Roberto Stocchino

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Roberto Stocchino

Roberto Stocchino

@RobertoStocc

Katılım Nisan 2023
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Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
C'è stato un tempo in cui la Piazza Rossa ogni 9 maggio tremava sotto i cingolati dei T-90 e si oscurava all'ombra minacciosa dei missili intercontinentali. Quella parata non è solo il momento nel quale il regime dà sfoggio della propria potenza militare nel costante e voluto equivoco tra deterrenza e minaccia. Le celebrazioni della vittoria dell’Unione sovietica contro i nazisti sono anche l’occasione migliore per alimentare la retorica dell’assedio, della continua minaccia esterna che giustifica azioni militari “preventive” verso l’esterno e politiche sempre più repressive e liberticide entro i confini. Per questo la manifestazione-Bignami di ieri, malignamente “autorizzata” con un decreto-beffa da Zelensky, e che sembra la versione ordinata su Temu di quelle degli anni precedenti, rende evidente in modo ancora più plastico rispetto ai segnali moltiplicatisi negli ultimi mesi, le enormi difficoltà nelle quali naviga il Cremlino, ma anche quanto le paranoie dell’ex spia del KGB divenuta zar, abbiano ormai superato persino quelle che avevano reso paradossali i protocolli di sicurezza per il COVID. Quarantacinque minuti in tutto, nessun mezzo militare, un discorso sbrigativo senza sostanziali novità, in linea con la narrazione vittimistica della guerra esistenziale che la Russia starebbe conducendo contro il mondo intero. Seguita, ed è forse questa la parte più interessante, da dichiarazioni rese davanti al manipolo di dittatori e presidenti di repubbliche immaginarie che hanno sfidato il pericolo che la tregua con l’Ucraina non reggesse, nel corso delle quali Putin ha detto che la guerra più grande da 80 anni a questa parte, starebbe, secondo lui “volgendo al termine”. Partendo dal presupposto che non c’è dittatura al mondo che possa permettersi di mostrare debolezza, va da sé che l’immagine di paura, isolamento e sia pur vaga apertura a negoziati che sancirebbero il fallimento di tutti gli obiettivi dell’“operazione militare speciale”, da parte di Putin non sono il segnale di una disponibilità che il leader ha voluto mostrare, ma semmai di una fragilità che non riesce più a nascondere. L’ulteriore giro di vite su libertà civili, libertà di stampa, social, connessioni a internet, attività delle ong certifica quanto alta sia la percezione del pericolo da parte di un dittatore che 4 anni fa aveva portato 60 km di carri armati alle porte di Kyiv, e che oggi deve invece dormire con un solo occhio chiuso e l’altro fisso al cielo, per timore che il paese che doveva diventare la sottomessa periferia del suo impero, e che nel frattempo è emersa come avanzata potenza tecnologica e militare, dirotti sul Cremlino uno dei migliaia di droni e missili autoprodotti che stanno devastando l’industria petrolifera russa, impedendole persino di approfittare dei prezzi alti del greggio derivanti dalla crisi iraniana. È indubbio che la militarizzazione dell’economia e gli ininterrotti pacchetti di sanzioni abbiano eroso la fedeltà delle élite verso lo zar. Inoltre continuano a moltiplicarsi i sintomi di una popolazione sempre più stanca e resa irrequieta dall’inflazione galoppante, dai tassi di interesse folli, dai morti, dalle privazioni imposte alla quotidianità soprattutto dei più giovani (come le ripetute chiusure delle connessioni ad internet), che suonano come la violazione di quel patto non scritto col quale Vladimir Putin, nel quarto di secolo e oltre di governo assoluto, si è preso il potere in cambio della promessa di benessere, di riscatto dalla miseria e dall’umiliazione che avevano afflitto il paese subito dopo il crollo dell’URSS. C’è consapevolezza che la diplomazia deve dunque ora correre come i soldati in parata, per poter stare nei tempi, i quali non sono però più decisi dal Cremlino. Il declino accelerato dell’economia, il calo demografico, la totale assenza di successi sul campo di battaglia, che fino a poco tempo fa potevano essere ignorati, ora rischiano di combinarsi in modo letale con la crisi di consensi di Trump, il mediatore di parte sul quale il Cremlino contava per chiudere una partita che non riesce a concludere sul piano militare. I sondaggi USA, che preannunciano una batosta per i repubblicani alle elezioni di medio termine di novembre, aprendo scenari inimmaginabili per il tycoon, rischiano ora di dimezzare il quadriennio che lo zar si era dato per approfittare dei buoni uffici dell’agente Krasnov e vincere (barando) la sua sporca guerra. Il rischio è infatti che si debba anticipare di 24 mesi il termine ultimo per ottenere non più un trionfo, ma una via d’uscita non disonorevole per quella che ogni giorno di più assume i contorni di una chiara sconfitta, e che l’intera classe dirigente debba elemosinare per se stessa una non più scontata incolumità politica. Perché quello che appare sempre più evidente è che una volta chiusa questa finestra di opportunità, di finestre potrebbero aprirsene altre. E le finestre aperte a Mosca non sono mai una buona notizia per chi è ai piani alti.
