Luca Varini

1.4K posts

Luca Varini

Luca Varini

@bendolo_

Maniaco ossessivo compulsivo ciclico, casual lover e sociofobico. Occhio a te.

San Possidonio Katılım Ocak 2013
341 Takip Edilen82 Takipçiler
Luca Varini
Luca Varini@bendolo_·
@Flevios88 @emmevilla @CanciAbo Non ha detto che sarà un disastro. Ha detto che ATTUALMENTE è un disastro. Non ci voleva un grafico, in realtà, è sotto gli occhi di tutti. L'unica cosa sensata da fare, al momento, è scusarsi con l'Iran per l'insensata aggressione e ritirarsi
Italiano
1
0
10
324
Flavio
Flavio@Flevios88·
@emmevilla @CanciAbo Diciamo dopo un mese , dare conclusioni simili lo vedo affrettato. Almeno attenderei qualche mese in più e vedere che risultati avremo se disastrosi o meno
Italiano
8
0
1
552
Matteo Villa
Matteo Villa@emmevilla·
🇺🇸🇮🇷 La campagna militare israelo-statunitense contro l'Iran sta andando malissimo. Tre grafici dicono più di mille parole. Primo, missili e droni. Da quasi un mese il numero di lanci da parte iraniana rimane costante. La cosa peggiore sono i missili, prova che Teheran continua a disporre di un buon numero di lanciatori fissi. 1/3
Matteo Villa tweet media
Italiano
19
70
304
25.3K
Luca Varini
Luca Varini@bendolo_·
@ThomasBatti @Fred__18 ...hanno adattato temporaneamente quello dell'anno scorso. Sotto hanno iniziato da subito a lavorare ad un nuovo termico. Ci lavorano da (sempre se non ho capito male) agosto/settembre, ed è già in banco prova da gennaio. Si parla comunque di gara 12 o giù di lì 2/2
Italiano
0
0
0
75
Luca Varini
Luca Varini@bendolo_·
@ThomasBatti @Fred__18 Da quello che ho capito Zimmerman aveva puntato su un motore con o testata o testata dei cilindri in acciaio. Perché non lo so, ma forse per questioni di dissipazione del calore, possibilità di fare radiatori più piccoli, ecc. Il motore non teneva, si spaccava sempre e quindi 1/2
Italiano
1
0
0
143
Federico Albano
Federico Albano@Fred__18·
Un paio di considerazioni post pisolino sul #JapaneseGP: - Lo "step" di #McLaren arriva non solo perché loro siano andati effettivamente avanti (a parte partire), ma soprattutto perché col nuovo asfalto abbiamo visto una gara a degrado 0 e graining 0, anzi l'unico ad averne un accenno è stato proprio #Piastri. Se #Ferrari è migliore sulla gestione gomma qui non si è potuto vedere ed i valori in pista hanno infatti rispecchiato quelli visti in praticamente tutte le prime 3 qualifiche - Quando si tratta di tirare tutti i giri come in qualifica c'è poco da fare se il motore non spinge. Su una pista tecnica come Suzuka alla fine è emerso in maniera scioccante quanto manca potenza alla PU Ferrari. La nuova PU fallita e l'evoluzione forzata di quella della passata stagione sono una colpa grave in un'era dove il motore è così importante. Il termico spinge poco e ricarica meno e la parte elettrica è sempre in affanno e incasinata come software. Con le trazioni in salita e in semicurva come c'erano qui, la PU non riusciva neppure a spingere la macchina col pieno nonostante il turbo più piccolo. #Leclerc ha fatto un miracolo di gara, ma nel complesso anche Lewis. Ovvio che la macchina deve crescere sotto tutti gli aspetti, ma sui primi 3 weekend, questo è stato quello dove più di tutti si è visto un vuoto di potenza allucinante.
Italiano
38
38
718
62.2K
Luca Varini
Luca Varini@bendolo_·
@giodiseri4 @fawollo13 ...ma non è illegale :) Mi sa che protestare e criticare è assolutamente democratico. Sai cosa non è democratico? Reprimere le proteste (decreto sicurezza) e smantellare i centri di aggregazione che non piacciono (no ai centri sociali, sì alle occupazioni abusive di casa pound)
Italiano
0
0
3
24
Giorgio Di Seri
Giorgio Di Seri@giodiseri4·
@fawollo13 Sicuramente Insultare un Governo Passato dalle Urne Non è Civile !!!
