
TecnoAutoBlog
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@Frenkie_Woody Traduzione per i non di sinistra, tutti quelli che la.pensano diversamente da noi o sono stupidi o analfabeti perche noi abbiamo la verità in tasca.... ma vaffanculo va coglione!!!
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“In Italia abbiamo 2 milioni di analfabeti totali, 13 milioni di semianalfabeti, cioè a dire sanno fare la loro firma ma non capiscono ciò che leggono, e altri 13 milioni di analfabeti di riporto, cioè che hanno perso l’uso della scrittura e della lettura.
Totale 28 su 52 milioni di italiani questa è la cifra ufficiale.
Quando questi analfabeti e semianalfabeti si recano a votare su che cosa hanno basato le loro convinzioni? …sulla televisione..
Ecco perché è da parte del potere assolutamente indispensabile che l’informazione sia univoca, sia indirizzata in un unico senso”
Andrea Camilleri

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@AngeloSab82 E quando era al governo la sinistra non si lamentava nessuno? Eppure era peggio di adesso... Madonna che pena la sinistra, a loro proprio la democrazia non va giù
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@Marco_dreams Ma sta cagate le pensi da solo o ti danno una mano?
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@_Assaltoniglio Meglio vecchio che inutile parassita senza talenti né carattere
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@_Assaltoniglio Io ci vado eccome, da piu di 30 anni. Io non sono in parassita... io...
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@nicola_humar Certo che ne dici di cazzate, la Francia ha ul costo piu basso in Europa a km grazie al nucleare che costa molto meno delle tue rinnovabili
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@a_libutti Mi pare un anno, poi scade il mandato e non può piu essere eletto
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Per quanto ancora il mondo dovrà sopportare questo demente?
Insider Paper@TheInsiderPaper
Reporter: "Why didn't you tell US allies.. about the war before attacking Iran?" Trump: "We wanted it to be a surprise. Who knows better about surprise than Japan? Why didn't you tell me about Pearl Harbor?"
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@lorenzomega_ Quanto scuse per la vostra pochezza... branco di dementi viziati
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@Marco_dreams E saro strano io ma non mi pare infrangono nessuna legge né cerchino di imporre la loro cultura a nessuno. Per quanto io possa non comprendere e non condividere il loro modo di crescere i figli non stanno di fatto violando la altrui libertà, infilare qui il razzismo e patetico!
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@bastet1965 @BMitraglia Si certo perche negli anni 90 la scuola ti preparava al lavoro come no... ma fatela finita di giustificarli. E poi i veri colpevoli sono il loro genitori, 0er lo piu millennials incapaci di dare una vera educazione ai loro figli
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@BMitraglia Posso-da insegnante-dire qualcosa a loro difesa
La scuola non li prepara al lavoro
Tra corsi corsetti teatri e teatrini le ore di lezione vera sono poche
L’università è una torre d’avorio
Per cui arrivano impreparati
Non sarebbe meglio incentivare il part time?
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La Generazione Zeta ha rotto le palle - di Roberto Riccardi
Svogliati. Permalosi. Presuntuosi. Inaffidabili. Incapaci di sostenere una conversazione professionale, di rispondere a una mail entro sera, di presentarsi puntuali, di vestirsi in modo appropriato, di accettare una critica senza crollare emotivamente. Pretendono lo smart working al primo giorno. L'aumento al terzo mese. La flessibilità come diritto di nascita. Non hanno mai prodotto niente ma esigono tutto, con la sicumera di chi confonde i capricci con i diritti e la pigrizia con l'illuminazione.
La Generazione Zeta ha rotto le palle. E non lo dicono i soliti editorialisti rancorosi. Lo dicono i colleghi. I quarantenni che ogni sera rispondono alle mail che il collega Zeta ha ignorato, gestiscono il cliente lasciato in attesa, si sobbarcano gli straordinari rifiutati in nome del sacrosanto "bilanciamento vita-lavoro". Quelli che alle sette di sera cercano di rintracciare il collega Zeta sul telefono aziendale e scoprono che già all'imbrunire è irraggiungibile. Sono loro a pagarne il prezzo. E sono stufi.
