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@sabrimasce

Mi piace condividere arte, cinema, musica e...qualcosa di me.

Roma Katılım Şubat 2013
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Da Vienna a Roma. Palazzo Cipolla ospita in mostra le meraviglie degli Asburgo. Oltre cinquanta capolavori del Kunsthistorisches Museum, da Rubens a Caravaggio, Tiziano e Tintoretto, in un percorso che racconta la nascita e lo splendore di una grande impresa culturale europea.
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🎶 “Days We Left Behind”Quando una canzone diventa emozione di @mcalcan Voglio essere assolutamente sincero: a me quello che pensano gli altri di una canzone interessa davvero poco. Non è una forma di snobismo, semplicemente credo che la musica sia una delle esperienze più intime e personali che esistano. Ognuno di noi la vive in modo diverso, la ascolta con il proprio bagaglio di ricordi, di sensazioni, di momenti vissuti. Certo, per pura curiosità ogni tanto mi capita di leggere qualche recensione o di ascoltare il parere di qualche amico. È normale, fa parte anche del piacere di condividere la musica. Ma alla fine dei conti quello che conta davvero, almeno per me, è una sola cosa: le emozioni che un brano riesce a trasmettermi. Ed è proprio quello che mi è successo ascoltando “Days We Left Behind”di Paul McCartney. È una di quelle canzoni che non hanno bisogno di artifici per arrivare al cuore. Basta lasciarle scorrere, ascoltarle con attenzione, e all’improvviso ci si ritrova dentro una storia, dentro un ricordo che non è soltanto dell’autore ma in qualche modo è diventato anche un po’ nostro. Sì, è vero: la voce di Paul oggi è diversa da quella che conoscevamo negli anni d’oro, è una voce fragile, segnata dal tempo, una voce che racconta inevitabilmente il passare degli anni. Ma forse è proprio questo a renderla così autentica. Personalmente la preferisco così, vera e imperfetta piuttosto che levigata artificialmente con l’autotune. In quella voce un po’ stanca c’è tutta la vita di un artista che ha attraversato decenni di musica, di successi, di cambiamenti. C’è la storia di qualcuno che non ha mai smesso di scrivere canzoni. E poi c’è il racconto. Quando Paul rievoca i suoi primi anni a Liverpool e i primi incontri con John Lennon, è impossibile non provare un brivido. Sono momenti che ormai appartengono alla storia della musica, ma che nelle sue parole tornano a essere ricordi vivi, quasi quotidiani. E in mezzo a quei ricordi affiora anche quel loro piccolo codice segreto che Paul e John si erano promessi di non pronunciare. È proprio in queste piccole cose che si percepisce la verità di un’amicizia, la complicità di due ragazzi che ancora non sapevano che avrebbero cambiato la storia della musica. Ed è difficile, davvero difficile, non emozionarsi ascoltando tutto questo. Perché a un certo punto ti rendi conto che non stai ascoltando soltanto una canzone. Stai ascoltando un pezzo di memoria, un frammento di storia raccontato da chi quella storia l’ha vissuta davvero. E allora penso che, in fondo, siamo molto fortunati. Fortunati a vivere in un’epoca in cui esiste Paul McCartney, e fortunati ad aver vissuto nel tempo in cui ci sono stati i Beatles. Grazie ragazzi! #Beatles #Yesterdaypills #paulmccartney