Italiano
6
0
0
217
Gimmoriso' 🇵🇸
Gimmoriso' 🇵🇸@fawollo13·
Meloni, Salvini e Tajani, ecco perché i giovani vi schifano.
Italiano
39
533
1.6K
25.6K
Luca Varini
Luca Varini@bendolo_·
@mrcrowley2000 @fawollo13 Te le canti e te le suoni, amico mio. Ho 32 anni e tutti i miei coetanei che conosco lavorano o sono sposati. Chi non sa farsi un piatto di pasta, spesso, è proprio l'uomo fra i 50 e i 60 anni, abituato a farsi accudire in casa dalla moglie "com'è giusto che siaaa!!!"
Italiano
0
1
9
42
Mr. Crowley 🇮🇹🇺🇲 Big or small deport 'em all
@fawollo13 Cito un altro post: La stupenda generazione Z che canta bella ciao e gioca a fare i partigiani e a 28 anni vive ancora con mammà e non è capace di rifarsi il letto o un piatto di pasta. Che non ha mai lavorato un giorno perché hanno solo diritti.
Italiano
5
0
2
203
Luca Varini
Luca Varini@bendolo_·
@GuglielmoBask @CalcioFinanza Attenzione. Il 7 ottobre dà ufficialmente diritto di sfollare tutti i palestinesi, di annettere un pezzo di Libano e di fare in generale quel cazzo che si vuole. Fa benissimo la FIFA a non bandire Israele!!
Italiano
0
0
0
9
Bookstore 📚
Bookstore 📚@GuglielmoBask·
@CalcioFinanza Sul 7 ottobre 2023, la federazione nazi palestinese non ha invece niente da dire?
Italiano
1
0
1
46
Luca Varini
Luca Varini@bendolo_·
@borlinghieri2 @Cardinaliano Ti rispondo sul "riforma solo della maggioranza". Non è vero che le riforme le fa chi governa. Spesso, soprattutto sulle costituzionali, ci si consulta con le opposizioni, ci si siede ad un tavolo e si lavora INSIEME. Qui è stato tutto fatto passare dall'alto a colpi di fiducia
Italiano
0
0
3
221
Luca Varini
Luca Varini@bendolo_·
@nathanvene @ItzJLukas @JMCLuigi Scusa, ma se io stilo una lista di 200 amici miei e poi da lì ne sorteggio 20... Cosa avranno in comune i sorteggiati? Che saranno amici miei, zio pera!
Italiano
0
0
1
21
Lukas
Lukas@ItzJLukas·
Facciamone una discussione seria, tolto il fatto che la separazione delle carriere potrebbe anche essere giusto (è gia presente nella pratica perchè si può cambiare una sola volta nella vita) il sistema di elezione dei laici al CMS era una PORCATA senza senso alcuno
Italiano
64
49
1.1K
58.7K
Luca Varini
Luca Varini@bendolo_·
@palple @VirmoneLB No. Il problema è proprio il merito. La separazione delle carriere è pure giusta, ma la prossima volta meglio proporre una riforma seria. Magari sedendosi tutti insieme ad un tavolo e collaborando: non farla passare a colpi di fiducia con zero emendamenti e imponendola :)
Italiano
0
0
0
24
Magia del Sole ☀️🎩
@VirmoneLB Il problema di questo Paese è che da una parte c'è una dx più seria e pragmatica anche nell'elettorato, dall'altra ideologia pura, siete in tantissimi ad aver dichiarato che il problema è chi l'ha scritta la legge, non il merito.
Italiano
3
0
0
803
cittadino del mondo
cittadino del mondo@BungaBu72537413·
@fattoquotidiano @la_stabe Sono quelli delle no alle centrali nucleari , alla riforma del parlamento, no tav, no olimpiadi no America's cup no riforma della giustizia, quelli che imbrattano i quadri i propal. Gente impegnatissima.
Italiano
1
0
12
147
Luca Varini
Luca Varini@bendolo_·
@Adriano161093 @you_trend Magari proporre una riforma seria su separazione carriere, passando per la camera senza porre voti di fiducia, ascoltando le opposizioni e costruendo insieme potrebbe essere una soluzione. Cosa ne dici?
