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@MirkoBifano

Appassionato di finanza, musica, lettura e politica. Ottimista di natura, polemico solo su x! 😁

Napoli, Campania Katılım Nisan 2022
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Veronica
Veronica@veronicaveri76·
L'educazione non costa niente, ed è incredibile quanta gente non riesca comunque a permettersela.
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@ZeClint Ho letto questo tweet con molto interesse, non so se sia meglio prima o adesso, credo solo che sono epoche diverse e probabilmente i nostri genitori/nonni facevano le stesse riflessioni su di noi.
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Ze Clint
Ze Clint@ZeClint·
Le déclin de la consommation d’alcool chez les ados. En tant que médecin, je devrais m’en réjouir. Et pourtant, je suis plutôt inquiet. Parce qu’on confond peut-être disparition d’un symptôme et bonne santé d’une génération. Oui, les adolescents boivent moins. Mais ils sortent moins. Ils couchent moins. Ils prennent moins de risques. Ils conduisent moins. Ils vivent moins de rites de passage. On a l’impression d’avoir « résolu un problème », alors qu’on a aussi progressivement détruit ce qui transformait des adolescents en adultes. Téléphones. Vie sociale numérisée. Anxiété permanente. Discours catastrophistes sur l’avenir. Culture de l’évitement du risque. Parents hyperprotecteurs. L’adolescence d’avant était parfois brutale, parfois excessive, parfois dangereuse. Mais elle était aussi profondément formatrice. On apprenait la honte, le courage, le rejet, la séduction, la hiérarchie sociale, la transgression, la responsabilité. On apprenait à devenir adulte au contact des autres pas derrière un écran. Je ne fais pas l’apologie de l’alcool. Je dis simplement qu’une société qui produit des adolescents parfaitement « safe » mais socialement inhibés, anxieux et isolés devrait peut-être s’interroger.
AF Post@AFpost

The share of 12th graders who have ever consumed alcohol has fallen by 92% to 47% in the past 5 decades. Follow: @AFpost

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🦓🇮🇹ZittoNonCiSto 🇮🇹🗽
Ma come fai a parlare con gente che difende le Brigate Rosse, che giudica Carlo Giuliani un martire, che manda in Europa una pluripregiudicata, che non vuole che la Polizia insegua i delinquenti, che è a favore dell’occupazione abusiva delle case ??? Ditemi voi!!!😳🤷‍♂️🤦‍♂️
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@SereScandellari È come dire, ho un debito, chiedo un mutuo ad una banca per risolvere il debito. Questo non risolve la mia situazione debitoria, la aumenta e la sposta più in la. Non sta facendo un gran lavoro
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Sere
Sere@SereScandellari·
12 miliardi di dollari: era il deficit della città di #NewYork prima che un sindaco socialista arrivasse e tassasse i ricchi, specialmente quelli con proprietà immobiliari inutilizzate. Indovina? Deficit azzerato. Ah, ha anche aumentato i servizi gratuiti per i cittadini.
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Giusto per…. Ma tanto continuerete ad insistere sulle vostre posizioni…. e allora propal avete ragione voi… a discutere con voi si perde solo tempo
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia

