Emanuele Panni 🔴⚫

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Emanuele Panni 🔴⚫

Emanuele Panni 🔴⚫

@emanuelepanni

Docente di liceo. Rossonero dalla nascita. Marito e padre.

Senigallia, Marche Katılım Nisan 2010
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Il Soldato di Roberto Saviano
I derby di Milano con Maldini v. i derby di Milan con Cardinale-Furlani.
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Francis J. Underwood
Francis J. Underwood@FrancisJUnder12·
Sono favorevole alla separazione delle carriere. Se fai l arbitro non puoi fare il giocatore dell Inter.
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Ermes Antonucci
Ermes Antonucci@ErmesAntonucci·
Le tante inesattezze di Barbero 1) Non è vero che “il referendum non è sulla separazione delle carriere fra pubblici ministeri e giudici” perché “la separazione di fatto c’è già”. Barbero, evidentemente non competente di ordinamento giudiziario, fa la solita confusione tra separazione delle funzioni e separazione delle carriere. E’ vero che oggi il passaggio di funzioni da pm a giudice e viceversa è fortemente limitato, ma questo non ha nulla a che vedere con la separazione delle carriere: pm e giudici continuano a rispondere a un unico organo di governo autonomo (il Csm) che decide su tutti gli aspetti delle loro carriere (promozioni, trasferimenti, nomine ecc.) e che è composto sia pm che da giudici. Una commistione illogica e assurda. 2) Non è vero che la riforma “indebolisce il Csm, intanto perché prevede che sia sdoppiato: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri”. Lo sdoppiamento del Csm è la logica conseguenza della separazione delle carriere e, al contrario, rafforza l’autonomia e l’indipendenza della magistratura perché i pm non dovranno più rispondere a un Csm in cui siedono anche i giudici, e viceversa. Entrambi i Csm continueranno a essere composti per 2/3 da membri togati (magistrati) e continueranno a essere presieduti dal Capo dello Stato, quindi non saranno affatto indeboliti. 3) Non è vero che “al di sopra del Csm ci sarà un altro organo disciplinare, separato, anch’esso composto da rappresentanti dei magistrati e da membri di nomina politica”. L’Alta Corte non si porrà al di sopra, ma a fianco dei Csm. A essa verrà infatti affidata la funzione disciplinare che oggi è svolta dal Csm. Le funzioni dell’Alta Corte e dei due Csm quindi saranno complementari. Ed è del tutto logico che la funzione disciplinare sia affidata a organi diversi da quelli che sono chiamati a svolgere la funzione di amministrazione di una categoria (la magistratura), e quindi a occuparsi di promozioni, trasferimenti e nomine ecc. 4) Barbero dice: "I membri togati, come si dice, cioè quelli che rappresentano i magistrati, saranno tirati a sorte". Sbagliato. I componenti togati non svolgono una funzione di rappresentanza né ideologica né politica della magistratura. Il Csm è un organo di alta amministrazione che deve occuparsi di promozioni, trasferimenti, assegnazioni, nomine ecc., non di rappresentanza della magistratura. 5) Non è vero che avremo “un CSM, anzi due, anzi tre organismi, dove i membri magistrati sono tirati a sorte, mentre il governo continua a scegliere quelli che nomina lui”. L’affermazione è piena di inesattezze. Oggi il governo non sceglie un bel niente e continuerà a non farlo. Anche i componenti laici dei due Csm e dell’Alta Corte saranno estratti a sorte da un elenco predisposto dal Parlamento in seduta comune. Le procedure (in particolare il quorum) saranno stabilite dalle leggi attuative. 6) Barbero dice: “Mi sembra che questi organismi saranno per forza di cose organismi dove il peso della componente politica sarà molto superiore”. Falso. Come detto, nei due Csm i magistrati continueranno a costituire i 2/3 dei componenti, mentre nell’Alta Corte disciplinare i giudici scelti tra i magistrati saranno 9 su 15 (3 saranno scelti dal Capo dello Stato e 3 estratti a sorte dall’elenco del Parlamento). 7) “Il governo potrà di nuovo, come in uno Stato autoritario, dare ordini ai magistrati e minacciarli di sanzioni”. La conclusione di Barbero è da fantascienza: non c’è nessuna norma che consentirà al governo di dare ordini ai magistrati e di minacciarli di sanzioni. Anzi, il governo continuerà a non avere proprio alcun ruolo sia nelle procedure di elezione dei Csm e dell’Alta Corte sia nello svolgimento delle loro attività. Lanciare questo messaggio del tutto infondato significa inquinare il dibattito pubblico. E da un docente universitario non ci si aspetterebbe questo.
