
Stefano DB
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La linea di faglia invisibile che divide Emilia-Romagna (e Lombardia occidentale) dal Nord-Est #referendum



Bollette amare. Sul caro energia Meloni ha un'idea: sperare che passi in fretta dlvr.it/TRR3tb










PERCHÉ LE ITALIANE NON VOGLIONO PIÙ ESSERE MADRI (Le Figaro, Valérie Segond, 16 giugno 2025) L’Italia affronta un crollo demografico senza precedenti: nel 2024, solo 370.000 nascite, 300.000 in meno rispetto alla Francia. Giorgia Meloni, che si proclama orgogliosamente madre, non riesce a invertire la tendenza. Con un tasso di fertilità sceso a 1,18 figli per donna, il Paese cattolico vive un “inverno demografico” che sembra non scuotere nessuno. Le cause sono molteplici. Le giovani italiane entrano tardi nell’età adulta: la laurea arriva in media a 27,2 anni, il primo lavoro stabile a 30. Vivono con i genitori fino a quasi 30 anni, il 63% dei 18-34enni resta a casa per salari bassi e precarietà. La maternità slitta così verso i 35 anni, e molte vi rinunciano: una donna su quattro nata negli anni ’80 è senza figli, contro una su dieci nel 1950. Le politiche familiari sono deboli: l’Italia spende l’1,55% del PIL contro la media europea del 2,35%. Le culle scarseggiano (28% di copertura per i bimbi sotto i 3 anni, contro il 60% in Francia), e l’assegno unico è modesto (57-201 euro al mese). Nel 2024, 42.000 donne hanno lasciato il lavoro per crescere i figli, incapaci di conciliare carriera e famiglia. Il punto centrale, però, è culturale. La “seconda transizione demografica” spinge l’autorealizzazione sopra ogni cosa. Per il 40% dei giovani, un figlio non è essenziale per la felicità. Le donne temono la “child penalty”, la penalizzazione professionale della maternità, e vedono i figli come un costo (630 euro al mese) contro salari medi di 1.800 euro. La maternità è un’opzione, non un dovere, e molte scelgono la libertà e la carriera. L’assenza di pressione sociale completa il quadro: il 21% delle 18-34enni non vuole figli, il 29% è poco interessata. In un’Italia dove le famiglie con più figli sono rare (28% delle famiglie), la non-maternità è normalizzata. Persino la Chiesa, influente ma distratta, non ha promosso il modello delle famiglie numerose. L’Italia sembra rassegnata a un futuro con sempre meno bambini.