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#musicadaleggere a cura di Maurizio Galli (@GalliMaurizio69) direttore di Musicalmind Days We Left Behind Il nuovo singolo di Paul McCartney, “Days We Left Behind”, si sottrae consapevolmente alla retorica dell’evento. Non è un ritorno, né una dichiarazione: è piuttosto un frammento, quasi un appunto esistenziale che prende forma sonora. Ciò che colpisce, in primo luogo, è la qualità della sottrazione. McCartney lavora per levare, non per aggiungere: la composizione si regge su un equilibrio instabile tra presenza e assenza, tra ciò che viene detto e ciò che rimane ellittico. In questa economia espressiva si manifesta una fragilità che non è debolezza, ma condizione epistemologica - il riconoscimento, cioè, dei limiti del linguaggio di fronte all’esperienza del tempo. Il brano si configura come una meditazione sulla memoria non in quanto archivio, ma come processo dinamico e fallibile. I “giorni lasciati indietro” non sono oggetti nostalgici, bensì tracce, residui che affiorano senza mai ricomporsi in un racconto lineare. McCartney sembra rinunciare a qualsiasi pretesa di sintesi: il passato non viene ordinato, ma attraversato. Sul piano musicale, questa postura si traduce in una scrittura rarefatta, quasi ascetica. Gli elementi sonori non costruiscono un climax, ma si dispongono in uno spazio che potremmo definire fenomenologico: ogni nota esiste per sé, nella sua durata e nel suo decadimento. La melodia, tipicamente centrale nell’estetica mccartneyana, qui non scompare, ma si ritrae, come se fosse consapevole della propria insufficienza a contenere il vissuto. La voce, inevitabilmente segnata dall’età, diventa il vero luogo del senso. Non più veicolo di virtuosismo, ma superficie in cui il tempo si iscrive materialmente. In questo senso, l’“imperfezione” vocale non è un limite, ma un dispositivo espressivo: rende udibile ciò che altrimenti resterebbe astratto. Ascoltare “Days We Left Behind” significa confrontarsi con una forma di maturità artistica che rifiuta tanto la monumentalizzazione quanto l’autocitazione. È un gesto che potremmo definire etico, oltre che estetico: non c’è alcun tentativo di perpetuare un mito, ma piuttosto di abitare consapevolmente la propria finitudine. E qui si innesta la riflessione più ampia: essere contemporanei di artisti come McCartney implica una responsabilità percettiva. Non si tratta soltanto di assistere agli ultimi atti di una carriera irripetibile, ma di riconoscere, nel presente, forme espressive che portano con sé una densità storica e umana difficilmente replicabile. Il privilegio, allora, non è nostalgico. È critico. Sta nella possibilità di ascoltare, qui e ora, una voce che non cerca più di durare, ma semplicemente di essere. #paulmccartney #daysweleftbehind #musicalmind #Beatles #yesterdaypills

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@florabarral È un super rocker Quentin. 👌😃 Brava Elena: in poche, efficaci parole hai descritto il suo talento, anche nella scelta dei brani delle colonne sonore. 👏
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“Days We Left Behind” di @DiegoImperatore Sedersi, indossare le cuffie, spegnere la luce e lasciarsi avvolgere dal nuovo brano di Paul McCartney. Questo è, per usare un linguaggio contemporaneo, un vero e proprio rituale che mi accompagna da anni. Un’abitudine nata nel 1997, con Flaming Pie. Avevo appena sedici anni e oggi posso dirlo senza esitazioni: l’emozione è rimasta intatta. Non mi rifugio nelle frasi fatte del tipo: “ascolto più consapevole”, “non è più come allora”. No. L’ascolto è stato sincero, a cuore aperto, libero da aspettative e da quel cinismo che spesso accompagna il tempo. Solo disponibilità ad accogliere. E ciò che ho accolto è una composizione di rara delicatezza, di una raffinatezza quasi disarmante. Pochi elementi, essenziali: una chitarra che danza leggera su un’atmosfera cesellata con cura, anche grazie al contributo prezioso di Andrew Watt, apparentemente decisivo nel guidare Paul verso la sua essenza più autentica. La voce, segnata indiscutibilente dal tempo ma incredibilmente espressiva, si fa cornice a uno sguardo rivolto al passato senza amarezza: con una nostalgia composta, illuminata però da una profonda consapevolezza e gratitudine. È uno