riccardo chiaberge

31.8K posts

riccardo chiaberge banner
riccardo chiaberge

riccardo chiaberge

@chiaberger

Biografo di Guglielmo Marconi (“Wireless”, Garzanti editore). Ultimo libro: “La formula della longevità. Vite che hanno allungato la nostra” (Neri Pozza)

tra Milano, Roma e le Alpi Katılım Ocak 2011
1.2K Takip Edilen8K Takipçiler
Sabitlenmiş Tweet
riccardo chiaberge
riccardo chiaberge@chiaberger·
Molte delle “vite che hanno allungato la nostra”, di cui parlo nel mio libro, sono o erano di nazionalità statunitense. Ora un presidente USA sta facendo del suo meglio per accorciarle, le nostre aspettative di vita, tagliando i fondi alle migliori università del mondo #Trump
riccardo chiaberge tweet media
Italiano
2
4
20
3.5K
riccardo chiaberge retweetledi
Marco Fattorini
Marco Fattorini@MarcoFattorini·
Al corteo romano No Kings “contro i re e le loro guerre” hanno trovato il tempo per sfottere Calenda. Ma si sono ricordati di spendere qualche parola contro Putin e la sua invasione imperialista che da 4 anni bombarda e uccide i civili ucraini?
Italiano
236
219
1.6K
260.9K
riccardo chiaberge retweetledi
Nona Mikhelidze
Nona Mikhelidze@NonaMikhelidze·
Patuanelli (M5s): “Credo che con noi al governo ci fermeremo con gli aiuti militari all'Ucraina, ma penso che riusciremo a trovar la quadra anche sulla politica estera con le altre forze della coalizione". Ecco voglio vedere come @pdnetwork troverà la quadra con M5S sull’Ucraina
Italiano
280
319
2K
180.5K
riccardo chiaberge
riccardo chiaberge@chiaberger·
@bravimabasta È un genocidio silenzioso e infinito, ma non mi pare che nemmeno a sinistra qualcuno faccia un plissé. Senza bandiere palestinesi i morti non valgono nulla
Italiano
0
0
2
243
Luca Bottura
Luca Bottura@bravimabasta·
Negli ultimi due giorni sono affondate due barche di migranti. Di una, la cosiddetta Guardia Costiera libica ha recuperato i superstiti, riportandoli nei lager. Ma non ha cercato gli altri "per carenza di mezzi". Per l'altra non è partito nessuno e le ONG sono arrivate tardi. È la normalità. Ma non dovremmo mai stancarci di ricordare qual è la strategia, a Chigi: lasciarli morire così non ne partono altri. Poi però partono lo stesso. Dovremmo vergognarcene, come Paese. Anzi, come dicono loro, come Nazione.
Italiano
138
359
1.6K
44.3K
riccardo chiaberge retweetledi
Vittorio Emanuele Parsi
Vittorio Emanuele Parsi@VEParsi1·
Lui non se lo aspettava.... il mondo nelle mani di un idiota.
Vittorio Emanuele Parsi tweet media
Italiano
86
312
2.1K
32K
riccardo chiaberge retweetledi
Cad Bane 🇪🇺🌍
Cad Bane 🇪🇺🌍@_Brick_Block_·
Fine dell'ipocrisia. Il Fatto Quotidiano ha presentato domanda per il contributo straordinario all'editoria. Contributi che per anni ha definito una forma di corruzione istituzionale, un modo per comprare il silenzio dei giornali, la prova provata della subalternità del quarto potere al primo. Travaglio ha scritto millemila editoriali su questo tema, con la consueta sobrietà. Ora, con la stessa sobrietà, il comunicato spiega che la domanda è stata presentata "per garantire la continuità aziendale", che è un modo elegante per dire quello che Travaglio avrebbe titolato, in altri tempi e su altri soggetti. Sono a corto di soldi e vado a battere cassa dallo Stato. La nota precisa però, e qui si apprezza la classe indiscussa, che l'intenzione è di non percepire il contributo, qualora il "trend positivo" del primo trimestre continuasse. Una specie di "ho l'assegno in tasca ma giuro che non lo incasso". Resta il fatto che l'accesso ai fondi pubblici c'è, come quello di tutti gli altri giornali che per anni sono stati processati con l'accusa di vivere attaccati alla mammella dello Stato. Mammella che evidentemente fa meno schifo quando si è a digiuno.
