MariMario

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@MariMario1

«Imparerai che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è rotto, il mondo non si ferma perché tu possa ripararlo». W. Shakesper.

Katılım Ocak 2019
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Marino Danielis
Marino Danielis@07Emmedi·
Spagna, Barcellona: un marocchino al grido di “Allah” sgozza una ragazzina di 16 anni in pieno giorno colpendola decine di volte con un coltello di grandi dimensioni alla gola, al torace, all'addome
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Luigi
Luigi@luigivanti·
Pensierino fortissimo. Ma davvero la Sindachessa di Genova ha emanato 6 Delibere in 10 mesi? Sarò irriverente all'ennesima potenza. Ma colei sarebbe la Lady della nuova Sinistra? Ma svegliatevi un po' porca miseria!
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Francesca Totolo
Francesca Totolo@fratotolo2·
Ranucci: “Non ho dato una notizia non verificata, ma ho detto che stiamo verificando una notizia che è una cosa po’ diversa” Senza parole.
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Fabio Dragoni
Fabio Dragoni@fdragoni·
Dobbiamo aiutare Ilario
Alessandro Greco@Pgreco_

E se ci fosse stata tua figlia? O tua sorella o tua moglie? Milano. Sono le 23.30 del 21 marzo. La metro linea M1 è ferma a Cadorna. Un treno è bloccato per un guasto tecnico. La gente è stanca, un po' spazientita, nervosa. Dentro quel vagone, però, non c’è solo disagio. C’è paura. Un gruppo di ragazzi sta molestando alcune ragazze. Non è una scena interpretabile. È chiara: stanno molestando delle ragazze. La situazione è sul punto di degenerare. Arrivano due guardie giurate. Intervengono. Chiedono al gruppo di scendere. Una parte scende. Uno resta. Non ha il biglietto, ma non è quello il punto. Il punto è l’atteggiamento: ostile, provocatorio. In mano ha una bottiglia di vetro, tenuta per il collo, come fosse un’arma. In quel momento non hai tempo per ragionare con calma. Non hai il lusso della teoria. Hai pochi secondi e delle persone da proteggere. Ilario Esposito, 52 anni, fa quello che ritiene necessario: estrae la pistola d’ordinanza. Non la punta contro nessuno. La tiene verso il basso. È un segnale, un deterrente. Che infatti funziona. La bottiglia viene abbassata. La tensione scende. Lui rimette l’arma a posto. Poi interviene fisicamente per allontanare chi è rimasto. La situazione si chiude lì. Nessuno ferito. Nessuna escalation. Fine dell’intervento. Ma inizio del problema. Perché per l’azienda quel gesto è "sproporzionato". "Non conforme ai protocolli". Risultato: sospensione e poi licenziamento per giusta causa. Oggi Ilario è senza lavoro. È marito, è padre di quattro figli. E paga una decisione presa in pochi secondi dentro una situazione che, da fuori, è sempre più facile giudicare. La domanda, però, resta: cosa pretendiamo davvero da chi deve garantire la sicurezza? Che intervenga quando serve o che si limiti a non sbagliare secondo regolamento? Perché è facile parlare di proporzionalità dopo, a sangue freddo, quando tutto è già successo. È molto più difficile decidere lì dentro, in una carrozza ferma, con delle ragazze spaventate e qualcuno che stringe bottiglie di vetro come fossero armi. E allora torniamo all’inizio, senza giri di parole: se su quel vagone ci fosse stata tua figlia, tua sorella o tua moglie, avresti voluto qualcuno in divisa che interveniva o qualcuno che aspettava? Poi non sorprendiamoci se la prossima volta chi è in divisa si gira dall’altra parte. Se ogni scelta può costarti il lavoro, smetti di scegliere. E quando smetti di scegliere, smetti anche di proteggere.

