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@SevenUp89

Bobaniano.

Katılım Şubat 2013
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SevenUp@SevenUp89·
Mangiate tranquilli che rimangono tutti. Prendono un ds che fa quello che gli dicono loro Vendono due big, li sostituiscono con che prospetti e a novembre siamo fuori da tutto
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maurizoe8
maurizoe8@Im_ImErUb·
Stanno provando a comprare il tuo voto per 0,25 centesimi di euro. Abbiate un briciolo di dignità e votate NO!
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SevenUp@SevenUp89·
@rochibrate Vabbè si poteva tirare direttamente sopra Perugia. Sai che perdita...
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Rochibrate #Ausilioout
Rochibrate #Ausilioout@rochibrate·
Ma come si può odiare uno che ha dato il via a questa opera d’arte. Siete senza senso dell’umorismo, non riuscite a prendere nulla alla leggera, o site terroni o siete handicappati/ socialmente dissociati Che pesanti
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SevenUp
SevenUp@SevenUp89·
Quando questo qua se ne sarà andato (il nulla non si può insultare), avrà lasciato una voragine incolmabile. L'opera di sbiancamento e candeggio messa in atto è propedeutica alla fase successiva, cioè creare un prodotto neutro che va bene a tutti.
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
La Generazione Zeta ha rotto le palle - di Roberto Riccardi Svogliati. Permalosi. Presuntuosi. Inaffidabili. Incapaci di sostenere una conversazione professionale, di rispondere a una mail entro sera, di presentarsi puntuali, di vestirsi in modo appropriato, di accettare una critica senza crollare emotivamente. Pretendono lo smart working al primo giorno. L'aumento al terzo mese. La flessibilità come diritto di nascita. Non hanno mai prodotto niente ma esigono tutto, con la sicumera di chi confonde i capricci con i diritti e la pigrizia con l'illuminazione. La Generazione Zeta ha rotto le palle. E non lo dicono i soliti editorialisti rancorosi. Lo dicono i colleghi. I quarantenni che ogni sera rispondono alle mail che il collega Zeta ha ignorato, gestiscono il cliente lasciato in attesa, si sobbarcano gli straordinari rifiutati in nome del sacrosanto "bilanciamento vita-lavoro". Quelli che alle sette di sera cercano di rintracciare il collega Zeta sul telefono aziendale e scoprono che già all'imbrunire è irraggiungibile. Sono loro a pagarne il prezzo. E sono stufi. Sono i nati tra il 1997 e il 2010. I primi veri nativi digitali, cresciuti con lo smartphone in culla e i social come biberon. Hanno attraversato la pandemia in pigiama, frequentato l'università da remoto e ne sono usciti convinti che il mondo funzioni così: dalla poltrona, a propri tempi, senza che nessuno abbia il diritto di chiedergli nulla. Si autodefiniscono la generazione più consapevole della storia. Quella che ha capito, a differenza dei padri schiavi del lavoro e dei nonni piegati dalla fatica, che la vita non si esaurisce in ufficio. Che il benessere viene prima della carriera. Che la salute mentale è sacra. Bellissimo. Peccato che questa illuminazione arrivi da gente che a trent'anni si fa ancora lavare le mutande dalla madre. Un caso su tutti, finito sui giornali di mezzo mondo e diventato virale con ventisette milioni di visualizzazioni. Un neoassunto viene convocato dal capo a una riunione alle otto del mattino. Riunione trimestrale, comunicata in fase di assunzione. Il ragazzo sapeva. Risposta: "non posso venire, ho il corso in palestra. Il mio equilibrio psicofisico viene prima". Prima della riunione, prima dell'azienda che lo paga, prima del capo che lo ha scelto e assunto, prima di quella roba antica e desueta che le generazioni precedenti chiamavano senso del dovere. La cosa più rivelatrice non è stata la sfrontatezza. È stata la reazione dei coetanei: aveva ragione lui. I numeri confermano la sentenza. Sei aziende su dieci hanno già licenziato neolaureati Zeta nel giro di pochi mesi. Mancanza di motivazione per il 50%, scarsa professionalità per il 46%, incapacità di comunicare per il 39%. Il 75% dei datori di lavoro li giudica insoddisfacenti. Uno su sei non vuole più assumerli. Risultato: l'età media di assunzione è salita a 42 anni, le assunzioni di over 65 sono esplose dell'80%, quelle degli under 25 sono crollate. Le aziende preferiscono il settantenne che