Sabitlenmiş Tweet
luciana64
62.1K posts

luciana64
@aniluci64
Un giorno senza sorriso è un giorno perso
Jesi, Marche Katılım Kasım 2011
1.4K Takip Edilen1.9K Takipçiler

Vendo 2 biglietti per lo spettacolo di danza Romeo e Giulietta del 24 luglio 2026 al Circo Massimo a Roma. Poltrona Fila A. Li ho acquistati ma, purtroppo, non posso andare.
Se qualcuno è interessato mi contatti.
#romeoegiulietta #circomassimo #caracallafestival2026
Italiano
luciana64 retweetledi
luciana64 retweetledi

Crozza a zero su Delmastro e Referendum Giustizia "il vero problema di questo Paese sono i giudici o gli imputati? Delmastro, Santanchè, Montaruli è normale che riforma sia in mano a loro?
È come se la formula dello zampirone la facessero le zanzare"
#Crozza #Delmastro #21marzo
Italiano
luciana64 retweetledi
luciana64 retweetledi

Andrea Delmastro non dichiara quote in una srl, omette un possibile conflitto di interessi e, da sottosegretario alla Giustizia, non sa che tra i suoi soci c’è un soggetto legato a un boss Senese. È distrazione o qualcosa di più serio.
Intorno, silenzio. Carlo Nordio, Giorgia Meloni, Matteo Piantedosi, Ignazio La Russa non hanno nulla da dire.
Però il problema è la famiglia nel bosco.
Italiano
luciana64 retweetledi
luciana64 retweetledi
luciana64 retweetledi

Meloni ha fatto una scelta precisa: evitare il confronto perché nel confronto rischi di dover rispondere, non solo parlare.
Ha avuto mesi per spiegare, entrare nel merito, accettare domande vere. Non lo ha fatto. Ha preferito il terreno più comodo: monologhi, slogan, palchi senza contraddittorio.
Lì non c’è rischio, non c’è verifica, non c’è verità che tenga: c’è solo narrazione.
Il problema è che una riforma non si vende come un profumo. Non basta ripetere “servirà, sarà, faremo” sperando che nessuno chieda “come” e “a che prezzo”.
Se eviti sistematicamente il confronto, non stai difendendo le tue idee: le stai proteggendo dalla realtà.
E a pochi giorni dal referendum il bilancio è nudo: zero dibattito vero, zero disponibilità a farsi mettere in difficoltà, zero rispetto per chi dovrebbe scegliere informato.
Altro che leadership.
Questa è gestione del consenso in modalità protetta: parli da sola, ti applaudi da sola, eviti chiunque possa smontarti.
E poi ti sorprendi se cresce la diffidenza.

Italiano

“Il solito…” quindi lo hanno usato anche per stare dove stanno? Chiedo è.
Gimmoriso' 🇵🇸@fawollo13
"Utilizzate anche il solito sistema clientelare: non ci credi, beh fammi questo favore. Perché tu sei mio cugino, perché io ti ho fatto questo favore. Aiutami per quest’altra questione perché io te ne ho fatti già tanti”. Votiamo NO e mandiamo a casa questi politici criminogeni.
Italiano
luciana64 retweetledi

Quelli che si stanno impegnando tanto per convincervi ad andare a votare sì per una riforma che interessa a loro, sono gli stessi che l'anno scorso si sono impegnati tanto nel dirvi di andare al mare per una riforma che interessava a voi.
#ottoemezzo #ioVoteròNO
Italiano
luciana64 retweetledi