10 FALSI MITI CHE RENDONO IL PALESTINISMO UN CULTO FONDATO SULLA MENZOGNA – ✍🏻 Roberto Damico 1. Il sionismo come movimento razzista e suprematista Falso. Il sionismo è il movimento di autodeterminazione e liberazione nazionale del popolo ebraico. Nasce, nella forma attuale, nella seconda metà dell’Ottocento come risposta diretta ai pogrom dell’Europa orientale e all’antisemitismo strutturale dell’Europa occidentale – l’affare Dreyfus fu uno degli episodi che convinsero Herzl della necessità di uno stato ebraico. È un movimento di sopravvivenza, non di supremazia. Herzl stesso immaginava uno stato con minoranze protette e diritti civili garantiti indipendentemente dall’appartenenza religiosa o etnica. Il Congresso Sionista di Basilea del 1897 era un congresso laico, composto in larga parte da intellettuali socialisti ed liberali. Definire questo movimento “razzista” non è un giudizio storico: è propaganda. 2. Israele è uno stato coloniale Falso. Il colonialismo ha una struttura precisa: una metropoli che invia coloni in un territorio distante, lo sfrutta economicamente e mantiene un legame amministrativo con la madrepatria. Il Brasile era colonia del Portogallo. Gli Stati Uniti erano colonie della Gran Bretagna. Quando la metropoli si ritira, i coloni tornano alla metropoli – o restano come minoranza in uno stato indipendente. Nel caso israeliano non esiste alcuna metropoli. Gli ebrei non sono stati inviati da nessuna potenza straniera: sono emigrati da decine di paesi diversi, spesso fuggendo da persecuzioni, verso l’unico luogo con cui avevano un legame storico e culturale ininterrotto. Non avevano dove tornare perché erano già a casa. Il modello coloniale è semplicemente inapplicabile. 3. Gli ebrei hanno rubato la terra ai nativi Falso. Il grosso delle terre su cui sorse Israele fu acquistato legalmente, spesso a prezzi di mercato, da proprietari che in molti casi erano notabili arabi o istituzioni ottomane. Ma c’è un dato ancora più rilevante: il Piano di Partizione approvato dall’Assemblea Generale dell’ONU nel novembre 1947 assegnava legalmente un territorio a uno stato ebraico e uno a uno stato arabo. Gli ebrei accettarono il piano. Gli stati arabi lo rifiutarono e, nel maggio 1948, attaccarono militarmente Israele il giorno stesso della sua proclamazione. Le terre conquistate nel corso di quella guerra – una guerra che gli arabi scelsero di combattere – non furono rubate: furono il risultato di un conflitto che altri decisero di iniziare. 4. I palestinesi sono i nativi della Palestina Falso. I palestinesi parlano arabo, sono in larga maggioranza musulmani, e condividono usi, tradizioni e strutture culturali con le popolazioni arabe circostanti. Sono arabi, o popolazioni arabizzate nel corso della conquista islamica del VII secolo. In etnologia e antropologia, l’identità etnica non si definisce sul DNA ma su lingua, cultura e tradizione: e quella dei palestinesi è un’identità araba. Sono semmai gli ebrei ad aver vissuto la propria etnogenesi in quella terra: è lì che si è formata la loro lingua, la loro letteratura, la loro identità nazionale, come attestano secoli di documentazione archeologica, testuale e storiografica. Un autentico discorso decoloniale applicato a quella regione dovrebbe parlare dell’arabizzazione del VII secolo come colonizzazione – esattamente come fanno oggi molti intellettuali marocchini e iraniani rispetto alla propria storia. 5. Israele è rinato perché la Torah lo prometteva Falso. Il sionismo è un movimento laico. Theodor Herzl era ateo. David Ben Gurion era ateo. Il Congresso di Basilea era una riunione politica, non religiosa. Tra le opzioni discusse dal movimento sionista c’erano anche l’Uganda e l’Argentina: la scelta della Palestina non fu una scelta teologica ma culturale e storica, fondata sul legame documentabile e ininterrotto che il popolo ebraico aveva mantenuto con quella terra attraverso la lingua, la liturgia, la letteratura e la memoria collettiva. Che nella preghiera ebraica si ripeta da millenni “l’anno prossimo a Gerusalemme” non è una rivendicazione vuota: è la traccia di un’identità nazionale che non si è mai dissolta, nemmeno nella diaspora. 6. Gli ebrei hanno scacciato gli arabi dalla loro terra Falso. Oggi in Israele vivono circa due milioni di cittadini arabi, con diritto di voto, rappresentanza parlamentare e accesso alle istituzioni dello stato. Questo dato da solo esclude la tesi di una pulizia etnica sistematica e pianificata. I profughi palestinesi del 1948 furono il risultato di una guerra dichiarata dagli stati arabi, non di un piano di espulsione preventivo. E c’è un dato che viene quasi sempre omesso: quasi nessuno stato arabo ha mai concesso la cittadinanza ai profughi palestinesi e ai loro discendenti. Sono stati tenuti nei campi per decenni, deliberatamente, come strumento di pressione politica. La loro condizione è una responsabilità che il mondo arabo non ha mai voluto assumersi. 7. La Nakba è un unicum nella storia Falso. Tra il 1945 e il 1950 il mondo fu attraversato da spostamenti di popolazione di proporzioni enormemente superiori, oggi quasi dimenticati. Circa dieci milioni di tedeschi furono espulsi dalla Prussia orientale e dai territori dell’Europa centrale. Trecentocinquantamila italiani lasciarono Istria e Dalmazia. Tra i dieci e i venti milioni di indiani e pakistani si spostarono attraverso la neonata frontiera tra India e Pakistan, in uno dei più grandi esodi della storia moderna. Quasi un milione di ebrei fu espulso dai paesi arabi e musulmani tra il 1948 e i decenni successivi, perdendo beni, case e comunità millenarie. In nessuno di questi casi il mondo ha istituito un’agenzia ONU dedicata esclusivamente a quella popolazione e ai suoi discendenti in perpetuo. L’UNRWA è un’anomalia assoluta nel diritto internazionale: ha contribuito a cristallizzare il problema dei profughi palestinesi invece di risolverlo, trasformando una crisi umanitaria in uno strumento politico permanente. 8. Israele ha sempre perseguito il progetto della Grande Israele Falso. Nel 1979 Israele restituì l’intera penisola del Sinai all’Egitto in cambio di un trattato di pace – smantellando insediamenti e ritirando completamente l’esercito da un territorio conquistato nel 1967. Nel 2005 Ariel Sharon – non esattamente un pacifista di professione – smantellò unilateralmente tutti gli insediamenti israeliani nella Striscia di Gaza e ritirò l’esercito, senza ottenere in cambio alcun accordo formale. Il risultato fu la presa del potere da parte di Hamas nel 2007 e l’inizio di anni di lanci di razzi sul territorio israeliano. Questi due fatti storici dimostrano che Israele ha più volte scelto la restituzione territoriale quando ha intravisto la possibilità di pace – e che la pace non è sempre stata l’obiettivo dell’altra parte. 9. La causa palestinese nasce come causa laica Falso. Una delle figure centrali nella formazione dell’identità politica palestinese è Amin al-Husseini, Muftì di Gerusalemme, che negli anni Trenta e Quaranta guidò l’opposizione alla presenza ebraica in Palestina su basi esplicitamente religiose: il principio islamico del Dar al-Islam stabilisce che una terra entrata sotto il dominio islamico non può essere ceduta ad altri. Al-Husseini non era solo un leader religioso: durante la Seconda guerra mondiale collaborò attivamente con la Germania nazista, incontrò Hitler nel 1941 e contribuì al reclutamento di musulmani nelle SS. È uno dei fondatori del nazionalismo palestinese. La componente religiosa non è una deriva successiva del movimento palestinese: ne è una delle radici originarie. 10. La Palestina è una terra storica con un’identità precisa Falso. Il termine “Palestina” deriva dal latino Palaestina, nome imposto dai romani dopo la repressione della rivolta ebraica del II secolo d. C. come atto deliberato di cancellazione dell’identità ebraica di quella terra – Iudaea divenne Syria Palaestina. Con la conquista ottomana del XVI secolo il termine scomparve dall’uso amministrativo: il territorio fu gestito come parte della provincia di Siria, e la denominazione corrente per quella regione era “Siria meridionale”. Per circa trecento anni non esistette alcuna entità amministrativa chiamata Palestina. Il termine fu resuscitato dagli inglesi nell’Ottocento per ragioni geografiche e ripreso nel Mandato britannico del 1920 – che è, storicamente, la prima volta che “Palestina” riappare come entità amministrativa distinta. È, in senso stretto, una creazione britannica. L’identità palestinese come identità nazionale araba distinta è una costruzione del XX secolo, consolidata soprattutto a partire dagli anni Sessanta con Arafat e l’OLP.

