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Andrea Catizone
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Andrea Catizone
@andreacatizone
Avvocata, Giurista, Opinionista e Legal Advisor. Ho una passione per la #giustiziasociale e parlo di #genderequality, #diversity, #inclusion, #ESG, #empowerment
Rome Katılım Kasım 2009
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Senza ricerca non ci sono nuove cure né nuove speranze e per fare ricerca servono risorse, programmazione e stabilità. Con questa legge di bilancio abbiamo istituito per la prima volta un Fondo unico: il grande Fondo per la programmazione della ricerca, oltre a 400 milioni di euro solo per il 2026 e più di 1,5 miliardi per i prossimi 3 anni. Un fondo unico stabile, pluriennale per finanziare con certezza la ricerca di base applicata, dando certezza anche ai bandi: il 30 aprile di ogni anno i ricercatori sapranno a quali bandi potranno accedere. Per chi fa ricerca ogni giorno è importante avere certezza dell'entità dei fondi e della natura delle caratteristiche dei bandi.
La ricerca sul cancro deve avere radici profonde, solide e lunghissime. Per la ricerca c'è l'università, che è il luogo dove formiamo le menti che troveranno le cure di domani, sempre con una dimensione etica che mette la persona al centro della ricerca. Perché contro il cancro l'unica vera arma è la conoscenza. Ogni vita salvata è una vittoria per tutti, ogni progresso scientifico è un gesto d'amore collettivo e ogni giorno di ricerca in più è un atto di competenza, impegno, generosità e speranza che si rinnova. I ‘Giorni della ricerca’ dell’Airc sono la festa della speranza che vogliamo sempre celebrare insieme.
Ringrazio di cuore il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per le importanti parole sull’oblio oncologico e sull’importanza dell’affidarsi alla scienza. Grazie anche al presidente di Fondazione AIRC, Andrea Sironi, per questo straordinario momento di confronto e ai tanti ricercatori che ogni giorno dedicano energie e conoscenze alla scoperta di nuove cure.
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Quando si impedisce un dibattito in un’università, si colpisce al cuore la democrazia.
Il confronto è la linfa vitale di ogni comunità libera. Zittire qualcuno significa spegnere una parte di quella libertà che appartiene a tutti.
Voglio esprimere con forza la mia vicinanza e la mia solidarietà a Emanuele Fiano.
Le università sono e devono restare spazi aperti, dove le idee si incontrano, non si scontrano. Luoghi di rispetto, di ascolto, di crescita.
Contro ogni forma di violenza e sopraffazione, il compito di tutte le istituzioni è difendere insieme la libertà di parola e di pensiero.
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Sono profondamente addolorata per la scomparsa di Marco Ghigliani, uomo di straordinaria professionalità e umanità.
Un manager brillante, sempre equilibrato, profondamente stimato da tutti. Rivolgo un pensiero pieno d’affetto alla moglie Simona, preziosa consigliera del Mur, e mi stringo in un forte abbraccio ai figli Bruno e Giorgio.
Vi siamo tutti accanto, con il cuore.
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L’improvvisa scomparsa del Rettore Edoardo Alesse addolora profondamente. Uomo di grande umanità, sensibilità e visione, ha dedicato la vita alla ricerca, agli studenti e alla crescita dell’Università dell’Aquila. Il suo esempio resterà una guida preziosa per tutta la comunità accademica aquilana e italiana. Ai familiari del professor Alesse e a tutti coloro che hanno avuto l’onore di conoscerlo e il piacere di stargli accanto rivolgo le mie più sentite ed affettuose condoglianze.
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L’Università delle Nazioni Unite arriva a Bologna. Era un impegno che avevamo assunto al G7 Scienza e Tecnologia dello scorso anno e ora portiamo a compimento. Dalla culla della conoscenza, con l'ateneo più antico del mondo, prende il via una nuova sfida per affrontare insieme i grandi temi globali: clima, energia, salute, sviluppo sostenibile.
