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Matteo Hallissey
Matteo Hallissey@matteohallissey·
Piena solidarietà alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine aggrediti oggi in Val di Susa. È inaccettabile che chi è chiamato a garantire la sicurezza diventi il bersaglio di questa violenza organizzata e premeditata come quella dei NO TAV. Ma la solidarietà, da sola, non basta. Ogni volta, dopo gli scontri, la politica invoca pene esemplari. Ma la risposta più forte a chi usa la violenza per fermare il Paese dovrebbero essere i fatti. Le immagini viste oggi sono anche il frutto di anni di immobilismo e ambiguità. Dopo la grande manifestazione del 10 novembre 2018, quando migliaia di cittadini scesero in piazza a Torino per chiedere che la TAV si facesse e che il Piemonte fosse finalmente connesso all’Europa, il Parlamento riconobbe addirittura la Torino-Lione come opera di interesse nazionale. Eppure da allora, sul versante italiano, poco è cambiato. La Torino-Lione è un’infrastruttura strategica per la competitività del Paese e per l’integrazione europea. Lasciare che prevalgano violenza, intimidazione e continue esitazioni significa consegnare il futuro del territorio a chi vuole bloccare ogni prospettiva di sviluppo. Lo Stato faccia rispettare la legalità e la politica abbia finalmente il coraggio di passare dalle dichiarazioni ai fatti, combattendo la politica dei NO nel modo più efficace possibile: garantendo la realizzazione di un’opera che rappresenta un interesse nazionale ed europeo. Di fronte ai tanti comitati che vorrebbero bloccare qualsiasi opera strategica - che si tratti di rinnovabili, nucleare, termovalorizzatori, antenne 5g o alta velocità - noi dobbiamo contrapporre il fronte di chi di vuole dire SÌ al progresso e all’innovazione.
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Filippo Blengino
Filippo Blengino@FilippoBlengino·
La morte di Mohamed Amin Bessioud, avvenuta durante una perquisizione dei carabinieri nella casa in cui si trovava agli arresti domiciliari, riapre una riflessione che la politica continua a rimandare. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nella sua stanza sarebbero stati rinvenuti circa 100 grammi di hashish. Quante vite vengono travolte da politiche proibizioniste che alimentano marginalità, criminalizzazione e tragedie?
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Filippo Blengino
Filippo Blengino@FilippoBlengino·
Il Governo compie un salto pericoloso: invece di rafforzare una giustizia costruita sul recupero dei minori, sceglie di renderla sempre più punitiva. È la solita scorciatoia populista: trasformare ogni problema sociale in un problema penale. Così si smantella la cultura della rieducazione che ha reso la giustizia minorile un modello avanzato, sostituendola con la propaganda del ‘più carcere’. Ma una società non è più sicura quando processa più ragazzi: lo è quando riesce a sottrarli alla criminalità.
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Matteo Hallissey
Matteo Hallissey@matteohallissey·
La morte improvvisa di Daniele Compatangelo è una notizia terribile. Da Washington ha raccontato per anni la politica statunitense con competenza, passione e quella curiosità che è alla base del buon giornalismo. Ci mancheranno i suoi servizi e la capacità di portarci dentro le notizie e i retroscena degli Stati Uniti. Un abbraccio alla sua famiglia, ai colleghi e a tutta la redazione de @La7tv .
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Filippo Blengino
Filippo Blengino@FilippoBlengino·
A venticinque anni dal G8 di Genova c’è ancora chi vorrebbe indebolire il reato di tortura, una norma nata per impedire che gli abusi dello Stato restino impuniti. Mentre sulla morte avvenuta ieri a Bologna durante un intervento delle forze dell’ordine la magistratura dovrà accertare rapidamente ogni responsabilità, è indispensabile ribadire un principio: nessuno è al di sopra della legge, nemmeno chi la fa rispettare. Difendere il reato di tortura significa difendere lo Stato di diritto e gli agenti che svolgono il proprio lavoro con onore. Chi vuole svuotarlo alimenta una pericolosa cultura dell’impunità. Genova avrebbe dovuto insegnarcelo. Evidentemente, non è bastato.