sguardo che nasce in quella Liverpool, in quel lembo di Merseyside intriso di memoria e musica, dove quei "four lads" diedero vita ad una corrente capace di mutare per sempre il corso del pop e del rock. Una rivoluzione che vive ancora nel cuore di un artista che sembra possedere le chiavi di un luogo ideale, uno spazio senza tempo dove la genialità si manifesta senza limiti. Un luogo abitato da spiriti immensi e viventi illuminati come Dante Alighieri, Michelangelo Buonarroti, Caravaggio, Johann Sebastian Bach, Ludwig van Beethoven, Luciano Berio, Bob Dylan… e, senza alcun dubbio, Paul McCartney. Viviamo in un mondo in cui Macca è ancora capace di donare gemme come “Days We Left Behind”: un brano che entra di diritto nel gotha delle grandi produzioni di Macca, riuscendo a commuovere profondamente la sua gente, quella di Liverpool e noi, fedeli e devoti appassionati disseminati ovunque. Un mondo che, oggi più che mai, ha ancora bisogno di Paul McCartney. Grazie. #PaulMcCartney #DaysWeLeftBehind #TheBoysOfDungeonLane #Beatles #Yesterdaypills
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📣 È da pochi istanti disponibile il nuovo singolo di Paul McCartney “The Days We Left Behind” #paulmccartney #yesterdaypills m.youtube.com/watch?v=2n1Ihy…

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📺 Quando “Revolution” finì in uno spot Nike Il 26 marzo 1987 andò in onda uno spot pubblicitario della Nike che utilizzava “Revolution” dei Beatles. Si trattò di un momento storico: era infatti la prima volta che una versione originale di una canzone dei Fab Four veniva utilizzata in una pubblicità. La scelta fece subito discutere. Pochi giorni dopo, la Apple Records, etichetta discografica della band, intentò una causa da 15 milioni di dollari contro Nike, sostenendo di non aver autorizzato l’utilizzo del brano. Anche George Harrison espresse il suo disappunto, affermando che quello spot avrebbe potuto aprire la porta all’uso delle canzoni dei Beatles per pubblicizzare qualsiasi cosa, dalla “biancheria intima femminile” alle “salsicce”. In seguito emerse che il permesso era stato concesso da Yoko Ono, convinta che lo spot potesse avvicinare una nuova generazione alla musica del suo defunto marito John Lennon. La vicenda si concluse all’inizio del 1988, quando Nike smise di trasmettere lo spot e la causa venne risolta con un accordo tra le parti, chiudendo uno degli episodi più controversi nella gestione del catalogo dei Beatles. Negli anni successivi l’uso delle canzoni dei Beatles nelle pubblicità è diventato più frequente: di recente anche “Golden Slumbers”, tratta dall’album Abbey Road, è stata utilizzata in uno spot della Airbnb. #Beatles #Yesterdaypills #Nike
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@yesterdaypills Auguri Elton! 🎂👏❤️ "Your song" è la mia canzone preferita, insieme a "Tiny dancer". 🎶 😍
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🎹 Buon compleanno Sir Elton John Oggi celebriamo il 79° compleanno di Elton John, nato il 25 marzo 1947 a Pinner, un quartiere della grande Londra. Nel corso di oltre cinquant’anni di carriera, Elton ha scritto alcune delle pagine più belle della musica pop e rock, costruendo un repertorio ricchissimo di melodie indimenticabili. Gran parte di questo straordinario viaggio artistico è nato dalla collaborazione con il suo storico paroliere e grande amico Bernie Taupin, con cui ha formato una delle coppie di autori più prolifiche e longeve della storia della musica. Dalle ballate emozionanti ai brani più energici, le sue canzoni sono diventate parte della colonna sonora della vita di milioni di persone in tutto il mondo. Tanti auguri Sir Elton John! 🎶✨ Qual è la vostra canzone preferita di Elton John? La nostra è questa, “Your Song “. #EltonJohn #Yesterdaypills
