RaDiCo

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@Paridis1970

Katılım Ağustos 2015
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Azione
Azione@Azione_it·
«La Russia non è il mio nemico». Continuano a ripeterlo da anni, i vari Di Battista, Travaglio, D’Orsi e Vannacci. Intanto, mentre loro flirtano con il regime di Putin, i servizi russi reclutavano ex agenti italiani, pagavano per ottenere informazioni classificate sulla nostra industria della difesa e costruivano una rete di fonti che coinvolgeva anche militari in servizio. Eppure c’è ancora chi passa le giornate a giustificare Putin, rilanciare la propaganda del Cremlino e attaccare l’Ucraina raccontandoci che il vero pericolo sarebbe la “russofobia”. La realtà è chiara: la Russia sta provando a infiltrarsi nelle nostre istituzioni e a colpire la nostra sicurezza nazionale. Noi la chiamiamo per quello che è: una minaccia.
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Azione
Azione@Azione_it·
Abbandonare l’Ucraina al suo destino. Strumentalizzare il pacifismo mentre guerre e autocrazie minacciano la sicurezza dell’Europa. Di costruire un’Europa federale, neanche a parlarne. Che tu e Di Battista foste d’accordo su tutto questo lo sapevamo già, Giuseppe. Ma grazie per avercelo ricordato. Più che un campo largo, un’autostrada per Mosca.
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jacopo iacoboni
jacopo iacoboni@jacopo_iacoboni·
I criminali russi hanno lanciato di nuovo missili balistici su Kyiv (per ora 11 morti e 46 feriti, 27 dei quali in ospedale) 15 palazzi sono stati distrutti Ammazzano la gente, a casaccio. Bisognerebbe provarlo in una metropoli italiana, per capire cosa è la Russia
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Lara💅
Lara💅@larayapmaaq·
Bu tür erkeklere ne denir?
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Саша, не забудь... 🇬🇧🇩🇪🇺🇦
Белгородцы ещё в 2022 году мечтали, что бесплатно получат квартиры убитых украинцев в Харькове, а теперь у них нет топлива, электричества и воды. Амёбы блять.
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Marco Fattorini
Marco Fattorini@MarcoFattorini·
Tra agosto 2024 e febbraio 2026 i servizi segreti russi hanno lanciato droni spia in 13 Paesi europei per un totale di 144 incursioni. Una vera e propria campagna di sorveglianza sistematica su strutture militari, aeroporti civili, siti nucleari e impianti energetici. Com’era quella storia della Russia che non è nostra nemica?
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RaDiCo
RaDiCo@Paridis1970·
@marsetac Il generale inverno, stavolta, credo cge farà giustizia in casa
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Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
Il rapido peggioramento delle condizioni economiche in Russia rischia di accelerare in modo drammatico lo scontro interno al regime tra “falchi” e “colombe” rispetto al conflitto in Ucraina e più in generale nel confronto con l’Occidente. Il Cremlino sta infatti percorrendo da oltre quattro anni un doppio binario, nella speranza di riuscire a rinviare il più possibile il redde rationem tra le due anime dell’establishment, dalla cui altalenante convivenza trae storicamente forza la leadership di Vladimir Putin. Basta vedere l’evoluzione dei titoli della stampa russa dall’inizio del conflitto a oggi. Senza abbandonare la postura trionfalistica, col tempo sembra piuttosto essere cambiato il concetto di vittoria. I discorsi sulla conquista della capitale o sul rovesciamento completo del governo ucraino sono spariti dall'agenda dei media generalisti ed anzi i propagandisti di tutto il mondo (ed i nostri non fanno eccezione) sembrano impegnatissimi a sostenere che quello di prendersi Kyiv non sia mai stato l’obiettivo di Putin. Concetti come "denazificazione" vengono ora declinati dai media come "il logoramento sistematico delle forze armate ucraine sul campo", un obiettivo che la TV di Stato potrebbe dichiarare "raggiunto" in qualsiasi momento per giustificare la fine delle ostilità. La ragione della virata sta nel tentativo di assicurare alle “colombe”, ivi