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Matteo Hallissey
Matteo Hallissey@matteohallissey·
Quanto accaduto oggi a Bologna è gravissimo. Abderrahim Fakir, 43enne titolare di un’impresa di facchinaggio, è morto durante un intervento delle forze dell’ordine, dopo essere stato immobilizzato e ammanettato. La giustizia farà il suo corso, ma ogni volta che una persona muore mentre è sottoposta alla custodia o all’azione coercitiva dello Stato, non può esserci spazio per zone d’ombra. Esprimiamo vicinanza alla famiglia di Fakir e chiediamo che le istituzioni facciano piena luce, accertando rapidamente l’accaduto e ogni responsabilità.
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Filippo Blengino
Filippo Blengino@FilippoBlengino·
Sono stato nuovamente fermato dalle forze dell’ordine, che mi hanno contestato la sanzione amministrativa prevista dalla normativa vigente, la quale continua a prevedere anche la sospensione della patente e del passaporto per aver consumato cannabis. Quella di oggi è la terza contestazione dall’inizio del tour “Disobbedire alla paura”, stavolta a Monza. Eppure continuerò a fumare, in ogni città d’Italia in cui porteremo le nostre proposte sulla sicurezza, e lo farò per disobbedire alle leggi liberticide che alimentano solo paura e insicurezza. @Radicali
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Filippo Blengino
Filippo Blengino@FilippoBlengino·
Altro che Roggero. La grazia la si conceda ai tanti detenuti anziani che continuano a morire lentamente dietro le sbarre. Oggi, nel carcere di Monza, abbiamo incontrato un detenuto di novant’anni. Novant’anni. Mentre la destra usa il caso Roggero per fare propaganda e arriva perfino a fare pressione sul Presidente della Repubblica, nessuno spende una parola per chi vive gli ultimi anni della propria vita in cella, spesso per reati meno gravi di quello contestato al gioielliere. Se si vuole davvero parlare di grazia, si parta da loro.
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Matteo Hallissey
Matteo Hallissey@matteohallissey·
Divieti illegali e accesso al mare negato. Questa è la realtà di tante spiagge italiane, sotto ostaggio dei balneari. Ci è accaduto anche a Vico Equense, in provincia di Napoli, dove questi signori considerano il mare di loro proprietà e non volevano neanche farci accedere alla spiaggia. E non solo: una volta arrivati sul lido abbiamo incontrato un cartello con il divieto alle borse frigo, ancora una volta illegale. Non smetteremo mai di ribadire che il mare è di tutti e questa lobby deve finire di spadroneggiare senza gare e spiagge libere adeguate. @Ivan_Grieco
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Filippo Blengino
Filippo Blengino@FilippoBlengino·
Di fronte all’approvazione di una legge elettorale che truffa i cittadini, trasformando una minoranza del Paese in una schiacciante maggioranza in Parlamento, non resta che appellarsi al Presidente della Repubblica. Siamo di fronte ad uno stravolgimento delle regole istituzionali: oltre alla consueta violazione delle indicazioni della Commissione di Venezia sui tempi di approvazione, si punta ad introdurre il Premierato con legge ordinaria e, mediante il proporzionale puro con liste bloccate, ad un controllo degli eletti da parte delle segreterie di partito, in barba al divieto di vincolo di mandato. Mattarella intervenga in difesa della democrazia e dei principi costituzionali.
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Filippo Blengino
Filippo Blengino@FilippoBlengino·
In queste ore non è stato facile non esprimersi sulla becera propaganda che sta montando la destra sul caso di un uomo che, non per legittima difesa, ha tolto la vita a due persone. Lungi da me auspicare per lui il carcere, istituzione indegna in uno Stato di diritto. Ma invocare la Grazia per un uomo che rivendica l’efferato reato commesso è semplicemente un’operazione politica spregevole, per di più se ci si disinteressa della situazione carceraria e di un diritto penale minimo. E non solo, dopo aver fatto rientrare il premierato dalla finestra con la legge elettorale, la destra cerca goffamente di appropriarsi di una prerogativa del capo dello Stato. Nordio prenda lezioni da Mattarella.
