioni intimidatorie dei magistrati sono destinate a cadere nel vuoto. Vi invito però a riflettere su questa insofferenza delle toghe a qualsiasi forma di critica (e persino cronaca) del loro operato. Si parla spesso del problema delle querele temerarie dei politici contro i giornalisti, ma nessuno fa mai notare che la magistratura tende a reagire alla libertà di stampa in modo ancora più aggressivo: come una vera casta intoccabile. Lo stesso atteggiamento che da mesi sta mostrando di fronte alla riforma costituzionale approvata dal Parlamento.
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pg
pg@PierluigiBattis·
Dicono i giornali con il patentino che Larijani, il boia che ha raggiunto il suo amico Khamenei,sia stato un “riformista kantiano”.Non si capisce se di tendenza Critica della Ragion Pura o Pratica.Forse Pratica, con le gru in piazza pratiche per le impiccagioni. @ferrarailgrasso
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Il Foglio
Il Foglio@ilfoglio_it·
Un Sì per liberare la magistratura dalle correnti. Parla Guido Melis. “Negli anni ‘70 le correnti erano movimenti ideali, ora sono un sistema di potere” dice al Foglio lo storico della magistratura ed ex parlamentare del Pd. Di @LucianoCapone ilfoglio.it/giustizia/2026…
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Luciano Capone
Luciano Capone@lucianocapone·
A cinque giorni dal voto, Renzi non dice se vota Sì oppure No. Si astiene in Parlamento, si astiene dal prendere una posizione al referendum: si astiene dal fare politica. Matteo, di’ una cosa garantista, di’ una cosa anche non garantista, ma di’ qualcosa.ilfoglio.it/politica/2026/…
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Carmelo Palma 🇮🇹🇪🇺
Le menzogne dell'ANM e la fiducia nella magistratura Oggi ho scoperto da @lucianocapone che l'Unione Internazionale dei Magistrati, che immagino sia una sorta di ANM planetaria, ha censurato la riforma dell'ordinamento giudiziario, tra l'altro, perché per l'Alta Corte disciplinare di nuova istituzione non sarebbe prevista una maggioranza di magistrati. Accusa falsa, che nella traduzione italiana del testo in inglese, reperibile sul sito della rivista dell'ANM, diventa che l'Alta Corte disciplinare è composta da una maggioranza di non magistrati, cioè un falso al quadrato. Qualcosa mi dice che l'opinione dell'ANM planetaria sia stata sapientemente depistata dai loro colleghi dell'ANM domestica, che per l'intera campagna elettorale hanno fatto uso e abuso del mendacio, non solo per attaccare (diffamare) gli avversari, ma anche per reclutare (ingannare) gli alleati. Ciò non toglie che, di fronte a questo spettacolo, professare fiducia per la categoria all'ingrosso - "la magistratura" - non è una prova di virtù repubblicana, ma di paura per la vendetta del Leviatano. Qui l'articolo su ilfoglio.it/giustizia/2026… Qui la versione dell'appello in inglese uhs.hr/wp-content/upl… Qui la versione dell'appello in italiano lamagistratura.it/wp-content/upl… Per la cronaca (che non conta, come è noto, quando si fa la storia), il nuovo articolo 105 della Costituzione stabilisce che l'Alta Corte disciplinare sia composta da 15 membri, 3 nominati dal Capo dello Stato, 3 estratti da un elenco compilato dal Parlamento, e 9 magistrati, di cui 6 giudicanti e 3 requirenti. I magistrati sono quindi 9 su 15.
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Luciano Capone
Luciano Capone@lucianocapone·
@StefanoPutinati Il solito commento: spero ci siano più cura e rispetto della verità nelle indagini, nelle decisioni e nella scrittura delle sentenze.
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Luciano Capone
Luciano Capone@lucianocapone·
Nel dibattito sul referendum menzogna e manipolazione diventano internazionali. L’@ANMagistrati ha chiesto e ottenuto l’appoggio, contro la riforma costituzionale, dell’International Association of Judges/Unione internazionale dei magistrati (Iaj-Uim). 1/n ilfoglio.it/giustizia/2026…
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Luciano Capone
Luciano Capone@lucianocapone·
Se l’ANM riesce a scrivere il falso in una risoluzione e a farla approvare dalle associazioni dei giudici di 93 paesi di tutto il mondo, che sostengono di aver “attentamente esaminato” un testo che evidentemente non hanno neppure letto, la faccenda è davvero preoccupante. N/n
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Luciano Capone
Luciano Capone@lucianocapone·
Il testo originale Iaj-Uim, sbagliando, dice che l’Alta Corte non prevede che sia composta necessariamente in maggioranza da magistrati. La traduzione dell’Anm, manipolando, dice che l’Alta Corte sarà composta in maggioranza da non magistrati. Un falso internazionale. 6/n
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