inclusi diversi oligarchi, i vertici delle istituzioni economiche e vari funzionari, preoccupati non solo dal pessimo andamento dell’economia, ma anche dai sempre più evidenti segnali di stanchezza della società russa. Le ricerche sui motori russi (come Yandex) registrano picchi storici di cittadini che chiedono «quando finirà la guerra», e i sondaggi d'area (come quelli del FOM) mostrano i primi reali cedimenti nel gradimento della leadership, amplificati dagli attacchi di droni ucraini che stanno causando esasperanti code ai distributori in tutto il paese, aumenti dei prezzi e attacchi sempre più audaci nelle grandi metropoli, ridicolizzando le difese russe. Tenere aperto un canale attraverso il quale far filtrare una narrazione meno massimalista al momento basta ad immaginare che attraverso quel canale possa concretizzarsi una exit strategy che scongiuri il disastro totale. Una non vittoria è proprio ciò che invece temono di più i cosiddetti falchi, per lo più vertici della difesa, quadri dirigenti e grandi azionisti del comparto militare, gruppi nazionalisti ed ampi settori delle agenzie di intelligence, che per vari e spesso molto differenti motivi traggono enormi vantaggi dalla prosecuzione delle ostilità e premono per un loro ampliamento. Fermarsi senza aver preso Odessa, senza aver tagliato l'accesso al mare all'Ucraina e senza aver installato un governo fantoccio a Kiev significa, nella visione di alcuni di loro, lasciare un'Ucraina ferita ma militarmente ostile alle porte di casa e darle il tempo di riarmarsi per poter poi di nuovo contendere i territori occupati. La tesi degli estremisti della guerra è che i sacrifici economici, le sanzioni e, soprattutto, l'enorme tributo di sangue pagato dalla Russia non possano essere giustificati con il solo controllo parziale di quattro oblast semidistrutti. È anche all’esigenza di sfamare questa parte dell’establishment che si devono bombardamenti catastrofici che costantemente interessano Kyiv, Kharkiv, Dnipro, Odessa e le altre città ucraine. La retorica incendiaria dei media statali non risponde più a una logica di immediato avanzamento sul campo, dato che il fronte terrestre registra guadagni minimi a costi immensi. Servono invece come valvola di sfogo interna. I falchi esigono la distruzione dell'Ucraina; non potendo garantire il collasso di Kiev, il Cremlino offre loro la distruzione visibile delle sue città e delle sue reti elettriche, oltre a periodiche uscite minacciose nei confronti dell’Occidente. È una "vittoria surrogata" per provare a placare i nazionalisti e l'industria degli armamenti. L’equilibrio tra questi due settori, l’abilità di utilizzare ciascuno per contenere l’altro, eliminando chiunque si sottragga al suo controllo è stato finora il segreto del quarto di secolo di indiscusso potere di Putin. Le pressioni causate dalla guerra in Ucraina rischiano però ora di far saltare il banco, spingendo le élite economiche ad ostacolare in ogni modo la prosecuzione del conflitto e quelle militari a dover tentare di costringere lo zar ad abbandonare le cautele dettate dalle residue volontà di salvaguardare ciò che resta del bilancio. Quello che alcuni temono è che qualora l’attuale controllo ferreo dello zar sui servizi di sicurezza dovesse mostrare segni di cedimento, l’ala oltranzista possa prendere il sopravvento e inscenare una false flag così eclatante da ridurre lo spazio di manovra del Cremlino e spingerlo verso la guerra totale. Putin questo lo sa bene perché fu il metodo che lui stesso utilizzò quando inscenò terribili attentati dinamitardi per giustificare la guerra contro la Cecenia. La pressione economica causata dal folle e criminale conflitto in Ucraina rischia quindi di tradursi in una insostenibile pressione anche politica. Il punto è che nessuno può dire con certezza quanto lontano sia il possibile punto di rottura. Perché tra gli effetti collaterali connaturati in ogni dittatura c’è che la repressione congela i sintomi visibili di una crisi. Per nessuno dei tanti crolli che hanno travolto la Russia nel corso della sua storia, è stato preceduto da una crepa.
