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Appassionato di tecnologia, Cloud Architect, programmatore e sistemista su Linux, Amazon Web Services, IBM iSeries, PHP e MySQL.

Lima, Peru Katılım Ağustos 2018
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Claude Cowork is now available via Amazon Bedrock in public research preview. Organizations can run @claudeai Cowork through their own AWS environment, keeping prompts, files, and model responses within their AWS account. go.aws/42n4oP6
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We've redesigned Claude Code on desktop. You can now run multiple Claude sessions side by side from one window, with a new sidebar to manage them all.
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Danilo Poccia
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We called it prompt engineering. Then context engineering. What is going to be the next shift? dev.to/danilop/from-p…
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@midudev tu piensa que una spia no sabe mentir.. si es una spia de verdad puese decir quel que quieres es objetivo que es importante ... los tontos son la persona que hacen pregunta estupida no persona que tengono miedo a responder porque no son espías
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Danilo Poccia
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Understanding LLMs by Building One 👉 We use large language models every day, but what actually happens inside them? danilop.github.io/micro-gpt-and-…
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My clients trusted AWS. They invested real money to build on your platform. Now they have to invest MORE money just to GET OUT of services YOU decided to abandon. This is becoming a habit and it's costing your partners and customers dearly. You're burning credibility fast. @awscloud #AWS
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Me parece increíble que los desarrolladores de otros lenguajes sigan odiando PHP.
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Storia alternativa di Bitcoin: Pensa alla situazione: sei un brillante crittografo, probabilmente già benestante o con un buon lavoro. Hai creato Bitcoin come esperimento intellettuale, una sfida tecnica, una dichiarazione ideologica contro le banche dopo la crisi del 2008. A fine 2010 la situazione cambia, Bitcoin cominciava ad attirare attenzione, la gente iniziava a parlare di mercato, di speculazione. Forse Satoshi ha pensato "non era questo il punto" e si è stufato. Trecentomila dollari? Per un esperto di crittografia che lavora probabilmente nella Silicon Valley o in ambito accademico, non sono una cifra che ti cambia la vita. Magari ha pensato "bah, non vale la pena del rischio di essere identificato" e ha mollato tutto. E le chiavi? Magari erano su un vecchio laptop, un hard disk, una chiavetta USB. Roba del 2009, quando nessuno trattava i bitcoin come oggetti di valore. Potrebbe averli formattati, buttati, persi in un trasloco. E adesso immagina la scena: è il 2026, Satoshi è vivo, ha 50-60 anni, sta in pantofole a casa e guarda il prezzo di Bitcoin a 70.000 dollari. Fa il calcolo mentale... 77 miliardi... e gli viene un colpo. Corre a cercare quel vecchio hard disk del 2009 tra le scatole del trasloco. Rovista tra cavi IDE, mouse con la pallina e CD di Windows XP. Non lo trova. 😂
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Whitepaper Bitcoin: 003 Le Transazioni (1) Definiamo come valuta elettronica una catena di firme digitali. Ciascun proprietario trasferisce valuta al successivo firmando digitalmente un hash della transazione precedente e la chiave pubblica del proprietario successivo e aggiungendo le stesse alla fine della valuta. Colui che riceve un pagamento può verificare le firme digitali per validare la catena di proprietà. (2) Il problema, naturalmente, è che il beneficiario non può verificare che ciascuno dei proprietari precedenti non abbia speso due volte lo stesso ammontare di valuta. (3) Una soluzione comune è quella di introdurre un'autorità fiduciaria centrale, o zecca, che controlli tutte le transazioni. Dopo ogni transazione, la moneta deve essere restituita alla zecca, la quale emette una nuova moneta, e si crede che solo le monete emesse direttamente dalla zecca non siano state spese due volte. Il problema di questa soluzione è che il destino di tutto il sistema monetario dipende dalla società che gestisce la zecca, e ogni transazione deve passare attraverso di essa, proprio come una banca. (4) Abbiamo bisogno di un modo per far sì che il beneficiario sappia che i precedenti proprietari non