Domenico Chionetti

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Domenico Chionetti

Domenico Chionetti

@MrMegu

Genova, Liguria Katılım Ağustos 2009
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Marco Furfaro
Marco Furfaro@marcofurfaro·
Una straordinaria baracconata finita in una figuraccia internazionle: il Tribunale di Roma ha stabilito che i migranti portati nei centri in Albania dovranno uscire tutti. Ricapitolando: il governo Meloni ha pagato quasi un miliardo di euro per costruire in Albania due centri (che resteranno deserti), 300mila euro per trasportare 16 migranti e poi altri 72mila euro per riportarne quattro in Italia. Ora, dovrà spenderne altrettanti per riportare anche gli altri 12. Un capolavoro di stupidità politica, un miliardo di euro speso per mostrare in mondovisione dei disperati a prua mentre si mandavano in Albania. Per poi farli ritornare indietro. Nel frattempo, 5 milioni di persone non riescono a curarsi, mancano medici e infermieri, gli alluvionati non hanno avuto alcun rimborso, ma il governo Meloni butta soldi dalla finestra per farci ridere dietro dal mondo. Avanti tutta verso il baratro.
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Ilaria Salis
Ilaria Salis@SalisIlaria·
Giambellino, la criminalizzazione della lotta per la casa Quello che vedete in foto è il cortile di un caseggiato Aler (Azienda Lombarda Edilizia Residenziale), situato nel quartiere Giambellino, alla periferia di Milano. Non ho scelto la foto perché particolarmente d’impatto, né perché rappresenta il peggio della zona. È lo stato normale – se di normalità si può parlare – in cui versano moltissimi stabili di edilizia popolare in una città ricca e smart come Milano. La manutenzione è pressoché inesistente e il numero di abitazioni chiuse, murate o lamierate, è impressionante. La narrazione secondo cui l’occupante ruberebbe casa alla signora anziana serve solo ad alimentare la guerra tra poveri e a sollevare gli enti gestori dalle proprie gravi responsabilità. Non descrive minimamente la realtà dei fatti. Oltre agli incontestabili dati sulle case vuote e le persone in liste d’attesa, immagini come questa parlano da sole. Alle volte capita che, in quartieri periferici e trascurati come il Giambellino, un gruppo di persone diventi una comunità solidale. Questa comunità cresce, si organizza e reagisce all’abbandono e all’ingiustizia con azioni concrete: si apre un doposcuola, una mensa popolare, una scuola di italiano; si creano momenti di sport e socialità e occasioni in cui, tutti insieme, si fa manutenzione nei cortili e nelle abitazioni. Spazi dove normalmente si sopravvive appena, diventano luoghi in cui vivere bene. Alle volte capita che persone in difficoltà economica decidano, piuttosto che dormire in macchina – se ne hanno una – di entrare in uno di quelle migliaia di appartamenti disabitati da anni, risistemandoli in autonomia con i mezzi a loro disposizione. Gli occupanti eliminano muffa e sporcizia, imbiancano le pareti e cambiano i sanitari, questi ultimi spesso distrutti da Aler stessa per scoraggiare le occupazioni e impedire le assegnazioni allo scopo di fare delle case vuote oggetto di speculazione edilizia. Quegli spazi degradati tornano ad essere luoghi accoglienti che possono ospitare la vita. Le persone che occupano avrebbero tutto il diritto a una casa assegnata, ma in Italia il meccanismo del diritto all’abitare è inceppato, e queste abitazioni finiscono per essere lasciate al racket. Questa è la storia dei movimenti di lotta per la casa, in Giambellino come altrove. Questa è la realtà delle occupazioni abitative, che rappresentano l’unica vera politica per il diritto all’abitare che esista in questo paese. Alle volte, però, capita anche che magistratura e polizia decidano che non si tratta di una comunità solidale, bensì di una pericolosa associazione a delinquere. Che organizzarsi collettivamente per migliorare la propria condizione e aiutare il prossimo senza alcun tornaconto economico è un crimine da punire severamente. La premier Meloni ha esaltato