Cad Bane 🇪🇺🌍 tweet media
Italiano
43
255
825
16K
riccardo chiaberge retweetledi
Matteo Villa
Matteo Villa@emmevilla·
🛢️🔴 Penso che a molti ancora non sia chiaro, dunque lo ripeto: in potenza, quella di Hormuz è la crisi energetica più grave di sempre. Non ci sono paragoni che tengano. Nel 1973 la rimozione di circa il 7% dell’offerta mondiale di petrolio per 5 mesi fece esplodere i prezzi e contribuì a innescare la grande recessione globale del 1973-75, contribuendo ad aprire la stagione della stagflazione. In molti Paesi arrivarono anche misure drastiche di razionamento dell’energia: da qui le file ai distributori, le domeniche senza auto… La crisi di Hormuz sottrae al mondo il 17% del petrolio mondiale. Una quota che “scende” al 13% solo se l’Arabia Saudita riesce a deviare più flussi attraverso l’oleodotto East-West. Nel frattempo, sparisce anche il 20% del GNL mondiale. La portata di questa crisi, se durasse anche soltanto alcuni mesi, sarà inaudita.
Matteo Villa tweet media
Italiano
86
299
1K
74.6K
riccardo chiaberge retweetledi
Antonio Funiciello
Antonio Funiciello@AntFuniciello·
"Presidente, cosa si prova a sedersi nello Studio Ovale ed essere l'uomo più potente del mondo?" "Se a un tizio seduto nello Studio Ovale capita di pensare di essere l'uomo più potente del mondo, allora significa che sono nei guai lui, il Paese e tutto il mondo". Harry #Truman
Italiano
0
172
984
27.4K
riccardo chiaberge retweetledi
Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
Mentre Buttafuoco ci racconta che la @la_Biennale sarà la vera “tregua”, appena fuori dal villaggio dei Puffi, cioè in Russia, ci si prepara ad avviare per legge nuove “operazioni militari speciali” in giro per l’Europa. Il Ministero della Difesa russo ha infatti ottenuto il via libera dal governo per un disegno di legge che permetterebbe l'invio delle forze armate all'estero per proteggere i cittadini russi. La legge mira a intervenire in caso di arresti, detenzioni o procedimenti giudiziari da parte di tribunali stranieri o organismi internazionali. Questa iniziativa ovviamente si inserisce in una strategia già nota, rafforzata recentemente, che considera la protezione dei russofoni (non solo cittadini russi, ma chiunque parli la lingua o condivida la cultura) un interesse di sicurezza nazionale. “Protezione”, tradotto dallo slang putiniano, come abbiamo appreso in questi 12 anni in Ucraina, significa letteralmente costruzione a tavolino di un pretesto che diventi casus belli e poi distruzione sistematica di case e infrastrutture civili, russificazione, stupri, rapimenti di bambini, oltre ad arresti, torture, sparizioni forzate e omicidi di chiunque non capisca la natura sinceramente umanitaria della politica russa. Nessun cenno al fatto che per proteggere i russi si dovrebbe innanzitutto evitare di mandarne milioni al macello in guerre imperialiste e criminali. Faccio presente a chi non avesse inteso la natura del problema, che in Estonia e Lettonia circa un quarto della popolazione è di etnia russa o russofona, ma a tremare è anche la Lituania (che ne ha circa il 5%), già fatta oggetto in questi anni di ripetute minacce dirette e per la quale alcuni esponenti del partito di Putin avevano proposto qualche anno fa addirittura l’annullamento della dichiarazione di indipendenza del 1990, riconosciuta dall’URSS nel settembre 1991. Di pace e di tregua parlano solo i nostri propagandisti e collaborazionisti. Perché la Russia, cioè il paese che dovrebbe dichiararle o accettarle, si prepara invece ad allargare la guerra, ormai persino a norma di legge.