abbiano firmato alcuna transazione precedente a quella che lo riguarda. Per i nostri scopi, la prima operazione è quella che conta, e non ci importa nulla dei tentativi successivi di doppia spesa. (5) L'unico modo per confermare l'assenza di una transazione è di essere a conoscenza di tutte le transazioni. Nel modello basato sulla zecca, questa era a conoscenza di tutte le transazioni e decideva quale era avvenuta per prima. Per fare lo stesso ma senza un'autorità di fiducia, le transazioni devono essere annunciate pubblicamente, e abbiamo bisogno di un sistema attraverso il quale i partecipanti concordino su un singolo passato dell'ordine in cui esse sono state ricevute. (6) Il beneficiario ha bisogno di una prova che, al momento di ogni transazione, la maggior parte dei nodi è d'accordo che essa è la prima ricevuta. Approfondimenti (1A) Valuta elettronica come catena di firme digitali questa è la definizione fondamentale di come funziona una moneta in Bitcoin. Non esiste un file che rappresenta una moneta come un'immagine o un documento. Una moneta è una storia, una sequenza di passaggi di proprietà, ciascuno autenticato crittograficamente. Immagina un assegno che porta sul retro tutte le girate precedenti: puoi leggere l'intera storia di chi ha posseduto quel valore. In Bitcoin è lo stesso, ma ogni "girata" è una firma digitale matematicamente verificabile. (1B) Come funziona il trasferimento: quando Alice vuole pagare Bob, prende tre ingredienti: l'hash della transazione precedente (la "provenienza" dei fondi), la chiave pubblica di Bob (l'indirizzo del destinatario), e la propria chiave privata per firmare il tutto. Il risultato è una nuova transazione che dice: "Io, Alice, dimostro di possedere questi fondi (perché posso firmare) e li trasferisco a Bob (identificato dalla sua chiave pubblica)." Bob, e chiunque altro, può verificare che la firma di Alice è autentica e che nessuno può falsificarla senza la chiave privata di Alice. (1C) Catena di proprietà: questo concetto è cruciale. Ogni transazione punta alla precedente tramite il suo hash. Si crea così una catena verificabile: la transazione di Bob punta a quella di Alice, quella di Alice punta a quella di chi aveva pagato Alice, e così via fino alla creazione originale di quei bitcoin. Chiunque può percorrere questa catena all'indietro e verificare che ogni passaggio sia legittimo. È una sorta di catasto pubblico della proprietà, senza catasto. (2) Il problema della doppia spesa riformulato: nel Sommario, Satoshi aveva introdotto la doppia spesa in termini generali. Qui la riformula dal punto di vista specifico del destinatario: chi riceve un pagamento può verificare che le firme siano valide (cioè che chi paga abbia effettivamente il diritto di farlo), ma non può sapere se quei fondi sono già stati spesi altrove. Le firme digitali garantiscono l'*autenticità*, non l'*unicità* della spesa. Questo è il cuore del problema. (3A) La zecca come soluzione tradizionale: Satoshi descrive il modello centralizzato che esisteva prima di Bitcoin. È lo stesso modello di eCash di David Chaum (anni 80-90) e, in fondo, di come funzionano le banche oggi. C'è un'entità centrale che tiene il registro di chi possiede cosa. Funziona, ma ha un difetto strutturale: è un single point of failure. Se la zecca viene chiusa, sequestrata, o corrotta, l'intero sistema crolla. Questo è esattamente ciò che accadde a Liberty Reserve e a e-gold, sistemi di moneta digitale centralizzati che furono chiusi dai governi. (3B) Proprio come una banca: questa frase è rivelatrice. Satoshi sta dicendo che una zecca digitale centralizzata non risolve nulla, riproduce semplicemente il sistema bancario in forma digitale. L'obiettivo dichiarato nel Sommario era eliminare la dipendenza dalle istituzioni finanziarie. Una zecca centralizzata la reintroduce dalla porta di servizio. (4A) La regola del primo arrivato: qui Satoshi stabilisce un principio di design semplice ma potente. Non serve tracciare tutti i tentativi di spesa, basta determinare quale è stato il primo. Se Alice manda gli stessi bitcoin sia a Bob che a Charlie, la rete deve solo decidere quale delle due transazioni è arrivata prima: quella è valida, l'altra viene scartata. Il problema si riduce quindi a una questione di *ordinamento cronologico* ed è esattamente ciò che il server di marcatura temporale (capitolo 3) risolverà. (4B) Non ci importa dei tentativi successivi: questa è un'elegante semplificazione progettuale. Satoshi non cerca di punire o impedire i tentativi di doppia spesa, semplicemente li rende irrilevanti. Una volta che la rete concorda su quale transazione