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Luciano
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Luciano
@macfaddish
Scienze Politiche a Cagliari. Viaggio in solitario fino al circolo polare. Agente del Governo.Impegno in politica e nel sindacato ovviamente autonomo.. Come me
Iglesias, Sardegna Katılım Eylül 2019
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Sarebbe il primo fascista a diventare capo dello stato... Quello che dette le dimissioni il 26 luglio 1943 era solo capo del governo.
Frenkie_Woody@Frenkie_Woody
Fantapolitica o scenario reale? 🏛️ Negli ambienti politici si torna a parlare dei futuri equilibri istituzionali e c'è chi azzarda l'ipotesi: Ignazio La Russa come prossimo Presidente della Repubblica. Dopo la seconda carica dello Stato (Presidente del Senato), il Colle sarebbe il passaggio supremo... ma anche il più discusso. Voi come la vedete? Svolta storica o fantascienza pura? 👇
Iglesias, Sardegna 🇮🇹 Italiano
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Il mio cuore sanguina. La mia anima non ha pace. Perché non sono fatta per vivere certe cose. Perché ci sono immagini che non dovrebbero esistere.
Ci sono pianti che nessuno dovrebbe mai sentire.
facebook.com/reel/210574203…
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Nessun aggettivo vorrebbe essere accostato a Ignazio Benito La Russa
Frenkie_Woody@Frenkie_Woody
Qual è l’aggettivo perfetto per Ignazio La Russa?
Iglesias, Sardegna 🇮🇹 Italiano
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The Netherlands has become the first country in the world to successfully eliminate stray dogs, ensuring that every dog has a home.
This remarkable achievement stems from a combination of strict animal welfare laws, large-scale spaying and neutering programs, and a strong culture of responsible pet ownership. The Dutch government has long supported widespread sterilization initiatives and enforces tough penalties for animal abuse and abandonment.
While an estimated 200 million stray dogs exist worldwide, the Netherlands stands out as a global leader. In Dutch cities, it is common to see dogs riding in bicycle baskets, relaxing under café tables, and even joining their owners on public transport, a reflection of how deeply integrated pets are into everyday life.
The country now serves as an inspiring model for animal welfare, demonstrating how coordinated policy, cultural awareness, and compassion can effectively solve a challenge that continues to affect many other nations.

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L'orrore dei quattro cuccioli morti per il caldo sul terrazzo di un immobile disabitato nel centro storico di Sciacca (Agrigento) finirà in tribunale. Il proprietario dei cani è stato già denunciato, dalla polizia municipale, alla procura per maltrattamenti d'animali e uccisione di animali d'affezione. "Ma il responsabile, anche se riconosciuto colpevole, con l'attuale legge non sconterà un solo giorno di carcere" #ANSA
ansa.it/sito/notizie/c…
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Un presidente decise di assumere tre milioni di giovani disoccupati.
Non per costruire fabbriche.
Non per scavare miniere.
Ma per piantare alberi.
Molti pensarono che fosse una follia.
Novant'anni dopo, milioni di americani continuano a camminare tra i boschi, i sentieri e i parchi nati da quella decisione.
Nel 1933 gli Stati Uniti stavano vivendo uno dei periodi più difficili della loro storia. La Grande Depressione aveva lasciato milioni di persone senza lavoro e vaste aree del patrimonio naturale erano state compromesse da anni di sfruttamento e degrado.
Fu allora che il presidente Franklin Delano Roosevelt lanciò un progetto destinato a cambiare il volto del Paese.
Nacque il Civilian Conservation Corps, conosciuto anche come la "Tree Army", l'Esercito degli Alberi.
L'obiettivo era tanto semplice quanto ambizioso: offrire un'opportunità ai giovani disoccupati e, allo stesso tempo, recuperare foreste, parchi e territori abbandonati.
Tra il 1933 e il 1942 oltre tre milioni di ragazzi, per lo più tra i 18 e i 25 anni, aderirono volontariamente al programma.
Venivano inviati in campi immersi nella natura, dove vivevano e lavoravano seguendo un'organizzazione ispirata alla disciplina militare.
Costruivano ponti, aprivano sentieri, realizzavano rifugi, combattevano gli incendi boschivi e contribuivano alla tutela del patrimonio naturale americano.
In cambio ricevevano vitto, alloggio e uno stipendio di 30 dollari al mese.
Di quella somma, però, 25 dollari venivano inviati direttamente alle loro famiglie, offrendo un aiuto concreto a chi stava affrontando gli anni più duri della crisi economica.
I risultati superarono ogni aspettativa.
Nel corso del programma furono piantati circa tre miliardi di alberi, quasi la metà degli alberi piantati negli Stati Uniti nell'ambito di programmi di riforestazione fino a quel momento.
Gli uomini del Civilian Conservation Corps contribuirono inoltre alla costruzione di infrastrutture in oltre 800 parchi statali e nazionali, lasciando in eredità migliaia di chilometri di sentieri, ponti, rifugi e aree attrezzate che ancora oggi vengono utilizzati da milioni di visitatori.
Nel 1942, con l'ingresso degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale, il programma giunse al termine.
Molti di quei giovani passarono dalle pale e dagli attrezzi al servizio militare.
Le opere che avevano realizzato, però, rimasero.
A distanza di decenni, gran parte dei parchi nazionali americani continua a conservare strutture costruite proprio da quei ragazzi.
È una delle dimostrazioni più concrete di come investire nelle persone possa trasformarsi anche in un investimento per l'ambiente.
Perché Roosevelt non diede soltanto un lavoro a milioni di giovani.
Lasciò alle generazioni future foreste, sentieri e parchi che ancora oggi raccontano il valore di quella scelta.

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