fabio bruno
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fabio bruno
@fabbiobbruno
Faccio radio, vedo gente, produco podcast. Ho fatto @radiosmu, ho fondato @StartupMessina.

Alla fine è successo: @christianraimo è stato sospeso per 3 mesi dall'insegnamento per aver criticato Valditara, silenziato e stritolato per via amministrativa. Ieri ha salutato i suoi studenti in classe, oggi la protesta al Liceo Archimede: fanpage.it/roma/christian…





Thérèse of Lisieux dressed up as Joan of Arc. The only photograph of a canonized Saint cosplaying as another Saint. (c. 1897)



Il rapporto tra la scienza del clima e la società italiana è sempre più rotto. La storia di Antonello Pasini, fisico del CNR il cui intervento è stato manipolato dal TG1 per eliminare ogni menzione sui cambiamenti climatici, sembra una storia piccola, ma è importante proprio perché è una storia piccola, che per altro riguarda non solo uno degli scienziati più autorevoli d'Italia, ma anche uno dei più pacati, misurati, attenti nell'esprimersi. È un piccolissimo carotaggio che mostra quanto è metodico il lavorio per smorzare le notizie sul clima in Italia, basta poco, un piccolo taglietto in sala di montaggio, per rispondere a lunga catena di comando che va su, fino agli umori del governo, un governo che non ama parlare di clima, perché parlare di clima vuol dire parlare di responsabilità, e una serie di partiti che non sono nemmeno capaci di fare i conti con le storie personali della propria classe dirigente non si vede come possano avere gli strumenti per fare i conti non dico col futuro della specie umana, ma almeno con quello dell'agricoltura e del sistema sanitario in Italia (due degli ambiti più sotto pressione climatica nel presente e nei prossimi decenni). Quindi è una piccola storia, quella di Pasini, ed è importante non per le sue dimensioni ma per la sua frequenza, perché succede in continuazione (lui stesso ne aveva già parlato). In Italia spesso il negazionismo climatico viene associato all'ignoranza, il negazionismo degli straccioni, invece no, l'Italia ce l'ha un problema di negazionismo climatico, ma è quello della sua classe dirigente, di chi governa, prende le decisioni, fa le agende, le scalette, i servizi, stila le priorità. Il negazionismo di chi sa benissimo quello che sta facendo.


