si presenta puntuale al ventenne che manda un vocale per dire che arriva tardi perché ha lo yoga. Ma perché tutta questa svogliatezza? La risposta non è generazionale: è sistemica. Si è prodotta una generazione senza addestramento alla frustrazione, senza autonomia materiale e senza interiorizzazione del dovere. Adulti anagrafici che funzionano come adolescenti permanenti. E il dato lo conferma: il 79% dei giovani italiani tra i 20 e i 29 anni vive ancora con i genitori. Peggio di noi solo la Corea del Sud. In Danimarca sono il 12%. In Germania il 33%. Il Censis ha contato oltre tre milioni di trentenni ancora nel nido. Di questi, il 63% lavora. Lavora e resta. Perché andarsene significherebbe diventare adulti. E diventare adulti non è previsto dal programma. Il 72% dei giovani disoccupati vive interamente sulle spalle della famiglia. Ma il dato più indecente riguarda chi un lavoro ce l'ha: il 62% ha comunque bisogno del sostegno economico dei genitori. Il 30% degli under 30 dipende ancora dalla paghetta. A trent'anni. Con la paghetta. Mentre posta su Instagram storie di aperitivi al tramonto e filosofia spicciola sul diritto alla felicità. Li hanno definiti la “Generazione Cavalletta”. Perché stanno divorando tutto quello che nonni e genitori hanno costruito con decenni di sacrificio. Sono la prima generazione della storia che consuma senza produrre, che eredita senza costruire, che pretende senza restituire. Entro il 2030 riceveranno in eredità duemila miliardi di euro. Patrimoni, immobili, investimenti accumulati in una vita di fatica da chi si alzava alle sei senza lamentarsi e non aveva mai sentito parlare di "salute mentale" come alibi per non lavorare. Duemila miliardi nelle mani di chi non ha mai piantato un chiodo. E non fanno figli. Perché fare figli richiede responsabilità, sacrificio, progettualità. Il tasso di fecondità è inchiodato a 1,24 figli per donna, il più basso della storia repubblicana. Il 65% rifiuta i mestieri manuali perché considerati indegni. L'edilizia non trova ricambio. L'autotrasporto è in ginocchio. La ristorazione elemosina personale. Ma il giovane Zeta non si sporca le mani. Aspetta l'offerta giusta, col contratto giusto, lo stipendio giusto, la flessibilità giusta, l'ufficio giusto, il capo giusto. E nel frattempo si fa mantenere. La Generazione Cavalletta non nasce dal nulla. Nasce da genitori che non hanno mai detto no. Che hanno trasformato ogni capriccio in diritto, ogni frustrazione in trauma da evitare, ogni difficoltà in qualcosa da cui proteggere il pupo a ogni costo. Che hanno fatto i compiti al posto loro, telefonato ai professori per contestare un brutto voto, accompagnato il trentenne al colloquio di lavoro. Non è un'iperbole: il 70% dei giovani Zeta ammette di aver chiesto aiuto ai genitori per cercare impiego. Non per un consiglio. Per farselo trovare. Hanno cresciuto figli come piante da appartamento: al caldo, al riparo, senza un alito di vento. E adesso si stupiscono che al primo temporale si spezzano. Parlano di "comfort zone" come il Papa parlerebbe del Vangelo. Hanno ribattezzato la pigrizia "consapevolezza", il parassitismo "equilibrio interiore", l'incapacità "rifiuto di un sistema tossico". Hanno costruito un'intera filosofia per giustificare il fatto di non avere voglia di fare niente. E ci credono pure. Ma arrendersi non è un'opzione. Se il problema è la mancanza di fame, la soluzione è una sola: restituire la fame. I genitori smettano di pagare e giustificare. Fuori di casa a venticinque anni, come in mezza Europa. Le aziende smettano di inseguirli con benefit immeritati: la gavetta esiste e chi l'ha fatta ne è uscito più forte. Si reintroduca un servizio civile o militare obbligatorio, sei mesi di disciplina e convivenza forzata con la realtà. Anzi meglio un anno e lo Stato si chieda come sia possibile che un trentenne sano e laureato risulti ancora fiscalmente a carico dei genitori senza che nessuno batta ciglio. Oppure si può continuare così. E fra vent'anni ci ritroveremo con un Paese di cinquantenni che vivono ancora con la mamma, non hanno costruito niente, non hanno lasciato niente e pretendono la pensione. Pagata da chi, non si sa. Perché figli non ne hanno fatti. Ma il problema, a ben guardare, non è una generazione. È una civiltà che ha deciso di abolire il dovere, la fatica e la maturità. La Generazione Zeta non è la malattia. È il sintomo finale.
