Avvocato penalista. Autore. Responsabile della Commissione sulla Linguistica Giudiziaria dell’Unione delle Camere Penali Italiane. Qui, opinioni personali.
La spettacolarizzazione mediatica,i doveri del Garante della Privacy e della Vigilanza Rai #GARLASCO, MORBOSITÀ PATOLOGICA @alebarbano con Avv Iacopo Benevieri @bloomleopol Resp Comm per Linguistica Giudiziaria @CamerePenali ,@bobogiac Italia Viva e Prof Mario Morcellini
Very useful analysis of consent using Joyce as a point of departure. Always useful to enter these concepts from new lenses & the Arts teach us so much @bloomleopol
Molly Bloom e la fine del “no” che significa “sì” giustiziaparole.wordpress.com/2025/11/20/mol…
Il #controesame “duro” è un equivoco.
Come la grafite: tratto grossolano, poca precisione. Sporca più di quanto chiarisca.
Nei processi per #violenzadigenere servono specializzazione, padronanza della cross-examination e consapevolezza del #linguaggio.
Un dettaglio, quei 615 euro sono la diagnosi d’un’idea: che l’avvocatura sia disponibile, arruolabile, addestrabile, che basti pagarla poco per piegarla molto.
Ed è questo che dovrebbe far suonare il campanello.
Il Novecento giuridico l’ha già recitata e pure male, ma con effetti devastanti. Nel 1930 Alfredo Rocco annotava come l’avvocatura fosse “uno degli ambienti più difficili a guadagnare”, popolata com’era da individui avvezzi alla critica.
Seicentoquindici euro è un prezzo.
Cifra smilza, rachitica, un grumo di denaro d’una sonorità offensiva.
Una manciata scagliata in faccia a chi dovrebbe, per statuto e per nervatura, resistere.
È una retribuzione.
Chiamiamola col suo nome, senza ciprie: retribuzione.
Cosa accade quando il linguaggio mediatico traduce e tradisce il processo?
In che modo titoli, formati e piattaforme incidono sulla percezione della giustizia penale e dei suoi soggetti?
Analizzeremo questa metamorfosi: dal fatto processuale al titolo di stampa.
Le parole della Mafia: quelle intercettate, ascoltate, trascritte, comprese, sfuggite, omesse. Trascrivere una intercettazione deve essere un atto disciplinato, non arbitrario o soggettivo.
Viviamo un tempo in cui la superficialità linguistica è tollerata. Nel processo penale non possiamo permettercelo.
Ogni parola intercettata e trascritta male può diventare terreno per l’errore.
Ne parliamo il 10 aprile #linguistica#processo#trascrizioni@CameraPenaleRM