è arrivata prima, ogni tentativo successivo viene ignorato. È un approccio pragmatico: non prevenire il male, renderlo inefficace. (5A) L'unico modo è conoscere tutte le transazioni: questo è un passaggio logico fondamentale. Se vuoi sapere che una moneta *non* è stata spesa prima, devi conoscere *tutte* le spese avvenute. Non c'è scorciatoia. È come voler sapere se un numero non è in una lista, devi guardare tutta la lista. Questo requisito giustifica l'esistenza della blockchain: un registro completo e pubblico di tutte le transazioni. (5B) Dalla zecca alla rete: Satoshi presenta una transizione logica elegante. Nel modello centralizzato, la zecca conosce tutte le transazioni e quindi può decidere l'ordine. Per fare lo stesso senza la zecca, servono due cose: che le transazioni siano annunciate pubblicamente (trasparenza) e che i partecipanti concordino su un ordine unico (consenso). Questa è la formulazione precisa del problema che Bitcoin risolve. (5C) Un singolo passato: questa espressione merita attenzione. Il problema non è solo registrare le transazioni, ma far sì che tutti concordino su *una sola versione della storia*. Se diversi nodi avessero versioni diverse dell'ordine delle transazioni, il sistema si disgregherebbe. Questa è essenzialmente la sfida del consenso distribuito, un problema classico dell'informatica (collegato al Problema dei Generali Bizantini) che Bitcoin risolve in modo originale attraverso la proof-of-work. (6) Il consenso come prova: l'ultima frase chiude il cerchio. Il destinatario di un pagamento ha bisogno di una *prova* non di una promessa, non di una fiducia, ma di una prova verificabile che la maggioranza della rete concorda sul fatto che quella transazione è la prima. Questo anticipa l'intero meccanismo dei blocchi e delle conferme: quando un blocco viene aggiunto alla catena e altri blocchi lo seguono, il destinatario ottiene una prova sempre più solida che la sua transazione è stata accettata dalla rete come legittima.
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Whitepaper Bitcoin: 002 Introduzione (1) Il commercio su Internet fa affidamento quasi esclusivamente sulle istituzioni finanziarie che servono come terze parti di fiducia per elaborare i pagamenti elettronici. (2) Nonostante il sistema funzioni abbastanza bene per la maggior parte delle transazioni, esso soffre ancora delle debolezze intrinseche di un modello basato sulla fiducia. (3) Transazioni totalmente irreversibili non sono realmente possibili, dal momento che le istituzioni finanziarie non possono evitare le dispute di mediazione. (4) Il costo dell'intermediazione aumenta i costi di transazione, limitando la dimensione minima delle transazioni praticabili ed escludendo la possibilità di piccole transazioni occasionali, (5) Oltre questo c'è anche un costo più ampio collegato alla perdita della capacità di effettuare pagamenti irreversibili per quei servizi che sono anch'essi irreversibili. (6) Con la possibilità di reversibilità, si diffonde la necessità di fiducia. I commercianti devono diffidare dei loro clienti, tormentandoli con maggiori richieste di informazioni rispetto a quanto non sarebbe altrimenti necessario. Una certa percentuale di frodi è accettata come inevitabile. (7) Tali costi e le incertezze di pagamento possono essere evitati utilizzando moneta fisica di persona, ma non esiste alcun meccanismo per effettuare pagamenti attraverso un mezzo di comunicazione senza un'entità di fiducia. (8) È dunque necessario un sistema di pagamento elettronico basato su prova crittografica invece che sulla fiducia, che consenta a due controparti qualsiasi negoziare direttamente tra loro senza la necessità di una terza parte di fiducia. (9) Le transazioni che sono computazionalmente impraticabili da invertire proteggerebbero i venditori dalle frodi, e meccanismi consuetudinari di deposito di garanzia potrebbero essere facilmente implementati per proteggere gli acquirenti. (10) In questo lavoro, proponiamo una soluzione al problema della doppia spesa utilizzando un server di marcatura temporale distribuito peer-to-peer per generare la prova computazionale dell'ordine cronologico delle transazioni. Il sistema è sicuro fintanto che i nodi onesti controllano collettivamente più potenza CPU rispetto a qualsiasi gruppo collaborativo di nodi attaccanti. Approfondimenti (1) Terze parti: Satoshi parte dalla realtà del 2008: ogni volta che compriamo qualcosa online, c'è una banca, Visa, PayPal o qualche altro intermediario nel mezzo. Non possiamo pagare "direttamente" come faremmo con i contanti. Questa è la fotografia del problema. (2) Funzionamento: