Baignowski

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@baignowski

Brescia, appassionato di calcio, cinema e politica.

Katılım Mayıs 2019
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Emini tic
Emini tic@TicTocTick·
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Vladislav Maistrouk
Vladislav Maistrouk@MaistroukV·
@iurimariaprado Sì, perché a differenza di Israele, o la russia, l’Ucraina (come l’UE) tiene al diritto internazionale
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Baignowski
Baignowski@baignowski·
@LucioMaucci Ma sdolcinato al massimo Pigs on the Wing, non certo Pigs ahahahah
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Pax
Pax@dottorpax·
Questa volta non voglio perdere il treno delle previsioni professionali sui social*. Questo è quello che dice il mio modello super segreto infallibile. Io scherzo, ma al tempo di ChatGPT, Claude e Gemini sarebbe una vera sciagura: avremmo i cialtroni coi superpoteri.
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Baignowski
Baignowski@baignowski·
@AleMenini87 Seguo Matioski da un bel po’ ma non me la ricordavo, finaccia.
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Alessandro Menini
Alessandro Menini@AleMenini87·
@baignowski Eccome. Era al Matioski show 3-4 anni fa. Di giovedì o venerdì. Mai visto una persona così cringe... Fiera seguace della TV trash.
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Dario Bressanini
Dario Bressanini@DarioBressanini·
@marattin @VeltroniWalter @Corriere Davvero hai scritto questo? “A nessuno è venuto in mente che l’intelligenza artificiale è una vera e propria rivoluzione tecnologica”?Certo che è una rivoluzione ma se, come Veltroni, NON CAPISCI COME FUNZIONA, non ci scrivi un articolo sul Corriere (che avrebbe dovuto rifiutare)
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Ultimora.net
Ultimora.net@ultimoranet·
Magyar: "Insieme abbiamo rovesciato il regime di Orbán, insieme abbiamo liberato l'Ungheria, ci siamo riappropriati della nostra patria. TISZA non solo ha vinto queste elezioni, ma tutto lascia presagire una solida maggioranza di due terzi nella nuova Assemblea Nazionale"
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Ultimora.net
Ultimora.net@ultimoranet·
🔴 FLASH — UNGHERIA, FINISCE L'ERA ORBAN. IL PRIMO MINISTRO SI CONGRATULA CON MAGYAR PER LA VITTORIA ALLE ELEZIONI
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Emile Bernard 🛸
Emile Bernard 🛸@EmileBernard_·
@micheleboldrin Inizia e finisce con PD ed è tutto detto. PD-CMP-VE-Rochester-Stanford-Chicago-LA-SantaFe-Evanston-BCN-MAD-Philly-HK-Shanghai-Tokyo-Phoenix-BA-Taipei-Mpls-Wuhan-StL-Palma-Beijing-SMdiL-Scorze-Tyrol-PD x.com/Free4futur9900…
Free4future@Free4futur99001

Cingolani, tre anni di visioni. Zero droni. La difesa non si fa con le presentazioni. Leonardo lo ha scoperto nel modo peggiore. Roberto Cingolani non è stato cacciato per ragioni politiche. Non gli è stato rinnovato il mandato perché ha fallito miseramente. Ma i giornali raccontano altro: il grande manager punito da Trump, Meloni che si inginocchia a Washington, il Michelangelo Dome silurato dai poteri forti. Quella che leggete non è la storia vera. Il Michelangelo Dome non ha generato una sola adesione concreta. Nessuna massa critica, nessuna operatività. Alla domanda diretta su quando sarebbe stato pronto, Cingolani aveva risposto: «Non lo sappiamo». Francia e Germania lo avevano già archiviato: un'idea sulla carta. L'Europa nel frattempo si è data una risposta reale — la European Sky Shield Initiative, 24 paesi, Germania e Regno Unito inclusi. C'è poi una questione strutturale che i commentatori ignorano: la difesa non è un supermercato. È un mercato monopsonistico — un solo acquirente, il governo. Un'azienda della difesa che sviluppa programmi non allineati alle priorità del committente non sta esercitando la sua autonomia industriale. Sta sprecando risorse su prodotti che nessuno ha chiesto e nessuno comprerà. Il punto vero è la produzione. I numeri di borsa sono stati brillanti — ma il vento soffiava forte per tutti, con la spesa militare esplosa in tutta Europa. Per i droni, nel frattempo, Leonardo deve appoggiarsi alla Turchia. Helsing, startup tedesca nata nel 2021, vale già il 40% della capitalizzazione di Leonardo. Produce droni. Non presentazioni. Mariani viene da MBDA. Sa cosa vuol dire consegnare un prodotto. #mediamente