Sono i nati tra il 1997 e il 2010. I primi veri nativi digitali, cresciuti con lo smartphone in culla e i social come biberon. Hanno attraversato la pandemia in pigiama, frequentato l'università da remoto e ne sono usciti convinti che il mondo funzioni così: dalla poltrona, a propri tempi, senza che nessuno abbia il diritto di chiedergli nulla. Si autodefiniscono la generazione più consapevole della storia. Quella che ha capito, a differenza dei padri schiavi del lavoro e dei nonni piegati dalla fatica, che la vita non si esaurisce in ufficio. Che il benessere viene prima della carriera. Che la salute mentale è sacra. Bellissimo. Peccato che questa illuminazione arrivi da gente che a trent'anni si fa ancora lavare le mutande dalla madre.
Un caso su tutti, finito sui giornali di mezzo mondo e diventato virale con ventisette milioni di visualizzazioni. Un neoassunto viene convocato dal capo a una riunione alle otto del mattino. Riunione trimestrale, comunicata in fase di assunzione. Il ragazzo sapeva. Risposta: "non posso venire, ho il corso in palestra. Il mio equilibrio psicofisico viene prima". Prima della riunione, prima dell'azienda che lo paga, prima del capo che lo ha scelto e assunto, prima di quella roba antica e desueta che le generazioni precedenti chiamavano senso del dovere. La cosa più rivelatrice non è stata la sfrontatezza. È stata la reazione dei coetanei: aveva ragione lui.
I numeri confermano la sentenza. Sei aziende su dieci hanno già licenziato neolaureati Zeta nel giro di pochi mesi. Mancanza di motivazione per il 50%, scarsa professionalità per il 46%, incapacità di comunicare per il 39%. Il 75% dei datori di lavoro li giudica insoddisfacenti. Uno su sei non vuole più assumerli. Risultato: l'età media di assunzione è salita a 42 anni, le assunzioni di over 65 sono esplose dell'80%, quelle degli under 25 sono crollate. Le aziende preferiscono il settantenne che si presenta puntuale al ventenne che manda un vocale per dire che arriva tardi perché ha lo yoga.
Ma perché tutta questa svogliatezza? La risposta non è generazionale: è sistemica. Si è prodotta una generazione senza addestramento alla frustrazione, senza autonomia materiale e senza interiorizzazione del dovere. Adulti anagrafici che funzionano come adolescenti permanenti.
E il dato lo conferma: il 79% dei giovani italiani tra i 20 e i 29 anni vive ancora con i genitori. Peggio di noi solo la Corea del Sud. In Danimarca sono il 12%. In Germania il 33%. Il Censis ha contato oltre tre milioni di trentenni ancora nel nido. Di questi, il 63% lavora. Lavora e resta. Perché andarsene significherebbe diventare adulti. E diventare adulti non è previsto dal programma.
Il 72% dei giovani disoccupati vive interamente sulle spalle della famiglia.
Ma il dato più indecente riguarda chi un lavoro ce l'ha: il 62% ha comunque bisogno del sostegno economico dei genitori. Il 30% degli under 30 dipende ancora dalla paghetta. A trent'anni. Con la paghetta. Mentre posta su Instagram storie di aperitivi al tramonto e filosofia spicciola sul diritto alla felicità.
Li hanno definiti la “Generazione Cavalletta”. Perché stanno divorando tutto quello che nonni e genitori hanno costruito con decenni di sacrificio. Sono la prima generazione della storia che consuma senza produrre, che eredita senza costruire, che pretende senza restituire.
Entro il 2030 riceveranno in eredità duemila miliardi di euro. Patrimoni, immobili, investimenti accumulati in una vita di fatica da chi si alzava alle sei senza lamentarsi e non aveva mai sentito parlare di "salute mentale" come alibi per non lavorare. Duemila miliardi nelle mani di chi non ha mai piantato un chiodo.
E non fanno figli. Perché fare figli richiede responsabilità, sacrificio, progettualità. Il tasso di fecondità è inchiodato a 1,24 figli per donna, il più basso della storia repubblicana.
Il 65% rifiuta i mestieri manuali perché considerati indegni. L'edilizia non trova ricambio. L'autotrasporto è in ginocchio. La ristorazione elemosina personale. Ma il giovane Zeta non si sporca le mani. Aspetta l'offerta giusta, col contratto giusto, lo stipendio giusto, la flessibilità giusta, l'ufficio giusto, il capo giusto. E nel frattempo si fa mantenere.