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Oliver Alexander
Oliver Alexander@OAlexanderDK·
The dead VDV from Hostomel seeing the U.S. conduct a successful 3 hour heliborne special military operation.
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Tyler Rogoway
Tyler Rogoway@Aviation_Intel·
We continue to live update our original story on the start of large-scale kinetic operations in Venezuela: twz.com/news-features/…
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Engineering Explained
Engineering Explained@Engineering67·
How HEAT- MP round works?
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Istituto Liberale
Istituto Liberale@IstLiberale·
La caduta del muro di Berlino iniziò da un equivoco. Non volevano davvero aprire i confini. Tutto iniziò in un freddo tardo pomeriggio del 9 novembre 1989... 🧵
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Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
Il Nobel per la pace a Maria Corina Machado, leader dell’opposizione venezuelana, rischia di creare un nuovo cortocircuito in una sinistra che le piazze propal hanno gettato in uno stato confusionale, accelerando l’insorgere dell’ennesima crisi d’identità. C’è infatti una sacca di nostalgia che non ha mai mollato kefia e bandana e non ha accettato il travaso nella cosiddetta sinistra ZTL. Un’anima gruppettara, già risvegliata dall’arrivo di @ellyesse, che sogna di sostituire i congressi con le assemblee nei centri sociali e che si intesta ogni battaglia immaginabile contro il vile Occidente. Un’anima che esiste e resiste come diaspora di quell’ala dura e pura del post-comunismo anticapitalista movimentista che non ha mai trovato una dimora politica stabile. La colpa che costoro addebitano apertamente a Machado è quella di essere vicina a molti partiti della destra europea e sudamericana, sebbene sia anche sostenitrice di politiche liberali in materia di matrimoni tra persone dello stesso sesso e legalizzazione della cannabis per uso medico. Quella ben più grave e inconfessabile è però quella di essere anti-chavista e di opporsi con tutte le forze alla dittatura oppressiva di Nicolás Maduro, protesi del putinismo in America Latina, cui pezzi della galassia rossobruna rifugiatasi in partiti, sindacati e sedicenti associazioni antifasciste guardano spesso con palese ammirazione. AVS borbotta e il PD per fare una cosa nuova si divide. Ma la vera spia del disagio è il silenzio abissale del M5S dove la rivoluzione di Conte ha cambiato i meccanismi di potere, senza però provare a superare quell’amore viscerale per il populismo terzomondista, né a recidere gli imbarazzanti legami con tutte le peggiori dittature del pianeta, orgogliosamente rivendicato da ex di peso come @ale_dibattista e @ManlioDS, tra viaggi a Caracas e Mosca e iniziative parlamentari per supportare Maduro e Putin, anziché le vittime delle loro repressioni. Perché nella piccola piccolissima Italia delle mille botteghe ideologiche battaglie, come quella contro le oppressioni, le si possono fare solo con certe bandiere in pugno e la parola “pace” è concepibile esclusivamente come randello da usare contro l’ormai mitologico colonialismo USA, NATO e UE, giammai per opporsi al neo imperialismo sanguinario del quadrumvirato di Mosca, Pechino, Teheran e Pyongyang. Questo Nobel è una sconfitta per i tanti fanatici legati, per ingenuità o complicità, a battaglie di retroguardia in una guerra ormai non più attuale, ma soprattutto lancia un avvertimento che sarebbe miope non cogliere. E cioè che la sfida del nostro tempo non è più tra destra e sinistra, o tra capitalismo e socialismo, ma tra democrazia e autocrazia, tra libertà e oppressione, tra la pace costruita sulla forza del diritto e la sopraffazione che alcuni vorrebbero imporre attraverso il diritto della forza. È un Nobel dedicato all’unica pace degna di questo nome. Quella GIUSTA.