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Michele Boldrin
Michele Boldrin@micheleboldrin·
Spiace ma questi argomenti non reggono. Non solo perche' NON si tratta per nulla di un problema di comunicazione, come vorresti, ma di metodi di governo. Non solo perche', nello stesso modo in cui non si puo' dare per certo, non si puo' nemmeno escludere per certo che il governo stia cedendo a pressioni israelian-trumpiane che sono invece visibili e certe. Non solo perche' occorre aspettare e vedere cosa fara' Leonardo sotto la nuova direzione per giudicare le finalita' del cambio. Non solo perche' gli operatori del settore sembrano vederla all'opposto da te come ci dice la borsa, ma SOPRATTUTTO perche' non c'e' alcuna contraddizione fra successo sui mercati e interesse strategico del paese come invece pretendi. Se pensi che davvero fare perdite e diminuire il valore di borsa delle aziende serva agli interessi strategici del paese ti invito a dimostrarlo. Come sai io sono sempre disponibile per una discussione pubblica approfondita su ogni tema, questo incluso.
Andrea Gilli@aa_gilli

Sull'avvicendamento ai vertici di Leonardo, che vede uscire l'attuale AD Cingolani ed entrare Mariani, da MBDA, qualche ulteriore considerazione. Il governo poteva gestire molto meglio la questione dal punto di vista della comunicazione. È suo diritto nominare i vertici e quindi, anche per anticipare le critiche, avrebbe potuto illustrare più chiaramente le ragioni delle sue scelte. Stupisce però l'intensità del dibattito di questi due giorni, nel quale sono state dette una serie di assurdità senza senso. Tra le tante, il Governo avrebbe sostituito Cingolani su pressione degli Stati Uniti, in quanto il Michelangelo Dome non sarebbe ben visto e il caccia di sesta generazione GCAP di Leonardo farebbe concorrenza all’F-35. Sul primo punto, manca un piccolo tassello: Michelangelo Dome, ad oggi, non ha generato adesioni concrete o una massa critica comparabile ad altre iniziative europee. Nel frattempo, è già stata lanciata un’alternativa, la European Sky Shield Initiative, che include Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Svizzera, Turchia, Ungheria e Regno Unito. In altre parole, se gli Stati Uniti avessero avuto interesse a esercitare pressioni, il tema riguarderebbe semmai iniziative con una reale trazione politica e industriale, non progetti che faticano ancora a consolidarsi. C'è poi un piccolo particolare: Michelangelo Dome vorrebbe funzionare come una sorta di “Uber” della difesa anti-aerea, permettendo a differenti sistemi hardware di operare insieme. Tecnologicamente può anche essere plausibile. Ma politicamente, quanto è realistico che Paesi come Germania o Regno Unito si integrino in un sistema sviluppato da un Paese terzo che, in ultima istanza, ne controlla l’architettura? Sul secondo punto, abbiamo già acquistato l’F-35, un aereo di quinta generazione operativo da oltre un decennio. Non è quindi chiaro in che modo un eventuale caccia di sesta generazione, ancora in fase di sviluppo, possa rappresentare un problema immediato. C’è poi un aspetto più rilevante: il tema delle relazioni con gli Stati Uniti. Leonardo è presente nel mercato americano tramite Leonardo DRS, in un contesto in cui operano le più grandi aziende della difesa al mondo. È legittimo interrogarsi su quanto pesino le dinamiche transatlantiche, ma immaginare interventi diretti e ultimativi rischia di semplificare eccessivamente una realtà fatta piuttosto di incentivi industriali, accesso al mercato e interoperabilità. C’è inoltre un elemento spesso trascurato: il peso di Leonardo DRS. DRS vale in borsa circa 12 miliardi di dollari, mentre Leonardo capitalizza circa 32 miliardi di euro e ne controlla il 72%. Qualsiasi scenario che mettesse a rischio in modo sostanziale questa presenza negli Stati Uniti avrebbe conseguenze rilevanti sull’equilibrio industriale e finanziario del gruppo. Anche per questo, il rapporto con il mercato e le istituzioni americane va letto in termini strutturali, più che attraverso ipotesi di pressioni episodiche. Come detto ieri, sotto Cingolani Leonardo ha avuto una performance molto positiva, superiore all’indice di riferimento. Non è solo merito suo, ma certamente è anche merito suo. Nessuno può criticarmi di anti-capitalismo, ma credo qui sia necessario chiarire un punto essenziale. Il governo deve massimizzare il ritorno sugli investimenti o fare gli interessi strategici del Paese? Nel primo caso, il governo sarebbe una sorta di fondo di investimento. Nel secondo, deve mettere la sicurezza nazionale prima dei ritorni economici. Io non ho modo di valutare nel dettaglio le politiche dell’attuale governo, ma capiamoci su cosa significhi massimizzare il ritorno nel settore difesa: in astratto, vorrebbe dire espandere le vendite anche verso attori problematici, inclusi potenziali avversari, che potrebbero poi utilizzarle contro di noi.

