Francesco Perugini retweetledi

L’addio di un campione internazionale come Pedro meritava ben altra cornice. Un evento con una cassa di risonanza globale poteva e doveva essere l’occasione d’oro per promuovere il brand e il merchandising attuale. E invece, puntuale, è andata in scena la sagra del dilettantismo: foto di gruppo sul campo e i figli di #Pedro con la maglia di una stagione passata e lo #sponsor vecchio.
Mettiamo le mani avanti: sicuramente quelle magliette le aveva Pedro a casa e le ha portate lui. Ma una società intelligente e strutturata avrebbe fornito del materiale ad hoc per l’occasione, curando ogni minimo dettaglio visivo. Invece niente. Questo significa solo una cosa: a chi gestisce la #Lazio, dell’immagine del club nel mondo non frega assolutamente nulla.
Un “déjà-vu” che non stupisce, se pensiamo a quando al #Nasdaq a #NewYork fu portata clamorosamente la maglia dell’anno prima. Di chi è la responsabilità di queste leggerezze imbarazzanti? Com’è possibile che chi fa marketing e comunicazione di lavoro non capisca l’importanza mediatica di certi momenti?
Sia chiaro: a noi dei fatturati dello store frega meno di zero. Da tempo abbiamo smesso di comprare materiale ufficiale per boicottare una società che non ci rappresenta. Ma questi episodi vanno denunciati perché certificano la totale pochezza professionale di questa gestione. Che futuro ci aspetta se chi gestisce commette errori così grossolani a discapito di partnership, sponsor e dell’immagine stessa della Lazio? La risposta la conosciamo già.
#pedro #lotito #lazio #nasdaq #newyork


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