Baignowski
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Baignowski
@baignowski
Brescia, appassionato di calcio, cinema e politica.



E niente, ci tiene proprio a farci sapere che lui anche di musica...



E MI RACCOMANDO BIMBY RICORDIAMOCI SEMPRE DI NON TASSARE (DI PIÙ) I RICCHI MULTIMILIONARI CAGASOLDI CHE SE NO PORELLI RESTANO MALE E LASCIANO L’ITALIAAAAAAAAAAA COSA NE SARÀ DELLE LORO BARCHE😭 (Sempre lui, l’eroe, il noto milite #Fedez. Come lotta! ☠️)



#Venezia2026 Italia Viva, +Europa, PSI e i Radicali si uniscono in occasione delle elezioni amministrative a Venezia: nasce la lista “Venezia Riformista” a sostegno di Andrea Martella, candidato sindaco del centrosinistra. @PolitikosIt

Cingolani, tre anni di visioni. Zero droni. La difesa non si fa con le presentazioni. Leonardo lo ha scoperto nel modo peggiore. Roberto Cingolani non è stato cacciato per ragioni politiche. Non gli è stato rinnovato il mandato perché ha fallito miseramente. Ma i giornali raccontano altro: il grande manager punito da Trump, Meloni che si inginocchia a Washington, il Michelangelo Dome silurato dai poteri forti. Quella che leggete non è la storia vera. Il Michelangelo Dome non ha generato una sola adesione concreta. Nessuna massa critica, nessuna operatività. Alla domanda diretta su quando sarebbe stato pronto, Cingolani aveva risposto: «Non lo sappiamo». Francia e Germania lo avevano già archiviato: un'idea sulla carta. L'Europa nel frattempo si è data una risposta reale — la European Sky Shield Initiative, 24 paesi, Germania e Regno Unito inclusi. C'è poi una questione strutturale che i commentatori ignorano: la difesa non è un supermercato. È un mercato monopsonistico — un solo acquirente, il governo. Un'azienda della difesa che sviluppa programmi non allineati alle priorità del committente non sta esercitando la sua autonomia industriale. Sta sprecando risorse su prodotti che nessuno ha chiesto e nessuno comprerà. Il punto vero è la produzione. I numeri di borsa sono stati brillanti — ma il vento soffiava forte per tutti, con la spesa militare esplosa in tutta Europa. Per i droni, nel frattempo, Leonardo deve appoggiarsi alla Turchia. Helsing, startup tedesca nata nel 2021, vale già il 40% della capitalizzazione di Leonardo. Produce droni. Non presentazioni. Mariani viene da MBDA. Sa cosa vuol dire consegnare un prodotto. #mediamente

Sull'avvicendamento ai vertici di Leonardo, che vede uscire l'attuale AD Cingolani ed entrare Mariani, da MBDA, qualche ulteriore considerazione. Il governo poteva gestire molto meglio la questione dal punto di vista della comunicazione. È suo diritto nominare i vertici e quindi, anche per anticipare le critiche, avrebbe potuto illustrare più chiaramente le ragioni delle sue scelte. Stupisce però l'intensità del dibattito di questi due giorni, nel quale sono state dette una serie di assurdità senza senso. Tra le tante, il Governo avrebbe sostituito Cingolani su pressione degli Stati Uniti, in quanto il Michelangelo Dome non sarebbe ben visto e il caccia di sesta generazione GCAP di Leonardo farebbe concorrenza all’F-35. Sul primo punto, manca un piccolo tassello: Michelangelo Dome, ad oggi, non ha generato adesioni concrete o una massa critica comparabile ad altre iniziative europee. Nel frattempo, è già stata lanciata un’alternativa, la European Sky Shield Initiative, che include Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Svizzera, Turchia, Ungheria e Regno Unito. In altre parole, se gli Stati Uniti avessero avuto interesse a esercitare pressioni, il tema riguarderebbe semmai iniziative con una reale trazione politica e industriale, non progetti che faticano ancora a consolidarsi. C'è poi un piccolo particolare: Michelangelo Dome vorrebbe funzionare come una sorta di “Uber” della difesa anti-aerea, permettendo a differenti sistemi hardware di operare insieme. Tecnologicamente può anche essere plausibile. Ma politicamente, quanto è realistico che Paesi come Germania o Regno Unito si integrino in un sistema sviluppato da un Paese terzo che, in ultima istanza, ne controlla l’architettura? Sul secondo punto, abbiamo già acquistato l’F-35, un aereo di quinta generazione operativo da oltre un decennio. Non è quindi chiaro in che modo un eventuale caccia di sesta generazione, ancora in fase di sviluppo, possa rappresentare un problema immediato. C’è poi un aspetto più rilevante: il tema delle relazioni con gli Stati Uniti. Leonardo è presente nel mercato americano tramite Leonardo DRS, in un contesto in cui operano le più grandi aziende della difesa al mondo. È legittimo interrogarsi su quanto pesino le dinamiche transatlantiche, ma immaginare interventi diretti e ultimativi rischia di semplificare eccessivamente una realtà fatta piuttosto di incentivi industriali, accesso al mercato e interoperabilità. C’è inoltre un elemento spesso trascurato: il peso di Leonardo DRS. DRS vale in borsa circa 12 miliardi di dollari, mentre Leonardo capitalizza circa 32 miliardi di euro e ne controlla il 72%. Qualsiasi scenario che mettesse a rischio in modo sostanziale questa presenza negli Stati Uniti avrebbe conseguenze rilevanti sull’equilibrio industriale e finanziario del gruppo. Anche per questo, il rapporto con il mercato e le istituzioni americane va letto in termini strutturali, più che attraverso ipotesi di pressioni episodiche. Come detto ieri, sotto Cingolani Leonardo ha avuto una performance molto positiva, superiore all’indice di riferimento. Non è solo merito suo, ma certamente è anche merito suo. Nessuno può criticarmi di anti-capitalismo, ma credo qui sia necessario chiarire un punto essenziale. Il governo deve massimizzare il ritorno sugli investimenti o fare gli interessi strategici del Paese? Nel primo caso, il governo sarebbe una sorta di fondo di investimento. Nel secondo, deve mettere la sicurezza nazionale prima dei ritorni economici. Io non ho modo di valutare nel dettaglio le politiche dell’attuale governo, ma capiamoci su cosa significhi massimizzare il ritorno nel settore difesa: in astratto, vorrebbe dire espandere le vendite anche verso attori problematici, inclusi potenziali avversari, che potrebbero poi utilizzarle contro di noi.


















