
Elena Cattaneo
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Elena Cattaneo
@elecatta
architetto, giornalista - scrivo di design, architettura e luoghi - da febbraio 2021 sono consulente per i contenuti social della rivista Interni
Milano Katılım Ekim 2010
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Avevo cominciata a scriverla esattamente due anni fa... troppo felice di vederla oggi online. @DoveViaggi viaggi.corriere.it/asia/tel-aviv/…
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@Inter ieri sera se n’è andato il mio papà, classe 1929, un tifoso appassionato, da sempre. Vi ha seguiti nel mondo e in questi ultimi anni la sua massima aspirazione era godersi le partite con i nipoti. Vi chiedo solo questo: vincetelo anche per lui 🖤💙
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Basta con questo escludere dalle conferenze universitarie chi sostiene #hamas . È crudele. Ricordiamo che hamas ha costruito scuole e strade. Sotterranee, ma pur sempre strade. Un singolo momento di massacro nervoso tipo 7 ottobre può capitare a tutti, generalizzare è disonesto
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"I musulmani moderati comprendono meglio di chiunque altro i pericoli dell'Islam radicale. Ecco perché Egitto, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Giordania e altri paesi hanno vietato ai Fratelli Musulmani di operare nei loro territori e ad Al Jazeera di trasmettere."
Visegrád 24@visegrad24
Moderate Muslims understand the dangers of radical Islam better than most. That is why Egypt, Bahrain, the UAE, Jordan and others have banned the Muslim Brotherhood from operating there and Al Jazeera from broadcasting.
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#YazidiGenocide
9 anni: rapita, violentata e venduta 6 volte come schiava sessuale dai terroristi dell’#ISIS.
È la storia di una bambina yazida.
È la storia di migliaia di bambine yazide.
Dopo oltre 11 anni, più di 2.500 risultano ancora disperse.
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Vi ricordate dell’esimio professor D’Orsi, quello che straparla di orribile censura in compagnia di tanti contrariati benpensanti, perché avevamo osato dire che la propaganda putiniana, se proprio ci tengono, se la fanno a casa loro? Quello che mi ha dato della russofoba, censuratrice e altre amenità?
Lui.
Eccolo qui, in tutto il suo splendore, in prima fila al gala dei 20 anni di RT tutto emozionato ad applaudire Putin.
Tutto emozionato ad applaudire un assassino, un criminale di guerra, uno che ha ammazzato i suoi oppositori politici, massacrato i giornalisti Liberi, e chiunque non fosse un suo prono supporter.
Eccoli, quelli che si riempiono la bocca di opinioni libere, alla corte di chi la libertà l’ha fatta a pezzi. Perché l’unica libertà a cui sono interessati è quella di fare disinformazione per conto del Cremlino.
Non lo permetteremo.
Ci troveranno sempre qui, in difesa delle nostre democrazie.
Non un passo indietro.
Lo abbiano ben chiaro i criminali, e pure i loro servi.

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Ieri il DIS, nel suo rapporto annuale, ha ribadito che la Russia è la minaccia principale per l’Italia.
Sempre ieri la Biennale ha riaperto il padiglione della Russia, gestito da asset del Cremlino.
Abbiamo un problema.
Ne parlo oggi nel mio podcast.
podcasts.apple.com/it/podcast/que…
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Anteprima americana. Cinquant’anni di “Tutti gli uomini del presidente” ilfoglio.it/cinema/2026/03… via @ilfoglio_it
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Le rispondo con le parole di @hawzhin_azeez. Ma non sono così sicura che dal suo comodo divano, dal quale pensa di impartire lezioni sul mondo, potrà capire.
Per quel che vale, io sono completamente d’accordo con le Hawzhin.
“Uno dei più grandi fallimenti morali di una parte della sinistra internazionale è la sua propensione a romanticizzare le dittature solo perché si atteggiano ad "anti-USA". Così facendo, cancellano le persone che vivono concretamente sotto quei regimi: le migliaia di prigionieri, i torturati, i giustiziati, gli scomparsi. I curdi vengono demonizzati ancora una volta per aver celebrato la morte del brutale Ayatollah e vengono visti come agenti dell'imperialismo occidentale. Come se le nostre lotte decennali non avessero legittimità, né fondamento storico, né pretesa morale di giustizia o autodeterminazione.