Italiano
0
0
18
982
Luca Varini
Luca Varini@bendolo_·
@Eposmail @Jes912 @emiliablu1 La separazione delle carriere è sacrosanta e credo che in pochissimi critichino questo. Ma il cavallo di troia che hanno inserito sotto,che permette alla politica di controllare la magistratura, è un GROSSO PERICOLO per la nostra democrazia. Per noi non cambia niente. Per loro sì
Italiano
0
0
0
13
Eposmail
Eposmail@Eposmail·
@Jes912 @emiliablu1 ma le correnti sono etiche ? Il dividere le carriere a me sembra più democratico che accentrarle . Guarda che se ci sono dei politici illuminati potrai farli insediare a breve. Le regole eventualmente cambiate se vince il si valgono per tutti gli schieramenti..direi .
Italiano
1
0
1
50
Jay Zi
Jay Zi@Jes912·
Se vince il "Si" siamo un paese finito. Un paese fatto da persone che mettono la costituzione e la giustizia nelle mani di chi fino a pochi giorni prima stava a cena coi camorristi.
Italiano
137
251
2.3K
45.2K
Luca Varini
Luca Varini@bendolo_·
@VCaccianemico @joanneburrasque @Ruffino_Lorenzo Eh dipende... Va a votare chi alle ultime elezioni politiche non ha votato, quindi totalmente svincolato dalle logiche di partito. Se dio vuole qui non si voterà a simpatia partitica. Conosco gente di destra convinta che vota no, così come gente di sinistra convinta che vota sì
Italiano
0
0
0
25
Venedico Caccianemico
Venedico Caccianemico@VCaccianemico·
@joanneburrasque @Ruffino_Lorenzo non so cosa sia Lab21, ma ovviamente più è alta l'affluenza più si va verso una situazione "standard", ovvero che si voti come da indicazioni dei partiti... e quindi, il sì vince facile, dato che vota sì tutta la destra e un pezzetto di sinistta
Italiano
1
0
0
166
Lorenzo Ruffino
Lorenzo Ruffino@Ruffino_Lorenzo·
Per quel che possa valere, il sondaggio che aveva l'affluenza più alta di tutti, il 59%, dava questo risultato.
Lorenzo Ruffino tweet media
Italiano
54
31
342
59.9K
Luca Varini
Luca Varini@bendolo_·
@pierogenico @Gigadesires Vecchio, semplicemente non c'entra un cazzo la guerra scatenata da Israele e Stati Uniti con l'immigrazione in Italia. Letteralmente niente. Se ci vedi un nesso probabilmente sei, in questo momento, sotto effetto di enormi dosi di droghe pesanti
Italiano
1
0
1
23
Paperetto🐂
Paperetto🐂@pierogenico·
@Gigadesires Ma certo, perché tutti i nergi che avete importato sono personcine così per benino...
Italiano
1
0
2
231
Luca Varini
Luca Varini@bendolo_·
@henry_venis @ilpost Eh. Sono sotto inchiesta. Tutto sta funzionando. Se non fossero sotto inchiesta sarebbe un problema, cosa che potrebbe succedere con il sì. Madonna, ma perché vi smerdate sempre da soli?
Italiano
0
0
0
7
SENTINEL 🇮🇹🇨🇱
SENTINEL 🇮🇹🇨🇱@henry_venis·
@ilpost Referendum, ecco i principali nomi sotto inchiesta i più recenti . ​🔹 Giuseppe Sala (Milano/Verdi-PD): dossier urbanistica. 🔹 Matteo Ricci (PD): inchieste su affidamenti e comunicazione. 🔹 Antonio Decaro (PD): verifiche amministrative Puglia. 🔹 Inchieste Regionali Vota Si !
SENTINEL 🇮🇹🇨🇱 tweet media
Italiano
1
0
0
25
Il Post
Il Post@ilpost·
Il Fatto Quotidiano ha scoperto che fino a poche settimane fa Delmastro possedeva alcune quote di una società che aveva fondato alla fine del 2024 insieme, tra gli altri, alla figlia di un criminale romano condannato per mafia ilpost.link/oNdRR2nL9k
Italiano
10
61
293
7K
Luca Varini
Luca Varini@bendolo_·
@aletroiano63 @Trimi1974 @lorenzomega_ Io sono anche d'accordo che le cose vanno conquistate. Mai e poi MAI mi farò umiliare da un capo ufficio, da un titolare di azienda o da un sistema che abusa della mia sanità mentale. Al servizio sempre. Servo mai.