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🚨 Il mistero di “The Boys of Dungeon Lane” Negli ultimi giorni attorno a Paul McCartney stanno comparendo indizi sempre più curiosi. Prima la misteriosa emoji 🐦‍⬛ sui suoi profili social. Poi alcuni cartelli apparsi a Liverpool con la scritta “The Boys of Dungeon Lane”. E ora emerge un dettaglio davvero interessante. 🧵👇 1️⃣ “The Boys of Dungeon Lane” dovrebbe essere il titolo del nuovo album di Paul. Ma la frase non nasce oggi. Arriva infatti da “In Liverpool”, una canzone registrata da McCartney nel 1988 e rimasta tuttora inedita. 2️⃣ Nel brano si sente chiaramente il verso: “Walking with the boys of Dungeon Lane…” Un riferimento diretto alla sua giovinezza. 👉 Ascoltatelo al minuto 2:53 3️⃣ Dungeon Lane è una strada nel quartiere di Speke, a Liverpool. Proprio lì viveva George Harrison, e in quella zona i ragazzi che sarebbero diventati i Beatles trascorrevano molto tempo insieme. 4️⃣ Se il titolo del nuovo album fosse davvero questo, Paul starebbe facendo qualcosa che ama fare spesso: tornare alle sue radici di Liverpool. E conoscendo McCartney, quando guarda al passato… spesso nasce qualcosa di straordinario #Beatles #PaulMcCartney #Yesterdaypills #dungeonlane
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📣 Misteriose novità in arrivo dal team di Paul McCartney! Grosse, grossissime novità sembrano essere in arrivo dal team di Paul McCartney. Prima la misteriosa emoji 🐦‍⬛, poi alcuni cartelli con la scritta “The Boys of Dungeon Lane” sono apparsi nelle vie di Liverpool. Dungeon Lane è una strada di Liverpool situata nel quartiere di Speke, dove viveva George Harrison. Proprio lì, negli anni delle origini, i Beatles si ritrovavano spesso per provare e suonare insieme. Infine sono arrivati anche il tweet di Mike McCartney, il fratello di Paul, che ha collegato proprio l’espressione “The Boys of Dungeon Lane” a Paul McCartney. Che cosa bolle in pentola? Per il momento tutto è avvolto nel mistero, ma quando si parla di McCartney e della storia dei Beatles anche il più piccolo indizio può nascondere qualcosa di davvero speciale. #Beatles #PaulMcCartney #GeorgeHarrison #Liverpool #Yesterdaypills

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🎸 Benvenuti a una nuova, imperdibile puntata di #GuessandShout! Siete pronti a sfidare ancora una volta @EnzoCherici? Oggi vi aspetta una canzone dei Beatles forse non famosissima, ma correte ad accendere l’audio e giocate con noi! 🔊
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Fabio@Dant99370Fabio·
@sabrimasce buongiorno carissima Sabrina
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@sabrimasce buongiorno carissima Sabrina
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Nuovo round di #GuessandShout 🎶 Siete pronti a sfidare @EnzoCherici 🎸? Riconoscete il brano dei Beatles dal giro di basso che Enzo sta suonando? E ricordate 😉 l’appuntamento di domani con la rubrica gemella #StrawberryChords 🔊
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🎉 Buon compleanno Enzo! Oggi facciamo i nostri migliori auguri a @EnzoCherici che festeggia 58 anni! 🥳 Amico e compagno di avventure, Enzo è una di quelle persone che riescono sempre a portare entusiasmo, passione e buonumore ovunque vadano. Che sia con una chitarra in mano, con una canzone dei Beatles o dei Pink Floyd da suonare o semplicemente con la voglia di condividere musica e amicizia, la sua energia è sempre contagiosa. Auguri Enzo!🎂🎸 #Beatles #Yesterdaypills
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Da Vienna a Roma. Palazzo Cipolla ospita in mostra le meraviglie degli Asburgo. Oltre cinquanta capolavori del Kunsthistorisches Museum, da Rubens a Caravaggio, Tiziano e Tintoretto, in un percorso che racconta la nascita e lo splendore di una grande impresa culturale europea.
