Rafa Jodar grande talento, potenziale top, tutto giusto e condivisibile.
Ma io voglio parlare di Jannik Sinner.
Era una finale anticipata, con parecchia pressione addosso, un avversario in fiducia e sospinto dal pubblico, un po' di stanchezza mentale e fisica, una superficie che continua a guardare infastidito, rallentata dal tetto chiuso, le cui luci parevano irritarlo.
Risultato: due set a 0, dal 5 pari secondo set decide di avanzare in risposta sulla seconda, Jodar non metterà più una prima in campo perché sa che da li fino alla fine è costretto a mettere solo prime, Jannik al contrario inizierà a mettere solo prime, un tie break senza storia, un 7 a 0 brutale.
Una lezione da n.1, quello che gli hanno tolto ingiustamente, quello che si è ripreso ancora una volta sul campo, che merita di detenere anche per le dichiarazioni che rilascia fuori dal campo, sempre impeccabili, sempre lucide, sempre oneste, mai supponente o arrogante, e ne avrebbe più diritto di chiunque altro di esserlo, perchè come ha detto giustamente Paolo Bertolucci alla fine del match, nonostante vinca, non ci abitueremo mai a tutto questo. Sembra un sogno, un sogno chiamato Jannik Sinner.
NON SVEGLIATECI.
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