Giulietto
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Giulietto
@giuliorama
antifascista..#facciamorete.. io voto no..





L’inchiesta su Zapatero sostenuta dall’Homeland Security americana viene letta nelle cancellerie europee come un messaggio a tutti i governi che hanno sfidato Trump. Nelle cancellerie europee gira una battuta diventata improvvisamente molto seria: “Il problema non è perdere le elezioni. Il problema è finire nel radar americano”. Ed è esattamente questo il clima che si sta respirando tra Bruxelles, Madrid, Parigi e perfino Roma dopo l’esplosione del caso che sta travolgendo l’ex premier socialista spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, padre politico di Pedro Sánchez. Perché a far tremare i palazzi del potere europeo non è soltanto l’inchiesta per traffico di influenze, riciclaggio e fondi opachi legati al salvataggio della compagnia Plus Ultra. No. Il dettaglio che ha gelato mezzo continente è un altro: l’intervento diretto del Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti, il potentissimo DHS, che ha collaborato ufficialmente con la polizia spagnola fornendo elementi investigativi decisivi. Tradotto dal linguaggio diplomatico: Washington ha acceso il faro. E quando Washington accende il faro, soprattutto nell’era trumpiana, nessun leader europeo dorme tranquillo. A Washington il vero bersaglio politico non sarebbe soltanto Zapatero.

Il #28maggio 1974, ore 10, Piazza della Loggia a Brescia. Durante un comizio antifascista, nascosto in un cestino dei rifiuti esplode un kg di tritolo. 8 morti e 102 feriti. Condannati i 3 esecutori materiali di #OrdineNuovo e uno dei mandanti (C. M. Maggi), gli altri assolti.


@LaStampa E quegli scranni vuoti dei deputati neo-fascisti.















