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PaoloM
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PaoloM
@NextPaolo
Transito a Recanati, da multimediale auto scarico Gassman che legge Infinito/Leopardi. Guardo il panorama, ascolto e penso #cosepazzesche !
Rapallo, Liguria Katılım Kasım 2011
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Gravina che non si dimette peggio della Santanché
#BosniaItalia
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Gravina fa i complimenti a tutti per la crescita. Tutto vero. #BosniaItalia
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Gravina: “Complimenti ai ragazzi che hanno avuto una crescita importante. Devo fare i complimenti a Rino Gattuso. Gli ho chiesto di rimanere”
#BosniaItalia
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Une nouvelle CDM sans l’Italie...
Comment ne pas être peiné face à une aussi grande nation du foot en déperdition !
#Italie #BosniaItalia

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@AugustoMinzolin Bastoni 450.000 al mese.
E gli altri non saranno da meno.
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@PoldoIlCane Alla fine mi dispiace molto per l’Italia, ma a essere obiettivi un branco di presuntuosi incapaci. Rino non presuntuoso, ma pure incapace.
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@Simon_Nuvols @Steve140971 450.000 euro al mese.
Fosse per me sarebbe disoccupato (con rutti gli altri, beninteso)
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@PoldoIlCane Poldino è troppo bello! 🥹
Mi fa commuovere fino alle lacrime! 🇮🇹
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Premesso che ai Mondiali ci si vuole andare anche con un gol fantasma o cose del genere… ma vedere una squadra così è proprio una depressione (neppure “delusione”, proprio “depressione).
#BosniaItalia
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#Bastoni, una vera volpe, ha deliberatamente scelto di farci giocare mezza partita più eventuali supplementari con un uomo in meno, piuttosto che farci chiudere il primo tempo sul pareggio: gente stipendiata milioni di euro con cervello strategico di un piccione.
#BosniaItalia
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Penso a Dino Zoff che guarda questi scappati di casa che pure guadagnano 10 volte lui, e penso "poveraccio".
#BosniaItalia
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@sofjkhyun Mi sono sintonizzato 20 minuti fa e non ho ancora visto che faccia ha il loro portiere…
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ma noi non abbiamo mai la palla porca eva ma ci svegliamo #BosniaItalia
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Spero di no, ma questa cosa di descrivere la Bosnia come un Paese di cavernicoli aggressivi potrebbe non portarci fortuna. #BosniaItalia
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Ormai per i ragazzi la storia che una volta andavamo ai Mondiali (e li vincevamo pure) è meno credibile di Babbo Natale.
#BosniaItalia #BosniaErzegovinaItalia
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@HistoricHub Without even the weather technologies to predict or avoid them!
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@animalEURrescue @ScalezJunior @SandroRossi_x @insinnaflavio Cercato ovunque, niente.
Comparso all’improvviso come il pacco da 300.000 € 😂
Se il gioco è questo…. @tagacasissimo
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@NextPaolo @ScalezJunior @SandroRossi_x @insinnaflavio Io me ne rendo conto ora , sarà stato taggato nel post iniziale 🤷🏼♀️
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Sui 5 stelle
Giuseppe Conte ha fatto cadere il governo Draghi per un inceneritore. Un inceneritore. Non una riforma costituzionale, non una guerra, non una manovra economica. Un impianto per bruciare la spazzatura di Roma, una città che paga la TARI più alta d’Italia, dove la raccolta funziona male da anni e i rifiuti finiscono in Austria e in Olanda perché non c’è un posto dove trattarli.
Nel decreto Aiuti c’era una norma che dava poteri speciali al sindaco Gualtieri per costruire un termovalorizzatore in vista del Giubileo. Una cosa concreta, necessaria, persino banale. Conte ha deciso che quello era il suo Rubicone. I ministri cinque stelle non hanno votato il decreto in Consiglio dei ministri, poi il Movimento non ha votato la fiducia al Senato. Draghi è salito al Quirinale e si è dimesso. Fine della storia. Anzi no: inizio dell’altra storia, quella che ci ha regalato la Meloni e ci sta mangiando vivi adesso.
