Francesco Campanella

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@cicci1

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Gisella Ruccia 🇵🇸
Gisella Ruccia 🇵🇸@gisellaruccia·
Borgonovo, resta nel tuo: non parlare di cose che non sai, non scrivere scempiaggini a uso e consumo di capre sparse, non avventurarti in terreni che non conosci solo per dare di gomito col tuo Vannacci e per slecchinare il duo Musk-Trump. Leggi questo commento del grecista statunitense Daniel Mendelsohn, sul NYT. LEGGI, TACI E IMPARA. -- nytimes.com/2026/07/10/opi… "(...) Mentre cresce l’attesa per l’uscita dell’Odissea di Omero riletta da Christopher Nolan, un kolossal da 250 milioni di dollari girato interamente in IMAX, il regista ha rivelato di aver scelto l’attrice premio Oscar Lupita Nyong’o per interpretare Elena. Ne è seguita una tempesta di polemiche, alimentata soprattutto da autoproclamati custodi dell’epica omerica, secondo i quali affidare il ruolo di Elena a un’attrice nera rappresenta una grottesca violazione: un gesto «woke» pensato per «distruggere la civiltà occidentale e tutto ciò che ha contribuito a crearla», come ha scritto un utente su X. Il proprietario di X, Elon Musk, ha usato la piattaforma per accusare Nolan di «pisciare sulla tomba di Omero», definendolo un «razzista anti-bianco» e sostenendo che abbia scelto Nyong’o con il cinico obiettivo di conquistare i voti dell’Academy. («Vuole gli Oscar.») Anche Donald Trump Jr. ha criticato il casting del film di Nolan, augurandosi che Hollywood «smetta di propinarci questa robaccia». «Non esiste una sola persona al mondo che pensi davvero che Lupita Nyong’o sia “la donna più bella del mondo”», ha dichiarato il commentatore conservatore Matt Walsh. Alcuni altrettanto rumorosi difensori di Nolan hanno sostenuto che è assurdo parlare di «autenticità» quando si tratta di figure mitologiche; dopotutto Elena nacque da un uovo di cigno, quindi fino a che punto possiamo pretendere di essere letterali? Alcuni studiosi del mondo classico osservano inoltre che l'approccio "colorblind" di Nolan è in realtà autentico, perché gli antichi greci non avevano un concetto di razza paragonabile al nostro. (Se lo avessero avuto, probabilmente avrebbero protestato anche contro la scelta dell'americanissimo Matt Damon, dal volto aperto e rassicurante, nel ruolo dell'astuto Ulisse mediterraneo.) Resta però ragionevole supporre che la scelta di Nyong'o fosse deliberatamente provocatoria. L'ultima grande incarnazione cinematografica di Elena risale a Troy del 2004 (film molto apprezzato da Donald Jr.), nel quale era interpretata dall'attrice tedesca Diane Kruger, dall'aspetto decisamente ariano. Che cosa sta facendo, dunque, Nolan? In realtà usa Elena esattamente come facevano gli autori greci: per provocare, sfidare e mettere in crisi il nostro modo di pensare la bellezza e l'identità, chi siamo e il nostro rapporto con il mondo. Vale la pena ricordare che, in realtà, non abbiamo alcuna idea di quale fosse l'aspetto di Elena. Omero si limita a descrizioni generiche e convenzionali — «assomigliava straordinariamente agli dèi immortali» — mentre i due appellativi che le attribuisce, «dai bei capelli» e «dalle bianche braccia», sono formule tradizionali impiegate anche per altre figure femminili. (Scrive anche «che fa rabbrividire»: provate voi a fare un casting con una descrizione del genere.) Autori successivi, come Euripide, introducono nuovi aggettivi, definendola, per esempio, «biondo-rossiccia». Nel complesso, però, ai greci interessava poco il suo aspetto. Ciò che li interessava davvero era il suo modo di parlare. Già nel racconto di Omero, Elena è un'oratrice efficace e seducente. Nell'Iliade rimpiange con eloquenza la sua folle infatuazione per Paride, punge con arguzia la dea