Francesco Gerli

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Francesco Gerli

Francesco Gerli

@gerlifra

Researcher and consultant around Impact, Innovation & Places. Previously academic. Phd. Views are my own.

Montevecchia, Lombardia Katılım Ocak 2013
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Guido Crosetto
Guido Crosetto@GuidoCrosetto·
Il 25 Aprile ho sempre festeggiato la liberazione dal nazifascismo. Non oggi che sono Ministro. Lo festeggiavo già da giovane sindaco del mio comune nel 1991, ricevendo dallo storico Presidente ANPI locale, il Geom. Giovanni Ghigo, socialista del PSI, ex partigiano, la tessera onoraria, ogni anno. La numero 1 era riservata al Sindaco da sempre. Anche nei 5 anni nei quali il Sindaco era stato il figlio dell’ex Podestà. Erano anni nei quali nell’Anpi c’erano i partigiani veri, quelli che avevano combattuto, quelli che avevano rischiato la vita. Quella tessera era qualcosa di importante, vero, serio, perché era un pezzo di storia vissuta . Mai a nessuno di loro sarebbe venuto in mente di allontanare dalla cerimonia, che facevamo davanti al municipio, la bandiera di qualcuno che stava combattendo per la propria libertà, come avevano fatto loro. Perché loro declinavano la parola Liberazione in senso universale: la liberazione italiana dal nazifascismo come pezzo della lotta più grande di tutta l’umanità contro la violenza, la sopraffazione, la follia della guerra, l’ingiustizia, l’invasione. Mai nessuno di loro avrebbe mancato di rispetto alla storia della Brigata Ebraica che era stata al loro fianco a combattere. Quelli però erano Uomini veri, persone vere, con valori veri, che avevano vissuto la Resistenza e credevano nella Giustizia e nei valori fondanti della Repubblica, non intollerante ed illiberale gentaglia come quella che abbiamo visto all’opera per reprimere la libertà di espressione: Ieri gente che forse non ha mai combattuto per altro che non fosse il proprio interesse individuale ha sputato sullo spirito del 25 aprile, senza nemmeno capirlo, senza rendersene conto. Hanno mancato di rispetto agli Uomini ed alle Donne che hanno perso la vita nella Resistenza perché chiunque potesse manifestare la propria idea in libertà, perché gli invasori fossero respinti, perché la violenza e la forza bruta trovassero chi aveva il coraggio di fermarle. Mi spiace per queste “persone” ma ci sarà sempre gente che invece continuerà a combattere e morire per la libertà e la giustizia, nonostante quello che persone come loro continueranno a fare per prevaricare.
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Lorenzo Ruffino
Lorenzo Ruffino@Ruffino_Lorenzo·
Il 45% degli italiani dichiara meno di 20 mila euro lordi l'anno e contribuisce per il 6,3% dell'Irpef totale. I dati sulle dichiarazioni dei redditi mostrano come come i redditi italiani siano molto compressi verso il basso.
Lorenzo Ruffino tweet media
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Papa Leone XIV
Papa Leone XIV@Pontifex_it·
Parto dall’ #Africa con un tesoro inestimabile di fede, di speranza e di carità: un tesoro fatto di storie, di volti, di testimonianze gioiose e sofferte che arricchiscono grandemente la mia vita e il mio ministero di successore di Pietro. Come nei primi secoli della Chiesa, l’Africa è chiamata a dare oggi un apporto decisivo alla santità e al carattere missionario del popolo cristiano. #ViaggioApostolico
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Pope Leo XIV
Pope Leo XIV@Pontifex·
I am deeply saddened by the recent escalation of attacks against Ukraine, which continue to afflict civilians. I express my solidarity with those who are suffering and assure all the Ukrainian people of my prayers. I renew my appeal for weapons to fall silent and for the path of dialogue to be pursued.
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Carlo Calenda
Carlo Calenda@CarloCalenda·
#Meloni ha avuto coraggio a fare ciò che andava fatto da tempo: dire basta questo pazzo. Il che è già più di quello che hanno fatto tanti altri. E spero davvero che davanti a questo attacco di #Trump al nostro paese saremo tutti compatti nel respingerlo al mittente
Ultimora.net@ultimoranet

FLASH— TRUMP: "SCIOCCATO DA MELONI, PENSAVO AVESSE CORAGGIO" ++ @ultimoranet "Con lei non parlo da molto tempo, non vuole aiutarci nella guerra. Pensavo avesse coraggio, mi sbagliavo". Così il presidente Usa al Corriere