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✍️ #paperbackwriters 📖 “Quel che facciamo dell’amore” di Massimo Maugeri, La nave di Teseo Editore (@lanavediteseoed) a cura di @sabrimasce È uscito il 13 febbraio scorso “Quel che facciamo dell’amore”, il nuovo romanzo di Massimo Maugeri (@MassimoMaugeri) scrittore, blogger letterario e conduttore radiofonico. La storia prende avvio dall'incontro inatteso di un celebre autore italiano e un’avvocatessa americana che si conoscono al concerto di Paul McCartney nel 2003 a Roma. È proprio Macca, con le sue canzoni, a fare da scintilla a un legame speciale fondato sulla passione condivisa per i Beatles. Quell’amicizia attraverserà negli anni prove difficili e inevitabili distanze fino a un ritrovarsi che profuma di seconde possibilità. Maugeri intreccia amore, musica, memoria, affetti e, attraverso numerosi riferimenti alla storia dei Beatles, affronta anche il tema delle discriminazioni razziali, mostrando come le coincidenze possano cambiare il corso delle nostre vite. #Beatles #PaulMcCartney #Yesterdaypills
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#FabFourStyle 🧥 The Beatles: l’evoluzione dello stile che ha fatto storia. a cura di @sabrimasce Un francobollo per Ringo. L’abito “Principe di Galles” creato da Tommy Nutter negli anni ’70 per Ringo Starr, e confezionato con l’inconfondibile tessuto di Holland & Sherry, è diventato uno dei capi più rappresentativi della sartoria britannica. La sua fama è tale che nel 2012 è stato scelto dalla "Royal Mail" per far parte della serie di francobolli “Great British Fashion”, dedicata ai designer che hanno segnato la storia della moda del Regno Unito. L’abito di Ringo non è solo un esempio della maestria sartoriale di Nutter, ma anche un frammento della storia culturale londinese. Nutter fu il primo sarto a rivoluzionare Savile Row con tagli audaci, silhouette più ampie e un approccio pop alla sartoria maschile. I Beatles furono tra i suoi clienti più affezionati. Un dettaglio spesso ricordato dagli storici della moda è che Nutter, pur essendo un innovatore radicale, rimase sempre fedele ai tessuti di altissima qualità. Infatti, la scelta del “Principe di Galles Holland & Sherry” per Ringo univa tradizione britannica e spirito rock, creando un equilibrio perfetto tra classicità e modernità. Nel tempo, il francobollo dedicato all’abito di Ringo è diventato un oggetto da collezione, ricercato sia dagli appassionati di moda, sia dai cultori della storia dei Beatles. La serie del 2012 è considerata una delle più riuscite nella storia recente delle emissioni britanniche per la sua capacità di raccontare, attraverso dieci capi iconici, l’evoluzione del gusto e della creatività britannica. #RingoStarr #Beatles #Yesterdaypills #RoyalMail
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#FabFourStyle 🧥 The Beatles: l’evoluzione dello stile che ha fatto storia. a cura di @sabrimasce George e Pattie tra musica e moda. George Harrison e Pattie Boyd amavano apparire come una coppia perfettamente armonizzata anche nello stile, passando con naturalezza dal preppy britannico allo spirito hippy. Tra i loro capi preferiti spiccavano gli abiti della celebre boutique “Granny Takes A Trip”, vero tempio della moda psichedelica degli anni Sessanta e negozio di culto di star come Jimi Hendrix, The Who e Rolling Stones. Da quel negozio proveniva la giacca in tessuto floreale ispirata ai motivi di William Morris che George indossò nel 1967 e diventata uno dei suoi capi iconici. La loro attenzione alla moda non era casuale: Pattie, già affermata modella, aveva un occhio allenato per le tendenze e introdusse George nel mondo delle boutique più innovative di King’s Road. Inoltre, in quegli anni la coppia frequentava spesso stilisti e fotografi d’avanguardia e non era raro vederli protagonisti di servizi di moda o reportage sulla gioventù londinese. Lo stile di George e Pattie, fatto di velluti, sete orientali, stampe floreali e colori saturi, rifletteva anche il crescente interesse della coppia per la cultura indiana. Non a caso, durante il viaggio in India del 1968, entrambi adottarono abiti tradizionali e accessori etnici che influenzarono profondamente la moda occidentale negli anni successivi. Nel tempo George abbracciò lo stile indiano per la sua naturale comodità, oltre che per affinità spirituale. #GeorgeHarrison #Beatles #PattieBoyd #SwingingLondon #Yesterdaypills

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