Sara 🦈🇮🇹🥉

19.8K posts

Sara 🦈🇮🇹🥉 banner
Sara 🦈🇮🇹🥉

Sara 🦈🇮🇹🥉

@Squ15

Figure skating fan ~ Deniss ~ Mai ~ Lara Naki | Team Italy | Team Champéry | 🏳️‍🌈

Italia Katılım Aralık 2013
218 Takip Edilen654 Takipçiler
Sara 🦈🇮🇹🥉 retweetledi
anniek 🌸 in rekaovery
deniss pulling dictator level approval ratings
anniek 🌸 in rekaovery tweet media
English
6
26
402
6.5K
Sara 🦈🇮🇹🥉 retweetledi
Daily Step Sequences
Daily Step Sequences@stepsequence100·
If this page could be Daily Carolina Kostner, it would be. This absolute master of the blade doing special figures on the ice. From Carolina Kostner's Instagram
English
1
103
991
53.6K
💤
💤@samodeIkina·
are there any skaters that still do compulsory figures (i know they’re not around anymore lol, just can’t find better wording) other than mao asada?
English
10
1
327
21.4K
⛸️
⛸️@naumovogm·
i want to know who other skaters owned pets and their photos 🥺🥹
⛸️ tweet media⛸️ tweet media⛸️ tweet media⛸️ tweet media
English
15
3
114
4.5K
Sara 🦈🇮🇹🥉 retweetledi
sara ⛸🐚🗝
sara ⛸🐚🗝@saltyistheway·
Okay but can we take a moment to appreciate how iconic Lara Naki's isu banquet dress was?💜
sara ⛸🐚🗝 tweet mediasara ⛸🐚🗝 tweet media
English
1
83
1.4K
35.1K
Sara 🦈🇮🇹🥉
*7th at senior nationals [her isu bio says 6th but she was actually 7th]
English
0
0
1
373
Sara 🦈🇮🇹🥉
Happy birthday Giulia 🤍 She is a 2x Italian junior national medalist and placed 6th at senior nationals this year
English
3
5
74
4.2K
Sara 🦈🇮🇹🥉
She's such a lovely skater. Keep shining bright, Giulia 💎
English
0
0
7
393
Sara 🦈🇮🇹🥉 retweetledi
Rita - kaori x4 wc 🥇🥇🥇🥇
tldr for ppl who don't speak italian and are confused about matteo's insta posts; basically after italy failed to qualify for the world cup for the third time in a row, the president of italy's football fed had a crash out and decided to throw all other sports under the bus
English
7
135
2.4K
75.5K
Sara 🦈🇮🇹🥉 retweetledi
Guido Olivares🇮🇹
Guido Olivares🇮🇹@Guidolino8·
Matteo Rizzo: “Le parole di #Gravina? Ridurre il tema al fatto che “solo il calcio è professionistico” è una lettura burocratica, non sportiva. Il riconoscimento giuridico non è una medaglia da esibire, ma una responsabilità. E se uno sport viene definito professionistico, allora deve esserlo davvero: nella governance, nell’organizzazione, nella programmazione, nella credibilità, nella cultura sportiva, nella tutela degli atleti, nel merito e nei risultati. Ed è proprio qui il punto. Il professionismo non è un’etichetta, ma un modo di essere: serietà, visione, competenza, responsabilità, autocritica, capacità di costruire e di rappresentare un Paese con credibilità. Per questo sostenere che “gli altri sono dilettanti” è non solo sbagliato, ma anche irrispettoso verso un sistema sportivo italiano che dimostra l’opposto. Esistono discipline che, pur senza riconoscimento formale, operano a livelli altissimi di professionalità: preparazione scientifica, staff qualificati, pianificazione, sacrificio, cultura della performance e risultati concreti. E i risultati parlano chiaro. Le medaglie olimpiche e paralimpiche, estive e invernali, raccontano di un’Italia che eccelle ben oltre il calcio. Sono la prova che il valore dello sport italiano si fonda su un sistema ampio, spesso poco visibile ma estremamente solido. Lo vediamo nel tennis, nel motorsport, nelle discipline olimpiche e paralimpiche: contesti dove magari ci sono meno riflettori, ma spesso più sostanza. La domanda allora è semplice: ha davvero senso continuare a identificare il professionismo solo con il calcio? Perché oggi il professionismo reale è diffuso: nelle discipline che competono ai vertici mondiali, in quelle che producono medaglie, in quelle che costruiscono cultura sportiva ogni giorno, spesso con meno risorse ma con maggiore rigore. Il tema non è chi ha il “bollino”. Il tema è chi incarna davvero il professionismo. Si può essere professionistici per legge e non esserlo nella sostanza. E si può non esserlo formalmente, ma vivere da professionisti ogni giorno. Proprio per questo il calcio italiano, che ha più risorse, visibilità e potere, dovrebbe essere il modello del sistema sportivo nazionale: per organizzazione, meritocrazia, visione, tutela del talento, cultura sportiva. E invece troppo spesso accade il contrario: si rivendica lo status, ma non sempre si accetta la responsabilità che comporta. Va detto con chiarezza: se sei l’unico sport riconosciuto come professionistico, non puoi esserlo solo sulla carta. Devi dimostrarlo nei fatti, nelle scelte, nei comportamenti, nei risultati. Il professionismo non si proclama. Si dimostra. E sia chiaro: questa non è una critica ai calciatori. Gli atleti sono professionisti veri. Si allenano, si sacrificano, si espongono, portano sulle spalle pressioni enormi e il peso simbolico di un Paese. Meritano rispetto, sempre. Spesso, però, operano dentro un sistema che non li supporta abbastanza, che non li tutela come dovrebbe e che non sempre li mette nelle condizioni ideali per esprimersi. Se serve più umiltà, allora, non va chiesta a chi scende in campo. Va chiesta a chi guida, a chi decide, a chi governa. Perché gli atleti hanno bisogno di strutture all’altezza del loro sacrificio. E chi dirige dovrebbe saper ascoltare, assumersi responsabilità e imparare anche dagli altri sport, invece di guardare il resto del movimento dall’alto in basso. Oggi in Italia molti sport dimostrano una verità semplice: il professionismo non è un titolo, è un comportamento. E il rispetto non si pretende. Si conquista. Il calcio non ha bisogno di sentirsi superiore. Ha bisogno di tornare a essere all’altezza di ciò che rappresenta.
Guido Olivares🇮🇹 tweet media
Italiano
15
165
756
27.3K
Sara 🦈🇮🇹🥉 retweetledi
✨️Keira✨️
✨️Keira✨️@littlemixftlodo·
le emozioni che mi hanno dato i cuccioli del pattinaggio di figura nel team event italcalcio non potrà mai farlo
Italiano
1
88
660
8.5K