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David Marchionni
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David Marchionni
@MarchionniDavid
Much Ado About Nothing (WS)
Katılım Ekim 2013
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Il Giornalista pluripremiato, Alex Newman: "La narrativa del "riscaldamento globale provocato dall'uomo" è semplicemente un pretesto per i globalisti non eletti per controllare e microgestire ogni aspetto della tua vita, con il pretesto di "salvare il pianeta". L'idea che la CO2 sia un inquinamento è assolutamente assurda... L'idea che [distruggerà] il pianeta o cambierà la temperatura della Terra è totalmente ridicola.
Ma da una prospettiva totalitaria, se riesci a convincere la gente che la CO2 è un inquinante, non c'è attività umana che non si traduca in emissioni di CO2, compreso vivere, compreso morire, accendere un interruttore della luce. Ogni singolo aspetto della nostra vita, quindi, se ci sottomettiamo all'idea che la CO2 sia inquinamento, allora finirà sotto il controllo normativo delle persone che affermano di salvarci dall'inquinamento"

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Climate-related disaster deaths have declined 97.5% over the century (1920-2025)
Richer, smarter, and more resilient societies reduce disaster deaths
This swamps any potential climate signal
Why not reported? Instead, media only delivers climate doom
facebook.com/bjornlomborg/p…

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"La Terra è stata nell'era glaciale quaternaria per 2,58 milioni di anni. Il clima oscilla avanti e indietro tra il gelido ghiaccio e il caldo interglaciale, come quello in cui viviamo oggi. Durante l'ultima era glaciale, ghiacciai profondi fino a tre chilometri ricoprivano gran parte del Nord America e dell'Eurasia.
I movimenti dei ghiacciai hanno eroso profondamente il paesaggio, creando la maggior parte dell'attuale sistema dei grandi laghi. Tutte le registrazioni geologiche mostrano che il clima non è mai statico. Le ere glaciali comprendono cicli glaciali e caldi che rispecchiano le anomalie orbitali del percorso orbitale della Terra attorno al sole, noti come cicli di Milankovitch.
Durante questi cicli, le temperature hanno oscillato di 5-6 °C, aumentando circa ogni 100.000 anni. La maggior parte degli scienziati concorda sul fatto che questi cicli siano guidati dalle variazioni orbitali. Tuttavia, il modo in cui la CO₂ amplifica questo effetto rimane una questione aperta. Questo apre interrogativi più profondi sul ruolo effettivo della CO₂ nel futuro del clima. È al di là delle nostre possibilità di prevedere i possibili climi futuri?
Gran parte della narrazione climatica si basa sul ruolo dei cosiddetti combustibili fossili, sul ritmo dei moderni cambiamenti di temperatura e dei livelli di CO₂ e sull'analogia dell'effetto serra. Il contributo del vapore acqueo e della copertura nuvolosa è responsabile del 50-70% del riscaldamento in molte parti del mondo. Eppure, questo aspetto sembra essere stato oscurato nelle dichiarazioni pubbliche delle Nazioni Unite.
I cicli orbitali di Milankovitch determinano il modello delle glaciazioni, seguiti dal ritiro della calotta glaciale, dalla riduzione dell'albedo e dai cambiamenti nella circolazione oceanica. Solo dopo che gli oceani, in particolare l'Oceano Antartico, si sono riscaldati per secoli, la CO₂ disciolta fuoriesce dalle acque profonde, aumentando lentamente la CO₂ atmosferica da 180 ppm a 280 ppm nell'arco di 5.000-10.000 anni. Tuttavia, la Terra si è riscaldata solo di circa 1,5 gradi nei 170 anni trascorsi dalla fine della piccola era glaciale in Europa. Non si tratta di un riscaldamento eccessivo, attribuito dalla campagna per il clima all'aumento dei livelli di CO₂ causato dalla rivoluzione industriale.
Eppure, secondo qualsiasi analisi, un aumento di 1,5 gradi non è un fenomeno significativo. Si stima che le temperature globali si aggirino intorno ai 15 gradi, ovvero oltre 6 gradi in meno rispetto alla media globale di 18-25 gradi registrata per gran parte dell'Eone Fanerozoico, a partire da 541 milioni di anni fa. Un aumento di 1,5 gradi non dovrebbe avere conseguenze sostanziali sul clima mondiale o sulla società umana che non possano essere mitigate e attenuate.
Sono stati annunciati numerosi punti di non ritorno, ma nessuno si è verificato. Gli esseri umani sono incredibilmente flessibili e vivono in condizioni climatiche e morfologie molto diverse. Questo problema è divisivo, ma è stato per lo più lasciato oscuro e inspiegato.
L'ONU etichetta qualsiasi dubbio come disinformazione da parte dei negazionisti della scienza. L'ONU ha persino affermato di essere proprietaria della scienza. Come può un riscaldamento così lieve creare una crisi globale di tale portata quando le temperature variano già quotidianamente o stagionalmente durante tutto l'anno di ben 10-12 gradi?
Gli esseri umani possono vivere e vivono in qualsiasi clima sulla Terra."
P. Clack