Oggi vedo militanti di sinistra sventolare la bandiera della Repubblica Islamica dell'Iran come se fosse un simbolo di resistenza. Non lo è. È la bandiera di un regime che per 47 anni ha imprigionato, torturato e ucciso dissidenti e preso sistematicamente di mira le minoranze, specialmente le comunità curde, baloci e baha'i. Da Teheran a Sina, da Kermanshah a Ilam, le persone hanno resistito a questo regime a un costo enorme. Hanno riempito le prigioni. Hanno riempito i cimiteri. E ora festeggiano [la sua caduta], dopo aver visto il regime massacrare 40.000 dei propri figli in una sola settimana!
Come curdi, la nostra posizione politica è stata coerente per decenni: Jin, Jiyan, Azadi (Donna, Vita, Libertà, un'ideologia che abbiamo fatto conoscere al resto dell'Iran). Democrazia. Un sistema confederale in cui i popoli oppressi possano governare le proprie vite, i propri corpi e le proprie terre. Inoltre, non accettiamo che un tiranno venga sostituito con un altro. Non barattiamo l'autoritarismo clericale con l'autoritarismo nazionalista.
Come curdi, non siamo nemmeno ingenui: sappiamo che quando le potenze regionali e globali si scontrano, sono spesso le terre curde a diventare campi di battaglia. Lo abbiamo visto in Rojava. Lo abbiamo visto dopo l'uccisione della nostra Jina Amini. Lo abbiamo visto in Iran, Iraq, Siria e Turchia. I nostri figli sono sempre tra i primi a morire in guerre che non abbiamo scatenato noi.
Quindi, quando i curdi e molti iraniani di ogni estrazione esprimono sollievo per la fine di un sovrano che ha incarnato 36 anni di repressione, quella reazione non ci rende agenti dell'imperialismo. Ci rende umani che hanno sofferto immensamente. Si può avversare l'intervento straniero e riconoscere comunque che le persone hanno il diritto di respirare quando un regime che le ha brutalizzate si indebolisce o crolla - anche quando ciò avviene con mezzi e metodi fuori dal loro controllo e dalla loro autorità. E sicuramente si vede quanto duramente abbiano cercato di rovesciare il regime iraniano per anni! Non avete visto le migliaia di corpi allineati nelle strade dell'Iran?
Rifiutiamo, allo stesso modo, potenziali sostituti come Reza Pahlavi, che promettono "stabilità" minacciando di schiacciare le aspirazioni democratiche curde in nome dell'integrità territoriale ancor prima di salire al potere. Abbiamo resistito all'autoritarismo di Teheran, Ankara, Baghdad e Damasco. Continueremo a resistere agli oppressori, nuovi o vecchi, finché i nostri diritti umani saranno negati. Il sangue dei nostri martiri sta ancora impregnando le terre in cui viviamo, e abbiamo sacrificato troppi tra i nostri migliori e più brillanti, i più rivoluzionari e coraggiosi, per perdonare e dimenticare i loro sacrifici per noi!
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Un caro saluto ai pro #Hamas ai pro #Putin che oggi piangono la morte del dittatore sanguinario #Khamenei.
#PalestinaliberadaHamas
#SlavaUkraini
#IranFree
Niyak Ghorbani (نیاک)@GhorbaniiNiyak
Persian and Jew celebrating together in London
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Applausi! Gioia! Sollievo! Pianti di liberazione! Festeggiamenti! Balli e canti in tutto l'#Iran:
#Khamenei è morto!
Ora la liberazione dell'Iran dalla Repubblica islamica è vicina.
#Trump #Ntanyahu #IranRevoIution2026
@RadioRadicale #Turchia
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28 Febbraio 2026: Un giorno che è entrato nella storia! Ora dipende tutto dal popolo iraniano che dovrà liberare l’Iran dalla Repubblica islamica in quella che potrebbe essere la Rivoluzione del Medio Oriente come quella francese del 1789. Questo è un giorno meraviglioso per il Medio Oriente e per l’umanità intera.
In #Iran divampa la festa!
@RadioRadicale #Turchia
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