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Le continue e abbondanti nevicate che hanno interessato l'Etna nei primi mesi del 2026, in particolare con il passaggio del ciclone Harry sulla Sicilia, hanno creato sulla sommità del vulcano un accumulo al suolo impressionante. A queste quote gli operatori specializzati hanno aperto una percorso nel manto nevoso per garantire il passaggio dei veicoli, in particolare quelli turistici che portano gli escursionisti in vetta. Il risultato è che si sono creati dei muri di neve alti fino ai sei metri in certi punti che rendono la salita verso la cima ancora più suggestiva.
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@Vivere_Reggio La rinascita già c'è stata.
La rinascita è avvenuta dopo il commissariamento e l'insediamento al Comune della Giunta Comunale di csx, quando il Sindaco del tempo testardamente ha voluto evitare il dissesto e risanare i conti del comune.
Nonostante le difficoltà Reggio è RINATA.
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Un fiume di gente a Piazza De Nava per Cannizzaro, Ripepi (AP): i reggini scelgono di credere nella rinascita
ift.tt/1bQy6SW
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@Sentenz11277331 @matteorenzi Quindi deve rimanere a quei tempi, statico, fisso o deve valutare cosa fare adesso?
Conte è il passato, oggi preoccupa il presente e quello che potrà accadere se non mandiamo a casa questo governo.
Che facciamo l'opposizione deve dividersi o unirsi.
Unire.
Si chiama buon senso.
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@matteorenzi Mi dispiace, ma non si riacquista la credibilità comportandosi in modo compulsivamente aggressivo.
Ah, a proposito, dov’è finito il Renzi che si vantava di aver mandato via Conte per mettere Draghi, ogni 3x2?
Ripeto, non sei credibile.
Italiano

@MMmarco0 Glielo avevo scritto che al Sud, a differenza del nord e centro esi stava più freschei,addirittura quasi invernali (a queste latitudini) nelle zone montane.
Anche se l'Etna è tutta una storia a parte.
Questa neve, se la memoria non mi inganna, è scesa per lo più nel mese di marzo
Italiano

Sembra una foto di gennaio. Invece siamo quasi a maggio, sull’Etna.
In alta quota resistono ancora muri di neve impressionanti, in molti punti superiori ai 6 metri. È una delle immagini più potenti della primavera mediterranea. Mentre in pianura si parla di caldo, sole e primi assaggi quasi estivi, sulle quote più alte dell’Etna l’inverno non ha ancora lasciato del tutto la scena.
La montagna conserva quello che la pianura dimentica in fretta.
Photo Credit: Fabrizio Zuccarello

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Due foto dei manifesti dei "compagni" che hanno bloccato la Brigata Ebraica.
Nella prima potete vedere Mohammad Hannoun, del comparto estero di Hamas. Sono note le sue relazioni con i leader di Hamas, tra cui Ismail Haniyeh e Khaled Meshaal coi quali è stato più volte fotografato, e attualmente è sotto indagine in Italia per riciclaggio, truffa e finanziamento del terrorismo.
Poi abbiamo Raed Dawoud, anche lui membro del comparto estero di Hamas.
Nella seconda l'immagine di Yaser Elasaly, altro membro del comparto estero dell'organizzazione palestinese Hamas.
Evidentemente marciare a fianco dei nazi islamisti di Hamas va bene.
Marciare al fianco della Brigata Ebraica no.


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Non sarà maltempo per tutti. Ma dove colpirà, potrà farlo anche con temporali improvvisi.
Oggi e domani l’Italia vivrà una fase di instabilità pomeridiana nelle zone interne della Penisola, da Nord a Sud, con le due isole maggiori più ai margini. Dalla prossima notte, però, cambia qualcosa al Nord. Infiltrazioni di aria più fredda in quota attiveranno rovesci e locali temporali sulle zone alpine e prealpine, anche fuori dal classico orario pomeridiano.
Le aree più esposte saranno soprattutto Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto settentrionale, con fenomeni in possibile estensione da domani anche al Piemonte. Attenzione: parliamo soprattutto di zone alpine e prealpine. Ma qualche rovescio o temporale potrebbe spingersi anche verso città come Milano, Bergamo, Brescia, Verona e Vicenza.
Più coinvolte province come Trento, Belluno, Monza e Brianza, Sondrio, Como e Lecco. Domani fenomeni possibili anche sulle aree alpine e prealpine di Torino, Cuneo, Vercelli e Verbano-Cussio-Ossola.
Sul Primo Maggio tornerò nel tardo pomeriggio con un aggiornamento dedicato. Primavera significa anche questo: sole al mattino, cielo che cambia all’improvviso e temporali dove l’atmosfera trova il suo innesco.

