Fuschillo Gregorio

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Fuschillo Gregorio

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@fuschillogreg

Katılım Haziran 2010
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KEDGE Business School
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#Conférence 💬 | Let’s Get Creative! In 2015, the Netnography: Redefined book merged the idea of arts-based research with qualitative data analysis and representation in netnography. 👋 @fuschillogreg
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Medialab
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Call for Papers - Netnocon – Marseille, France, May 28 – 30th, 2025 - Netnography Conference - Netnocon 2025 Marseille, South of France ⁦@fuschillogregnetnocon.org/call-for-paper…
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BFM Marseille Provence
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💬 "La pizza blanche s'est installée en première à Marseille" Gregorio Fuschillo, professeur à Kedge business school Marseille, aborde la place de la pizza dans la cité phocéenne
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Frenkie_Woody
Frenkie_Woody@Frenkie_Woody·
È il 1962 e siamo ad Ivrea, in provincia di Torino, il capoluogo dli provincia del Piemonte. Il genio visionario Adriano OLIVETTI è già morto e la successione dell'azienda viene affidata a suo figlio Roberto. Nell'azienda c'è un ingegnere di nome Pier Giorgio Perotto, che ha un’idea geniale, degna del grande Adriano: costruire una macchina per elaborare dati che offra autonomia funzionale e che quindi abbia dimensioni ridotte in modo da poter stare in ogni ufficio. Una macchina programmabile, dotata di memoria, flessibile e semplice da usare. Perotto mette su un team di giovani ingegneri: sono Giovanni De Sandre, Gastone Garziera, Giancarlo Toppiche. I quattro lavorano su questo progetto che qualcuno definisce “impossibile” per l'epoca, considerando che ffino a quel momento i computer erano grandi come stanze e utilizzabili solo da esperti programmatori. Un anno dopo il team è riuscito a sviluppare un primo rudimentale prototipo che chiamano “Perottina”. Purtroppo la Olivetti sprofonda in una crisi finanziaria profondissima, entrano nuovi soci e non capendo le potenzialità enormi che aveva il reparto Elettronico dell'azienda, lo svendono all'americana General Electric con tutti i brevetti. Secondo loro nessuna azienda europea può entrare nel mercato dell'elettronica. Dicono che non fa per loro, che non sono in grado e per questo genere di progetti ci sono gli americani. Una visione decisamente miope e masochista. Perotto, tuttavia, riesce a evitare il trasferimento e prosegue, dimenticato dal resto dell'azienda che oramai si occupa d'altro, con il suo progetto visionario, facendo progettare il design della macchina a Mario Bellini, un famoso designer dell'epoca. È il 1965 e siamo a New York. Il prototipo definitivo della “Programma 101” è finalmente pronto e in occasione del BEMA, ovvero il Salone delle Macchine per l’Automazione dell’Ufficio, la fiera piu' importante dell'epoca, viene presentato al grande pubblico. Questo primo PC ebbe un successo pazzesco e stavolta, a giudicarlo, non erano pià i capi d'azienda, che ben poco capivano di elettronica, ma le persone comuni. Tutti si chiedevano dove fosse il cavo che collegasse quella bellissima macchina a un “vero computer”: nessuno poteva credere che era quello il computer stesso. Il costo passò da 100.000 dollari dell'epoca di un computer tradizionale a poco più di 3.200 dollari. Tutti ne volevano uno e anche la NASA ne acquistò diversi esemplari. Purtroppo però in Olivetti, a parte il gruppetto di Perotto, non c'erano più i tecnici e gli ingegneri elettronici indispensabili sia per progettare ulteriori sviluppi del prodotto, sia per organizzare una rete commerciale in grado di vendere un prodotto ben diverso dalle macchine per scrivere o da calcolo. L’Olivetti cercò di richiamare tecnici e ingegneri che erano finiti alla OGE, ovvero alla General Electric, dove lavorano per gli americani, ma ci voleva tempo per ricostruire le competenze andate perdute, e l’industria americana, che aveva colto l’importanza delle novità introdotte dalla P101, non perse tempo per imboccare la stessa strada. Il resto è storia.
