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Infatti, grazie ragazzi
Croxy@eac__00
Non vorrei gufarla ma quest'anno si scrive la storia del Milan
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Milano addosso. Con orgoglio.
Dove concentrazione e istinto si incontrano.
La nuova maglia è arrivata.
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Lo strapotere dell’Inter in Italia
Parlare di valore dei giocatori è sempre rischioso, perché i valori di mercato non sono misure oggettive. Dipendono da età, contratto, ruolo, contesto, percezione e momento sportivo. Però, se usati con cautela, possono aiutare a leggere la solidità di una squadra.
Nel caso dell’Inter, il dato è molto forte: la rosa vale oggi 636,3 milioni, a fronte di un costo storico dei cartellini di 307,9 milioni. Significa che per ogni euro speso l’Inter ha oggi circa 2,07 euro di valore rosa, cioè un ROI del 106,7%.
Il ROI però va interpretato. Valorizzare partendo da una base bassa è più semplice: se un club compra giocatori a costi contenuti, ha più margine per moltiplicarne il valore. Questo non toglie merito a realtà virtuose come il Como, che infatti ha un ROI molto alto (101,8%), ma il confronto cambia quando si considera la scala dell’investimento.
Il Como raggiunge quel rendimento con una rosa costata 174,3 milioni. L’Inter lo fa con una rosa costata quasi 308 milioni. Per una big, il compito è più complesso: non basta valorizzare, bisogna farlo mentre si resta competitivi e si comprano giocatori già pronti per vincere.
Per questo ho confrontato il ROI con il costo di costruzione della rosa. In Serie A la tendenza è chiara: più aumenta la spesa iniziale, più tende a diminuire il ROI. L’Inter è l’eccezione principale. Il suo ROI atteso, in base alla relazione tra costo e rendimento, sarebbe circa 51%; quello reale è 106,7%.
Questo dice che l’Inter non valorizza solo tanto in assoluto, ma valorizza più di quanto ci si aspetterebbe per la sua scala di investimento. In Italia, nessun’altra squadra combina allo stesso livello costo della rosa, rendimento sportivo e crescita del valore dei giocatori.

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L’Inter nel confronto europeo
Se in Italia l’Inter è chiaramente sopra la tendenza, in Europa il confronto cambia. Rispetto alle big europee del campione, questo dato non basta per essere tra i migliori casi assoluti di valorizzazione.
La relazione generale resta la stessa: più aumenta il costo di costruzione della rosa, più diventa difficile mantenere un ROI alto. I club che spendono molto comprano spesso giocatori già affermati, quindi con meno margine di rivalutazione. In questo quadro, l’Inter è efficiente, ma non è ancora al livello di Barcellona, Bayern e Real Madrid.
Il dato dei residui aiuta a capirlo. In Serie A l’Inter aveva un ROI atteso di circa 51%, contro un ROI reale del 106,7%: quindi era molto sopra la tendenza. Nel confronto europeo, invece, il ROI atteso per una squadra della sua scala è circa 152,1%. Il ROI reale resta alto, ma il residuo diventa negativo: circa -45,4 punti.
Questo non significa che l’Inter valorizzi poco. Significa che il benchmark europeo è molto più alto. Barcellona, Bayern e Real Madrid non hanno solo più ricavi o più appeal: hanno anche sistemi di valorizzazione interna molto più storici e strutturati, con squadre B o seconde squadre attive da decenni.
Questa può essere una chiave di lettura importante, anche se va trattata come ipotesi e non come prova. Una squadra B stabile permette di dare minuti competitivi ai giovani, riduce la dipendenza dagli acquisti esterni e può aumentare il valore prodotto internamente. L’Inter ha iniziato solo ora a muoversi in questa direzione, quindi è normale che non abbia ancora lo stesso tipo di infrastruttura.
Il confronto con PSG, Arsenal e Manchester City mostra l’altro lato del problema: quando non hai un sistema B forte e continuo, spesso devi compensare con investimenti molto più alti. Questi club hanno costruito rose costate tra 822,5 milioni e 1,1 miliardi, cioè circa 2,7-3,6 volte il costo storico della rosa dell’Inter.
Quindi il punto non è che l’Inter sia lontana dall’Europa per efficienza. Anzi, il suo ROI resta molto competitivo. Il punto è che le migliori big europee uniscono efficienza, scala economica e produzione interna di valore.
In Italia l’Inter è già il modello più completo. In Europa è una squadra molto efficiente, ma per avvicinarsi alle superpotenze deve aumentare scala e infrastruttura senza perdere la capacità di valorizzare.

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