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Lo scioglimento del culto del clima è inevitabile.
"Il crollo dell'Accordo di Parigi e lo smascheramento dell'illusione delle emissioni nette zero non sono mai stati difficili da prevedere, nemmeno per chi avesse un briciolo di onestà intellettuale. Non ci voleva un titolo di ricerca prestigioso o una laurea specialistica. La scrittura era scolpita nella pietra della realtà energetica, che nessun comunicato stampa, nessuna lobby di attivisti e nessuna fondazione finanziata da miliardari avrebbe potuto cancellare.
La maggior parte delle nazioni, in particolare quelle che si trovavano all'inizio del processo di costruzione del proprio futuro, si limitava a vacui accenni ai propri obiettivi climatici. La loro partecipazione era una palese ricerca di influenza politica. La crociata per il clima è sopravvissuta dirottando la classe politica, manipolando i dati attraverso scienziati compiacenti e trasformando gli imperi mediatici in megafoni della paura.
Bill Gates si è allontanato dalla prima linea dell'allarmismo climatico in un recente saggio in occasione della COP30 delle Nazioni Unite , l'incontro annuale dei moralisti jet-set . Gates ammette – e il recente rapporto del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti sull'anidride carbonica supporta la sua opinione – che il mondo non collasserà a causa del cambiamento climatico.
Gates ha chiesto di spostare l'attenzione verso bisogni più immediati. Afferma che "continueremo a fare affidamento sui combustibili fossili per decenni", che "nessuna tecnologia da sola può decarbonizzare l'economia globale" e che "il ritmo del cambiamento sarà lento".
Sta reagendo al naufragio dell'ideologia derivante dalla sua collisione con le leggi della fisica.
Non è più possibile nascondere il divario tra previsioni allarmistiche e realtà osservata. Gli scienziati hanno deliberatamente ingannato l'opinione pubblica con dati selezionati, hanno manipolato modelli informatici fino a ottenere il risultato "corretto" e spaventoso e hanno travisato gli eventi meteorologici naturali come prova del cambiamento climatico. Ciò che si è mascherato da "consenso" non era altro che un cartello di profittatori che si nutrivano del senso di colpa pubblico e del denaro dei contribuenti.
Questa non era un'indagine scientifica in buona fede, ma piuttosto una narrazione progettata per spaventare , controllare le scelte dei consumatori e giustificare una massiccia riorganizzazione politica ed economica. Gran parte dell'opinione pubblica, percependo questa disonestà, non ascolta più. L'autorità degli "esperti" del clima è stata danneggiata, forse irrevocabilmente. Il loro incessante grido di "al lupo!" non è riuscito a produrre la bestia del clima.
Il culto del clima ha dichiarato guerra proprio ai motori che hanno salvato l'umanità dalla fame e dalle difficoltà. La sua eredità è il vandalismo economico e il decadimento morale.
Ma l' incantesimo si sta spezzando e ciò che emerge dalle macerie non è disperazione, bensì liberazione: un atteso ritorno della ragione in un mondo tenuto in ostaggio dalla paura."
Vijay Jayaraj