La Generazione Cavalletta non nasce dal nulla. Nasce da genitori che non hanno mai detto no. Che hanno trasformato ogni capriccio in diritto, ogni frustrazione in trauma da evitare, ogni difficoltà in qualcosa da cui proteggere il pupo a ogni costo. Che hanno fatto i compiti al posto loro, telefonato ai professori per contestare un brutto voto, accompagnato il trentenne al colloquio di lavoro. Non è un'iperbole: il 70% dei giovani Zeta ammette di aver chiesto aiuto ai genitori per cercare impiego. Non per un consiglio. Per farselo trovare. Hanno cresciuto figli come piante da appartamento: al caldo, al riparo, senza un alito di vento. E adesso si stupiscono che al primo temporale si spezzano.
Parlano di "comfort zone" come il Papa parlerebbe del Vangelo. Hanno ribattezzato la pigrizia "consapevolezza", il parassitismo "equilibrio interiore", l'incapacità "rifiuto di un sistema tossico". Hanno costruito un'intera filosofia per giustificare il fatto di non avere voglia di fare niente. E ci credono pure.
Ma arrendersi non è un'opzione. Se il problema è la mancanza di fame, la soluzione è una sola: restituire la fame.
I genitori smettano di pagare e giustificare. Fuori di casa a venticinque anni, come in mezza Europa. Le aziende smettano di inseguirli con benefit immeritati: la gavetta esiste e chi l'ha fatta ne è uscito più forte.
Si reintroduca un servizio civile o militare obbligatorio, sei mesi di disciplina e convivenza forzata con la realtà. Anzi meglio un anno e lo Stato si chieda come sia possibile che un trentenne sano e laureato risulti ancora fiscalmente a carico dei genitori senza che nessuno batta ciglio.
Oppure si può continuare così. E fra vent'anni ci ritroveremo con un Paese di cinquantenni che vivono ancora con la mamma, non hanno costruito niente, non hanno lasciato niente e pretendono la pensione. Pagata da chi, non si sa. Perché figli non ne hanno fatti. Ma il problema, a ben guardare, non è una generazione. È una civiltà che ha deciso di abolire il dovere, la fatica e la maturità. La Generazione Zeta non è la malattia. È il sintomo finale.

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@hellonagirl Wow... pensa che io alla tua età avevo due lavori e non rompevo le palle come fai te ora... guarda un po la differenza fra gen z e gen x...
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@ioconsigliere Ma un bel chi cazzo se ne fotte dei mussulmani? Se vogliono essere stiano a casa loro
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io odio i ricchi, vi rendete conto? 80 miliardi di dollari, immaginate se anche solo 1/10 fosse stato investito in ricerca scientifica, medica o in welfare
Exec Sum@exec_sum
BREAKING: Meta is shutting down the Metaverse after spending $80 Billion on the project
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@arianagrimmie Parassiti di merda, cresciuti nella bamboccia senza uno straccio di spina dorsale. Vi sapete solo lamentare e quando si tratta di tirarsi su le maniche 3 darsi da fare frignate come lattanti. Mi fate schifo!!!!
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sono in difficoltà perché per una volta una generazione non sta zitta a prendersi le mazzate, gli straordinari non pagati e tutte quelle favolette della ‘gavetta’
e se siete contro questa cosa, vi rode solo il culo che non abbiate avuto il coraggio di farlo voi prima
Mago Merlino@heyjude_90
STIAMO VINCENDO
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@MariaGr12512482 Veramente i fatti dicono che in Italia stanno sopratutto fra quelli che chiedono asilo
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Dite a Meloni che i pedofili e gli stupratori stanno alla Casa Bianca... Non tra le persone che chiedono il diritto d'asilo.
#ioVoteròNO
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@Sovranista76 La situazione politica negli anni 60 era differente, cosi come i livelli di rischio accettati. No c'entra nulla la tecnologia c'entra solo che ora non e più accettabile il 70% di rischio di non tornare a casa.
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Luna sempre più difficile per la Nasa nel 2026,
con la super tecnologia moderna,
però i più svegli,
credono sia stato possibile atterrare e ripartire nel 1969 con la scatoletta di tonno, e le televisioni in bianco e nero.
Vi hanno peculato allora,
e vi continuano a perculare ancora i megalomani 🇺🇲
#sbarcosullaluna

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@lisameyerildra1 Perché tra simulazioni e addestramento ogni giorno i mezzi vengono spostati da una base all'altra genio!!!
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@ErmannoKilgore Le leggi so o scritte per coprire.la maggior parte dei casi, non possono coprirli tutti altrimenti diverrebbero impraticabili. È su quel principio che i magistrati schierati a sinistra cercano di fare golpe tutte le volte, e ora di finirla!!!
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