Afrodite durante un acceso scambio di battute e, di fatto, pronuncia le ultime parole del poema, con un potente elogio funebre dell'eroe troiano Ettore. Nell'Odissea affascina gli ospiti a tavola raccontando come cercò di favorire la causa dei greci dall'interno della Troia nemica. Ma suo marito Menelao, tradito e ormai da tempo ricongiunto con lei, racconta una storia molto diversa, dalla quale emerge chiaramente che Elena stava invece cercando di tradire i greci. Fin dagli albori della letteratura greca, dunque, Elena è al centro di un dibattito straordinariamente consapevole che, proprio come la bellezza stessa, riguarda la tensione fra ciò che appare e ciò che è: come facciamo a sapere quando qualcuno dice la verità? La straordinaria padronanza della parola di Elena ne fece un soggetto irresistibile per numerosi autori successivi. Il poeta lirico Stesicoro (circa 630-555 a.C.) scrisse un poema in cui ne criticava la condotta dissoluta. Secondo la tradizione, per vendetta Elena lo accecò. Poco dopo egli compose una ritrattazione, o «Palinodia», nella quale difendeva l'onore di Elena sostenendo che a fuggire con Paride fosse stata soltanto una sua immagine illusoria, mentre la vera Elena, fedele e innocente, era stata trasportata in Egitto. Placata da questa versione, racconta la leggenda, gli restituì la vista. La facilità con cui si potevano sostenere tesi opposte sul caso di Elena affascinò i cosiddetti Sofisti dell'età classica, che si vantavano della loro capacità di «far apparire più forte l'argomento più debole». Il filosofo e retore siciliano Gorgia, nato nel 483 a.C., compose un'orazione dimostrativa nella quale snocciolava non uno, ma ben quattro diversi argomenti in difesa di Elena, ciascuno dei quali bastava, di fatto, ad assolverla da ogni responsabilità. Euripide, contemporaneo di Gorgia, riprese la storia della falsa Elena narrata da Stesicoro in un dramma tragicomico che porta il suo nome, ancora una volta per esplorare il rapporto tra verità e finzione, retorica e realtà. Il dilemma di Elena presenta una sorprendente somiglianza con quello di molte persone coinvolte nelle accese discussioni sui social media: come si difende la verità quando il mondo intero ha creduto a una menzogna? Eppure, nelle Troiane dello stesso Euripide, Elena non appare come una sventurata vittima della falsa retorica, ma come una sua abile manipolatrice. Davanti alle mogli e alle madri troiane, straziate dal dolore e ridotte in schiavitù al termine della guerra che lei stessa aveva provocato, questa Elena si scagiona con freddezza ricorrendo a una serie di argomenti sfrontatamente capziosi. (Arriva perfino a sostenere che la colpa dovrebbe ricadere su Ecuba, la madre di Paride, dal momento che è stata lei a metterlo al mondo.) Nella cupa conclusione della tragedia, le sue sofisticherie le permettono di uscirne completamente indenne. Anche gli storici trovarono in Elena una figura utile. Nella sua vasta narrazione delle guerre combattute tra Greci e Persiani all'inizio del V secolo a.C., Erodoto costruisce la propria credibilità di storico prendendo le distanze dalle fantasiose storie dei poeti su Elena e Paride, rapimenti e seduzioni. Nel secondo libro delle Storie passa rapidamente in rassegna una serie di ragioni pratiche per cui il racconto di Omero non può essere vero, concludendo che «è impossibile pensare che i Troiani abbiano combattuto in mezzo a tante sciagure soltanto per Elena». Elena, conclude con calma, non poteva trovarsi a Troia, perché il suo re, Priamo, come qualunque sovrano degno di questo nome, l'avrebbe certamente restituita non appena le perdite avessero cominciato ad accumularsi. Così la donna che oggi associamo alla grande bellezza era, almeno per i Greci, soprattutto una creatura di parole. Al tempo stesso