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SevenUp
SevenUp@SevenUp89·
@SaP011 Finalmente una storia a lieto fine
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Francesco 🇮🇹
Francesco 🇮🇹@SaP011·
Italy: Fadili Charaf, a Moroccan immigrant, rapes an Italian girl (29). Her partner finds out, stabs him to death, and dumps the body in the woods. Today, both Italians were acquitted by a jury of their peers. The man had originally been arrested for voluntary manslaughter, while the woman had been released on bail as a “moral accomplice” in the killing.
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ga(y)mer
ga(y)mer@jesuuves·
appena letto di uno che si lamenta che noi donne stiamo monopolizzando gli spazi degli uomini perché giochiamo anche noi ai videogiochi
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SevenUp
SevenUp@SevenUp89·
@venticontrari Ghedin in mezzo ad una tempesta sarebbe in grado di dire che non piove e a mezzogiorno in mezzo al deserto che fa freschetto.
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Peppinosavicevic
Peppinosavicevic@venticontrari·
Ricordiamo che per Ghedin era già a Napoli a 26 MILIONI
Andrea Losapio@Losapiotmw

l'#Atalanta difficilmente riscatterà Yunus Musah 🇺🇸 dal #Milan l'operazione era un prestito da 4 milioni con diritto di riscatto a 24. Troppi per quanto visto a Bergamo Ritorno quindi in rossonero: Allegri lo aveva elogiato l'anno scorso ne scrivo su @TuttoMercatoWeb

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Tempesta Rossonera
Tempesta Rossonera@tempestaRN·
@ZccSfn Colombo quest'anno è cresciuto parecchio, certo Fullkrug è comunque un profilo internazionale
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Tempesta Rossonera
Tempesta Rossonera@tempestaRN·
La situazione prestiti, dove è già scattato l'obbligo, è la seguente: Alex Jimenez + Pobega + Morata = 34,5 mln Scatta in caso di salvezza: Colombo + Terracciano = 13,5 mln Diritti di riscatto: Chuckwueze + Musah + Bennacer = 60 mln circa
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SevenUp
SevenUp@SevenUp89·
@ZebraSbatta Tutti pagheremo per colpa di qualche mostra chiappe
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Emiliano non ha voglia 🧱
Fine del viaggettismo. Aereo mezzo di lusso. Non vi basterà nemmeno il paga in tre rate di PayPal
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SevenUp
SevenUp@SevenUp89·
@dottoressa07 Nero inteso come africano? No perché lei è australiana e lui inglese. Due paesi che fanno parte dell' occidente Quindi si l'africano è bene che torni a casa sua gli occidentali ci sono già.
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Fabio Bergomi
Fabio Bergomi@bergomifabio·
Quindi Allegri e Furlani odiano Leao e lo vogliono sfanculare. Mendes deve piazzarlo, lui vuole restare. La notizia clamorosa è che anche l’Inter è stata contattata.. Leao piace. Ausilio In Inghilterra per Vicario o per Jones? Anche al Real piace Bastoni. A noi piace Jude..
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Nardo
Nardo@NardoDodexe12·
@BMitraglia Porcoddio ci mancava il paternalismo dei vecchi. @BMitraglia la tua generazione che cosa cazzo ha fatto di buono, oltre a sputtanare il paese divorandone la ricchezza e facendoci nascere nella merda, intendo. Perché bravi a sputare sulla generazione dopo, ma sto schifo è vostro
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SevenUp
SevenUp@SevenUp89·
@Smartitina @BMitraglia Questo paese a chi ha voglia la fa passare. Ai restanti, che sono la gran parte garantisce un minimo indispensabile in assenza totale di merito.
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Μartina 🧱
Μartina 🧱@Smartitina·
@BMitraglia Sono una Gen Zen e in parte sono d'accordo con questa critica, ma se molti giovani lavoratori hanno ancora bisogno del sostegno economico dei genitori è anche colpa del fatto che nel nostro paese, purtroppo, abbondano i lavori sottopagati. Non a tutti manca la voglia di lavorare.
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RetTorino 💊
RetTorino 💊@Rettorino·
@BMitraglia Sucare forte. Paga di merda lavoro di merda, vi siete ingozzati e l’unica cosa che ci resta è quella di accorciarvi la vita facendovi fare il sangue amaro. Ahmed il pannolone non te lo pulisce, non pensare che lo debba fare io. Hai mangiato abbastanza, goditi la pensione
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