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Luigi Marattin
Luigi Marattin@marattin·
Quello che penso del discorso della presidente @GiorgiaMeloni alla Camera. ———————————————- 1) Bene sulla politica estera, ma con una grave mancanza: continua a mancare una volontà di investire politicamente sulla costruzione di una sovranità europea. 2) attenderemo il provvedimento sul lavoro, annunciato - come ogni anno - per il 1 maggio. Il @Partito_Libdem fa due proposte: a) approvare la proposta di legge - nostra e di Azione - depositata alla Camera per la promozione e diffusione degli asili nido aziendali. b) decentrare maggiormente la contrattazione collettiva, detassando tutti gli aumenti retributivi che vengono dalla contrattazione territoriale, aziendale, di ambito. 3) sull’energia, manca la chiarezza di dire che l’Italia ha scelto di tornare al nucleare. Su questo, il @Partito_Libdem ha depositato un emendamento al provvedimento attualmente alla Camera. 4) fuori luogo la magnificazione della riforma fiscale (“quella che il paese attendeva da 50 anni”). Quello che il che vice-ministro Leo ha portato avanti in questi anni sono semplicemente interventi marginali - molti di buon senso, per carità- ma che non si sono neanche avvicinati lontanamente ad aggredire i nodi strutturali di un sistema fiscale vecchio, pesante, complesso. Su questo tema occorre avere il coraggio di dire che nell’arco di 5 anni la spesa pubblica può diminuire di 3 punti rispetto al tendenziale (scontentando chi vive dell’inefficienza del settore pubblico), da usare per rendere il sistema fiscale il più semplice d’Europa. 5) “non è nostro stile invitare tutti al bar a bere, e lasciare il conto da pagare” ha detto la presidente all fine del suo discorso. È una frase che, ovviamente, condividiamo pienamente. Ma sarebbe intellettualmente disonesto da parte nostra dimenticare che, invece, quel comportamento è esattamente quello che le parti più sovraniste e populiste della sua maggioranza hanno sempre, apertamente e coerentemente sostenuto. O si ha il coraggio di prendere concretamente le distanze da queste componenti, oppure difficilmente queste affermazioni saranno basate su solide basi.
Luigi Marattin tweet media
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Lorenzo Ruffino
Lorenzo Ruffino@Ruffino_Lorenzo·
In Italia, solo il 4% degli occupati ha trovato lavoro tramite un annuncio. Il canale più efficace? Le relazioni. Il 25% ha ottenuto il posto attuale grazie alla propria rete di conoscenze, il 32% attraverso un contatto diretto con l'azienda.
Lorenzo Ruffino tweet media
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Piercamillo Falasca 🇮🇹🇪🇺
Nota a margine della questione Santanchè: secondo “la Costituzione più bella del mondo”, il presidente del Consiglio non può revocare un ministro, né può proporre al Presidente della Repubblica la revoca. Dunque Meloni può sperare che Santanché si dimetta, ma non può revocarla direttamente. Per i poveri di spirito: non sto facendo l’elogio del premierato, la revoca dei ministri da parte del primo ministro si potrebbe introdurre anche senza toccare gli altri poteri ed equilibri.
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sana🪩
sana🪩@hawkeyescafe·
questo collegamento con il concerto di max è più delirante delle papere e dei papaveri fatte con l'ai prima #Sanremo2026
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Guido Crosetto
Guido Crosetto@GuidoCrosetto·
Sono arrivato a 62 anni senza aver mai avuto alcun tipo di problema con la giustizia. Mai un’indagine, un avviso di garanzia, né altro. Almeno fino a questo post… Non ho mai fatto parte di logge massoniche né deviate né di alcun altro tipo. Il centro di potere più forte che ho conosciuto nella mia vita é quello da cui ho visto distruggere vite, di uomini potentissimi e persone normali, talvolta senza ragione, senza prove, senza giustizia e senza che nessuno rispondesse di un’ingiustizia ad un altro uomo. Anche quando erano palesi le ingiustizie contro innocenti. É il centro di potere cui abbiamo affidato la ricerca della Giustizia. Ad un grande potere deve sempre corrispondere una grande responsabilità. Così non è stato, molte volte. Voglio aggiungere anche che mi considero amico di Gratteri e come lui sa bene l’ho difeso molte volte, perché ritenevo giusto farlo. Questa volta è indifendibile. Io voterò SÌ. Perché sono convinto sia un passo fondamentale per rendere più giusta la Giustizia. Perché penso sia un modo per dare la possibilità ai magistrati migliori di crescere senza dover rendere conto a nessuno, né fuori né dentro la magistratura. Perché penso sia il modo migliore per rendere libero ogni singolo magistrato. Perché voglio che ogni cittadino sia giudicato per ciò che ha fatto di sbagliato e non se ha idee politiche diverse. Sono convinto che il SÌ non debba essere una scelta politica ma di civiltà e che il NO sia solo un modo per continuare ad usare la Giustizia in modo parziale e partigiano. Ciò detto non mi sento nemmeno offeso dalle sue parole. No, perché so che non ci crede nemmeno lui e so che non sono dettate dalla verità ma dalla necessità di difendere prerogative di potere superiore a tutti gli altri cittadini. Io voterò SÌ senza insultare chi voterà NO ma solo per cercare di fare un passo avanti nella civiltà giuridica.
Ermes Antonucci@ErmesAntonucci