Italiano
0
0
1
8
alessandra troiano
alessandra troiano@aletroiano63·
@bendolo_ @Trimi1974 @lorenzomega_ Il problema è che voi vi fate SOLO i fatti vostri.Non producete,non vi si vede ne’vi si sente.Cercate solo i vantaggi ma mai che vi si senta parlare di sacrifici,di impegno x migliorare.Volete tutto e subito.Non funziona così non ve lo hanno detto?le cose si conquistano
Italiano
1
0
0
11
lorenzomega
lorenzomega@lorenzomega_·
clima distrutto, pensioni che non vedremo mai, debito pubblico a 3000 miliardi, salari fermi al 1990 e un mercato immobiliare dove un monolocale costa 15 stipendi DEVI STARE MUTO
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia

La Generazione Zeta ha rotto le palle - di Roberto Riccardi Svogliati. Permalosi. Presuntuosi. Inaffidabili. Incapaci di sostenere una conversazione professionale, di rispondere a una mail entro sera, di presentarsi puntuali, di vestirsi in modo appropriato, di accettare una critica senza crollare emotivamente. Pretendono lo smart working al primo giorno. L'aumento al terzo mese. La flessibilità come diritto di nascita. Non hanno mai prodotto niente ma esigono tutto, con la sicumera di chi confonde i capricci con i diritti e la pigrizia con l'illuminazione. La Generazione Zeta ha rotto le palle. E non lo dicono i soliti editorialisti rancorosi. Lo dicono i colleghi. I quarantenni che ogni sera rispondono alle mail che il collega Zeta ha ignorato, gestiscono il cliente lasciato in attesa, si sobbarcano gli straordinari rifiutati in nome del sacrosanto "bilanciamento vita-lavoro". Quelli che alle sette di sera cercano di rintracciare il collega Zeta sul telefono aziendale e scoprono che già all'imbrunire è irraggiungibile. Sono loro a pagarne il prezzo. E sono stufi. Sono i nati tra il 1997 e il 2010. I primi veri nativi digitali, cresciuti con lo smartphone in culla e i social come biberon. Hanno attraversato la pandemia in pigiama, frequentato l'università da remoto e ne sono usciti convinti che il mondo funzioni così: dalla poltrona, a propri tempi, senza che nessuno abbia il diritto di chiedergli nulla. Si autodefiniscono la generazione più consapevole della storia. Quella che ha capito, a differenza dei padri schiavi del lavoro e dei nonni piegati dalla fatica, che la vita non si esaurisce in ufficio. Che il benessere viene prima della carriera. Che la salute mentale è sacra. Bellissimo. Peccato che questa illuminazione arrivi da gente che a trent'anni si fa ancora lavare le mutande dalla madre. Un caso su tutti, finito sui giornali di mezzo mondo e diventato virale con ventisette milioni di visualizzazioni. Un neoassunto viene convocato dal capo a una riunione alle otto del mattino. Riunione trimestrale, comunicata in fase di assunzione. Il ragazzo sapeva. Risposta: "non posso venire, ho il corso in palestra. Il mio equilibrio psicofisico viene prima". Prima della riunione, prima dell'azienda che lo paga, prima del capo che lo ha scelto e assunto, prima di quella roba antica e desueta che le generazioni precedenti chiamavano senso del dovere. La cosa più rivelatrice non è stata la sfrontatezza. È stata la reazione dei coetanei: aveva ragione lui. I numeri confermano la sentenza. Sei aziende su dieci hanno già licenziato neolaureati Zeta nel giro di pochi mesi. Mancanza di motivazione per il 50%, scarsa professionalità per il 46%, incapacità di comunicare per il 39%. Il 75% dei datori di lavoro li giudica insoddisfacenti. Uno su sei non vuole più assumerli. Risultato: l'età media di assunzione è salita a 42 anni, le assunzioni di over 65 sono esplose dell'80%, quelle degli under 25 sono crollate. Le aziende preferiscono il settantenne che si presenta puntuale al ventenne che manda un vocale per dire che arriva tardi perché ha lo yoga. Ma perché tutta questa svogliatezza? La risposta non è generazionale: è sistemica. Si è prodotta una generazione senza addestramento alla frustrazione, senza autonomia materiale e senza interiorizzazione del dovere. Adulti anagrafici che funzionano come adolescenti permanenti. E il dato lo conferma: il 79% dei giovani italiani tra i 20 e i 29 anni vive ancora con i genitori. Peggio di noi solo la Corea del Sud. In Danimarca sono il 12%. In Germania il 