Marco Innocente Furina
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Marco Innocente Furina
@MIF_76
Giornalista RAI tra Roma e Calabria. Amo la Storia, amavo la Politica. Una volta scalavo, ora cammino


Quando i condoni li fa la sinistra si chiamano welfare

Essere antisionisti significa negare il diritto all’autodeterminazione del popolo ebraico e, quindi, negare il diritto all’esistenza di Israele. Per questo chiunque voglia davvero la pace — soprattutto chi invoca “due stati per due popoli” — dovrebbe dirsi apertamente sionista e avere il coraggio politico di spiegare ai propri elettori che il sionismo è il Risorgimento nazionale del popolo ebraico: non un ostacolo alla pace, ma la condizione per renderla possibile. ilfoglio.it/un-foglio-inte…

Le porte-parole arabophone de l’armée israélienne, Avichay Adraee, a diffusé deux nouveaux ordres d’évacuation à destination des habitants de plusieurs villages du Liban-Sud.


I can’t believe it’s not even June yet and we’re already looking at the very real possibility of France reaching +40°C later this week. Literally hundreds of May records have already been set. Truly unprecedented to witness this level of heat so early in the year.

37°C in France and almost 35°C in Britain are not normal. Especially not if you consider summer hasn’t even started yet.


🚨🇮🇹 Roberto Vannacci sul presunto veto di Marina Berlusconi a una sua presenza nella coalizione di centrodestra: "Chi è Marina Berlusconi? Perché non mi risulta sia capo di un partito politico. Oppure stiamo dicendo che Forza Italia è un partito eterodiretto dal potere dei soldi e dell'editoria? Non mi risulta che Marina Berlusconi faccia politica. Quindi perché dovrei rispondere a qualcuno che non fa politica?".


Ci voleva Erri De Luca per rompere questa insopportabile sequenza di balle, di ipocrisia (e in certi casi servizi a pagamento) che ha influenzato anche tanti italiani in buona fede. “So benissimo cosa sia un genocidio, e applicarlo alla guerra di Gaza è una distorsione storica e verbale. Ciò che è accaduto a a Gaza è una guerra brutale e moderna, in cui il numero di vittime civili è enorme e terribile perché quando si combatte in uno spazio urbano denso, tra scuole e ospedali, la popolazione paga sempre il prezzo più alto. Lo abbiamo visto anche a Mosil, Raqqa e a Mariupol. È l’effetto inevitabile del combattere un nemico che si trincera tra i propri civili. È terribile ma non è genocidio”. “Se l’obiettivo dell’esercito israeliano fosse lo sterminio di un popolo, avevan un bersaglio perfettamente immobile, dato che l’intera popolazione era concentrata dentro la città. Il fatto che Israele abbia ripetutamente spostato la popolazione civile per allontanarla dalle zone di combattimento attivo rende questa accusa vuota”.






