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daniela acri
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❗️ Il Papa risponde a Trump: "Non ho paura di lui. Io parlo del Vangelo. Non sono un politico. Non ho intenzione di fare un dibattito con lui. Il messaggio è sempre lo stesso: la pace. E lo dico per tutti i leader del mondo. Cerchiamo di finire questa guerra. Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo"
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@peperitapatty75 Invece della grazia,avrebbe potuto fruire di misure alternative alla detenzione....
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@Quirinale Certo che....nemmeno un Sig.ra Minetti....senza un minimo di educazione e garbo istituzionale.....
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Svezia. L'Autorità per il trasporto pubblico di Stoccolma ha lanciato una campagna per sensibilizzare le persone a non disturbare sui mezzi pubblici ascoltando musica o guardando video social sui loro telefoni senza cuffie. Potevano scegliere qualunque tipo di attore.
Invece hanno voluto sottolineare che chi disturba é Anita, signora di mezz’età dai tratti scandinavi, mentre Samir segue le regole.
Lo spot finisce travolto dalle critiche per eccesso di politically correct e stigmatizzazione dei bianchi.
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Tennisti che tengono l’aciugamano in bocca, si asciugano il sudore, si soffiano il naso e poi lo danno ai raccattapalle costretti a prenderlo in mano con tutte le schifezze annesse. Ma quando cambierà questa regola immonda e ingiusta cara @atptour ????
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L’Unione delle Camere Penali Italiane esprime vicinanza a Mattia Feltri, giornalista fra i pochi rimasti capaci di guardare a ogni potere senza inginocchiarsi, e di farlo con un’ironia tale da cogliere nel segno e rendere facilmente comprensibile a tutti il cuore della sua critica.
Da anni Mattia Feltri racconta le storture del sistema penale con equilibrio, spirito liberale e attenzione alle garanzie dei cittadini, ricordando ostinatamente che la giustizia non coincide con il tifo, che la presunzione d’innocenza non è un fastidioso orpello e che i magistrati, come tutti, possono essere criticati.
Colpisce che l’Associazione Nazionale Magistrati torinese, per replicare a un suo articolo, abbia scelto il registro della pedanteria professorale, della superiorità cattedratica, quasi a voler impartire lezioni elementari a chi, evidentemente, conosce bene ciò di cui parla. Si è arrivati persino a suggerire che pubblicare il nome di due magistrati destinatari di una sanzione disciplinare sarebbe una specie di barbarie giornalistica. Si tratta della stessa prassi che quotidianamente tutti i giornali seguono non soltanto nei confronti di chi sia stato definitivamente condannato o sanzionato, ma persino di chi sia soltanto indagato o imputato e dunque ancora assistito dalla presunzione di innocenza, in nome del diritto di cronaca e dell’interesse pubblico, salvo le eccezioni previste dalla legge, a tutela delle vittime e delle situazioni particolarmente delicate.
Il comunicato dell’Associazione nazionale magistrati, del resto, conferma perfettamente che Mattia Feltri ha colto nel segno: per chi amministra la giustizia sembrano non valere le regole che valgono per chiunque altro. Ogni giorno il diritto di cronaca prevale, come è normale in una democrazia, sulla suscettibilità e sulla riservatezza dei protagonisti delle notizie, ma evidentemente non quando i protagonisti sono magistrati. In questo caso, si issa il vessillo della lesa maestà rivendicando l’intangibilità. Chi è chiamato ad applicare le regole rivendica con alterigia il privilegio di esserne dispensato.

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L’Anm Piemonte( sono magistrati) attacca Mattia Feltri.
Se lo facesse un partito il giorno dopo si avrebbe l’insurrezione della FNSi e dell’Ordine dei Giornalisti. Vediamo domattina. La mia Stampa e Regime su @RadioRadicale comincia alle 7.35, come ogni sabato. Il comunicato non è stato ancora pubblicato ma è stato inviato ai cronisti giudiziari
“La Giunta Sezionale per il Piemonte e la Valle d’Aosta rileva che il citato giornalista si ostina, necessariamente e apoditticamente, a definire la magistratura come un’ “intoccabile” casta, ancora una volta secondo una narrazione strumentalmente orientata a gettare discredito sull’ordine giudiziario, quando invece la vicenda disciplinare di due colleghi mostra esattamente il contrario, ovvero L’IRROGAZIONE DI UNA SEVERA SANZIONE da parte dell’organo disciplinare, pur in presenza di notevoli e complessi profili giuridici e interpretativi della vicenda a monte;
rileva, ancora, come evidentemente sfugga al redattore degli articoli stessi il significato del procedimento disciplinare (regolato da leggi dello Stato): quali sanzioni possano essere irrogate, come debbano essere ispirate al criterio di proporzionalità e adeguatezza e come, infine, il trasferimento di un magistrato ad altra sede comporti un effetto PARTICOLARMENTE GRAVOSO (quale concreta eccezione alla regola dell’inamovibilità costituzionalmente sancita);
quanto poi alla mancata pubblicazione dei nomi, il giornalista mostra di ignorare del tutto il contenuto dell’art. 52 del decreto legislativo 196/2003 a tutela della privacy;
infine, la Giunta rifiuta con fermezza che una vicenda come quella citata (che ha visto un RIGOROSO USO DELLA GIURISDIZIONE DISCIPLINARE) possa strumentalmente essere utilizzata per rendere bersaglio i colleghi coinvolti, esponendoli ad una incontrollata GOGNA MEDIATICA, per alimentare un senso di sfiducia nelle istituzioni, quale la magistratura rappresenta.”