Per l’Italia e per l’Emilia-Romagna è un riconoscimento che premia il valore delle nostre competenze e ci conferma in prima linea in Europa nell’intelligenza artificiale e nel supercalcolo. Un tassello che si aggiunge alla AI Factory, al Tecnopolo e al Centro Nazionale HPC. Un investimento in conoscenza che rende il nostro Paese protagonista nel mondo.
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I microchip sono un settore strategico su cui si gioca la leadership tecnologica europea e l’Italia vuole essere protagonista.
La collaborazione tra la Fondazione Chips-It e il Tecnopolo di Bologna, due eccellenze sostenute con convinzione dal Mur, crea un circolo virtuoso che moltiplica la capacità di innovazione e genera ricadute positive per imprese e territori. È da queste alleanze che nasce la forza di un Paese capace di guardare lontano e di costruire futuro.
Il protocollo d’intesa che è stato firmato oggi è un grande passo avanti per l’Italia: i microchip sono presenti in molti degli oggetti che ci circondano, dai frigoriferi agli smartwatch fino a molti dispositivi medici. Se vogliamo affrontare al meglio le sfide del futuro dobbiamo essere all’avanguardia su questo settore, dalla ricerca alla progettazione e al design. E il Dama-Tecnopolo di Bologna è il posto giusto per farlo.
Grazie Michele De Pascale e Vincenzo Colla, rispettivamente Presidente e Vicepresidente della @RegioneER, Alberto Sangiovanni-Vincentelli, Presidente della Fondazione Chips-IT, e Giovanni Molari, Rettore dell’Università di Bologna, per essere stati presenti in questa giornata importante.
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Il numero chiuso e i test d’ingresso a Medicina hanno rappresentato per anni una frustrazione e un ostacolo per migliaia di studenti.
Con il semestre aperto abbiamo scritto una pagina nuova: non più selezione attraverso la “lotteria” dei test, ma la possibilità di formarsi e dimostrare il proprio valore direttamente dentro l’università.
Più fondi agli atenei, più risorse al diritto allo studio, un ecosistema della ricerca più forte. Con il Governo Meloni, si restituisce fiducia ai giovani e si investe nel futuro dell’Italia.
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Le Università non sono zone franche dove è consentito interrompere lezioni o aggredire professori. Quanto accaduto all’ateneo di Pisa è intollerabile per una società che si riconosce nei valori della democrazia e irricevibile per una comunità accademica, come quella pisana e italiana tutta, aperta, libera e inclusiva. Esprimo la mia più sincera vicinanza a tutta la comunità dell’Università di Pisa e al professor Rino Casella. Sono al suo fianco! Colpire la libertà accademica significa attaccare il cuore della nostra democrazia: dobbiamo difenderla tutti, senza se e senza ma.
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Ieri per quasi 54mila studenti è iniziato il “semestre aperto” di Medicina. Un percorso nuovo che segna un cambio radicale rispetto al passato: non più selezione sulla base di un test, ma formazione dentro l'Università. Perché l’Università che immaginiamo e costruiamo ogni giorno non esclude ma riconosce il valore di ciascuno, coltiva il talento, premia il merito.
Leggendo le storie di Mario e Andrea – che lavorano ma hanno deciso di inseguire il loro sogno e iscriversi a Medicina e Odontoiatria, finalmente liberi dal peso di uno sbarramento ingiusto come il test – sento ancora più forte che abbiamo intrapreso la strada giusta. Il "semestre aperto" è una riforma di giustizia ed equità.
Significa spalancare le porte a chi crede nello studio e nel futuro.
È l’Università che cambia: più giusta e capace di dare opportunità a tutti.

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Oggi prende il via il “semestre aperto”, dando avvio a una riforma che, dopo 25 anni, cambia radicalmente le modalità di accesso a Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Veterinaria. L’obiettivo è chiaro: formare più medici, e medici meglio preparati, rispondendo a un bisogno reale e sempre più urgente del nostro Paese. Per questo sono stati messi a disposizione altri 3.000 posti, superando così le 24.000 immatricolazioni. Ma la vera novità è il metodo: non più un test d’ingresso che decide tutto in poche ore, ma un percorso di formazione e valutazione dentro l’Università, lì dove il merito trova davvero la sua espressione.