abile oratrice e oggetto di un'abile retorica, la «vera» Elena di Troia era, si potrebbe dire, una figura associata soprattutto a profonde riflessioni sulla natura della realtà e sul potere delle parole, sulla seduzione della menzogna e sulla fragilità della verità. In questo senso, la controversia sul nuovo film dell'Odissea, come molti dei dibattiti che animano il nostro tempo, ci mette in contatto con l'Elena dei Greci in modo molto più autentico di quanto possa fare la scelta di questa o quell'attrice. Sembra giusto lasciare l'ultima parola, in questo dibattito, a una donna. In un componimento lirico, Saffo (circa 630-570 a.C.), che i Greci consideravano la «decima Musa», racconta con stupore come Elena di Troia, «considerata di gran lunga la più bella fra tutti gli esseri umani, abbandonò il suo eccellente marito e salpò per Troia senza rivolgere un solo pensiero al figlio o agli amati genitori». Perché mai lo fece? Perché non c'è logica né ragione in ciò che desideriamo, e non esiste uno standard assoluto di bellezza. «La cosa più bella sulla nera terra», scrive Saffo, «è qualunque cosa si desideri». Qualunque altra cosa abbia dimostrato il dibattito sul casting di Christopher Nolan, una cosa è certa: costringendo le persone a confrontarsi con — o a rivelare — le proprie idee, spesso irrazionali, su ciò che è bello e ciò che è brutto, ciò che è vero e ciò che è falso, Elena di Troia ha ancora qualcosa da dirci".
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Dio
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Non so chi è l'autore, ma per quanto mi riguarda è già santo.
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USIGRai
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La Rai non vuole che si parli del calo di ascolti della terza rete, snaturata nel suo Dna dalle scelte del vertice aziendale La Rai impedisce di mandare in onda i nostri comunicati sindacali, ma intanto sempre più personalità della società civile aderiscono alla nostra campagna
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nello scavo
nello scavo@nelloscavo·
Grazie @Pontifex «I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate». Da anni scriviamo che i #migranti non sono “affogati”, ma “fatti affogare”. Dai trafficanti, da chi ostacola i soccorsi, da chi protegge gli #Almasri avvenire.it/chiesa/papa/il…
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Sea-Watch Italy
Sea-Watch Italy@SeaWatchItaly·
Ecco la nostra risposta alla sempre più stringente criminalizzazione della solidarietà. Aurora 2, la nuova nave di Sea-Watch, ha salvato 71 persone tra cui 21 donne e 4 bambini da un gommone sovraccarico a rischio affondamento. Sbarcheranno in sicurezza a Pozzallo oggi pomeriggio
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Codice Q
Codice Q@CodiceQ·
La Fondazione Falcone, cioè Maria Falcone, ha chiesto alle associazioni e alla società civile di boicottare il tradizionale corteo che si snoda per le vie del centro di Palermo. A me sembra un'implicita collusione con le manganellate dell'anno scorso ai manifestanti. Vergogna.
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Francesco Campanella
Francesco Campanella@cicci1·
Pare che per #israele il mondo esterno si divida in due parti: quella controllata con le #lobby e quella da controllare con l' #IDF.
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Francesco Campanella
Francesco Campanella@cicci1·
7milioni e 300mila euro di liquidazione. La vergogna è chiederli? Sicuramente la vergogna è che sia inseribile in qualsiasi contratto. Se poi parliamo di dirigenza pubblica...
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Francesco Campanella
Francesco Campanella@cicci1·
E venne il gatto, che si mangiò il topo ..
Alberto Ubaldini@UbaldiniAlberto