Empoli, Toscana 🇮🇹 Italiano
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Alessandro Greco
Alessandro Greco@Pgreco_·
E se ci fosse stata tua figlia? O tua sorella o tua moglie? Milano. Sono le 23.30 del 21 marzo. La metro linea M1 è ferma a Cadorna. Un treno è bloccato per un guasto tecnico. La gente è stanca, un po' spazientita, nervosa. Dentro quel vagone, però, non c’è solo disagio. C’è paura. Un gruppo di ragazzi sta molestando alcune ragazze. Non è una scena interpretabile. È chiara: stanno molestando delle ragazze. La situazione è sul punto di degenerare. Arrivano due guardie giurate. Intervengono. Chiedono al gruppo di scendere. Una parte scende. Uno resta. Non ha il biglietto, ma non è quello il punto. Il punto è l’atteggiamento: ostile, provocatorio. In mano ha una bottiglia di vetro, tenuta per il collo, come fosse un’arma. In quel momento non hai tempo per ragionare con calma. Non hai il lusso della teoria. Hai pochi secondi e delle persone da proteggere. Ilario Esposito, 52 anni, fa quello che ritiene necessario: estrae la pistola d’ordinanza. Non la punta contro nessuno. La tiene verso il basso. È un segnale, un deterrente. Che infatti funziona. La bottiglia viene abbassata. La tensione scende. Lui rimette l’arma a posto. Poi interviene fisicamente per allontanare chi è rimasto. La situazione si chiude lì. Nessuno ferito. Nessuna escalation. Fine dell’intervento. Ma inizio del problema. Perché per l’azienda quel gesto è "sproporzionato". "Non conforme ai protocolli". Risultato: sospensione e poi licenziamento per giusta causa. Oggi Ilario è senza lavoro. È marito, è padre di quattro figli. E paga una decisione presa in pochi secondi dentro una situazione che, da fuori, è sempre più facile giudicare. La domanda, però, resta: cosa pretendiamo davvero da chi deve garantire la sicurezza? Che intervenga quando serve o che si limiti a non sbagliare secondo regolamento? Perché è facile parlare di proporzionalità dopo, a sangue freddo, quando tutto è già successo. È molto più difficile decidere lì dentro, in una carrozza ferma, con delle ragazze spaventate e qualcuno che stringe bottiglie di vetro come fossero armi. E allora torniamo all’inizio, senza giri di parole: se su quel vagone ci fosse stata tua figlia, tua sorella o tua moglie, avresti voluto qualcuno in divisa che interveniva o qualcuno che aspettava? Poi non sorprendiamoci se la prossima volta chi è in divisa si gira dall’altra parte. Se ogni scelta può costarti il lavoro, smetti di scegliere. E quando smetti di scegliere, smetti anche di proteggere.
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Qua la Zampa
Qua la Zampa@zampa_qua·
STRAURGENTE🆘🆘🆘🆘☎️3663555064🐕Sanno amare con lealtà e fedeltà. facebook.com/rifugioangelid… Filippo ha 9 anni è stato salvato dolcissimo e cerca affetto ,troviamo una famiglia per Filippo. ADOTTATELO #4voiceless Campania
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Lega
Lega@LegaSalvini·
🔵 Matteo Salvini: "Bruxelles non permette ancora al governo italiano e ad altri governi di derogare dai vincoli idioti e insensati del Patto di Stabilità. Vogliamo aiutare famiglie e imprese in difficoltà e non possiamo farlo perché ci sono dei… facebook.com/50315025116667…
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Marine Le Pen
Marine Le Pen@MLP_officiel·
Un pays sans entreprises, sans salariés, et sans protection sociale, ça n'existe pas. Lorsque nous accéderons aux responsabilités, notre seule boussole sera la défense de l'intérêt national. Retour en images sur ma venue à la foire de Sens ⤵️
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Annina
Annina@annina_cutillo·
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Riccardo Romani
Riccardo Romani@RRomani1973·
Ricordate #Bersani a Piazzapulita con lo sguardo da kapò che sentenziava “i vaccinati hanno diritto alla vita più dei non vaccinati”? Ecco la sinistra senza maschera: campioni di inclusione finché non serve, poi diventano i peggiori selezionatori di vite umane.
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CriminImmigr*ti
CriminImmigr*ti@CriminImmigratl·
INDAGANO IL COGNATO DI GIACOMO BONGIORNI UCCISO A MASSA DAI MIGRANTI: IL SISTEMA PROTEGGE I MIGRANTI DI SECONDA GENERAZIONE E ACCUSA CHI HA OSATO DIFENDERSI DAL BRANCO CHE LO HA MASSACRATO. voxnews.org/?p=476698/
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Fuori dal coro
Fuori dal coro@fuoridalcorotv·
Un immobile di Benito, pensionato di 87 anni, è occupato abusivamente da un gruppo di immigrati irregolari che hanno buttato giù dalle scale l'anziano mandandolo in ospedale, motivo per cui oggi si trova in sedia a rotelle. Non se ne vanno e lo deridono. #Fuoridalcoro
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Critica Climatica Alias Fortunato Nardelli
Quando leggete informazioni sulla UE sui media italiani, controllate dove le leggete. Questi evidenziati ricevono direttamente finanziamenti da Bruxelles per "informarvi". Che attendibilità hanno quelle notizie? Ma non finisce qui. 1/5
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Ermes Antonucci
Ermes Antonucci@ErmesAntonucci·
Una fonte mi ha detto che il giudice Tizio, pochi mesi prima di assolvere Caio, lo ha incontrato a casa sua. Ma sto verificando la notizia. Se lo scrivessi mi toglierebbero tutto il poco che ho e verrei radiato dall'Ordine dei giornalisti (giustamente). Ma non mi chiamo Sigfrido
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Claudio Borghi A.
Claudio Borghi A.@ClaudioBorghi·
Mi arrivano insospettabili segnalazioni di goofysti/community in lista per le comunali con la Lega. Per esempio, volto noto dei capannelli che non esistono: Mike Ceccacci a Senigallia in lista per Olivetti sindaco con l'ottima nostra assessore Elena Campagnolo. Bravo! #combattere
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