33%. Il Censis ha contato oltre tre milioni di trentenni ancora nel nido. Di questi, il 63% lavora. Lavora e resta. Perché andarsene significherebbe diventare adulti. E diventare adulti non è previsto dal programma. Il 72% dei giovani disoccupati vive interamente sulle spalle della famiglia. Ma il dato più indecente riguarda chi un lavoro ce l'ha: il 62% ha comunque bisogno del sostegno economico dei genitori. Il 30% degli under 30 dipende ancora dalla paghetta. A trent'anni. Con la paghetta. Mentre posta su Instagram storie di aperitivi al tramonto e filosofia spicciola sul diritto alla felicità. Li hanno definiti la “Generazione Cavalletta”. Perché stanno divorando tutto quello che nonni e genitori hanno costruito con decenni di sacrificio. Sono la prima generazione della storia che consuma senza produrre, che eredita senza costruire, che pretende senza restituire. Entro il 2030 riceveranno in eredità duemila miliardi di euro. Patrimoni, immobili, investimenti accumulati in una vita di fatica da chi si alzava alle sei senza lamentarsi e non aveva mai sentito parlare di "salute mentale" come alibi per non lavorare. Duemila miliardi nelle mani di chi non ha mai piantato un chiodo. E non fanno figli. Perché fare figli richiede responsabilità, sacrificio, progettualità. Il tasso di fecondità è inchiodato a 1,24 figli per donna, il più basso della storia repubblicana. Il 65% rifiuta i mestieri manuali perché considerati indegni. L'edilizia non trova ricambio. L'autotrasporto è in ginocchio. La ristorazione elemosina personale. Ma il giovane Zeta non si sporca le mani. Aspetta l'offerta giusta, col contratto giusto, lo stipendio giusto, la flessibilità giusta, l'ufficio giusto, il capo giusto. E nel frattempo si fa mantenere. La Generazione Cavalletta non nasce dal nulla. Nasce da genitori che non hanno mai detto no. Che hanno trasformato ogni capriccio in diritto, ogni frustrazione in trauma da evitare, ogni difficoltà in qualcosa da cui proteggere il pupo a ogni costo. Che hanno fatto i compiti al posto loro, telefonato ai professori per contestare un brutto voto, accompagnato il trentenne al colloquio di lavoro. Non è un'iperbole: il 70% dei giovani Zeta ammette di aver chiesto aiuto ai genitori per cercare impiego. Non per un consiglio. Per farselo trovare. Hanno cresciuto figli come piante da appartamento: al caldo, al riparo, senza un alito di vento. E adesso si stupiscono che al primo temporale si spezzano. Parlano di "comfort zone" come il Papa parlerebbe del Vangelo. Hanno ribattezzato la pigrizia "consapevolezza", il parassitismo "equilibrio interiore", l'incapacità "rifiuto di un sistema tossico". Hanno costruito un'intera filosofia per giustificare il fatto di non avere voglia di fare niente. E ci credono pure. Ma arrendersi non è un'opzione. Se il problema è la mancanza di fame, la soluzione è una sola: restituire la fame. I genitori smettano di pagare e giustificare. Fuori di casa a venticinque anni, come in mezza Europa. Le aziende smettano di inseguirli con benefit immeritati: la gavetta esiste e chi l'ha fatta ne è uscito più forte. Si reintroduca un servizio civile o militare obbligatorio, sei mesi di disciplina e convivenza forzata con la realtà. Anzi meglio un anno e lo Stato si chieda come sia possibile che un trentenne sano e laureato risulti ancora fiscalmente a carico dei genitori senza che nessuno batta ciglio. Oppure si può continuare così. E fra vent'anni ci ritroveremo con un Paese di cinquantenni che vivono ancora con la mamma, non hanno costruito niente, non hanno lasciato niente e pretendono la pensione. Pagata da chi, non si sa. Perché figli non ne hanno fatti. Ma il problema, a ben guardare, non è una generazione. È una civiltà che ha deciso di abolire il dovere, la fatica e la maturità. La Generazione Zeta non è la malattia. È il sintomo finale.

Italiano
113
316
3.3K
92.9K
Luca Varini
Luca Varini@bendolo_·
@newfrengo @Adriu84 @Annina_occhiblu @ECastamere Nono, non si parla di loro. Si parla di quelli dopo, dei loro figli! Quelli che hanno iniziato a lavorare fra il 1970 e il 1980. Boom economico. Qualsiasi cosa toccavi diventava oro. Stipendi competitivi. E poi ci vengono a dire cosa dobbiamo fare? Ma dai...