@ultimoranet Cioè gli iraniani adesso chiudono lo stretto in reazione alla chiusura dello stretto degli americani che hanno chiuso lo stretto in reazione alla chiusura dello stretto degli iraniani che hanno chiuso lo stretto in reazione alla...

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Agenzia ANSA
Agenzia ANSA@Agenzia_Ansa·
MEDIO ORIENTE | Lo Stretto di Hormuz è stato completamente chiuso, costringendo le petroliere a fare inversione. Lo riferisce l'emittente iraniana Press Tv. #ANSA ow.ly/UNta50YFWNY
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Rula Jebreal
Rula Jebreal@rulajebreal·
Nel mezzo di un genocidio coloniale in Palestina, pulizia etnica in Cisgiordania occupata e dopo che Israele ha approvato la pena di morte su base razziale e etnica… In Francia, l’eurodeputata Franco palestinese Rima Hassan è stata arrestata per “apologia di terrorismo”. Aveva osato affermare: “finché ci sarà oppressione, la resistenza non sarà solo un diritto, ma un dovere”. Mentre i giudici francesi del tribunale dell’AJA sono stati sanzionati per aver osato indagare i criminali di guerra Israeliani, la Francia 🇫🇷 criminalizza l’unica politica palestinese che è cresciuta nei campi profughi libanesi, noti per i massacri da parte di Israele nel 1982. Il Declino morale e la complicità politica dell’Europa e’ una catastrofe nella catastrofe.
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Carlo Verdelli
Carlo Verdelli@CarloVerdelli·
E’ stato il primo, Papa Francesco, a parlare di Terza Guerra Mondiale a pezzi. Era il 2014. I pezzi si stanno componendo. L’attacco all’ #Iran può diventare il collante. La parola “pace” è in cenere, neanche si finge di pronunciarla. Un profeta ce l’aveva detto. Sta succedendo
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Carlo Garzia
Carlo Garzia@CarloGarzia·
Sarebbe molto più onesto, dal punto di vista intellettuale, che dicessero che votano no al referendum perché vogliono dare una spallata al governo piuttosto che diffondere clamorose menzogne sulla riforma attribuendo alla stessa finalità estranee al contenuto del testo.
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Ermal Meta
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Ecco cosa significa parlare dei bambini di Gaza. I cuori delle persone per bene sanguinano per tutti i bambini. I cuori di alcuni invece per tutti i bambini tranne che per quelli palestinesi. Com’è che dite voi? Ah si, definisci “bambino.”
Il Riformista@ilriformista

No, caro @MetaErmal: non ci vergogniamo di ricordarti l'orrore del 7 ottobre e i bambini ucraini bombardati dalla Russia. Parlane a Sanremo di @Luca_Sablone

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Francesco Campanella
Francesco Campanella@cicci1·
@GuidoCrosetto Propaganda vuota e velenosa: spetta al Ministro della giustizia promuovere l'azione disciplinare verso i magistrati davanti alla commissione disciplinare. Chieda al suo collega di attivarsi invece di piagnucolare sui social.
Milan, Lombardy 🇮🇹 Italiano
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Guido Crosetto
Guido Crosetto@GuidoCrosetto·
Ci sono audio di magistrati, a Trani, che minacciano i testimoni in modo violento affinché dicano il falso e consentano loro di arrestare una persona innocente. Se un atto di tale gravità venisse commesso da qualunque altra persona, in qualsivoglia professione o mansione o responsabilità, dalla più alta carica dello Stato in giù, esploderebbe il Parlamento, i giornali attaccherebbero per giorni, i responsabili sarebbero sottoposti ad una pesantissima gogna mediatica e popolare, sarebbero rimossi dal loro incarico o si dimetterebbero per vergogna. In questo caso, come in molti altri, non accadrà nulla di tutto ciò, al massimo una blanda condanna disciplinare che non impedirà a nessuno di loro di continuare il loro lavoro con gli stessi metodi, se lo riterranno. Perché non si tratta di cittadini normali come ognuno di noi. Si tratta di persone che sanno di non avere nessuno a cui rispondere dei loro atti. Anche quando gridano vendetta di fronte a Dio ed agli uomini. Purtroppo nemmeno questa riforma potrà darci la certezza che cose di questo tipo non accadano. Anche se il 99,99% dei votanti votasse SI. Però ci darà qualche speranza in più di avere Giustizia, prima o poi. Perché con la separazione delle carriere sarà più facile che un Giudice terzo preservi la verità e cerchi la Giustizia. E perché un CSM non politicizzato sceglierà i migliori per coprire le posizioni di responsabilità. É una certezza. No, è una speranza. Ma è meglio accendere un cerino che continuare ad imprecare contro le tenebre.
Luciano Capone@lucianocapone

Giustizia paramafiosa. Gli audio dei violenti interrogatori della procura di Trani ilfoglio.it/giustizia/2026…

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