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Solidarietà a @Ivan_Grieco, aggredito dal sindaco di Filottrano, Luca Paolorossi, dopo aver chiesto a Vannacci perché fosse stato bandito dagli eventi di Futuro Nazionale dopo aver contestato pacificamente l'ambasciatore russo. Le ambiguità e le ombre che continuano a gravare sui rapporti tra Vannacci e la Russia di Putin rappresentano un motivo di seria preoccupazione per la nostra democrazia e meritano di essere chiarite con la massima trasparenza.
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Filippo Blengino
Filippo Blengino@FilippoBlengino·
Il voto fuori sede non è un regalo della maggioranza, ma il risultato di anni di battaglie. Chi oggi lo approva è lo stesso Governo che, fino a ieri, ha scelto di negare questo diritto per ragioni esclusivamente politiche. La riforma resta limitata, ma rappresenta comunque un passo avanti. Ora bisogna completare il percorso, affinché nessun cittadino sia costretto a rinunciare al voto solo perché vive, studia o lavora lontano dal proprio comune di residenza.
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Matteo Hallissey
Matteo Hallissey@matteohallissey·
Ogni giorno migliaia di cittadini in tutta Italia vivono sulla propria pelle i disservizi del trasporto pubblico locale e regionale. Aziende che spesso sono dei carrozzoni pubblici che non garantiscono puntualità e qualità del trasporto, ma che le istituzioni continuano a usare come sacca elettorale e clientelare. È il caso di Regione Lombardia, che nel 2023 ha prorogato il servizio di trasporto pubblico ferroviario a Trenord fino al 2033 con affidamento diretto, senza nessuna gara e per il massimo del periodo possibile: 10 anni. E così la giunta Fontana, che tanto parla di merito e produttività, ha mantenuto in piedi un servizio senza alcuna concorrenza, nonostante anni di ritardi e cancellazioni. Come conseguenza, nel 2024 e nel 2025 la puntualità è rimasta intorno soltanto all'80%. Per questo sono stato alla presentazione della proposta di legge popolare di Lombardia Si Muove promossa dal coordinatore di +Europa Monza @giulio_guastini Chiediamo veramente il minimo indispensabile per il trasporto pubblico: trasparenza totale e accessibilità sui dati di Trenord, controlli indipendenti sulla qualità del servizio, rimborsi automatici, tavolo permanente con consumatori e pendolari e maggiore attenzione a tratte e fasce orarie oggi meno servite. Firmate ora!
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Matteo Hallissey
Matteo Hallissey@matteohallissey·
Tra Kyiv e Mosca ci sono circa 750 km. Tra Carotenuto e la Russia molti di meno.
Dario Carotenuto@Dario5S

@nomfup Kyiv sta grosso modo dove stanno San Pietroburgo e Mosca. Non mi pare ci sia una gran differenza culturale e neanche una grande distanza geografica. Ad oggi tra le due ad attaccare l'Europa è stata l'Ucraina distruggendo il nord stream 2 ma pare che quello non sia un problema.

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Filippo Blengino
Filippo Blengino@FilippoBlengino·
L’onorevole Marta Fascina torna a farsi vedere in aula solo per ricordarci di esistere e ricordare, a se stessa, di essere una deputata della Repubblica. Peccato che l’unico contributo utile, a questo punto, sarebbe stato propio quello di continuare ad assentarsi. L’ultima perla legislativa porta la sua firma: una proposta di legge per abbassare l’età imputabile da 14 a 13 anni, motivata dall’aumento dei reati minorili. Evidentemente, forte degli “straordinari” risultati del decreto Caivano, ha pensato bene di rincarare la dose: mandare in carcere dei bambini. Manca solo l’unità cinofila antidroga alle elementari. Il testo è già incardinato in commissione Giustizia alla Camera, l’iter è partito. Il garantismo non è solo un vessillo da sbandierare ai cortei, ma un pilastro dello stato di diritto. Le politiche securitarie del governo di cui anche Forza Italia fa parte ha solo gonfiato la popolazione carceraria. E le condizioni di sicurezza dei cittadini non sono migliorate, anzi forse peggiorate, da quando sta la destra sta a Palazzo Chigi. Non si risponde all’insicurezza con le manette, specie quando si parla di ragazzini che, con ogni probabilità, non hanno mai avuto una guida educativa. Alla mancanza di Stato non si risponde con uno Stato repressore. Lo dimostra chiaramente Caivano. All’onorevole Fascina, un consiglio spassionato: se proprio non vuole dimettersi, almeno resti a casa. Farà sicuramente meglio lì che a Montecitorio.
