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Matteo Burico
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Matteo Burico
@matteoburico
#Sindaco di #CastiglioneDelLago Ho scritto Il Portiere - La solitudine nel gioco di squadra più bello del mondo: la politica
Katılım Mayıs 2009
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Se volete essere più sereni...
(e magari anche un filo più svegli)
Ascoltate un po' meno il frastuono dei TG e dei social - quel jukebox impazzito che passa sempre la Stessa canzone... solo con titoli diversi.
E aprite qualche libro in più.
Sì, lo so...
non vibra, non notifica, non urla "ULTIM'ORA!!!" ogni tre minuti.
Però - strano a dirsi -
fa pensare.
E ogni tanto...
fa pure capire.
È meno rumoroso, ma molto più pericoloso.
Leggere non vi renderà perfetti...
ma almeno un po' meno telecomandati.
E già quello, oggi, è rock.
#pensierodelgiorno #vascolive

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Grandi raga bravissimi a perdere apposta per boicottare i mondiali in america contro le logiche guerrafondaie di Trump
#BosniaItalia
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matteoburico.it/born-in-the-u-…
Thank you Bruce
Streets of Minneapolis.
@springsteen
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“Ho fatto un’operazione alla schiena.
Una di quelle che dovrebbero cambiarti la vita in meglio, restituirti movimento, sollievo, libertà.
E invece no.
Questa non è andata bene.
E da otto mesi mi ha costretto su una sedia a rotelle.
Lo dico senza giri di parole: ho attraversato momenti di grande depressione.
Ho guardato in faccia il pensiero più oscuro, quello che non vorresti mai ammettere nemmeno a te stesso.
Ho pensato di farla finita.
Perché non ero indipendente.
Perché non riuscivo più a riconoscermi.
Perché mi sentivo un peso — inutile, fragile, spezzato.
Inutile agli altri, certo.
Ma soprattutto inutile a me stesso.
La mia energia, quella che ha sempre fatto parte di me, si era diluita.
Si era dispersa.
Sembrava evaporata.
È stata dura.
Dura davvero.
Poi, un giorno come un altro, ho pensato: “C’è chi sta peggio.”
E non per negare la mia sofferenza, ma per ricordare a me stesso che la mia vita è stata piena, profondissima, rumorosa.
Ho realizzato tanti sogni.
Ho conosciuto teatri pieni, set incandescenti, amori persi e ritrovati, risate che fanno tremare il diaframma.
La vita mi ha dato tanto.
E può ancora darmi tanto.
Per cui no, non devo lamentarmi.
E soprattutto: non voglio lamentarmi.
Non voglio cedere tutto al dolore, non voglio consegnargli l’ultima parola.
Ora sto facendo delle terapie.
Sto provando a riprendermi.
A piccoli passi.
Non sono autonomo, non ancora.
Però lavoro, provo in teatro, vado ai concerti.
Guardo il mondo da una prospettiva diversa, a mezz’altezza.
E va bene così.
Perché, nonostante tutto, sono ancora qui”.
Alessandro Haber

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#Trump annuncia l’attacco ai #narcos in #Venezuela.
La geopolitica come serie TV: cambiano le stagioni, non il copione.
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