Satoshi non dice che il sistema è rotto, ma dice che "funziona abbastanza bene." È onesto. Ma poi identifica le debolezze intrinseche, cioè problemi che non sono bug da correggere ma conseguenze inevitabili del fatto stesso che il sistema si basa sulla fiducia. (3) Annullare pagamento: se paghi con carta di credito, il pagamento può essere annullato (chargeback). Per il compratore sembra comodo, ma per il venditore è un rischio. Un cliente può ricevere un prodotto e poi contestare il pagamento. La banca sta nel mezzo e deve mediare, e questo genera costi per tutti. (4) Costo dell'intermediario: se ogni transazione ha una commissione minima, i micropagamenti diventano impossibili. Pagare 10 centesimi per leggere un articolo? Non ha senso se la commissione è di 30 centesimi. Satoshi sta identificando un'intera categoria di commercio che il sistema tradizionale esclude. (5) Servizi irreversibili: ci sono servizi che una volta erogati non si possono "restituire" — ad esempio un lavoro freelance completato, una consulenza, o un servizio digitale. Se il pagamento per questi servizi può essere annullato ma il servizio no, il venditore si assume tutto il rischio. È un'asimmetria ingiusta che Satoshi identifica come un costo nascosto del sistema basato sulla fiducia. (6) Richiesta informazioni: poiché i pagamenti sono reversibili, i commercianti si proteggono chiedendo più dati, come nome, indirizzo, documento e verifica dell'identità. Tutta quella burocrazia che affrontiamo quando compriamo online? Per Satoshi non è necessaria, è solo una conseguenza del modello basato sulla fiducia. (7) Pagamento in contanti: Satoshi riconosce che la soluzione esiste già: i contanti. Di persona, possiamo pagare senza intermediari. Il problema è che su Internet non si possono passare contanti. Manca l'equivalente digitale. Ed è esattamente quello che vuole creare. (8) Soluzione: sostituire la fiducia con la crittografia. Non ci dobbiamo fidare di nessuno, la matematica garantisce che le regole vengano rispettate. (9) Deposito di garanzia: Satoshi bilancia il sistema: le transazioni irreversibili proteggono i venditori (niente più chargeback fraudolenti), ma non lascia gli acquirenti scoperti, menziona i meccanismi di deposito di garanzia, dove i fondi vengono tenuti da una terza parte fino a che entrambi sono soddisfatti. La differenza è che l'escrow sarebbe una scelta, non un obbligo strutturale. (10A) Soluzione al problema: un sistema distribuito (nessun server centrale) che usa marcatori temporali per stabilire l'ordine delle transazioni e proof-of-work per renderlo sicuro. (10B) Sicurezza del sistema: chiude ribadendo l'ipotesi di sicurezza fondamentale, la stessa del sommario: la maggioranza onesta vince. Satoshi è molto trasparente su questo, non nasconde i limiti del sistema, li dichiara apertamente.
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Whitepaper Bitcoin: 001 Sommario (1) Una versione puramente peer-to-peer di denaro elettronico permetterebbe di spedire direttamente pagamenti online da un'entità ad un'altra senza passare tramite un'istituzione finanziaria. (2) Le firme digitali offrono una soluzione parziale al problema, ma i benefici principali sono persi se una terza persona di fiducia è ancora richiesta per prevenire la doppia spesa. (3) Proponiamo una soluzione al problema della doppia spesa mediante l'utilizzo di una rete peer-to-peer. La rete stampa un marcatore temporale sulle transazioni facendo hashing sulle stesse e incatenandole in una catena di proof-of-work basata sugli hash, formando una registrazione che non può essere modificata senza rifare la proof-of-work. (4) La catena più lunga non solo serve come prova della sequenza di eventi ai quali si è assistito, ma anche come prova che essa proviene dal gruppo più grande di potenza CPU. Fintanto che la maggior parte della potenza CPU è controllata da nodi che non cooperano per attaccare la rete, questi genereranno la catena più lunga e supereranno gli utenti malintenzionati. (5) La rete stessa richiede una struttura minimale. I messaggi sono trasmessi su base best effort, e i nodi possono lasciare e ricongiungersi con la rete a loro piacimento, accettando la catena proof-of-work più lunga come prova di quello che è avvenuto mentre non erano presenti. Approfondimenti (1) Peer-to-peer: significa "da pari a pari", due persone che si scambiano qualcosa direttamente, senza un intermediario nel mezzo. Come dare contanti a qualcuno di mano in mano: non serve una banca. Satoshi vuole replicare questo su Internet. (2A) Firme digitali: sono l'equivalente crittografico della firma su