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𝕃𝕒 𝕊𝕥𝕠𝕣𝕚𝕒 𝓮 𝓵𝓮 𝓘𝓭𝓮𝓮
Se pensate che lo Stato sia una creazione puramente razionale, ripensateci. L'idea che il potere sopravviva al leader, un essere umano mortale, è un mito potentissimo. Le radici dello Stato moderno sono quindi profondamente intrecciate con la teologia e il mistero. /1
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Francesco
Francesco@Francesco_3941·
Solidarność, l’Ucraina e la memoria corta degli italiani Nel 1982 Piazza del Duomo a Milano era gremita di bandiere e striscioni. I sindacati italiani, compatti, manifestavano per Solidarność e per la libertà del popolo polacco. L’opinione pubblica non aveva dubbi: Varsavia meritava sostegno, Jaruzelski e il regime comunista erano il nemico. Quando la propaganda non attecchiva Dall’altra parte del Muro, la propaganda sovietica raccontava un’altra storia: Solidarność come creatura della CIA, finanziata con “valigie di dollari”; Solidarność come strumento del Vaticano per riconquistare l’Est; la NATO come regista occulta degli scioperi. Le parole d’ordine erano sempre le stesse: “interferenze imperialiste”, “controrivoluzionari”, “burattini del capitale”. Eppure, in Italia, nonostante questa narrazione, nessuno ci credeva davvero. L’opinione pubblica rimase saldamente a fianco della Polonia. Quando nel 1990 cadde Jaruzelski, e poco dopo il Muro di Berlino e l’Unione Sovietica, da destra a sinistra tutti applaudirono. Se al posto di Eltsin ci fosse stato Putin… Proviamo ora un esercizio di immaginazione. Se nel 1991 al Cremlino fosse salito Putin, e nel 1992 avesse invaso la Polonia per riconquistare gli ex satelliti sovietici, come avrebbero reagito i nostri partiti, i sindacati, i movimenti cattolici? “Né con Putin né con la NATO!” “Basta armi alla Polonia!” “La colpa è di Wałęsa, guerrafondaio che rischia di trascinarci nella Terza guerra mondiale!” Eppure oggi, di fronte all’Ucraina aggredita, simili argomenti circolano ovunque. Dalla Polonia all’Ucraina: nulla è cambiato, tranne noi Oggi l’Ucraina di Euromaidan è la Polonia di Solidarność: un popolo che lotta per libertà, democrazia, indipendenza, contro la corruzione e l’oppressione di Mosca. La Russia è rimasta la stessa potenza aggressiva di allora. Quello che è cambiato siamo noi. Un’opinione pubblica più fragile, bombardata dai social e dai fiumi di denaro che alimentano la disinformazione, oggi cade facilmente nelle trappole della propaganda russa. Così prendono piede narrazioni tossiche: il “complotto NATO”, i “nazisti ucraini”, le presunte “ragioni di Putin”. E nel frattempo, partiti populisti senza bussola ideale né principi etici inseguono solo sondaggi e paure degli elettori, oscillando a seconda di come tira il vento. Il mondo alla rovescia Nei talk show italiani si arriva persino a capovolgere la storia: Wałęsa trasformato in guerrafondaio, la NATO come principale colpevole, Jaruzelski e l’Unione Sovietica come vittime da compatire. Un rovesciamento che negli anni ’80 sarebbe stato impensabile. Eppure eccoci qui, trent’anni dopo, in un mondo dove chi difende la libertà è accusato di provocare la guerra, e chi la scatena viene giustificato.