“Voteranno per il No le persone perbene. Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”. Le incredibili parole di Nicola Gratteri, procuratore di Napoli

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Luigi Marattin
Luigi Marattin@marattin·
Il punto - che per quanto ci si sforzi, non si riesce mai a farvi capire - che se si tassano con una patrimoniale “solo quelli come Cuccinelli”, si raccoglie un gettito sufficiente non a risolvere i problemi della sanità o della scuola, ma a pagarci un paio di cene l’anno a tutto il direttivo di Sinistra Italiana. E questo per un motivo molto semplice: in Italia i “super ricchissimi” sono pochi. Sono pochi perché questo non è un paese in cui sia particolarmente conveniente venire a investire e particolarmente facile accumulare nuova ricchezza. Abbiamo solo quella vecchia, che si sta tra l’altro rapidamente riducendo. Ecco uno dei tanti motivi per cui la patrimoniale è un boomerang: perché una volta che vi sarete accorti che il gettito risultante è irrilevante (non certo quei “26 miliardi” di cui favoleggiate), allora sarete costretti ad allargarla anche a chi ha una casetta al mare e quattro risparmi per far studiare il figlio. E questi ultimi non sono Brenelli Cuccinelli: sono i poveri cristi più tartassati di tasse del mondo occidentale (Fonte: Taxing Wages 2024, Ocse), quel ceto medio che da solo paga quasi la metà dell’Irpef italiana e a cui non solo non pensa più la sinistra, ma neanche la destra.
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Guido Crosetto
Guido Crosetto@GuidoCrosetto·
@claudioborghi Pensa un po’ se non riesci a capire nemmeno un tweet in italiano come avrai capito il rapporto in inglese. Indipendentemente dal giudizio su tutti gli errori fatti come UE che, come sai benissimo, non ho mai mancato di rimarcare.
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Guido Crosetto
Guido Crosetto@GuidoCrosetto·
Da 3 anni, in privato, incontri, riunioni dei ministri, interviste, dico ciò che ieri è stato codificato nella Strategia di Sicurezza Nazionale USA e cioè che il rapporto con l’EU sarebbe mutato e che le garanzie di difesa regalate dopo il ‘45 sarebbero finite velocemente. Era chiaro, evidente. Con una tempistica più accelerata di quella che temevo (pensavo concedessero 2/3 anni in più) é accaduto ciò che era previsto. La traiettoria della politica americana era evidente già prima dell’avvento di Trump che ha soltanto accelerato un percorso irreversibile. Gli USA hanno in corso una competizione sempre più difficile, complessa e dura con la Cina e ogni loro atto, decisione, comportamento, deve essere letto in questo scenario. Trump ha semplicemente esplicitato che l’EU gli serve poco o nulla in questa competizione. Perché non ha risorse naturali particolarmente rilevanti o utili. Perché sta perdendo la competizione sull’innovazione e la tecnologia. Perché non ha potere militare. Perché, rispetto ai nuovi attori del Mondo, é piccola, lenta e “vecchia”. I motivi per cui lo abbia fatto anche con un po’ di asprezza non sono nemmeno loro una sorpresa perché i suoi giudizi (e quelli di molti esponenti repubblicani o maga) su alcune posizioni e scelte politiche dell’Unione sono note da anni. Ma il tema principale non è l’EU. Come si nota dal poco spazio dedicato al vecchio continente, nella strategia resa nota ieri. Ogni decisione, ogni atto futuro sarà affrontato con un solo obiettivo: il rafforzamento degli USA nella competizione con la Cina. Un approccio pragmatico, senza sentimenti o legami, utilitaristico ed esclusivamente orientato alla supremazia economica e tecnologica nei prossimi anni perché significa supremazia in questo secolo. Nulla di nuovo, per chi lo avesse seguito negli anni, nulla di strano rispetto alla visione americana consolidata. É questo scenario (come dicevo ampiamente previsto) quello nel quale devono essere definite le scelte, le decisioni, le strategie delle nazioni più piccole (come noi). Perché anche noi abbiamo bisogno di