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La nuova frontiera del terrore mediatico, la temperatura percepita. Copernicus lancia una nuova app che sostanzialmente non serve a nulla, non serve ai normali cittadini e non serve nemmeno agli scienziati. Ora vi spiego perchè ma voglio fare una doverosa premessa. Qualcuno mi scrive in privato che sono un "negazionista" e che dovrei "schierarmi". Scrivete autentiche baggianate, la scienza non è politica, la scienza non è consenso. La scienza è osservazione, dati ma soprattutto "dubbio". Uno scienziato deve paradossalmente rimanere razionale e freddo facendo il suo lavoro con passione ma senza mai cadere nella trappola dell'ideale. Quando lo scienziato trasforma una convinzione personale in un ideale da portare avanti a qualsiasi costo perde lucidità e razionalità. Torno a ripetere ancora una volta che il clima di oggi non è quello di 60 anni fa, nessuno nega che un cambiamento è in atto ma trasformare il cambiamento climatico in un ideale è un errore macroscopico a mio modo di vedere le cose, fa perdere lucidità e confonde soprattutto chi non è del mestiere. Torniamo alla temperatura percepita. Io comincio ad avere la sensazione che si stia cercando l'ago nel pagliaio. Siccome la normale temperatura al suolo non ha raggiunto i valori preannunciati in pompa magna, questa estate ad esempio tra le grandi città italiane solo Firenze ha toccato i 40 °C, allora spostiamo l'attenzione sulla temperatura percepita. Partiamo da un dato di fatto incontrovertibile, la percezione di calore è totalmente soggettiva ed è determinata anche da fattori fisiologici e medici che ogni persona vive. Se ci sono 34 °C avremo sempre il signor Antonio che percepirà 34°C, la signora Maria che ne percepisce 37°C ed il signor Mario che ne percepisce 32°C. A livello puramente scientifico è risaputo che quando le temperature salgono oltre i 35°C e si avvicinano ai 40°C l'umidità relativa scende su valori molto bassi, intorno al 15-20% come accaduto quest'anno a Firenze. Questo significa che se ci sono 40°C con il 20% di umidità al massimo questa ormai famosa temperatura percepita è di circa 40,5 °C. Ci sono zone del pianeta, come la Penisola Arabica, dove milioni di persone passano intere estati con temperature massime comprese tra i 38 ed i 48 °C in zone desertiche con tassi di umidità bassissimi. Il discorso cambia quando i valori massimi sono piu' bassi ma sale il tasso di umidità, un pò come accaduto da noi qualche giorno fa quando avevamo temperature massime di 28-30 °C ma con umidità al 60-70%, in quel caso le temperature percepite possono salire anche fino a 34-35 °C. Non è sicuramente piacevole ma trasformarla in una drammatica apocalisse è un esagerazione non scientifica. Nell'articolo si dice che gli scienziati usano L’Universal Thermal Climate Index ma in realtà non è propriamente cosi. Questo indice è un progetto voluto e finanziato dall'Unione Europea nel 2004 nell'ambito di un programma chiamato COST Action 730 ed è partito ufficialmente nel 2009. E' un progetto nato originariamente per progettare spazi urbani piu' confortevoli, anche se dopo 16 anni vediamo ancora spazi urbani progettati con poco verde e tanto cemento, e successivamente validato per un possibile uso scientifico. Sono decenni che si usa la temperatura dell'aria a 2 metri dal suolo, sono decenni che questa è la procedura ufficiale internazionale ed invece ultimamente cercano di propinarci alternative parlando di "percezione", di "stress termico", sono arrivati addirittura a misurare le temperature delle panchine e delle superfici esposte al sole, vi ricordate la storia degli 85°C a Milano? Su questo profilo troverete sempre un approccio scientifico serio, razionale e mai guidato dall'ideale con informazioni concrete e verificate che siano in un senso o nell'altro senza stress, paure ed ansie. Io vivo la meteorologia con passione e amore ed è questo che voglio trasmettervi.