È una sfida che andava affrontata, prima di tutto, per gli studenti. Troppi giovani, con aspirazioni autentiche e talento, hanno visto i loro sogni infrangersi davanti a domande da quiz, più simili a un gioco televisivo che a una prova di vocazione e preparazione. Abbiano detto basta a quella logica: questa è una sfida di sistema, che si vince solo insieme, investendo sulle persone e sulle istituzioni.
Per questo è fondamentale che le Università possano contare su risorse adeguate. Quest’anno il Fondo di Finanziamento Ordinario è stato aumentato di 336 milioni rispetto al 2024, raggiungendo la cifra complessiva di 9,4 miliardi. Non un semplice aumento di stanziamento, ma un investimento strategico che rafforza tutto il sistema accademico, sostenendo la didattica, la ricerca e la capacità di accogliere più studenti.
Il semestre aperto e l’aumento dei finanziamenti camminano insieme: da un lato più opportunità e più medici per il futuro, dall’altro più strumenti per accompagnare e valorizzare i nostri studenti. È questa la strada di un Paese che investe sul proprio capitale umano, che crede nei giovani, che sa attrarre talenti e affrontare con coraggio le sfide di un mondo in rapido cambiamento.
Se cresce l’Università, cresce l’Italia.


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Quello rivolto al Presidente Mattarella è un attacco vile e inaccettabile che mira a colpire l’idea stessa di Repubblica democratica che rappresenta con equilibrio e altissimo senso di responsabilità. Tutta la mia solidarietà al Presidente della Repubblica, simbolo di equilibrio e autorevolezza, e il mio più convinto sostegno ai ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto, vittime anche loro di minacce irricevibili.
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L’incontro con la Ministra omanita dell’Università, della Ricerca e dell’Innovazione Rahma Ibrahim Al Mahroouqi è stato un momento prezioso di confronto su come ricerca, formazione e creatività possano diventare veri ponti tra i nostri Paesi.
Italia e Oman condividono la stessa visione: promuovere lo sviluppo sostenibile e il dialogo culturale attraverso la scienza, l’innovazione e le arti. In questo percorso, le nostre istituzioni AFAM – accademie, conservatori e istituti di design – giocano un ruolo chiave, offrendo nuove opportunità di collaborazione nei settori delle arti visive, della musica, della danza e del patrimonio culturale.
Accogliamo con grande interesse l’idea di realizzare insieme un evento culturale a Muscat dedicato alla creatività, per dare voce ai nostri giovani talenti e alle eccellenze formative italiane e omanite. Vogliamo inoltre rafforzare i gemellaggi universitari, la mobilità di studenti e docenti e creare programmi congiunti che uniscano sapere tecnico, scientifico e creativo.
Crediamo che sia proprio l’incontro tra scienza, arte e cultura a generare innovazione vera, capace di arricchire le nostre società e costruire legami duraturi basati sulla conoscenza e sul rispetto reciproco.

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Chimica, Fisica e Biologia saranno le tre materie del primo semestre di Medicina, finalmente aperto a tutti.
La riforma dell’accesso non è solo un cambiamento normativo, ma un percorso che tocca le emozioni, le speranze e i sacrifici di migliaia di studenti e delle loro famiglie.
Avevamo fatto una promessa: abolire il test d’ingresso, dire basta ai costosi corsi privati, fermare il turismo della formazione che penalizza le nostre università e superare il numero chiuso. Oggi possiamo dire con orgoglio di aver mantenuto quell’impegno.
Domani, in Consiglio dei ministri, approveremo in via definitiva il decreto legislativo che abolisce già dal prossimo anno accademico il test d’ingresso e introduce un primo semestre ad accesso libero, per offrire a tutti la possibilità di una vera formazione. Si supera così il numero chiuso per come l’abbiamo conosciuto finora.
