
UCRAINA: PRESSING PER CHIUDERE LA GUERRA
“Credo che la questione stia giungendo al termine” ha detto Putin il giorno della commemorazione della vittoria sul nazismo. E la questione è la guerra ucraina. A sorprendere non è solo la dichiarazione, ma anche il termine usato, che derubrica il conflitto a qualcosa di secondario per la politica estera russa e le prospettive globali.
D’altronde, Putin pensa come un leader di una potenza globale e sa perfettamente che il conflitto iraniano, ancor più di quello ucraino, sta ponendo fine, a meno di catastrofiche sorprese, alla pretesa egemonica degli Stati Uniti sul mondo (alla pretesa, ché l’egemonia è finita da anni).
Lo zar ha poi aggiunto di essere pronto a incontrare Zelensky. Apertura non nuova che ha trovato successiva specifica nelle usuali posizioni del Cremlino, cioè che un summit tra presidenti è possibile solo a conclusione di un processo di pace che preveda negoziati di più basso livello. E, però, la modalità con cui ha rilanciato la possibilità ha toccato nuove e diverse corde.
Avevamo accennato a come il premier della Slovacchia Robert Fico, presente alla Parata della Vittoria, fosse latore di un messaggio di Zelensky a Putin. Così Strana sulle dichiarazioni di Putin: “Le parole del presidente russo indicano che il primo ministro slovacco Fico ha trasmesso a Putin l’offerta di un incontro da parte del presidente ucraino Volodymyr Zelensky”.
Evidentemente il messaggio conteneva più che la proposta di un incontro, dal momento che…
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