La fedele
Nordio la definisce fedele. Non competente, non preparata, non brillante. Fedele. In politica questa parola ha un significato preciso: esegue, non fa domande, quando c’è da coprire copre. Almeno, questo è quello che sostiene la procura di Roma.
Giusi Bartolozzi è il capo di gabinetto del ministero della Giustizia. La poltrona che controlla la macchina, smista le nomine, filtra gli accessi al ministro. Non ci è arrivata per merito.
Ci è arrivata perché è fedele.
La traiettoria spiega il personaggio. Magistrata a Gela e Palermo, nel 2017 il compagno Armao, vicepresidente della Regione Sicilia, la presenta a Berlusconi. Seggio blindato con Forza Italia. Nel 2021 rompe col partito, si avvicina a Fratelli d’Italia, stringe un rapporto solidissimo con Delmastro.
Nordio la piazza prima come vice, poi come capo di gabinetto. Da quel momento un esodo dal ministero: se ne vanno il capo di gabinetto Rizzo, il direttore generale De Lisi, la direttrice dell’Ispettorato Covelli, il capo dipartimento Birritteri. La chiamano la zarina di via Arenula. Chi resta, si adegua.
A settembre 2025 viene indagata per falsa testimonianza sul caso Almasri. Avrebbe mentito ai pm del Tribunale dei ministri su almeno quattro aspetti della vicenda del generale libico ricercato dalla Corte penale internazionale e rilasciato dall’Italia.
Perché questo fanno i fedeli quando il capo è nei guai: si mettono in mezzo.
Sabato su Telecolor Sicilia, incalzata dalla senatrice Cucchi, ha detto quello che non doveva dire. Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che sono plotoni di esecuzione. Se vince il No lei scappa dall’Italia perché ha un’inchiesta in corso. Se vince il Sì i cervelli in fuga torneranno. Conte ha sintetizzato: Meloni ha speso tredici minuti di video per nascondere quello che la Bartolozzi ha ammesso in pochi secondi.
Il capitolo privato non è meno interessante.
Il compagno Armao ha immobili finiti all’asta a Palermo, compensi da consulente regionale in parte pignorati, debiti col fisco, ipoteche di Riscossione Sicilia. La ex moglie nel 2018 ha presentato un esposto al CSM accusando la coppia di aver manovrato per rendere inaggredibili i beni e sottrarsi agli obblighi della separazione. Eppure a gennaio 2026 comprano casa a Fontana di Trevi, un milione e mezzo di euro. A ottobre 2025 arrivano a Capri su una motovedetta della Guardia di Finanza. La procura di Gratteri apre un’indagine.
La reazione di Meloni alle dichiarazioni televisive è stata: tenga a freno la lingua. Non si dimetta, non chiarisca, non risponda delle accuse. Solo stia zitta. Perché il problema per Palazzo Chigi non è quello che Bartolozzi fa. È quello che dice. I fedeli devono essere silenziosi, questo è il patto.
Nordio la protegge perché gli serve. Il sistema la tiene lì perché una persona fedele, con un compagno pieno di debiti e un’indagine pendente, è la persona più controllabile che esista. Non se ne andrà mai. Non alzerà mai la voce. Non dirà mai di no.
Nella politica italiana del 2026, fedele non è una virtù. È una catena.
Italiano
luciana64 retweetledi

In Italia. pare ci sia un governo i cui membri di maggioranza, vorrebbero cambiare la Costituzione, senza aver mai studiato Diritto Costituzionale
Diritto Costituzionale Comparato, Giustizia Costituzionale, Diritto Privato, Diritto Penale. Ecc ecc.
E pare anche che, secondo loro, sia l’urgenza Italiana, invece che la sanità, la disoccupazione, la pressione fiscale, l’inflazione, il salario minimo, la lotta alla povertà, le infrastrutture, l’istruzione, il territorio, l’immigrazione clandestina.
Bisognerebbe andarli a prendere coi forconi, invece compriamo ancora la carta igienica a scuola e le carte per le fotocopie.
Ma andate a cacare.
@RaiPortaaPorta
Italiano
luciana64 retweetledi
luciana64 retweetledi

