Esce giovedì. Scritto e pensato tra l'inverno e l'estate 2018 – ma viene da più lontano. Dentro ci sono Mark Linkous e Flannery O'Connor, Kurt Cobain e W.S. Burroughs, PJ Harvey e J.D. Salinger. And sooo much more.
Cari abbonati, i primi di ottobre inizieranno le spedizioni degli arretrati in rimborso alla parte di sottoscrizione al Mucchio non goduta. Sigh.
Vi incoraggiamo a scrivere ad abbonamenti@ilmucchio.it ciò che vi piacerebbe trovare nel pacco e noi tenteremo di accontentarvi.
«"Risha "centrifuga Americana, psichedelia, folk, scorie di industrial, ambient, elettronica e aromi mediorientali.»
Fabrizio Zampighi scrive di "Risha", il disco di David Eugene Edwards (16 Horsepower) e Alexander Hacke (Einstürzende Neubauten).
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«Non c’è un vero colpo di testa, per cui alzare definitivamente gli occhi al cielo e gridare al capolavoro, o perlomeno alla ragguardevole emozione.»
Natalino Capriotti scrive di "Arthur Buck", il disco di Joseph Arthur e Peter Buck.
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«Salta agli occhi come negli ultimi venti anni il Paese sia cambiato. Si leggono, chiari, i segni di una crisi del gusto.»
Eh, leggendo "In esilio" di @Simone_Lenzi.
«A volte ricordo che il pubblico è lì davanti e vado nel panico. Allora mi dico: forza, Chan, quale canzone? E non so cantare, non riesco a concentrarmi e mi odio.»
@nellogiovane69 scrive un'ode a @CATPOWER che il 5 ottobre pubblicherà il nuovo disco.
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«Per #Nico l’estate di Ibiza rimava finalmente con quella morte inseguita a lungo.»
Un bel pezzo di @malpassimo che vale la pena di riproporre, oggi.
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Linkedin è veramente buffo. Oggi richiesta di contatto in arrivo da una parrucchiera della provincia bergamasca. E che fai, le dici di no? Qua sono. Call me by your name.