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Matteo Hallissey
Matteo Hallissey@matteohallissey·
Quindi, ricapitolando: per PaP partecipare al 25 aprile con le bandiere delle Resistenze di oggi è una “provocazione” che finisce per giustificare la violenza nei nostri confronti. Interrompere una manifestazione del Campo Largo con urla e fischi, invece, no. O vale lo stesso principio e quindi Schlein e Bonelli sarebbero giustificati a tirare un cartone a Granato? Chiedo per capire la logica. 🤔
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Radicali Italiani@Radicali·
Questa volta la gogna mediatica ha travolto Mario Adinolti, agli arresti domiciliarı con le accuse di trutta ed evasione tiscale e, come troppo spesso accade, già proclamato colpevole dal tribunale mediatico. Articoli, commenti e ricostruzioni si susseguono nel descrivere il presunto sistema che il leader del Popolo della Famiglia avrebbe orchestrato per commettere i reati contestati. Eppure le sentenze non vengono emesse dall'opinione pubblica né dal clamore mediatico, ma dai tribunali della Repubblica. Ci auguriamo che la giustizia possa pronunciarsi in tempi rapidi, evitando che, per mesi o addirittura anni, il dibattito pubblico venga sostituito dall'ennesimo processo mediatico, fondato sulla spettacolarizzazione delle accuse e sulla trasformazione dell'indagato in un colpevole prima ancora di una sentenza. E sì, ci auguriamo che Mario Adinolfi sia innocente. Non perché ci stia simpatico. Non perché condividiamo una sola delle sue battaglie. Anzi. Vogliamo continuare a combattere le sue idee, il suo oscurantismo cattolico-integralista, la sua visione reazionaria e la sua omofobia sul terreno della politica, della cultura e dei diritti. Perché è lì che si sconfiggono gli avversari. Lo Stato di diritto non è un privilegio da riservare agli amici e da revocare ai nemici. Se invochiamo la presunzione d'innocenza solo quando sul banco degli imputati siedono quelli che ci piacciono, allora non stiamo difendendo un principio: stiamo solo tifando. Chi oggi applaude il processo mediatico contro Adinolfi farebbe bene a ricordarsi che la gogna non guarda in faccia nessuno. Oggi tocca a lui. Domani potrebbe toccare a chiunque. E quando la giustizia viene sostituita dal linciaggio, perdono tutti.
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Matteo Hallissey
Matteo Hallissey@matteohallissey·
La Confederazione Europea di Tiro (ESC) ha deciso di spostare il Campionato Europeo di Tiro con Pistola ad Aria Compressa del 2027 da Tallinn, in Estonia, a Granada, in Spagna. La decisione è stata presa perché l’Estonia non consente la partecipazione di atleti russi e bielorussi a eventi sportivi sul proprio territorio. L’ESC aveva invece richiesto che tutti gli atleti qualificati potessero gareggiare, dato che il torneo sarà valido come qualificazione per i Giochi Europei 2027 e le Olimpiadi di Los Angeles 2028. La portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha criticato subito la decisione estone definendola un esempio di «russofobia», ma in realtà impedire non tanto agli atleti, quando a simboli e bandiere russe di entrare nei campionati sportivi è fondamentale per evitare il cosiddetto “sport-washing”: quella pratica che da sempre usano i dittatori per ripulirsi l’immagine con lo sport. L’Estonia, tra i principali sostenitori dell’Ucraina nel conflitto con la Russia, mantiene una linea dura verso Mosca. Il resto del mondo dovrebbe fare lo stesso.
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