risorse. Perché anche noi abbiamo bisogno di tecnologie. Perché anche noi abbiamo bisogno di far crescere la nostra economia e difendere il nostro spazio di ricchezza. Non per esercitare una supremazia su qualcuno ma per garantirci futuro. Nel frattempo però la pessima notizia è che dovremmo (per me dovremo) pensare a ciò che finora ci avevano fornito “gratuitamente”, i nostri alleati statunitensi: la sicurezza, la difesa e la deterrenza. Non parlo solo di quelle militari. Per scelta politica in questi anni abbiamo costruito e consolidato una grande quantità di rapporti bilaterali con nazioni che ci possono aiutare nel percorso futuro (in Africa, Golfo, Asia, Sud America, Australia) per garantire e rafforzare la sicurezza economica, energetica e di approvvigionamenti strategici. Per scelta abbiamo contribuito a dare un piccolo impulso positivo ad un’Europa che aveva perso il contatto con le traiettorie del Mondo pensando di poterlo plasmare a sua immagine e somiglianza. Piccolo, perché le resistenze ideologiche e burocratiche che rifiutano un approccio veloce e pragmatico alle evoluzioni della realtà sono fortissime e sedimentate. L’Europa è anche però un luogo naturale dove poter trovare partners per fare ciò che da soli siamo troppo piccoli per realizzare. Ad esempio è chiaro che la “soglia di ingresso” finanziaria per recuperare il tempo perso su tecnologie fondamentali richiede una quantità di investimenti pubblici e privati tali che anche per 27 nazioni sono pesanti. Ma vanno fatti, per sopravvivere. Stesso discorso per la Difesa: più siamo, più é forte, meno costa. Siamo nel pieno centro di cambiamenti epocali. Occorre vederli, capirli ed orientare la nave, come in mare durante una tempesta. Perché, come accade in mare, nessuno, nemmeno i più grandi sono in grado di controllare i flussi dei tempi nei quali viviamo, ma ognuno é costretto ad affrontarli navigando al meglio.
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Papa Leone XIV
Papa Leone XIV@Pontifex_it·
Il mondo ha bisogno di imprenditori e comunicatori onesti e coraggiosi, che abbiano cura del bene comune. A volte si sente dire: “Business is business!”. In realtà, non è così. Nessuno è assorbito da un’organizzazione al punto da diventarne un ingranaggio, o una semplice funzione. E neppure c’è vero umanesimo senza senso critico, senza il coraggio di porsi domande: dove stiamo andando? Per chi e per cosa stiamo lavorando? In che modo stiamo rendendo il mondo migliore?
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Enrico Costa
Enrico Costa@Enrico__Costa·
Il primo eletto di Forza Italia alle elezioni regionali della Valle D'Aosta è Marco Sorbara. Era già consigliere in Val d’Aosta quando, il 23 gennaio 2019, sono andati a prelevarlo di notte alle 3.15, per sbatterlo 45 giorni in isolamento, per 33 non ha visto nessuno. Oltre 900 giorni in custodia cautelare. Assolto: il fatto non sussiste. La Procura ha presentato ricorso in Cassazione, respinto. Fu un caso di scuola di processo mediatico e marketing giudiziario, con tanto di nome all'inchiesta e conferenza stampa. Qui sotto uno stralcio del mio articolo scritto 4 anni fa su "Il Foglio", quando Marco Sorbara fu assolto in appello. "L'inchiesta era stata denominata "Geenna". Come osservava la Stampa, “L’operazione ‘Geenna’ prende il nome dalla Bibbia e significa luogo di eterna dannazione: deriva da una valle alle porte di Gerusalemme che fu segnata di anatema dal re Giosia per essere divenuta sede del culto di Moloch, che imponeva la pratica di bruciare in olocausto i bimbi dopo averli sgozzati, diventando scarico dei rifiuti della città e luogo dove gettare le carogne delle bestie e i cadaveri insepolti dei delinquenti”. Appare evidente il parallelismo studiato con la morfologia della regione oggetto delle indagini. Non e' stato semplice scrollarsi di dosso quell’abbinamento. Perché certe impronte restano impresse nella storia. E resistono alle assoluzioni e ai proscioglimenti. Una scelta accurata quella