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Robert V. Kozinets
Robert V. Kozinets@Kozinets·
After about 9 months at $20/month, I've cancelled my paid ChatGPT subscription. I love the promise of it, but the unfortunate reality is that it is an (increasingly) unreliable service provider.
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pier luigi pinna
pier luigi pinna@pierpi13·
George Stinney Jr, di origine africana, fu la persona più giovane ad essere condannata a morte negli Stati Uniti nel Ventesimo secolo. Aveva solo 14 anni quando fu giustiziato sulla sedia elettrica. Durante il processo, persino il giorno della sua esecuzione, George ha sempre portato con sé la Bibbia, giurando di essere innocente. Fu accusato di aver ucciso due bambine bianche, Betty di 11 anni e Mary di 7, i cui corpi furono trovati vicino alla casa in cui l’adolescente viveva con i genitori. All’epoca, tutti i membri della giuria erano bianchi. Il processo durò solo 2 ore, e la sentenza fu annunciata 10 minuti dopo. I genitori del bambino furono minacciati e fu loro impedito l’accesso a corte, per poi essere espulsi dalla città. Prima dell’esecuzione, George trascorse 81 giorni in carcere senza la possibilità di vedere i suoi genitori. Fu tenuto in isolamento, a 100 chilometri dalla sua città, e fu interrogato da solo, senza avvocato e senza genitori. Fu giustiziato con 5380 volt in testa. 70 anni più tardi, la sua innocenza è stata finalmente provata da un giudice del South Carolina. Il bambino era innocente, ma fu ingiustamente accusato di un crimine agli occhi di alcuni ben più grave: essere nato nero. Condividere questo resoconto è un pugno nello stomaco. Non posso neppure lontanamente immaginare cosa abbia provato quel bambino innocente provatp della libertà, dell'affetto dei genitori e poi giudtiziato per un crimine mai commesso. Ma è essenziale sapere e ricordare. È essenziale ammettere che la discriminazione, sebbene in modo più subdolo, è una realtà ancora oggi e può avere effetti altrettanto letali, anche in Europa.. È importante condividere per ricordare a tutti perché siamo, io fra tanti, contrari alla pena di morte. Possa la sua anima innocente riposare in pace. Fonte: Kelvin Jurist Inanga Immagini: “Carolina Skeletons” (1991)
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Fuschillo Gregorio
Fuschillo Gregorio@fuschillogreg·
Ciao, stiamo conducendo una ricerca sugli appassionati di #Maradona. Se hai una bandiera, una maglietta, una sciarpa, un tatuaggio o qualsiasi altro gadget di Maradona, la tua storia ci interessa. #Napoli #D10S
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KEDGE Business School
KEDGE Business School@KedgeBS·
#Analyse 🔎 | @fuschillogreg, professeur associé de marketing à KEDGE, analyse la fracture socioéconomique entre le nord et le sud de l'Italie 🇮🇹 et la tension qui en résulte et se reflète aussi dans le football de la péninsule.
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Angelo Forgione ✒️
Angelo Forgione ✒️@angelo_forgione·
L'esposizione del "bottino di guerra", quella che i #napoletani combattono in un'Italia disomogenea e razzista. La razzia di #Napoli, città-nazione "in" Italia, non d'Italia. Uno #scudetto capovolto come la geografia del calcio. In attesa ch l'Italia venga unita. Aspetta e spera
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KEDGE Business School
KEDGE Business School@KedgeBS·
#Analyse 🔎 | @fuschillogreg, professeur de marketing à KEDGE, analyse le concept de marketing tribal à l’occasion de la rencontre régionale de la Breizh Marketing Akademi (@produitenbzh).
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