Marco Setaccioli tweet mediaMarco Setaccioli tweet media
Italiano
76
393
1.1K
24K
Fausto Panunzi
Fausto Panunzi@FPanunzi·
Oggi la Bocconi, per farmi un regalo di compleanno, mi ha cambiato l’aula e mi ha mandato nell’aula in cui ho fatto le prime lezioni. Grazie per farmi sentire il peso degli anni passati!
Italiano
36
2
286
11.7K
riccardo chiaberge retweetledi
Marco Fattorini
Marco Fattorini@MarcoFattorini·
Le immagini dei droni che colpiscono hotel e grattacieli di Dubai dovrebbero indurci a una riflessione nel momento di massima incertezza globale. Le difese europee sono pronte a respingere un attacco aereo? La risposta la sappiamo già, purtroppo. Ragion per cui un piano di riarmo europeo è necessario, oltre che urgente. Chi oggi si oppone, tra populismi e opportunismi, ci condanna a un futuro di insicurezza, debolezza e subalternità alle altre potenze mondiali. La pace si difende con la deterrenza, non con la retorica.
Italiano
40
158
555
9.7K
riccardo chiaberge retweetledi
Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
Questo video, che sta facendo il giro del web, è di un attacco russo con fosforo bianco Kostyantynivka, nel Donetsk, città nella quale vivono ancora 2000 civili. Il fosforo bianco genera incendi non controllabili, perché brucia finché c’è ossigeno, e a contatto con la pelle crea ustioni profonde e danni irreversibili ai tessuti e ai muscoli, risultando letale qualora anche una minima quantità entri in contatto col sangue. Si tratta non solo di un crimine di guerra, ma anche della conferma di come Putin stia “salvando” le popolazioni russofone. Qualcuno lo dica a @Serv_Pubblico e @marcotravaglio.
Italiano
179
714
2.3K
82.5K
riccardo chiaberge retweetledi
Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
Capita spesso che mi chiedano da cosa derivi il mio interesse per la guerra in Ucraina e perché dedichi a questo conflitto il mio tempo libero, le mie ferie, oltre a denaro ed energie che potrei spendere in altro. Ma alla fine sono sempre io che domando a chi lo fa come possa non avere la percezione di quanto questo conflitto, molto più di quelli avvenuti negli ultimi decenni, sia uno spartiacque tra due epoche, uno di quei tornanti della storia destinati a determinare la traiettoria dell’intero pianeta nel prossimo futuro. Da quattro anni il mondo che abbiamo conosciuto corre sulla stessa sottilissima lama che da tempo ha silenziosamente contribuito a scavare il solco che separa le democrazie dalle autocrazie, luoghi in cui si coltivano libertà e si costruiscono diritti dai governi che rivendicano ormai a viso aperto la facoltà di soggiogare popoli attraverso l’uso arbitrario della forza. Questa guerra sta spingendo per la prima volta il mondo ad una scelta di campo, davanti alla quale le ambiguità non sono ammesse, e se queste vengono ostentate sono di norma il sintomo di inconfessabili pregiudizi ideologici, di schemi arrugginiti e tossici che si pretende di applicare ad una realtà che ha superato da tempo l’atavica lotta tra popolo e capitale, tra est e ovest o nord e sud. È indubbio che la Russia, al netto delle infinite mistificazioni prodotte dalla propaganda, stia proiettando sull’Ucraina non solo le criminali ambizioni imperiali di un grigio ex funzionario del KGB che vuole riscrivere la storia dell’ultimo mezzo secolo, ma anche promuovendo l’idea di un nuovo mondo che Putin definisce “multipolare”, ma che in realtà vorrebbe semplicemente trascinare su un terreno in cui non vigono regole di cooperazione e convivenza, ma solo sopraffazione e prevaricazione. L’unico terreno sul quale chi le regole non le ha mai rispettate ha una qualche possibilità di vittoria. Davanti a tutto questo l’Ucraina è ormai, anche fisicamente il confine da difendere per proteggere non solo Kyiv, Odesa, Kharkiv o Zaporizhzhia, ma la stessa società sulla quale abbiamo costruito la nostra comfort zone democratica della quale l’Europa è una nobile e complicata espressione. L’Ucraina è la trincea nella quale un popolo che teniamo ancora ai margini dell’Unione difende per nostro conto i valori europei. L’Ucraina è lo scomodo annuncio che le libertà che abbiamo sempre dato per scontate non sono mai state gratuite, ma anche la necessità di decidere quanto siamo disposti a spenderci per proteggerle e coltivarle. L’Ucraina può essere l’occasione per comprendere il valore di ciò che abbiamo, e al contempo lo specchio della nostra ignavia, codardia e ipocrisia. Chi oggi sta dalla parte del popolo invaso ha in realtà scelto in quale mondo vuole vivere e ha deciso che i valori di libertà, democrazia e autodeterminazione non sono negoziabili e non possono essere scambiati per uno sconto sulla bolletta del gas. Chi invece sceglie di chiamare “pace” una resa e ritiene che ci siano popoli sacrificabili in cambio dell’illusione che i diritti non debbano essere conquistati e difesi, ma solo immeritatamente ereditati e tramandati, ha (volutamente o meno) dimenticato la storia e, come recita una celebre frase, è dunque destinato a ripeterla.