Il punto non è solo luglio 2022. Il punto è la natura dell’uomo, quella che non cambia. Conte è fatto così: rompe le cose. Le rompe con quella faccia composta, quella voce morbida, quel tono da professore che ti spiega perché era inevitabile, perché la colpa è sempre di qualcun altro. Ha fatto saltare il suo stesso governo per non cedere una delega a Renzi, salvo poi perdere tutto. Ha fatto saltare Draghi per un inceneritore, regalandoci Giorgia Meloni. Sempre lo stesso copione: il calcolo meschino, la mossa che sembra furba, le macerie che restano agli altri. Sempre quella faccia pulita sopra le rovine.
Chi oggi parla di campo largo e immagina i Cinque Stelle come alleati affidabili non ha memoria, o forse non vuole averla. Perché ricordare fa male, costringe a guardare in faccia la propria debolezza. Conte non è un alleato. È quello che ti giura fedeltà guardandoti negli occhi e poi ti pianta il coltello nella schiena perché ha trovato un motivo, uno qualsiasi, per convincersi che era giusto così. Lo conosci quel tipo di persona. Lo riconosci subito, nella vita. Solo che in politica continui a credergli perché hai bisogno dei suoi voti, perché da solo non ce la fai, perché l’alternativa è il deserto.
Oggi dentro i Cinque Stelle c’è una fronda apertamente filorussa che vuole tagliare gli aiuti all’Ucraina. Non è un dettaglio. È il prossimo inceneritore, solo più grande, solo più pericoloso. Immaginate la scena, perché è facilissimo immaginarla, perché l’abbiamo già vissuta: governo di campo largo, Schlein premier, programma condiviso, strette di mano, sorrisi per le telecamere. Sei mesi dopo Conte che torna in televisione con quella faccia da professore offeso a spiegare il suo “profondo disagio politico” perché il suo partito non vuole votare le armi a Kiev. Sei mesi, forse meno. L’inceneritore almeno era una stupidaggine circoscritta. La collocazione atlantica, il rapporto con un’Europa in guerra: questa roba ti fa saltare tutto in una settimana. Chi ha fatto cadere un governo per la spazzatura di Roma, cosa pensate che farà quando sul tavolo ci sarà la pace in Europa?
Il problema è che non c’è uscita, non c’è porta sul retro. Senza i Cinque Stelle il campo largo non esiste, è un campo vuoto, una distesa dove la Meloni cammina sola e tranquilla per i prossimi vent’anni. Con i Cinque Stelle dentro ti porti in casa uno che alla prima impuntatura ribalta il tavolo, ti guarda tra le schegge e ti dice che dovevi ascoltarlo prima. Lo ha già fatto. Lo rifarà. Non è una previsione, è la ripetizione di un gesto che quest’uomo ha nei muscoli.
Schlein e il PD si trovano davanti a una scelta che fa venire il mal di stomaco. Allearsi con Conte sapendo che ti tradirà, o restare soli sapendo che perderai. È la trappola perfetta, quella che la sinistra italiana si è costruita da sola in vent’anni di incapacità di parlare a chi sta fuori dal proprio recinto. Vent’anni a perdere pezzi di popolo, quartiere dopo quartiere, periferia dopo periferia, fino a ritrovarsi col venti per cento e la necessità di mendicare voti da un partito allergico alla responsabilità di governo. Se il PD avesse il trenta per cento non avrebbe bisogno di Conte. Se avesse una classe dirigente capace di guardare in faccia un operaio, un pendolare, una partita IVA senza farli sentire invisibili, non staremmo qui.
La risposta onesta è che da questo vicolo non si esce con un’alleanza. Si esce diventando più grandi, più veri, più vicini alle persone. Si esce smettendo di pensare che la politica sia un gioco di incastri e ricominciando a fare quello che la sinistra ha smesso di fare da tempo: convincere le persone, una per una, porta a porta, ascoltandole. Fino a quel giorno il campo largo resterà quello che è: una scommessa disperata con un uomo di cui non ti puoi fidare. E Giorgia Meloni continuerà a guardare lo spettacolo con quel sorriso che conosciamo tutti. Quel sorriso che ci meritiamo.
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"Sii sempre molto imprudente, piccolo mio; è il solo modo per avere un po' di piacere a vivere nella nostra epoca di manifatture".
Oggi nel 1895 nasceva lo scrittore #JeanGiono.
#30marzo.

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@ominodellaluce @SkyTG24 Sono professionisti, gente esperta.
Il loro capo circa 6.000 anni fa creò l’universo “ex nihilo”.
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BREAKING 🚨
Parrocchia CREA ENERGIA e sconfigge il primo principio della termodinamica !!!!!!
#CER #sischerza
ora su @SkyTG24

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