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"Se si raggiunge l'obiettivo Net Zero entro il 2050, a livello globale, si evita un riscaldamento di circa un terzo di grado. Se si considera solo l'Europa e l'Anglosfera, si arriva a un decimo di grado", afferma il Dr. Richard Lindzen, fisico atmosferico e professore emerito del Massachusetts Institute of Technology (MIT). "Quindi si è evitato un decimo di grado di riscaldamento a un costo di probabilmente decine di migliaia di miliardi di dollari. Non mi sembra un affare", aggiunge. "Fino a che punto la popolazione si spingerà dicendo: "Ci sacrificheremo per un gesto simbolico?"

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Quando si attribuisce all'uomo il riscaldamento globale, oltre all'indimostrabile relazione tra CO2 e TGm, si commette l'errore di attribuire alla CO2 antropogenica la crescita del suo livello in atmosfera.
E' una falsità palese. Basta osservare i dati Mauna Loa
Nel grafico in blu i livelli di crescita della CO2, in rosso le emissioni antropogeniche.
NON C'E' NESSUNA RELAZIONE.
Quando la smetteremo con questa farsa?
fonte:
worldometers.info/co2-emissions/…

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Com’è davvero il Manifesto di #Ventotene? Lo ha letto, per il sito della Fondazione Hume, il sociologo Luca Ricolfi.
ow.ly/QI6850VvfwI
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Sottoscrivo il comunicato stampa che gli scienziati sotto riportati, insieme ad altri, hanno inviato al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ecco il passi salienti del comunicato.
“Posto che quella dell‘emergenza climatica causata dalle emissioni antropiche è un’emergenza priva di fondamento scientifico, e posto che i sostenitori della stessa si sono più volte sottratti al confronto scientifico.
Segnaliamo che: le emissioni italiane e della Ue-27 incidono, rispettivamente, per meno dello 0.9% e per meno del 9% su quelle mondiali. Le emissioni mondiali sono aumentate del 60% rispetto ai livelli del 1990 e i soli due Paesi Cina e India, le cui emissioni sono oltre il 40% di quelle mondiali, stanno attuando politiche energetiche che, a dispetto di ogni dichiarazione, sono di fatto volte all’incremento cospicuo delle emissioni.
Noi di Clintel-Italia chiediamo pertanto che il Governo Italiano faccia sentire la propria voce in sede Europea. Naturalmente reiteriamo quella sfida al confronto scientifico al quale gli assertori dell’emergenza climatica indotta dalle emissioni antropiche di CO2 si sono sempre sottratti."