Marco Setaccioli tweet media
Italiano
91
234
822
10.3K
riccardo chiaberge retweetledi
𝑴𝒂𝒓𝒄𝒐 𝑷𝒂𝒍𝒆𝒂𝒓𝒊
Sapete chi ha comprato, l’anno scorso, i diritti sul rimborso dei dazi versati a 25 centesimi per dollaro? Howard Lutnik, il consigliere economico di #Trump. Come prendere per il culo 300 milioni di americani (+ Borghi) e farsi fare pure l’applauso
Italiano
32
316
1.5K
44K
riccardo chiaberge retweetledi
Luciano Capone
Luciano Capone@lucianocapone·
Quando @CarloCalenda ha detto in faccia a Jeffrey Sachs che è un bugiardo ha detto la semplice verità. Basta guardare questo video, che è del 7 aprile 2014, nel mezzo della rivoluzione di Euromaidan, poche settimane dopo la fuga del presidente filorusso Janukovich e l’inizio delle operazioni russe in Crimea e Donbas. Sachs era andato a Kyiv per fare il consulente economico del nuovo primo ministro Arseniy Yatsenyuk, insediatosi sull’onda delle proteste e della rivoluzione. Ebbene, all’epoca Sachs diceva chiaramente che la Russia stava destabilizzando l’Ucraina: Putin aveva “provocato” la grave crisi politica in Ucraina. Una decina di anni dopo, nel confronto con Calenda, Sachs dice che la Rivoluzione di Euromaidan in realtà è stata un colpo di stato organizzato dalla Cia che pagava mazzette da decine di migliaia di dollari: e lui l’ha visto con i suoi occhi perché era lì! E questa ostilità dell’Occidente ha provocato la reazione della Russia. La perfetta narrazione di un “propagandista putiniano”. Eppure all’epoca, quando era a Kyiv, prestava la sua opera per un governo che ora afferma essere golpista, non denunciava il ruolo degli Stati Uniti né le mazzette della CIA: diceva che la crisi era provocata dalla Russia. Non c’è pertanto dubbio. Sachs, come gli detto in faccia Calenda, è un bugiardo: o mentiva allora oppure mente adesso.