Italiano
0
0
2
7
Lady Of Castamere
Lady Of Castamere@ECastamere·
Tutta sta filippica per dire che i datori di lavoro non sopportano qualcuno che metta dei paletti, e quindi preferiscono assumere gente in età da pensionamento perchè sanno di poterla prendere per la gola. Non ringraziatemi per la sintesi
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia

La Generazione Zeta ha rotto le palle - di Roberto Riccardi Svogliati. Permalosi. Presuntuosi. Inaffidabili. Incapaci di sostenere una conversazione professionale, di rispondere a una mail entro sera, di presentarsi puntuali, di vestirsi in modo appropriato, di accettare una critica senza crollare emotivamente. Pretendono lo smart working al primo giorno. L'aumento al terzo mese. La flessibilità come diritto di nascita. Non hanno mai prodotto niente ma esigono tutto, con la sicumera di chi confonde i capricci con i diritti e la pigrizia con l'illuminazione. La Generazione Zeta ha rotto le palle. E non lo dicono i soliti editorialisti rancorosi. Lo dicono i colleghi. I quarantenni che ogni sera rispondono alle mail che il collega Zeta ha ignorato, gestiscono il cliente lasciato in attesa, si sobbarcano gli straordinari rifiutati in nome del sacrosanto "bilanciamento vita-lavoro". Quelli che alle sette di sera cercano di rintracciare il collega Zeta sul telefono aziendale e scoprono che già all'imbrunire è irraggiungibile. Sono loro a pagarne il prezzo. E sono stufi. Sono i nati tra il 1997 e il 2010. I primi veri nativi digitali, cresciuti con lo smartphone in culla e i social come biberon. Hanno attraversato la pandemia in pigiama, frequentato l'università da remoto e ne sono usciti convinti che il mondo funzioni così: dalla poltrona, a propri tempi, senza che nessuno abbia il diritto di chiedergli nulla. Si autodefiniscono la generazione più consapevole della storia. Quella che ha capito, a differenza dei padri schiavi del lavoro e dei nonni piegati dalla fatica, che la vita non si esaurisce in ufficio. Che il benessere viene prima della carriera. Che la salute mentale è sacra. Bellissimo. Peccato che questa illuminazione arrivi da gente che a trent'anni si fa ancora lavare le mutande dalla madre. Un caso su tutti, finito sui giornali di mezzo mondo e diventato virale con ventisette milioni di visualizzazioni. Un neoassunto viene convocato dal capo a una riunione alle otto del mattino. Riunione trimestrale, comunicata in fase di assunzione. Il ragazzo sapeva. Risposta: "non posso venire, ho il corso in palestra. Il mio equilibrio psicofisico viene prima". Prima della riunione, prima dell'azienda che lo paga, prima del capo che lo ha scelto e assunto, prima di quella roba antica e desueta che le generazioni precedenti chiamavano senso del dovere. La cosa più rivelatrice non è stata la sfrontatezza. È stata la reazione dei coetanei: aveva ragione lui. I numeri confermano la sentenza. Sei aziende su dieci hanno già licenziato neolaureati Zeta nel giro di pochi mesi. Mancanza di motivazione per il 50%, scarsa professionalità per il 46%, incapacità di comunicare per il 39%. Il 75% dei datori di lavoro li giudica insoddisfacenti. Uno su sei non vuole più assumerli. Risultato: l'età media di assunzione è salita a 42 anni, le assunzioni di over 65 sono esplose dell'80%, quelle degli under 25 sono crollate. Le aziende preferiscono il settantenne che si presenta puntuale al ventenne che manda un vocale per dire che arriva tardi perché ha lo yoga. Ma perché tutta questa svogliatezza? La risposta non è generazionale: è sistemica. Si è prodotta una generazione senza addestramento alla frustrazione, senza autonomia materiale e senza interiorizzazione del dovere. Adulti anagrafici che funzionano come adolescenti permanenti. E il dato lo conferma: il 79% dei giovani italiani tra i 20 e i 29 anni vive ancora con i genitori. Peggio di noi solo la Corea del Sud. In Danimarca sono il 12%. In Germania il 33%. Il Censis ha contato oltre tre milioni di trentenni ancora nel nido. Di questi, il 63% lavora. Lavora e resta. Perché andarsene significherebbe diventare