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jesssica
jesssica@leilaaaaaac·
Il ne fume pas Il ne boit pas Il ne court pas après toutes les femme Il ne sort pas en boîte tout les week-ends Il reste à la maison Il ne parie pas Ils sont où ces hommes là ?
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Amyr
Amyr@Amyrmia·
Si può avere voglia di carbonara alle undici del mattino? Decisamente sì.
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Javier Milei Quotes (Fan)
Javier Milei: “Which region of the world is growing the least by far? Europe, because they are full of regulations... There is no incentive for investment, there is no innovation, so they have no economic growth.”
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Peter H. Diamandis, MD
Peter H. Diamandis, MD@PeterDiamandis·
People say "the world is getting worse." The data says the opposite. Longer lives. Less poverty. More literacy. Cheaper energy. Better medicine. The gap between perception and reality has never been wider, but the crisis news media will tell you otherwise!
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Israeli Elegance
Israeli Elegance@IDFMAGA·
The question is simple are you standing with BIBI NETANYAHU 🇮🇱 Very simple yes and no.
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Estado Mínimo
Estado Mínimo@xestadominimo·
"La mejor manera de ayudar a los pobres es reducir los impuestos y permitir que el ahorro, la inversión y la creación de empleos continúen sin obstáculos". - Murray Rothbard -
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Simone Pillon
Simone Pillon@SimoPillon·
La procura presso la Corte Penale Internazionale ritira le accuse di genocidio contro Israele. Ora attendiamo fiduciosi le scuse di Francesca Albanese, dei sinistrati di varia natura, di chi voleva escludere Israele dalla Biennale e soprattutto dei Queer for Palestine.
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