Italiano
225
698
2.5K
167.3K
riccardo chiaberge retweetledi
Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
Ho dovuto rileggere questo post ed il relativo articolo due volte per essere sicuro che non ci fosse un tono satirico o sarcastico che non avevo colto. È invece no, dice sul serio. Nel mondo di Sechi l’America è tornata grande, più pragmatica, certo, ma per questo ancor più capace di impartire lezioni al mondo. E soprattutto a un’Europa piena di boria e in confusione che infatti applaude Rubio come colui che annuncia l’avvento di un’amministrazione che metterà ordine nel caos, dando un nuovo senso al concetto di Occidente in antitesi rispetto alle autocrazie. Cita persino una rivista conservatrice, secondo la quale George Washington aveva Thomas Jefferson come Segretario di Stato e Alexander Hamilton come Segretario del Tesoro, ma Trump ha Rubio e Bessent. Insomma, tanta roba. Ora, qui siamo un po’ oltre la dissonanza cognitiva e mi sa che abbiamo anche stracciato il limite della propaganda. Perché immaginare che un palazzinaro, bancarottiere, puttaniere e golpista affetto da narcisismo patologico allo stadio terminale, messosi a fare il direttore di un circo di scappati di casa possa guidare la riscossa di qualcuno o giovare a qualcosa che non sia il patrimonio personale della famiglia Trump è roba da far dubitare delle facoltà intellettive di chi lo scrive. Sappiamo tutti che le autocrazie per il ciuffo biondo non sono un avversario dal quale difendersi, ma piuttosto un modello da imitare, quando non un’opportunità di guadagni loschi e fuori dai radar di regole che non accetta. Guadagni da ottenere con accordi sottobanco o all’occorrenza con la minaccia di portaerei pagate dagli americani. I colloqui USA-Russia sono guidati dal palazzinaro Witkoff da una parte e dal capo del fondo per gli investimenti Dimitriev dall’altra, per cui, senza scomodare la diplomazia, che è ben altro, da un anno e oltre, ormai, si parla solo e soltanto di affari. E non necessariamente pubblici. La politica dei dazi si sta rivelando un fallimento, la credibilità americana è al suo minimo storico, i dati economici peggiorano, la popolarità del presidente è in picchiata persino in patria, dove ormai si spara ai civili in strada e si militarizzano città. Comodo, certo fermarsi agli applausi incassati da Rubio a Monaco, dimenticando i fischi che gli altri membri dell’amministrazione USA becca appena mette il naso fuori dai propri confini. Perché è esattamente quello che Rubio voleva evitare, bissando la sceneggiata indecente del vice presidente con l’eyeliner dello scorso anno. Non c’è un risorgimento americano, che mette l’Europa nell’angolo. Ma un abisso nel quale l’America sta precipitando e in cui il vecchio continente non vuole farsi trascinare. Tutto questo, caro Mario, per cosa? Per sostenere il continuo saltellare tra europeismo e trumpismo d’accatto della MAGA Giorgia? Attenzione, perché sa anche lei che nessun incantesimo dura per sempre.
Mario Sechi@masechi

Alla Casa Bianca pensano a un nuovo ordine mondiale, certamente, che scoperta, perché vedono il disordine incombente e la minaccia delle dittature, della Cina, della Russia, dei tagliagole di Hamas e dell’Iran, uno Stato terrorista che insegue ancora il progetto della bomba atomica. A Washington sono svegli, il sonno abbonda nelle cancellerie europee, intrise di boria e ignoranza al punto da negare l’evidenza di un insostituibile scudo americano per la nostra sicurezza. Dopo aver fallito, ci spiegano come ripartire da capo, eccezionale operazione di trasformismo, senza mai dire che tutto questo costa. Roger Kimball, editore e direttore di The New Criterion, una raffinata rivista culturale conservatrice, qualche giorno fa ricordando che «George Washington aveva Thomas Jefferson come Segretario di Stato e Alexander Hamilton come Segretario del Tesoro», ha scritto che Rubio e Bessent «sono emersi come tra i migliori segretari della storia. Guardare Rubio istruire il Congresso e i media ottusi su questioni serie come Venezuela, Iran e Gaza ricorda ciò che disse Orazio sullo scopo della poesia: dovrebbe deliziare oltre che istruire». Il piccolo establishment europeo si è auto-inchiodato alla descrizione dei cowboy (che hanno costruito l’America, en passant, la prima potenza mondiale, partendo dalla Bibbia, la forca e la Colt). liberoquotidiano.it/news/esteri/46…

Italiano
48
96
468
16.9K
riccardo chiaberge retweetledi
Mario Lavia
Mario Lavia@mariolavia·
Prima il video su CasaPound che vota Sì, ora il curling per votare No. Ma chi è il responsabile della propaganda del PD???
Italiano
74
63
471
11K
Fausto Panunzi
Fausto Panunzi@FPanunzi·
Non so a che cene partecipi La Russa, ma a me Pucci pare come un commensale a tavola fa la gara di rutti.
Fausto Panunzi tweet media
Italiano
10
6
68
2.4K