adulti. E diventare adulti non è previsto dal programma. Il 72% dei giovani disoccupati vive interamente sulle spalle della famiglia. Ma il dato più indecente riguarda chi un lavoro ce l'ha: il 62% ha comunque bisogno del sostegno economico dei genitori. Il 30% degli under 30 dipende ancora dalla paghetta. A trent'anni. Con la paghetta. Mentre posta su Instagram storie di aperitivi al tramonto e filosofia spicciola sul diritto alla felicità. Li hanno definiti la “Generazione Cavalletta”. Perché stanno divorando tutto quello che nonni e genitori hanno costruito con decenni di sacrificio. Sono la prima generazione della storia che consuma senza produrre, che eredita senza costruire, che pretende senza restituire. Entro il 2030 riceveranno in eredità duemila miliardi di euro. Patrimoni, immobili, investimenti accumulati in una vita di fatica da chi si alzava alle sei senza lamentarsi e non aveva mai sentito parlare di "salute mentale" come alibi per non lavorare. Duemila miliardi nelle mani di chi non ha mai piantato un chiodo. E non fanno figli. Perché fare figli richiede responsabilità, sacrificio, progettualità. Il tasso di fecondità è inchiodato a 1,24 figli per donna, il più basso della storia repubblicana. Il 65% rifiuta i mestieri manuali perché considerati indegni. L'edilizia non trova ricambio. L'autotrasporto è in ginocchio. La ristorazione elemosina personale. Ma il giovane Zeta non si sporca le mani. Aspetta l'offerta giusta, col contratto giusto, lo stipendio giusto, la flessibilità giusta, l'ufficio giusto, il capo giusto. E nel frattempo si fa mantenere. La Generazione Cavalletta non nasce dal nulla. Nasce da genitori che non hanno mai detto no. Che hanno trasformato ogni capriccio in diritto, ogni frustrazione in trauma da evitare, ogni difficoltà in qualcosa da cui proteggere il pupo a ogni costo. Che hanno fatto i compiti al posto loro, telefonato ai professori per contestare un brutto voto, accompagnato il trentenne al colloquio di lavoro. Non è un'iperbole: il 70% dei giovani Zeta ammette di aver chiesto aiuto ai genitori per cercare impiego. Non per un consiglio. Per farselo trovare. Hanno cresciuto figli come piante da appartamento: al caldo, al riparo, senza un alito di vento. E adesso si stupiscono che al primo temporale si spezzano. Parlano di "comfort zone" come il Papa parlerebbe del Vangelo. Hanno ribattezzato la pigrizia "consapevolezza", il parassitismo "equilibrio interiore", l'incapacità "rifiuto di un sistema tossico". Hanno costruito un'intera filosofia per giustificare il fatto di non avere voglia di fare niente. E ci credono pure. Ma arrendersi non è un'opzione. Se il problema è la mancanza di fame, la soluzione è una sola: restituire la fame. I genitori smettano di pagare e giustificare. Fuori di casa a venticinque anni, come in mezza Europa. Le aziende smettano di inseguirli con benefit immeritati: la gavetta esiste e chi l'ha fatta ne è uscito più forte. Si reintroduca un servizio civile o militare obbligatorio, sei mesi di disciplina e convivenza forzata con la realtà. Anzi meglio un anno e lo Stato si chieda come sia possibile che un trentenne sano e laureato risulti ancora fiscalmente a carico dei genitori senza che nessuno batta ciglio. Oppure si può continuare così. E fra vent'anni ci ritroveremo con un Paese di cinquantenni che vivono ancora con la mamma, non hanno costruito niente, non hanno lasciato niente e pretendono la pensione. Pagata da chi, non si sa. Perché figli non ne hanno fatti. Ma il problema, a ben guardare, non è una generazione. È una civiltà che ha deciso di abolire il dovere, la fatica e la maturità. La Generazione Zeta non è la malattia. È il sintomo finale.

Italiano
7
21
246
6.3K
Luca Varini
Luca Varini@bendolo_·
@aletroiano63 @Trimi1974 @lorenzomega_ Guarda che chi critica noi come persone è la vostra generazione. Noi ci facciamo solo i fatti nostri senza farci mettere i piedi in testa. Siete voi che volete che diventiamo schiavi come voi, e che vi incazzate quando non lo facciamo. Voi liberissimi di essere schiavi, eh!
Italiano
1
0
1
8