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Caro Presidente Mattarella, io mi dissocio.
Lei all’#Università di #Marsiglia, nella sua qualità di massima espressione del popolo italiano, ha affermato, tra l’altro che:
«[...] La crisi economica mondiale del 1929 scosse le basi dell’economia globale e alimentò una spirale di protezionismo, di misure unilaterali, con il progressivo erodersi delle alleanze. La libertà dei commerci è sempre stata un elemento di intesa e incontro.
Molti Stati non colsero la necessità di affrontare quella crisi in maniera coesa, adagiandosi, invece, su visioni ottocentesche, concentrandosi sulla dimensione domestica, al più contando sulle risorse di popoli asserviti d’oltremare.
Fenomeni di carattere autoritario presero il sopravvento in alcuni Paesi, attratti dalla favola che regimi dispotici e illiberali fossero più efficaci nella tutela degli interessi nazionali.
Il risultato fu l’accentuarsi di un clima di conflitto - anziché di cooperazione - pur nella consapevolezza di dover affrontare e risolvere i problemi a una scala più ampia. Ma, anziché cooperazione, a prevalere fu il criterio della dominazione. E furono guerre di conquista.
Fu questo il progetto del #TerzoReich in #Europa.
L’odierna aggressione russa all’#Ucraina è di questa natura.
[...]».
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria #Zakharova ha facilmente replicato:
«[...] Il presidente della #Repubblica italiana ha fatto diverse dichiarazioni offensive contro il nostro Paese. Ha tracciato parallelismi storici oltraggiosi e francamente falsi tra la Federazione Russa e, come ha detto, la #Germania nazista.
Ha invitato a tenere conto del fallimento della politica occidentale contro l’aggressione della fine degli anni ‘30 del XX secolo facendo un parallelo con la risoluzione della crisi ucraina. Ha dichiarato che le azioni della #Russia in #Ucraina - sempre secondo #Mattarella - hanno una natura simile a quel progetto. È impossibile anche solo pensarlo!
Mattarella ha affermato che la Russia è simile al Terzo Reich in Europa.
È strano e selvaggio sentire simili blasfemie dal #Presidente dell’#Italia, un Paese che sa bene cosa sia il fascismo, ma lo sa in modo diverso, un po’ diverso da come lo conosce il nostro paese.
Il nostro Paese ha subìto un attacco mostruoso da parte della Germania di #Hitler. Il nostro Paese, non solo è stato in grado di espellere il nemico dal suo territorio, ma lo ha anche distrutto, ricacciandolo sul suo terriotorio e liberando l’Europa dal #nazismo e dal #fascismo allo stesso tempo.
Ha anche aiutato i paesi del continente europeo a riprendersi; nonostante anche il nostro paese avesse bisogno di essere aiutato, noi invece abbiamo condiviso il nostro aiuto generosamente.
Ma il regime fascista di #Mussolini fu un fedele alleato della Germania nazista nell’ambito del #PattodAcciaio anticomintern di #Berlino; tra l’altro fornì al Terzo Reich 235.000 uomini per il corpo di spedizione per l’aggressione congiunta contro l’#UnioneSovietica.
Perché il Presidente italiano non ne ha parlato durante la sua conferenza all’Università di Marsiglia il 5 febbraio? Non lo sapeva? Non conosce bene la sua storia? Non credo.
[...]»
Bene, Sig. Presidente, possibile mai che un uomo della Sua esperienza abbia potuto commettere un errore, anche da un punto di vista diplomatico e dei rapporti tra nazioni, così grossolano?
Possibile che - facendosi prendere la mano da una retorica un po’ troppo ipocrita per un #Occidente e, soprattutto, un paese come l’Italia che da solo può poco - abbia potuto fare un parallello così spinto nei confronti di un paese con cui tutti dobbiamo fare i conti e col quale dovremo necessariamente avere rapporti in futuro?
Ed è possibile che Ella non abbia valutato l’impatto che quelle Sue affrettate asserzioni avrebbero avuto su quel popolo ed i suoi rappresentanti, esponendoci - dobbiamo dircelo - ad una figuraccia planetaria epocale, consentendo ai russi di ricordare a tutto il mondo quanto noi, cent’anni fa, avessimo contribuito all’ascesa del nazismo e a porre in pratica le sue nefandezze?
Ricordo ancora quando il Presidente #Draghi - che pure era considerato il ‘migliore’ - apostrofò #Erdogan come «#dittatore», commettendo pari imprudenza, se non fesseria, per un politico che rappresenta e deve tutelare anche gli interessi, oltre che il buon nome, di un intero popolo e che deve creare ponti e non già ad abbatterli, ancor più se poi, obtorto collo, ci si deve avere a che fare.
Ecco Sig. Presidente, mi consenta di dissociarmi dal Suo pensiero; e con questo senza essere un ammiratore di #Putin e delle azioni militari della Russia.
Non posso, però, non vedere come Ella, con quel parallelo, abbia offerto su un piatto d’argento la risposta tranchant del governo di #Mosca offendendo sì - perché, va detto: a mio parere l’ha offesa - la storia di un popolo che, differentemente da noi, col nazismo ci si è scontrato da subito ed ha immolato milioni dei suoi uomini affinché fossimo liberi anche noi dall’oppressione di una dittatura scellerata ed infame.
Mi spiace, ma in questo caso non posso esprimerLe solidarità perché non mi sento rappresentato dal pensiero che Ella ha espresso, purtroppo, anche a nome mio; e - aggiungo - non ritengo le parole della portavoce del ministero degli Esteri russo gratuite bensì una reazione comprensibile e pure prevedibile. Ce la potevamo risparmiare! Il nostro è un Paese di pace.
Con deferenza, un suo concittadino.
LG

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2024 climate summit will end shortly, possibly with a solemn vow
But worth remembering how previous vows have done:
Paris COP21 (as did COP28 in Dubai and virtually all COPs since 1995) promised to drastically cut emissions
— and they all failed
globalcarbonbudget.org/fossil-fuel-co…

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Cost of climate-related disasters has dropped nearly 5-fold since 1980
True for both richer and poorer countries and for all countries
sciencedirect.com/science/articl…

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The elite use false, emotional climate arguments
to take trillions of your money
Christine Lagarde, president of the European Central Bank, in Financial Times:
'Extreme weather ruins us'
Reality: No
archive.ph/pecdq
tandfonline.com/doi/full/10.10…

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