dei nomi assegnati alle indagini, brevi il giusto per i titoli dei giornali, ficcanti come lame, marchi indelebili su chi ne è coinvolto, assolto o condannato non importa. Chiunque si trovi sulla traiettoria del marketing giudiziario, perché di questo si tratta, è bollato per sempre. Perché il nome dell’inchiesta, sapientemente impastato con la conferenza stampa, con i trailer, con le intercettazioni, con i titoli di giornali, con il frullatore della rete, non lascia scampo. E sopravvive agli eventi processuali. Le sentenze? Buone per il casellario, non certo per ribaltare fiumi di inchiostro. Un marketing non solo tollerato, non solo a opera di pochi, ma sistematico. Molte inchieste vengono rappresentate come fossero dei film. C’è un titolo, un trailer, una conferenza stampa nella quale si proiettano gli arresti, le perquisizioni, i pedinamenti, le intercettazioni anche vocali. Infine, c’è il botteghino di questo capolavoro che è la rete. Eppure si tratta un film in cui parla solo la campana dell’accusa, la difesa non viene citata nemmeno nei titoli di coda. Ma va sottolineato anche che buona parte dei pm lavora silenziosamente, e soffre la spettacolarizzazione che fanno pochi, ma rumorosi colleghi (che poi magari si buttano in politica). Le cronache ci danno un riscontro quotidiano della fantasia a senso unico nel battezzare i fascicoli. Dall’operazione Waterloo a quella Petrolmafie, piuttosto che Evasione continua, Metastasi, Farmabusiness, Crimine, Pelli Sporche, Appaltopoli, Università Bandita, Sotto Scacco, Conte Ugolino, Sistemi criminali, Ecoboss, Falsa politica sono inchieste che finiscono con condanne, ma talvolta anche assoluzioni o proscioglimenti prima del processo. E uno stato di diritto deve pensare a chi, innocente, finisce in questo ingranaggio. Il marketing giudiziario è quanto di più pericoloso, incivile, illiberale, arbitrario. Soprattutto perché è studiato per far conoscere e apprezzare un prodotto parziale, non verificato, non definitivo: l’accusa. Un prodotto – per quanto per quanto modificabile e smentibile – presentato all’opinione pubblica come oro colato. I media, sempre pronti a evocare il rischio bavaglio a chi invoca la presunzione d’innocenza, assorbono e trasmettono acriticamente. Con quale spirito critico molti giornalisti seguono le indagini e assorbono le informazioni trasmesse dagli inquirenti? L’interesse immediato non è quello di approfondire, ma di pubblicare al più presto. E seguire l’impostazione accusatoria, visto che in quella fase la difesa ancora non è pervenuta.
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Youtrend
Youtrend@you_trend·
🗳 Elezioni regionali in #ValledAosta, scrutinio al 22,8%: Union Valdôtaine 25,7% Autonomisti di Centro 13,8% FI - Insieme - Renaissance 12,7% FdI 11,7% PD 9,7% Lega 8,8% VdA Aperta 6,6% AVS 6,5% VdA Futura 4,5%
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Anna
Anna@Anna02367168·
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Sabrina alta densità
Sabrina alta densità@alta_densita·
@mariolavia E grazie anche a Gentiloni che finalmente li sta prendendo a calci, i liceali del Pd
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Carlo Calenda
Carlo Calenda@CarloCalenda·
Bene. Delle due l’una ⁦@matteosalvinimi⁩: o lasci la maggioranza che sostiene l’Ucraina o ti qualifichi da solo come un buffone. Uno che per la poltrona dice una cosa e ne fa un’altra. Purtroppo gli italiani sanno già a che categoria appartieni.
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Italia Viva
Italia Viva@ItaliaViva·
"È finalmente uscito il simbolo sotto cui correremo alle prossime regionali. Eccolo: si chiama CASA RIFORMISTA e coinvolgerà Italia Viva ma anche tutti quelli che vogliono creare uno spazio che bilanci AVS, Cinque Stelle e il nuovo PD. Lo troverete nelle regionali in Calabria, in Toscana e anche - più in là - nelle prossime sfide a cominciare dalla Campania." @matteorenzi #enews1055
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