Marco Setaccioli tweet media
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Оливия
Оливия@olivia88877·
Путь к победе Украины прокладывают Фламинго, а озаряют гopящие вулканы- тepминалы, НПЗ и производства работающие на врага. Атакован порт Высоцк в Ленинградской области. Cнимают все!💥🔥🔥🔥.
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The Kyiv Chronicles
The Kyiv Chronicles@ChroniclesKiev·
Al degenerato criminale piace sentire solo ciò che conferma le sue insensate convinzioni. Lo prendono continuamente in giro e lui lo sa.
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Marco Fattorini
Marco Fattorini@MarcoFattorini·
Teheran, Iran. Anche Dmitrij Medvedev ha partecipato ai funerali della Guida suprema Ali Khamenei. Solidarietà tra criminali. Ma anche un esempio di quell’ordine “multipolare” fatto di dittature e Stati canaglia, che piace anche a diversi opinionisti italiani.
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Hüseyin-(Хусейн )🇺🇦❤️🇹🇷🐺🤘
Bebek katili Putin Ukrayna’da sivilleri katlederken Kahraman Ukrayna ordusu Rusya’nın en büyük Rafinerisi vurdu Rusya Nijniy Novgorod rafinerisi yanıyor 🇺🇦🇹🇷💪👇
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Ander Bruckestand
Ander Bruckestand@Ander_Bruckes·
Pietro Stranezzi, membro del partito di Vannacci: "Le nostre connessioni sono certo che opereranno in tutto il mondo, non solo in Russia, ma in diversi continenti, e continueranno a difendere gli interessi della Federazione Russa". "Gli interessi della Federazione Russa".
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Stazione Quinta@H4NDelMonaco

27.09.2025 – Prima Assemblea Internazionale degli Amici della Russia. Pietro Stramezzi: «Le nostre connessioni sono certo che opereranno in tutto il mondo, non solo in Russia, ma in diversi continenti, e continueranno a difendere gli interessi della Federazione Russa»

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Zen
Zen@Zen_active·
Guess we are just a limited edition. And not too many like us. More than 10years and still counting, everyday is our anniversary ❤️ Love wins all the time. 🌈 🤏
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Isaac
Isaac@isaacrrr7·
🇸🇪🇺🇦🇪🇺 Suecia acaba de entregar a Ucrania un caza capaz de transportar el misil aire-aire más letal de Europa. Saab, la empresa sueca, firmó un acuerdo de 2.540 millones de dólares para suministrar 16 cazas Gripen E a Ucrania, lo que representa uno de los mayores compromisos de aeronaves de combate desde el inicio de la guerra. Ucrania afirma que los primeros Gripen podrían llegar en 2027, mientras que Saab prevé las entregas entre 2029 y 2030. El Gripen E puede armarse con el Meteor, el misil aire-aire de largo alcance más avanzado de Europa. Con un alcance de aproximadamente 200 km, el Meteor podría obligar a los aviones rusos a pensarlo dos veces antes de operar cerca del espacio aéreo ucraniano. Gracias a su avanzado radar, sistemas de guerra electrónica y alta capacidad de supervivencia, el Gripen E podría convertirse en una de las plataformas de combate aéreo más poderosas de Ucrania. Europa no solo está suministrando aviones a reacción, sino que está ayudando a reconfigurar el equilibrio de la guerra aérea. @War_Radar2
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jacopo iacoboni
jacopo iacoboni@jacopo_iacoboni·
I criminali russi hanno colpito palazzi di civili e alberghi a Kyiv: questo è il CityHotel che brucia
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arabafenice
arabafenice@fenice_risorta·
X ricordare
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Frenkie_Woody
Frenkie_Woody@Frenkie_Woody·
Affideresti un ministero al generale Vannacci? Sì o No?
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