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Il DNA degli italiani è diviso geneticamente quanto quello di paesi europei completamente diversi.
Non è un'opinione.
È un valore numerico pubblicato su Science Advances da Raveane, Aneli e Montinaro nel 2019.
Hanno analizzato il genoma di oltre 1.500 italiani. Quello che hanno trovato ha riscritto la mappa genetica della penisola.
L'Italia non è mai stata un'unica popolazione. La misura tecnica si chiama FST indica quanto due gruppi umani siano geneticamente distanti. Tra gruppi di paesi europei diversi, quel valore si aggira attorno a 0.004. La stessa cifra si trova confrontando un italiano del Nord con uno del Sud.
Tradotto: la distanza genetica tra Milano e Palermo è comparabile a quella tra Francia e Polonia.
E questo è solo il punto di partenza.
Nello studio emergono tre blocchi genetici principali: Nord/Centro-Nord, Sud/Centro-Sud con Sicilia, e Sardegna. Ciascuno con una storia ancestrale distinta, sedimentata in migliaia di anni di migrazioni separate.
Il Nord ha assorbito fino al 33% di ancestry dalla Steppa dell'età del Bronzo le popolazioni Yamnaya che si sono espanse dall'Eurasia orientale. Al Sud quel valore crolla a circa il 6%. Al suo posto entra una componente Anatolica dell'età del Bronzo che sfiora il 30% in certi cluster meridionali e siciliani. Contributi storici dal Nord Africa arrivano fino al 14.5% in alcune popolazioni del Sud estremo.
La Sardegna è un caso a parte. È la popolazione più simile ai primi agricoltori neolitici arrivati dall'Anatolia 8.000 anni fa: oltre l'80% di quel patrimonio genetico è ancora intatto nell'isola. È rimasta isolata abbastanza a lungo da conservare qualcosa che il resto d'Europa ha quasi cancellato.
Aspetta, però. Il numero più importante dello studio non è quello che divide è quello che accumuna.
Tutti i cluster italiani, Nord e Sud, hanno tra il 56% e il 72% di ancestry neolitica anatolica. Il fondo comune esiste. Ma sopra quel fondo, ogni regione ha stratificato secoli diversi: invasioni greche, longobarde, arabe, romane, celtiche. Flussi che non hanno raggiunto ogni angolo della penisola con la stessa intensità.
Il FST massimo misurato tra cluster italiani è 0.007–0.008. La mediana interna agli altri paesi europei è tra 0.0001 e 0.002. L'Italia è fuori scala rispetto a qualunque altro paese del continente analizzato nello studio.
Non è folklore. Non è campanilismo. È scritto nel DNA.
In breve:
La differenziazione genetica interna all'Italia (FST mediana 0.004) è pari alla media tra cluster di paesi europei diversi
Tre blocchi ancestrali distinti: Nord (più steppa), Sud (più Anatolia/Caucaso), Sardegna (neolitico conservato)
L'Italia ha la struttura genetica interna più alta di qualunque altro paese europeo analizzato.🇮🇹😉

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