CROSETTO, ORSINI E IL PROBLEMA DELLA RESPONSABILITÀ POLITICA
Quando il potere reagisce alle critiche invece di rispondere alle domande
Lo scontro tra Guido Crosetto e il professore Alessandro Orsini @orsiniufficiale non è solo una polemica personale.
È il riflesso di un problema più profondo: il rapporto tra potere politico, alleanze militari e libertà di critica in democrazia.
1️⃣ LA REAZIONE DEL MINISTRO: “HA SUPERATO IL LIMITE”
Crosetto ha dichiarato pubblicamente che Orsini avrebbe “superato un limite inaccettabile”, lasciando intendere possibili azioni legali.
Ma qui nasce la prima domanda:
👉 quando un ministro della Difesa risponde a una critica politica con la minaccia della querela, si sta difendendo o sta cercando di intimidire il dibattito?
In una democrazia matura, il potere risponde nel merito.
Non reagisce come se la critica fosse un affronto personale.
2️⃣ IL NODO CHE CROSETTO NON VUOLE AFFRONTARE
La questione posta da Orsini — al di là dei toni — è politica:
quale responsabilità ha un governo quando sostiene militarmente alleati coinvolti in operazioni che causano vittime civili?
È una domanda scomoda, ma legittima.
L’Italia:
•fa parte della NATO
•ospita basi militari strategiche
•sostiene operazioni e alleanze occidentali
Quindi il punto non è la colpa diretta.
Il punto è la responsabilità politica indiretta.
E questa responsabilità esiste sempre quando uno Stato sceglie una linea di politica estera.
3️⃣ IL PROBLEMA DELLA DIPLOMAZIA “A SENSO UNICO”
Negli ultimi anni la politica estera italiana ha mostrato un modello molto chiaro:
•condanne forti verso alcuni aggressori
•silenzi o cautela verso altri alleati
Questo crea un evidente problema di credibilità.
Perché se il principio è:
difendere l’aggredito
allora deve valere sempre, non solo quando conviene geopoliticamente.
La politica estera non può diventare una morale selettiva.
4️⃣ LA QUESTIONE DELLE BASI MILITARI
L’Italia non è solo un alleato degli Stati Uniti.
È uno dei principali hub militari occidentali nel Mediterraneo.
Sul territorio italiano operano strutture strategiche come:
•Aviano Air Base
•Naval Air Station Sigonella
•Camp Darby
•NATO Joint Force Command Naples
Questo significa che l’Italia non è neutrale nelle dinamiche militari globali.
E quindi il dibattito su responsabilità e alleanze non può essere liquidato come “insulto”.
5️⃣ UN MINISTRO DELLA DIFESA DOVREBBE FARE DI PIÙ
Il problema non è Orsini.
Il problema è che le domande sul ruolo dell’Italia restano senza risposta.
Un ministro della Difesa dovrebbe spiegare:
•quale autonomia ha l’Italia nelle decisioni NATO
•quale ruolo hanno le basi sul territorio italiano
•quali limiti etici esistono nelle alleanze militari
•come vengono gestite le conseguenze umanitarie delle guerre
Invece il dibattito si riduce a uno scontro personale.
E questo non aiuta la trasparenza democratica.
6️⃣ IL RISCHIO DI UNA DEMOCRAZIA SENSIBILE ALLE CRITICHE
Quando il potere politico reagisce alle critiche con irritazione o minacce legali, si crea un precedente pericoloso:
•si sposta il dibattito dal merito alla persona
•si scoraggia la critica pubblica
•si rafforza l’idea che alcuni temi siano “intoccabili”.
Ma la politica estera e militare non può essere intoccabile.
È uno degli ambiti più delicati della democrazia.
CONCLUSIONE
La polemica Crosetto–Orsini non riguarda solo due persone.
Riguarda una questione molto più grande:
👉 quanto spazio ha davvero il dibattito critico sulle scelte militari dell’Italia?
Un governo forte non teme le domande.
Le affronta.
E un ministro della Difesa dovrebbe ricordare che la critica politica non è un’offesa: è il prezzo della democrazia.
🗞️ Pensieri, notizie e visioni… senza filtro.
👉 100% Biodegradabile!
whatsapp.com/channel/0029Va…
#PoliticaItaliana
#GuidoCrosetto
#AlessandroOrsini
#PoliticaEstera
#Geopolitica
#100Biodegradabile

Italiano
luciana64 retweetledi

Il 7 settembre 2023, Giorgia Meloni, la stessa Meloni che ieri ha scritto quel post, presentò in conferenza stampa il decreto Caivano.
Un decreto che prevede, tra le altre cose, fino a due anni di carcere per i genitori che non mandano i figli a scuola.
Meloni, in quella conferenza stampa, disse testualmente: “Ho scoperto che per chi non manda propri figli a scuola la pena è di 30 euro, una volta sola. Ora si rischieranno due anni di carcere e la potestà genitoriale. In Italia c’è l’obbligo scolastico e deve essere garantito”.
Due anni di carcere e la potestà genitoriale per chi non manda i figli a scuola. Lo ha detto Meloni. Lo ha voluto Meloni. Lo ha firmato Meloni.
La famiglia Trevallion non mandava i figli a scuola. La bambina di otto anni non sa leggere né scrivere, né in italiano né in inglese. I bambini non sono mai stati iscritti a nessun istituto scolastico. E quando nella casa famiglia è stata finalmente trovata un’insegnante, il percorso è stato ostacolato dalla madre.
Quindi la stessa Meloni che ha firmato un decreto per mandare in carcere i genitori che non rispettano l’obbligo scolastico adesso scrive un post indignato contro i giudici che hanno preso provvedimenti nei confronti di una famiglia che, tra le molte altre cose, non rispettava l’obbligo scolastico.
Lo ha firmato lei, quel decreto. Ha voluto lei quelle pene. Ha detto lei che l’obbligo scolastico “deve essere garantito” e che chi lo viola rischia “la potestà genitoriale”.
Ma quando sono i giudici ad applicare quei principi, Meloni li accusa di “chiaro tenore ideologico”.
👉🏻 open.substack.com/pub/abolizione…
#famiglianelbosco