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La laurea della Salis: presso Link Campus University, Oxford scansate proprio, con tesi in "gestione delle federazioni sportive". Minchia, proprio il pedigree di una statista.
Karletto Marx. Das Kapital ed altri racconti@MarxKarletto
Ecco perché @silvia_salis li manda al manicomio: Laureata Campionessa in disciplina sportiva Bella Elegante Magari anche benestante/ricca Scarpe indossate magnificamente (e comprate a spese proprie) @ManoloBlahnik o @jimmychoo.
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Incredibile ma vero. L’Anm Piemonte ha emesso un comunicato in cui critica i due articoli di Mattia Feltri pubblicati sulla Stampa sui due magistrati torinesi sanzionati (Colace e Minutella). Le parti maiuscole sono mie:
“La Giunta Sezionale per il Piemonte e la Valle d’Aosta rileva che il citato giornalista si ostina, necessariamente e apoditticamente, a definire la magistratura come un’ “intoccabile” casta, ancora una volta secondo una narrazione strumentalmente orientata a gettare discredito sull’ordine giudiziario, quando invece la vicenda disciplinare di due colleghi mostra esattamente il contrario, ovvero L’IRROGAZIONE DI UNA SEVERA SANZIONE da parte dell’organo disciplinare, pur in presenza di notevoli e complessi profili giuridici e interpretativi della vicenda a monte;
rileva, ancora, come evidentemente sfugga al redattore degli articoli stessi il significato del procedimento disciplinare (regolato da leggi dello Stato): quali sanzioni possano essere irrogate, come debbano essere ispirate al criterio di proporzionalità e adeguatezza e come, infine, il trasferimento di un magistrato ad altra sede comporti un effetto PARTICOLARMENTE GRAVOSO (quale concreta eccezione alla regola dell’inamovibilità costituzionalmente sancita);
quanto poi alla mancata pubblicazione dei nomi, il giornalista mostra di ignorare del tutto il contenuto dell’art. 52 del decreto legislativo 196/2003 a tutela della privacy;
infine, la Giunta rifiuta con fermezza che una vicenda come quella citata (che ha visto un RIGOROSO USO DELLA GIURISDIZIONE DISCIPLINARE) possa strumentalmente essere utilizzata per rendere bersaglio i colleghi coinvolti, esponendoli ad una incontrollata gogna mediatica, per alimentare un senso di sfiducia nelle istituzioni, quale la magistratura rappresenta.”
Una risata li seppellirà
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I festeggiamenti in tribunale dopo la vittoria del No con “Bella ciao” e cori contro Meloni? “E VABBÈ, È SUCCESSO, ADESSO METTIAMO IN DISCUSSIONE IL REFERENDUM PER 2-3 RAGAZZI CHE SALTAVANO?”, dice Gratteri. Peccato che a festeggiare e intonare cori contro la premier e i magistrati per il Si ci fossero 50 (cinquanta) tra pm e giudici, tra cui il procuratore generale di Napoli Policastro, il pm alla Direzione nazionale antimafia Ardituro, la giudice Rossetti (presidente Anm Napoli), il presidente del tribunale di Napoli da poco in pensione. Due ragazzetti, insomma… “E VABBÈ…”
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L'europarlamentare di Avs era residente nell'indirizzo di casa del suo collaboratore parlamentare. Dopo la visita della polizia ha spostato la residenza open.online/2026/04/09/ila…
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Meloni in aula: "Rispetto al rapporto tra l'Italia, l'Europa e gli Usa mi verrebbe da dire, prendendo a prestito una frase cara all'onorevole Schlein, che noi siamo testardamente unitari. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto tempo. Siamo testardamente occidentali".
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talk registrato dove si ignora l'annuncio di trump, rientro in diretta con inviate che leggono gli aggiornamenti, commento live di floris da solo in studio e lancio di un nuovo talk registrato dove si ignora nuovamente l'attualità.
una roba a dir poco imbarazzante.
#dimartedi
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Quando ho letto il titolo ho pensato che anche stavolta i “titolisti” (la categoria che in Italia ha fatto più danni, a parte i politici) ci avevano messo lo zampino, forzando un contenuto e mettendo in bocca all’intervistata una frase mai realmente pronunciata.
Poi l’occhio mi è caduto casualmente sul testo: quella frase (“volevo fare la toga rossa”) è stata detta davvero, con tanto di virgolettato.
Forse era una battuta, e in tal caso sono molto indulgente: ogni tanto le battute ci stanno, aiutano tutti a non prenderci troppo sul serio.
Ma penso a cosa vorrebbe dire se, invece, non fosse stata una battuta.
Vorrebbe dire che una giornalista che conduce un programma di approfondimento politico in prima serata (e molto seguito) considera normale, e financo desiderabile, che un magistrato applichi la legge in forza di un suo orientamento politico, qualunque esso sia.
Lascio poi perdere il fatto che in Italia permettiamo da anni, come se fosse la cosa più normale del mondo, a veri e propri militanti politici di condurre programmi di approfondimento politico.
Questo è uno dei nostri problemi piu gravi: ci siamo abituati a cose che non sono normali, da qualunque parte le si guardi.

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