un assegno. Dimostrano chi è la persona che autorizza un pagamento. Satoshi dice che risolvono parzialmente il problema, perché provano chi ha mandato cosa, ma da sole non impediscono di spendere gli stessi soldi due volte. (2B) Doppia spesa: è il problema centrale. Con un file digitale, puoi copiarlo infinite volte. Cosa impedisce a qualcuno di "spendere" la stessa moneta digitale due volte? Normalmente serve una banca (la "terza parte di fiducia") che tiene i conti. Satoshi vuole eliminare questa dipendenza. (3A) Marcatore temporale (timestamp): è un "timbro" che registra quando una transazione è avvenuta. Serve a stabilire l'ordine cronologico — chi ha pagato prima di chi. Questo è fondamentale per risolvere la doppia spesa: grazie ai marcatori temporali, la rete può concordare su un ordine comune delle transazioni e, di conseguenza, identificare e scartare i tentativi di spendere gli stessi soldi due volte. (3B) Hashing: è una funzione matematica che prende qualsiasi dato e lo trasforma in una stringa di lunghezza fissa (una specie di "impronta digitale" del dato). Se cambi anche un solo carattere nell'input, l'hash cambia completamente. È questo che rende la catena a prova di manomissione. (3C) Proof-of-work: è essenzialmente un puzzle matematico costoso da risolvere ma facilissimo da verificare. I computer della rete (i "minatori") devono trovare un numero che, combinato con i dati del blocco e passato attraverso una funzione di hash, produca un risultato con certe caratteristiche. Non c'è scorciatoia: devono provare miliardi di combinazioni a forza bruta, spendendo energia e tempo reali. Il punto è questo: trasformare il costo energetico in sicurezza. Modificare un blocco passato significherebbe rifare tutto quel lavoro, più quello di tutti i blocchi successivi, più farlo più velocemente di tutta la rete onesta che nel frattempo continua ad andare avanti. È economicamente e praticamente insensato. In sostanza, la proof-of-work rende la storia delle transazioni costosa da scrivere e quasi impossibile da riscrivere. (4A) La catena più lunga: immaginiamo una gara di scavo. Chi ha scavato il tunnel più lungo ha chiaramente avuto più operai e più tempo. Guardando il tunnel, possiamo dedurre sia quanto si è scavato sia quanta forza lavoro c'era dietro. La catena di blocchi funziona allo stesso modo: è una prova di lavoro cumulativo. (4B) Maggioranza onesta: Questa è l'ipotesi di sicurezza fondamentale di Bitcoin. Satoshi non dice che attacchi sono impossibili, dice che sono improbabili finché la maggioranza è onesta. È un ragionamento probabilistico: se gli onesti hanno il 70% della potenza e i malintenzionati il 30%, gli onesti producono blocchi più velocemente e la loro catena sarà sempre più lunga. Un attaccante dovrebbe superare il 50% della potenza totale della rete. (5A) Struttura minimale: Non c'è un'organizzazione, non ci sono ruoli fissi, non c'è un capo. Confrontalo con una banca: ha una sede, un CEO, dipendenti, regolamenti. Bitcoin non ha niente di tutto questo. I nodi si parlano tra loro e basta. (5B) Base best effort: Questo è un termine tecnico preso dalle reti informatiche. Significa: i messaggi vengono inviati senza garanzia che arrivino a tutti. Si fa il possibile, ma se qualcuno non li riceve, il sistema funziona lo stesso. Non serve perfezione, serve che l'informazione arrivi a sufficienti nodi. (5C) Ricongiungersi con la rete: Questo è un punto di design elegante. Se spegniamo il nostro computer per una settimana e poi lo riaccendiamo, come facciamo a sapere cosa è successo? Semplice: guardiamo la catena più lunga. Quella è la storia. Non dobbiamo chiedere a nessuno, non dobbiamo fidarci di nessuno, la prova di lavoro accumulata ci dice tutto. #bitcoin #PeerToPeer #ProofOfWork
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Writing code faster is only one part of development. This blog explores how Kiro helped one AWS builder stay aligned across requirements, tasks, and implementation while working through a real project. go.aws/49UK7Fb
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Claude
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Caleb Porzio ⚡️
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Livewire 4 is FINALLY HERE ⚡⚡⚡ It's insane to me what can be achieved without writing a single line of JavaScript. We did it ❤️
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Here's my AWS Weekly Roundup 👉 AWS Lambda for .NET 10, AWS Client VPN quickstart, Best of AWS re:Invent, and more (January 12, 2026) ift.tt/iwO2SgI #AWS #News #Serverless #VPN
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