l'efficacia del metodo “follow the money” alle Nazioni Unite, ma in questa vicenda di soldi – persino a detta della procura – non se ne sono mai visti. Si tratterebbe, sempre secondo gli atti, di “sostituirsi allo Stato”, pur se lo Stato in periferie come il Giambellino è completamente assente quando si parla di welfare e servizi. Nel 2018 sono state sgomberate case e spazi destinati alla socialità e ad attività per il quartiere. Oggi, quelle case e quegli spazi sono ancora vuoti, murati, e non assegnati. Nel 2022 nove persone sono state condannate in primo grado per un totale di 30 anni di carcere (la pena più alta supera i cinque anni). Mercoledì 2 ottobre si terrà presso il tribunale di Milano l’udienza di appello. Oltre ad esprimere tutta la mia solidarietà alle persone imputate, invito tutte e tutti a sostenere le ragioni dei movimenti di lotta per la casa. Perché questa è una storia che ci riguarda tutti, che riguarda tutti coloro che si battono per migliorare le condizioni materiali di vita. Se venisse confermato il reato di associazione a delinquere, sarebbe un ulteriore grave passo in avanti nella repressione delle lotte e criminalizzazione della povertà. Un altro tassello nella direzione autoritaria e classista tracciata dal nuovo DDL Sicurezza.
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Ilaria Salis
Ilaria Salis@SalisIlaria·
Visto che c’è chi è un po’ duro di comprendonio (o in malafede?), vi spiego molto semplicemente perché il sistema carcerario è razzista e classista. A parità di reato contestato una persona italiana e benestante in galera non ci finisce, mentre una straniera e povera ci finisce eccome. Avete mai visto il rampollo italico di una buona famiglia del centro di Milano o Roma finire dietro le sbarre? Quanti sono invece i giovani delle periferie sbattuti nelle carceri sovraffollate per reati di lieve entità? Sul nesso tra classe, razza e sistema carcerario ho già scritto e argomentato - e continuerò a farlo -, così come lo fanno con grande professionalità associazioni, esperti, accademici e attivisti. Eppure la constatazione oggettiva che le #carceri sono razziste e classiste crea grande scompiglio. Forse perché si ha la coda di paglia?
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Il Grande Flagello
Il Grande Flagello@grande_flagello·
Bersani su Salvini: "È ributtante che un ministro faccia il gradasso sulla pelle di 140 disgraziati con 30 bambini e dica di aver difeso i confini. Ma che c'era, lo sbarco in Normandia?" #dimartedì
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Gad Lerner
Gad Lerner@gadlernertweet·
Voglio fare i miei complimenti al direttore del @Tg1Rai Gian Marco Chiocci per la sua intervista al ministro #Sangiuliano, vero e proprio scoop giornalistico che illuminerà per sempre la sua carriera e che resterà fra le pagine più gloriose della storia del telegiornale pubblico
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Matteo Pucciarelli
Matteo Pucciarelli@il_pucciarelli·
Non avevo capito che l’idea di egemonia culturale della destra era regalarci due anni di figure patetiche e umilianti
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Matteo Pucciarelli
Matteo Pucciarelli@il_pucciarelli·
Maria Rosaria Boccia che su Instagram smentisce praticamente in diretta e pubblicamente Sangiuliano & Meloni, mostrando foto di documenti riservati in suo possesso, ha un qualcosa di epico. E dice molto sul livello di cialtroneria dei due, tanto potenti quanto patetici
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Paolo Maggioni
Paolo Maggioni@paolomaggioni·
