Albe'
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@moro_thomas @DailyMail Comunque fa male solo a quelli che non la passano
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Long-term cannabis use 'changes brain structure and leaves users demotivated, unable to make decisions and struggling to deal with complex tasks' trib.al/TVbCUPY
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Poi arriveranno le locuste, e poi le mosche 🤗
Lukyluke31@Lukyluke311
Tel Aviv invasa da stormi di corvi - un evento solitamente interpretato come presagio di sventura.
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@moro_thomas Detto Carlofortino
Sto sbadigliando
Speriamo sia sonno, altrimenti mi tocca a comprare qualcosa da mangiare 🤣🍷
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Non dobbiamo stare con le mani in mano: dobbiamo chiamare il governo #Meloni a rispondere dell'uso delle #BasiMilitari sul suolo italiano per assistere USA nella criminale guerra di aggressione contro #Iran: crimini di guerra e tradimento della Costituzione della Repubblica
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#PillolediStoriaSarda
All’inizio del Novecento la Sardegna vive una condizione di ritardo evidente rispetto al resto del Paese. Le infrastrutture sono carenti, i collegamenti difficili, l’economia fragile. Anche sul piano dell’istruzione il divario è netto e riguarda ogni livello, fino a quello universitario. Il sistema universitario italiano è ancora fortemente gerarchizzato, gli atenei sono distinti tra “di primo grado” e “secondari”, una classificazione che incide su risorse, stipendi e prestigio. Cagliari e Sassari occupano stabilmente l’ultimo livello.
Il 13 marzo 1900 esplode la protesta. La decisione di equiparare l’Università di Macerata agli atenei di primo grado lascia quelle sarde come unico caso rimasto indietro. Docenti e studenti reagiscono con forza, denunciando una condizione ormai insostenibile. Le università dell’isola vengono percepite come sedi di passaggio. Molti professori vi approdano in attesa di trasferirsi altrove, mentre gli stipendi più bassi e i meccanismi di reclutamento poco rigorosi incidono sulla qualità dell’insegnamento. Gli studenti parlano apertamente di formazione carente e discontinua. La svolta arriva pochi anni dopo, con la riforma Orlando del 1904 che ridisegna l’assetto universitario italiano e supera, almeno sul piano formale, la distinzione più penalizzante. Anche Cagliari e Sassari escono così dalla categoria “secondaria”. Resta però un divario concreto che non si colma subito. La distanza dal resto del Paese, in termini di mezzi e peso accademico, continuerà a farsi sentire ancora a lungo.
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