Padua, Veneto 🇮🇹 Italiano
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Michele Boldrin
Michele Boldrin@micheleboldrin·
Vorrebbero che non esistessimo e fanno l'impossibile per censurarci e ignorarci. Ma noi ci siamo e cresciamo con coerenza ogni giorno. Trento, ora. Con @TrentoSandro e @ora_italia del Trentino e Alto Adige.
Michele Boldrin tweet media
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Alex Bazzaro
Alex Bazzaro@AlexBazzaro·
🔴SARÒ IL CANDIDATO DEL CENTRODESTRA PER LA MUNICIPALITÀ DI FAVARO VENETO A SOSTENGO DI SIMONE VENTURINI SINDACO DI VENEZIA. Ringrazio il mio partito, la Lega, e tutti gli amici della coalizione di centrodestra. Sono nato e vivo a Favaro Veneto da 39 anni, qui ho iniziato la mia attività politica ed è per me un grande onore avere l’opportunità di guidare la nostra comunità. Ci aspetta una campagna elettorale importante, il nostro territorio é diventato uno dei centri nevralgici della città e sarà compito della prossima amministrazione guidare questo sviluppo nel rispetto della nostra comunità. Con il nostro candidato Sindaco Simone Venturini saremo presenti a Favaro, Campalto, Dese, Tessera, Ca’Noghera e Ca’Solaro per ascoltare i cittadini e lavorare uniti per il nostro splendido territorio. Avanti insieme.
Alex Bazzaro tweet media
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Carlo Calenda
Carlo Calenda@CarloCalenda·
La funzione di @Azione_it alle prossime elezioni politiche sarà quella di rappresentare l’elettorato europeista e, quando il sistema si bloccherà, di difendere i valori irrinunciabili per formare un governo. Questo sosteniamo oggi e questo sosterremo il giorno dopo il voto
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PalermoToday
PalermoToday@PalermoToday·
La carica dei 100 giovani di "Ora!" in trolley ai Quattro Canti: "Basta emigrare, l'Università sia gratis" ift.tt/uzaSPKg
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Michele Boldrin
Michele Boldrin@micheleboldrin·
ansa.it/sicilia/notizi… L'unica speranza per chi abbia meno di 50 anni siamo noi. Tutto il resto sono balle, false promesse, furto del futuro, retorica populista o imitazioni malfatte. Ultimamente le imitazioni sembrano abbondare: ci scimiottano ma, non avendo colto il punto, si vede che non ci credono proprio! @ora_italia
Vicenza, Veneto 🇮🇹 Italiano
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ORA!
ORA!@ora_italia·
Venezia è lo specchio del declino italiano. Un declino che dura da oltre cinquant’anni e che non è inevitabile: è il risultato di scelte politiche incapaci di capire e governare il cambiamento. La città si è progressivamente adattata a un modello di sviluppo debole che ha portato ad una fuga di residenti e poche opportunità specialmente per i giovani: da un lato un’economia poco diversificata, con redditi stagnanti e con un’industria residuale a basso valore aggiunto, dall’altro un turismo di massa che congestiona lo spazio urbano e ne consuma il capitale storico, sociale ed economico. Venezia ha le risorse, la posizione e la storia per tornare a essere una città dinamica, aperta, capace di attrarre talenti, investimenti e attività ad alto valore. Ma questo richiede una discontinuità netta: – attrarre capitale umano qualificato e investimenti produttivi – sviluppare attività legate a conoscenza, ricerca, innovazione e servizi avanzati – governare il turismo in modo compatibile con la vita urbana e la diversificazione economica – valorizzare il sistema territoriale integrato tra centro storico e terraferma – restituire centralità al lavoro produttivo e qualificato Serve una politica che torni a progettare sviluppo. Serve il coraggio di assumersi responsabilità, misurare risultati e correggere gli errori. Venezia può tornare a crescere. Può tornare a essere una città che produce valore, offrire opportunità ai suoi cittadini e attrarre nuove energie dall’esterno. Michele Boldrin @micheleboldrin è candidato Sindaco di Venezia per riportare la città dove merita: al centro, nel mondo, con un modello che crea lavoro, innovazione e qualità della vita. ORA! è l’alternativa politica pragmatica, che va oltre le ideologie e le appartenenze, e mette al centro soluzioni concrete, competenze e responsabilità. A sostegno della candidatura si presenta la lista di ORA! Venezia, una squadra giovane (età mediana 34 anni) fatta di persone che hanno deciso di mettersi in gioco davvero per il futuro della città, senza arrendersi al declino. ORA! un futuro per Venezia! con #BoldrinSindaco Vuoi dare una mano? Contattaci a boldrin.sindaco@ora-italia.it
ORA! tweet mediaORA! tweet media
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Vana B. 🇪🇺 🗽☦️
Alle prossime elezioni io voterò un partito che difende le libertà e valori dell'Occidente! Ora il problema è individuarlo
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