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Spetsnaℤ 007 🇷🇺
Spetsnaℤ 007 🇷🇺@Alex_Oloyede2·
🇺🇦: We will attack your parade 🇷🇺: The response will be devastating. Pls leave Kiev 🇺🇦: After many requests, we will allow you hold your parade 🇷🇺: We never requested permission 🇺🇦: No! We are allowing you 🇷🇺: Well you only did that for yourselves because we would wipe Kiev
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giorgio bianchi
giorgio bianchi@Giorgioaki·
Kostyuk che non stringe la mano all’avversaria e da lezioni morali al mondo, perché lei è Ucraina con la U maiuscola, soffre con il suo popolo. Residente a Montecarlo e non paga un centesimo di tasse al suo popolo che soffre. Vorrei vedere quanti dei suoi parenti sono in trincea. Quindi cara Marta, sei una buona tennista, prendi i soldi che meriti, ma non rompere le palle con le tue lezioni morali da Libro Cuore, vattene a quel paese. Pietro B.
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Lollobastardo
Lollobastardo@Lollobast·
Quindi non ci sono soldi per tagliare le accise ma ci sono i soldi per l'Ucraina... Ottimo
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Arancia Geopolitica
Arancia Geopolitica@AranciaGeopolit·
📣🇲🇱 Mali: uomini di JNIM e del Fronte di Liberazione dell'Azawad (FLA) che si impadroniscono un elicottero russo.
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Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
Un saluto ad amici e non da me @MaistroukV dall’Ucraina che RESISTE 🇺🇦💪🇮🇹
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Blackrussian
Blackrussian@Blackrussiantv·
🇲🇱🇷🇺 Drone footage of Africa Corps "Orion" Reconnaissance-strike drones hitting western-backed terrorist militant columns during yesterday's offensive in Mali.
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Woofers
Woofers@NotWoofers·
Very interesting footage from Mali showing a guided munition strike on JNIM or FLA fighters by the Russians. You can see the munition arcing towards its target
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Blackrussian
Blackrussian@Blackrussiantv·
🔞Drone footage of a lone Russian fighter single-handedly taking a Ukrainian trench position.
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Lord Cutler Beckett
Lord Cutler Beckett@BacciFrance·
Russia e Iran sommerse di sanzioni che danneggiano la popolazione civile. Per Israele stanno ancora a ragionare su possibili (altamente improbabili) sanzioni individuali. Patetici servi dei sionismo. Larga parte della popolazione 🇮🇱 sostiene o approva ciò che ha fatto Netanyahu
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_zahira_Sahraen🇵🇸🇪🇸🚫الخاص
تم بثّ إحدى أبشع المشاهد في التاريخ على البث المباشر امام انظار العالم حاول المسعفون إنقاذ الصحفيين الذين استُهدفوا داخل المستشفى. وما إن بدأت عملية الإنقاذ حتى استهدفهم جندي صهيوني مجرم مجدداً. لحظةٌ لن ينساها العالم أبداً.
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Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
Il prossimo 25 aprile sarò a Kyiv, in Ucraina, cioè nel posto in cui ha più senso essere. Celebrerò con grande emozione la RESISTENZA insieme ad un popolo che realmente RESISTE. Lascio volentieri le piazze italiane ai partigiani da salotto, che i valori dell’antifascismo preferiscono cantarli piuttosto che difenderli e me ne starò con chi veramente una mattina si è svegliato e ha trovato l’invasor. Cedo il mio posto a chi ha scelto di rimpiangere vecchie pagine di storia, per condividere speranze e paure accanto a chi ha invece deciso, col sangue e col coraggio, di scriverne di nuove. Viaggerò di giorno e di notte per abbracciare e sostenere gli oppressi, perché mai riuscirei a rimanere impassibile al fianco di chi troppe volte giustifica gli oppressori. Chi crede nella libertà, nella democrazia e nella pace giusta, anche solo col cuore, sarà con me quel giorno. Insieme renderemo onore ai valori che tanti altri quotidianamente offendono per ideologia o per mera convenienza. Insieme renderemo onore all’Italia, alla sua costituzione, ai principi stessi sui quali poggia la nostra società. Non si può celebrare la resistenza italiana senza sentirsi parte di quella ucraina. Perché nessun popolo è veramente degno delle proprie libertà se non combatte perché anche gli altri possano fruirne. E nessuno può essere costruttore di pace se non è anche portatore di giustizia. Inviate un abbraccio 🤗 e lo porterò ai nostri amici e fratelli ucraini, perché sappiano che non sono soli e non lo saranno MAI. #SlavaUkraïni
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Maria Carmen
Maria Carmen@Ci1812·
Come prossimo Presidente della Repubblica vorrei Mario Draghi.
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Erika D'Errico 🎯
Erika D'Errico 🎯@errico_erika·
Frase del giorno "Ci siamo rotti il cazzo di dare i soldi all'Ucraina". Sono d'accordo con Cruciani
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