
QUESTA EUROPA CONTINUA A NON PIACERMI.
Mentre ai confini dell’Europa si moltiplicano guerre e tensioni, il conflitto russo-ucraino, le tensioni nel Medio Oriente e l’instabilità energetica che inevitabilmente ne deriva, l’Unione Europea appare ancora prigioniera dei propri lacci e lacciuoli regolamentari.
La discussione sui margini della spesa netta, sull’uso dei fondi di coesione e delle risorse del Pnrr dimostra la ricerca di strumenti per attenuare l’impatto economico del conflitto su famiglie e imprese. Eppure resta una prudenza quasi burocratica nel concedere maggiore flessibilità, persino su un tema strategico come l’energia.
La richiesta italiana di estendere le deroghe al Patto di Stabilità, oggi previste per la difesa, è sensata e nasce da un principio semplice che vuole che in tempi eccezionali servono risposte eccezionali.
Non si tratta necessariamente di alimentare nuovo debito, ma di riconoscere che sicurezza energetica e stabilità economica sono ormai parte integrante della sicurezza europea. Continuare a discutere di parametri e vincoli mentre le crisi internazionali ridisegnano gli equilibri globali rischia di trasmettere l’immagine di un’Europa più attenta alle procedure che alla realtà.
Bene ha fatto, quindi, @GiorgiaMeloni a sollevare il problema scrivendo direttamente alla Von der Leyen e aprendo di fatto il confronto.
Le regole restano necessarie, ma non possono diventare un fine in sé quando il contesto richiederebbe rapidità, visione politica e capacità di adattamento.

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