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@matteorenzi @DANIELA25208347 Il mondo al contrario.
Vogliono che i nostri amici diventano i nostri nemici e i nostri nemici diventano i nostri amici.
Per questo, per loro è vitale annullare la memoria.
Quando questo è accaduto in passato l'intera Europa ha pagato un caro prezzo.
I ns valori vanno difesi.
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Tino è un professore in pensione, ha poco più di 80 anni, è un nostro militante di Bologna e noi di Italia Viva siamo fieri della sua passione civile. Ieri voleva partecipare al 25 aprile con una bandiera italiana, una europea, una ucraina. Lo hanno bloccato e allontanato. Quattro ragazzi hanno impedito a un cittadino di entrare nel corteo. Chi è stato? Chi ha violentato la nostra Costituzione? Le autorità civili e giudiziarie faranno qualcosa per identificare questi squadristi? Lo chiediamo non solo per Tino ma soprattutto per tutti noi. E lo chiediamo in nome dei valori che Bologna ha sempre promosso e protetto. Quei giovani hanno compiuto un atto di violenza che non può passare sotto silenzio. Perché chi viola la Costituzione non è credibile quando dice di festeggiare il 25 aprile. Tino ieri rappresentava la libertà, chi lo ha bloccato è figlio di un nuovo totalitarismo
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Quello che voglio dire da russa, vedendo come in Italia ai cortei del 25 aprile si attacca chi porta la bandiera ucraina o quella della Brigata ebraica, è questo: ricordate sempre il vero significato della festa. Quando in Russia il Giorno della Vittoria è stato trasformato da «mai più» in «possiamo rifarlo», è stato l’inizio della catastrofe. Quando ti rubano il significato di una ricorrenza e la trasformano in una profanazione, significa che ti stanno manipolando. E se ti manipolano, non lo fanno per buone ragioni.
È terribile quando si perde il vero senso di una festa così importante, credetemi. Ed è ancora peggio quando viene piegata all’agenda politica del momento. Questo distrugge sia la festa stessa sia il sacrificio di chi l’ha resa possibile.
È così che in Russia è stato distrutto il Giorno della Vittoria.
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Il 25 aprile sembrerà quasi giugno. Ma non fatevi ingannare: è ancora primavera.
Nel weekend l’anticiclone porterà sole diffuso e temperature localmente vicine ai 25-26 °C, soprattutto al Centro-Nord e nelle aree interne.
È il classico momento in cui molti pensano: “ormai è estate”. No. La primavera mediterranea funziona così. Accelera, illude, poi cambia passo di nuovo. Godiamoci il bel tempo, ma senza confondere pochi giorni miti con una stagione già chiusa.
Godiamoci il sole, ma senza proclamare l’estate in anticipo. È proprio questa alternanza a rendere la primavera una stagione bellissima, ma meteorologicamente instabile.

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@GiorgiaMeloni Ci sarà sempre un altro problema e poi un altro decreto, finora quanti ne sono stati promulgati?
Non è cosi che si risolvono i problemi.
Con la sicurezza, vostro cavallo di battaglia, avete fallito.
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Con l’approvazione definitiva del Decreto Sicurezza, il Governo compie un altro passo concreto per rafforzare la tutela dei cittadini, difendere chi indossa una divisa e affermare con chiarezza un principio semplice: in Italia la legalità non è negoziabile.
Più strumenti per contrastare violenza, degrado, occupazioni abusive, criminalità diffusa e immigrazione illegale. Più tutele per le Forze dell’ordine, per i cittadini onesti, per chi ogni giorno chiede solo di vivere in sicurezza.
Noi andiamo avanti così: con serietà, determinazione e con la volontà di dare risposte concrete agli italiani.

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A 61 anni pubblica il romanzo rimasto per anni nel cassetto. Per Gesualdo Bufalino è stato davvero un inedito nascosto per trent’anni. Nato a Comiso, in Sicilia, nel 1920, Bufalino passa gran parte della vita come professore di liceo. Insegna, legge moltissimo, scrive per sé, ma non pubblica nulla. La sua vocazione di scrittore resta una faccenda privata, quasi segreta.
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale si ammala di tubercolosi e viene ricoverato in un sanatorio sulle alture di Palermo. Da quell’esperienza di malattia e di convivenza quotidiana con la morte nasce, nei primi anni Cinquanta, l’idea di un romanzo: «Diceria dell’untore». Lo scrive, lo riscrive, lo lima. Poi lo chiude in un cassetto. E lì resta per decenni.
Bufalino non cerca editori, non frequenta ambienti letterari, non sogna un debutto giovanile. Continua a fare il professore, mentre il suo romanzo invecchia insieme a lui.
La svolta arriva solo all’inizio degli anni Ottanta, quando il suo talento di scrittore viene finalmente riconosciuto e «Diceria dell’untore» viene pubblicato da @sellerioeditore. È il 1981, Gesualdo Bufalino ha 61 anni quando esordisce come narratore.
Quello che succede dopo smentisce ogni retorica sull’età giusta per cominciare. Il libro ottiene un successo immediato, conquista il Premio Campiello e impone all’improvviso, nel panorama italiano, la voce singolarissima di un autore che si affaccia sulla scena letteraria quando, secondo tutti i copioni, avrebbe dovuto essere già al tramonto.
La sua storia dimostra che il tempo dell’esordio non è scritto da nessuna parte. Ci sono scrittori che bruciano le tappe da giovani e scrittori che arrivano quando nessuno li aspetta più. Bufalino appartiene a questi ultimi, ha impiegato una vita intera per farsi leggere, ma quando ha aperto quel cassetto, è entrato di colpo nella storia della letteratura italiana.

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