La programmazione sarà più flessibile, con un aumento graduale e sostenibile dei posti disponibili, e un conseguente rafforzamento del Sistema sanitario nazionale.
Entro la fine del mese daremo il via libera anche ai decreti ministeriali con tutti i dettagli operativi della riforma.
La didattica non sarà solo a distanza, ma anche in presenza. Al termine del semestre aperto, gli studenti affronteranno tre esami – Chimica, Fisica e Biologia – e saranno solo questi, senza ulteriori test o filtri, a determinare la graduatoria nazionale.
Chi sogna di studiare Medicina non dovrà più affrontare una corsa a ostacoli, ma un percorso aperto al talento, all’impegno, alla passione e alla vocazione.
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Studiare Medicina non è più un privilegio per pochi.
Per troppo tempo il sogno di diventare medico è stato ostacolato da quiz, costosi corsi privati e trasferimenti all’estero. Questo è stato il 'numero chiuso': un meccanismo che ha escluso più che valorizzato talenti, vocazioni e speranze.
Oggi scriviamo una pagina nuova.
Con la riforma approvata in Consiglio dei ministri, dal prossimo anno accademico l’accesso a Medicina sarà finalmente aperto: niente test d’ingresso, ma un primo semestre libero, durante il quale si farà vera formazione universitaria.
Gli studenti inizieranno il loro percorso con tre materie fondamentali: Chimica, Fisica e Biologia. Saranno questi esami a definire, in modo trasparente e meritocratico, l’accesso al secondo semestre. Esami sulle competenze acquisite in aula, non più test su domande generiche.
È una svolta. Superiamo il vecchio numero chiuso e avviamo una nuova stagione per il diritto allo studio, con più posti disponibili e un rafforzamento concreto del nostro Sistema sanitario nazionale.
Entro fine mese approveremo anche i decreti ministeriali con tutti i dettagli: dalle modalità di svolgimento degli esami all'erogazione della didattica sulla quale gli atenei avranno autonomia di scelta ma che sarà svolta sia in presenza che a distanza, per garantire inclusione e qualità.
Non sono slogan, ma un cambio di prospettiva.
Ampliamo le opportunità, valorizziamo i talenti. Questo è diritto allo studio, questo è credere nelle ambizioni e nei talenti degli studenti.

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La conferma di @Antonio_Tajani alla Vicepresidenza di @EPP, è motivo di grande orgoglio per tutta la comunità di Forza Italia. Si rinnova così la stima di cui gode in Europa e si conferma il ruolo centrale che Forza Italia continua a ricoprire nel PPE. Antonio è la nostra guida, custode del sogno europeo che Silvio Berlusconi ha sempre sostenuto: un’Europa di libertà, democrazia e solidarietà. Con lui, continueremo a promuovere questi valori con determinazione. Congratulazioni Antonio: @forza_italia è al tuo fianco, con orgoglio e convinzione.

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Da quando l’Emilia Romagna è stata colpita dalle terribili alluvioni del 2023 e 2024, il Governo non ha mai lasciato solo chi ha vissuto momenti di angoscia e ha subito danni alle proprie case o aziende. Siamo stati al fianco di cittadini, famiglie e imprese con sostegni concreti e continui.
Oggi, con il nuovo intervento del Consiglio dei ministri, rinnoviamo questo impegno: un miliardo di euro per accelerare la ricostruzione e mettere in sicurezza i territori più fragili del nostro Paese, dall’Emilia Romagna ai Campi Flegrei, dalle Marche alla Toscana.
Perché ricostruire non basta: vogliamo proteggere e dare futuro a chi ha già dimostrato grande forza e capacità di ripartire.
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Papa Francesco lascia un vuoto immenso, non solo nella comunità cattolica, ma anche in chi, pur senza il dono della fede, crede in un mondo più giusto grazie al suo esempio.
Il suo sguardo, il suo cuore e la sua voce continueranno a ispirarci, ora più che mai.
#PapaFrancesco

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