Forse solo per i soldi, o semplicemente per evitare il burrone dell’oblio, o magari perché divisi può anche andare, ma mai così bene. Faccio fatica ad immaginarmela, quella telefonata -o quella birretta- solo per dirsi, tra fratelli, che era arrivato il momento di riprovarci; e cosi ci accontentiamo di un bell’annuncio e un po’ di date, la reunion nel 2025 e via andare: gli #Oasis tornano sul palco, tre lustri dopo le ultime sfuriate furibonde, le chitarre spaccate in testa, gli addii dell’ultimo minuto, e noi giù dal palco un po’ invecchiati ad aspettare un’altra bizza, un assolo in grazia di Dio, i polmoni pieni -perché solo cosi, si possono cantare gli Oasis- giusto per intonare il prossimo …maybeeeeee... Quello di stamattina è un piccolo-grande regalo, una carezza ai nostri diciott’anni, una coccola dal passato che profuma di quella bellezza che ci ha colorato la vita. Anche solo per questo, e senza retorica, noi che stiamo già scaldando mouse e carte di credito per un biglietto per una qualsiasi data, dobbiamo ringraziarvi, Noel e Liam. Di colpo, anche se è passata una vita e quel tempo non torna più, stamattina mi sono ritrovato a fischiettare una canzone sepolta nell’anima, credo Talk Tonight, e a viaggiare su un vagone della metropolitana leggera di Dublino in una memorabile vacanza studio, tardi anni 90. Fuori c’era un tempo infame, si vedeva il mare un po’ in burrasca, e mi piaceva una ragazza che non avrebbe ricambiato. Però quel senso di pace, di calma e di gioia intorno me lo invidio ancora adesso. Ed era solo roba vostra, figlia di quelle liriche bizzarre e di una voglia di scoprire il mondo che ci faceva volare. Sono sicuro che basteranno poche note, per ricascarci un’altra volta, per ripiombarci dentro mani e piedi.
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Fuoriluogo
Fuoriluogo@fuoriluogoit·
Barcellona minaccia i cannabis social club Il Comune di Barcellona sta perseguendo la chiusura dei Cannabis Social Club, che sono stati esempio pionieristico nel mondo, in un momento critico per la regolamentazione internazionale. @NGO_ICEERS fuoriluogo.it/mappamondo/bar…
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Stella Assange
Stella Assange@Stella_Assange·
Free!
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WikiLeaks
WikiLeaks@wikileaks·
JULIAN ASSANGE IS FREE Julian Assange is free. He left Belmarsh maximum security prison on the morning of 24 June, after having spent 1901 days there. He was granted bail by the High Court in London and was released at Stansted airport during the afternoon, where he boarded a plane and departed the UK. This is the result of a global campaign that spanned grass-roots organisers, press freedom campaigners, legislators and leaders from across the political spectrum, all the way to the United Nations. This created the space for a long period of negotiations with the US Department of Justice, leading to a deal that has not yet been formally finalised. We will provide more information as soon as possible. After more than five years in a 2x3 metre cell, isolated 23 hours a day, he will soon reunite with his wife Stella Assange, and their children, who have only known their father from behind bars. WikiLeaks published groundbreaking stories of government corruption and human rights abuses, holding the powerful accountable for their actions. As editor-in-chief, Julian paid severely for these principles, and for the people's right to know. As he returns to Australia, we thank all who stood by us, fought for us, and remained utterly committed in the fight for his freedom. Julian's freedom is our freedom. [More details to follow]
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Stella Assange
Stella Assange@Stella_Assange·
Julian is free!!!! Words cannot express our immense gratitude to YOU- yes YOU, who have all mobilised for years and years to make this come true. THANK YOU. tHANK YOU. THANK YOU. Follow @WikiLeaks for more info soon…
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Paolo Maggioni
Paolo Maggioni@paolomaggioni·
“Non è stato accompagnato a casa, è stato scaraventato davanti. Il braccio mutilato dall’incidente era in una cassetta di plastica. Le definizioni sono importanti”. Le parole della giovane Segretaria della Flai Cgil di Latina a Rai News 24, #HardeepKaur, sono una lezione di giornalismo. E anche l’affaccio sulla violenza di un mondo, quello in cui ha perso la vita #SatnamSingh, che è troppo comodo definire “sommerso” e “invisibile”.
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