Italiano
luciana64 retweetledi

Il 4 marzo Il Fatto Quotidiano rivela che Carlo Nordio, ministro della Giustizia, ha espresso in una risposta scritta all’interrogazione del senatore forzista Maurizio Gasparri il proprio sostegno formale al Disegno di Legge S. 1277. La norma, promossa dalla maggioranza di centrodestra, imporrebbe l’obbligo di astensione ai componenti della Commissione Antimafia che abbiano ricoperto incarichi istituzionali precedenti ritenuti in conflitto con le indagini in corso. I destinatari reali non sono un segreto: il senatore Roberto Scarpinato, ex Procuratore Generale di Palermo e Caltanissetta, e il deputato Federico Cafiero de Raho, ex Procuratore Nazionale Antimafia. Entrambi del Movimento 5 Stelle. Entrambi sotto scorta da decenni.
Nelle argomentazioni scritte, il Guardasigilli sostiene che la norma “colma la mancanza di una regolamentazione organica” e che l’obbligo di astensione garantisce “terzietà e indipendenza” della Commissione, anche rispetto a chi abbia una conoscenza pregressa dei fatti indagati. La traduzione istituzionale è semplice: chi ha combattuto la mafia sapendone troppe cose non può indagare sulla mafia. La competenza come causa di incompatibilità.
Commissione Antimafia: il copione della smentita
Poche ore dopo la pubblicazione, Nordio nega. «Non mi sono mai espresso sull’Antimafia», dichiara ai giornalisti, definendo la notizia «una delle tante fake news». Il testo della sua risposta esiste, è depositato in Senato ed è leggibile da chiunque. I capigruppo M5S al Senato e alla Camera, Luca Pirondini e Riccardo Ricciardi, commentano: «O Nordio non conosce gli atti che firma, oppure pensa di trattare come stupidi i parlamentari».
Il DDL 1277 era stato depositato nell’ottobre 2024 e aveva superato l’esame in sede referente ma a ottobre 2025 era stato accantonato dopo che il Quirinaleaveva fatto pervenire riserve sulla compatibilità con l’articolo 67 della Costituzione, che tutela la libertà del mandato parlamentare, contestando anche la genericità della definizione di conflitto di interessi. Un ministro che risponde a un’interrogazione del proprio schieramento per rilanciare quella norma esercita una pressione sul Parlamento che la Presidenza della Repubblica aveva già cercato di fermare.
Una coerenza che fa paura
Sarebbe però un errore leggere questa vicenda come una scivolata. L’endorsement di Nordio al DDL 1277 non è un’anomalia: è la coerenza di una visione. Lo stesso governo/maggioranza che ha abolito il reato di abuso d’ufficio, sottraendo uno strumento di tutela ai cittadini, ha poi ridotto il perimetro delle intercettazioni, senza cui decine di processi antimafia non avrebbero mai preso forma. E porta al referendum del 22 e 23 marzo una riforma costruita per indebolire l’autonomia delle procure rispetto alla politica. Ogni tassello punta nella stessa direzione: ridurre la capacità dello Stato di disturbare chi conta.
Il paradosso lo porta chi ha innescato la mossa. Gasparri, che ha interrogato Nordio per forzarne la posizione pubblica, è lo stesso parlamentare che per due anni ha omesso di dichiarare la presidenza di Cyberealm, società di cybersicurezza con legami negli apparati di intelligence israeliani, mentre sedeva in Commissione Difesa. Si è dimesso solo quando La Notizia ne ha dato conto e la trasmissione Report ha documentato quei rapporti. Che sia lui il promotore di una legge sulla “terzietà” dei commissari antimafia è il tipo di ironia che la politica italiana genera senza fatica.
Il 22 e 23 marzo si vota al referendum sulla riforma della giustizia. Affidare quella riforma a chi ha appena costruito una norma per estromettere per legge i magistrati più scomodi della Repubblica è una scelta. Almeno che sia consapevole.
(il mio articolo per @LaNotiziaTweet)
lanotiziagiornale.it/antimafia-il-d…
Italiano
luciana64 retweetledi
luciana64 retweetledi
luciana64 retweetledi

⭕️ Giorgia Meloni travisando ovviamente le motivazioni addita a nemici dell'Italia chi manifesta contro le #Olimpiadi. Ma siamo sicuri che i nemici dell'Italia non sono altri?
🔄 Ascoltate e se volete condividete!
Italiano
luciana64 retweetledi

Ricordo che la Matone prima di essere una deputata della lega era un giudice del tribunale dei minori.
andrea lucatello@andlucatello
La deputata della Lega Matone non si accorge che la riunione del partito è pubblica e sentite cosa dice sul ministro Nordio e referendum...
Italiano