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Milan Comps
Milan Comps@CompsACM·
Things you love to see 🎈
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Vladislav Maistrouk
Vladislav Maistrouk@MaistroukV·
L’odioso propagandista russo, Artemij Lebediev, getta la maschera sul dispiego di forze regolari dell’esercito🇷🇺 nel 2014 in 🇺🇦. Alla faccia della “guerra civile”, bufala moscovita alla quale abboccarono con gioia sia il mondo politico che la maggioranza dei media occidentali.
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Augusto Minzolini
Augusto Minzolini@AugustoMinzolin·
Prima il ricorso in Cassazione contro Salvini per Open Arms. Poi la Corte Europea sui centri di rimpatrio in Albania. E ancora la rischiesta di autorizzazione a procedere contro Nordio, Piantedosi e Mantovano sul caso Almasri con il capo dell’Anm che dice: il caso non può non avere ricadute politiche. Prima c’erano state le carezze virgulte a Milano e ad Ancona per spingere il Pd a schierarsi con convinzione contro la separazione delle carriere. La magistratura è una corporazione che quando è toccata da una riforma si muove come un partito. Lo avevo scritto sul caso di Ricci: hanno dato un avvertimento al Pd per riportarlo all’ordine ma la vera campagna referendaria a colpi di inchieste le toghe la faranno contro il governo e il cdx.
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Dario D'Angelo
Dario D'Angelo@dariodangelo91·
🚨🪖🇮🇹 1/8 L'indagine del CENSIS va presa per quel che è: un sondaggio, ovvero la fotografia di un momento. Ribadisco l'ovvio per consolare il lettore (e pure un po' me stesso): qualora l'Italia si ritrovasse in guerra, i suoi abitanti sarebbero più o meno consapevolmente protagonisti di quel fenomeno noto come "rally around the flag", letteralmente "raduno attorno alla bandiera". Dinanzi all'emergenza, al pericolo vero, c'è da credere (e da sperare) che una percentuale molto più elevata dell'attuale 16% risponderebbe positivamente al richiamo della patria, dicendosi disposto a combattere per la propria terra (nonché libertà). Eppure è inutile nascondersi, fa un certo effetto scoprire che fra gli individui anagraficamente più adatti alla difesa del Paese (18-45 anni) la percentuale più alta (39%) protesterebbe contro la guerra in nome di un anacronistico pacifismo. Sarebbe stato curioso aggiungere un quesito al sondaggio: "Scenderebbe in strada con la bandiera arcobaleno anche nel bel mezzo di un bombardamento?". Ma se credete che questo sia il peggio, siete fuori strada.
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Simon Templar ❤️🖤❤️🖤
Simon Templar ❤️🖤❤️🖤@FuSimonTemplar·
Molto godibile l'umiliazione nerazzurra col commento del telecronista transalpino. Ai limiti dell'erotico la pronuncia dei nomi dei giocatori in francese, soprattutto dell'Inter. Credo che anche i tifosi della beneamata apprezzino. E non si smette di godere 💦💦💦 #iragazzidel5a0
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CISL Scuola
CISL Scuola@cislscuola·
Il professore #NelloCristianini all'VIII #CongressoNazionale della #CISLScuola ha parlato di #intelligenzaartificiale. "Gli #insegnanti di un tempo sapevano cosa insegnare, perché sapevano cosa sarebbe servito agli #alunni una volta fuori dalla scuola. Adesso gli insegnanti non sanno come sarà il #mercatodellavoro tra 5 anni, da qui la domanda di tutti: cosa facciamo? #Ilmondocambia, che lo vogliamo o no, e la scuola può #assistere o prendere parte. Credo possa fare molto bene, #partecipando". #diamoformaalfuturo @UniofBath #AI
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Christian Tolve
Christian Tolve@christian7tolve·
La perfezione.
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